Immagine
 ufficiostampa.isd@gmail.com - segreteria.isocialdemocratici@gmail.com... di Ufficio Stampa
 
"
Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

BELINSKIJ
"
 
\\ Home Page : Storico : Verso il XXVIII Congresso Nazionale del PSDI (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, disposti in ordine cronologico.
 
 

Cari compagni,

con l’approvazione delle norme per il XXVIII Congresso è avviata la strada che dovrà portarci - nei mesi di settembre ed ottobre - ad una profonda riflessione sulle prospettive del PSDI e le scelte politiche ed organizzative.

All’appuntamento dobbiamo arrivarci con la forte mobilitazione dei territori che deve concretizzarsi attraverso una campagna di tesseramento che avvicini nuovi e vecchi compagni.

In tal senso sollecito il Vostro impegno, perché le norme siano diffuse anche sui vostri siti, ove ne disponiate. Nella certezza che vorrete mobilitarVi perché il Vostro territorio, secondo tradizione, possa essere ben rappresentato, Vi invio cordiali saluti.

Mimmo Magistro 

 

clicca qui per scaricare la riassuntiva del tesseramento 2008-2009-2010 - al 28.05.2010

clicca qui per scaricare le modalità per il tesseramento

 

MARIO ENTITA' nuovo Segretario Regionale del PSDI della Sicilia

di A. Petrosino


Mentre si leva, alto, il canto dell'Internazionale, Mimmo Magistro, Segretario Nazionale del PSDI, varca la soglia della sala “Leonardo” del Jolly Hotel di Catania, e non crede ai suoi occhi.

Vivida, l'immagine di Saragat esce dall'ingrandimento di un'istantanea e sembra venire incontro a quelli che entrano. Accanto, il grande poster con la vecchia foto sgranata del palco della presidenza nel giorno della rinascita del Partito Socialista dei Lavoratori Italiani.

Ed ecco, d'incanto, nella tiepida primavera siciliana si materializza Palazzo Barberini, il simulacro della Sala Borromeo proprio così come i ragazzi della FGSI di Matteo Matteotti e Leo Solari l'addobbarono in quel freddo gennaio del '47. Ecco i ritratti di Filippo Turati, col cappello di feltro dalle larghe falde, di Bruno Buozzi e Giacomo Matteotti, (tutti e tre) i grandi martiri socialisti. Ecco la barbuta oleografia di Marx, che all'assise un po' spaesata dei socialdemocratici siciliani di un nuovo millennio, forse ricorda il “vecchio dio” di Pirandello.

C'è qualche occhio lucido, vecchi compagni che non si vedevano da tempo si abbracciano, un cartello detta lo slogan “Una nuova sinistra è possibile”, un altro informa: “Assemblea Congressuale Regionale straordinaria del PSDI della Sicilia - Catania, 11 aprile 2010”. Applausi accolgono l'elezione della presidenza del Congresso e delle commissioni, poi si fa silenzio, ed Antonello Longo, responsabile regionale del Partito, inizia la sua relazione.

Il Partito Socialista Democratico Italiano è molto piccolo ma è un partito vero, perché collega la sua politica di oggi ad un sistema di idee, di ideali, di riferimenti storici e culturali che ha radici profonde nell'Europa anche se è scarsamente rappresentato nella società italiana.

È la visione del Socialismo, non un residuato dell'ottocento ma un elemento politico vivo ed attivo che ha determinato, o ha concorso a determinare, tutte, nessuna esclusa, le conquiste di civiltà, di progresso, di umanità, di giustizia che hanno portato, nel corso di poco più di un secolo, l'elevazione morale e materiale – come una volta si diceva – dei popoli.

Se i compagni di Catania ancora una volta hanno passato la notte in bianco per ciclostilare vecchi discorsi e riprodurre in questa sala l'iconografia di Palazzo Barberini, non vuol dire che vogliamo diventare una setta di nostalgici tardo-marxisti ma che qui tra noi c'è un fortissimo senso di appartenenza e una straordinaria passione politica. E quando la passione e gli ideali vengono relegati negli angoli bui della politica, viene da chiedersi cosa mai sia diventata la democrazia italiana.”

Ma oggi siamo qui per parlare della Sicilia...

E comincia a parlarne, Antonello Longo, in un profluvio di parole che dura due intere ore. Eppure i delegati ascoltano pazienti, perché c'è voglia di sentire, di sapere, di capire su quali posizioni, con quale proposta, usando quali strumenti una pattuglia di coraggiosi può rendersi visibile, può sfidare il sistema dei grandi partiti, può portare un contributo effettivo a cambiare le cose – troppe – che non vanno.


NELLA FOTO: I delegati al Congresso durante la relazione di Antonello Longo

Rimproveriamo ai governi nazionali di centrodestra e centrosinistra di avere danneggiato il Mezzogiorno d'Italia e la Sicilia con scelte di politica economica scellerate, che hanno sottratto grandi fette delle risorse destinate dalle politiche di coesione sociale dell'Unione Europea alle aree più svantaggiate. Ammettiamo le colpe e i ritardi delle classi dirigenti siciliane ma adesso è tempo di reagire, di difendere gli interessi di un popolo che rischia di non entrare mai in sintonia con i grandi processi di sviluppo, di salvaguardare le prerogative dello Statuto speciale nell'attuazione del federalismo fiscale.”

L'affermazione di una forte componente autonomista rende il quadro politico siciliano molto diverso da quello nazionale. Noi condividiamo la necessità di riequilibrare a favore del Sud i rapporti di forza nel Parlamento e ci proponiamo di portare al movimento delle autonomie il contributo indipendente ed autorevole di una componente laica, riformista e socialista.”

Immaginiamo per la Sicilia un diverso modello di sviluppo, valorizzando le vocazioni vere di questa terra: una nuova agricoltura, con le coltivazioni biologiche e l'agriturismo, il recupero e la salvaguardia dell'ambiente naturale e dei centri urbani, il turismo, la cultura, l'istruzione, la ricerca, i servizi, lo snodo dei commerci nel Mediterraneo, le piccole imprese artigiane e l'industria leggera elettronica e componentistica, l'informatica, lo sviluppo delle fonti di energia alternativa. Mai più industrie pesanti e inquinanti, mai più cementificazione selvaggia, mai più degrado dei centri storici, mai più campagne abbandonate.”

Ma queste rimarranno vuote parole se non si verificheranno le due pre-condizioni indispensabili perché possa essere scelto e avviato qualsiasi tipo di sviluppo economico: la realizzazione delle infrastrutture per un sistema moderno (o quantomeno civile) di mobilità e trasporti, a cominciare dal famoso ponte sullo Stretto di Messina, e la garanzia della sicurezza delle persone e dei loro beni nel nostro territorio.

Contrastare la mafia e allentare la morsa spietata del crimine che soffocano ogni afflato civile ed economico deve essere impegno assoluto e pregiudiziale della politica, della società, dello Stato. Ma è altrettanto importante fermare e ribaltare i pregiudizi e i giudizi sommari prodotti dalla cattiva politica e dall'informazione strumentale, che toglie dignità e allontana opportunità.”


NELLA FOTO: L'On. Salvatore Lo Turco, a fianco del Segretario Nazionale Mimmo Magistro, risponde al saluto  dei delegati che lo acclamano alla presidenza. Sullo sfondo i ritratti di Turati, Matteotti e Buozzi ed il manifesto del Congresso, che riproduce la prima tessera PSLI del 1947.

Adesso è la volta del Segretario Nazionale. Mimmo Magistro parla della sua emozione nel vedere i simboli della storia socialista e come attorno a questi si unisce il Partito siciliano: “Il PSDI è vivo in tutta Italia, pur tra mille difficoltà, ogni giorno ci sono adesioni nuove, anche da parte di giovani. Non siamo stati assenti dalle elezioni regionali di marzo e dobbiamo prepararci per riportare il nostro simbolo sulle schede in tutti gli appuntamenti elettorali del prossimo futuro.”

Difendere l'identità socialista, riformista, federalista del PSDI, lottare per il Sud, pretendere le riforme che servono al Paese per uscire da un'eterna transizione, a partire dal fisco e dalla giustizia, aprire una grande offensiva di verità e di libertà per stanare un centrosinistra sempre più prigioniero di una vocazione conservatrice e giustizialista; ecco la nostra linea politica.”

Fra pochi mesi celebreremo il XXVIII Congresso nazionale: il mio impegno è rivolto a costruire quel modello di partito organizzato su base federalista che ha segnato l'alleanza, la forte intesa tra me, i compagni siciliani e quelli della Puglia che portò all'approvazione del nuovo Statuto e alla definizione dell'attuale gruppo dirigente nazionale che vede ora il compagno Antonello Longo tornare a dedicarsi pienamente al suo ruolo di vice-segretario vicario, lasciando l'incarico commissariale in Sicilia con la democratica ricostituzione degli organismi regionali.”


NELLA FOTO: Stefano Gullo, Presidente della Commissione Regionale di Garanzia del Congresso; il Commissario regionale Antonello Longo; il Segretario Nazionale del PSDI Mimmo Magistro e l'On. Salvatore Lo Turco.

S'è fatta ora di pranzo, Magistro si aspetta che i lavori proseguano senza badare all'orologio, secondo il costume del PSDI romano. Ma ha ancora modo di soprendersi perché i "compagni" siciliani affidano un significato importante, nei loro lavori, anche ai momenti conviviali. Perciò è ora di continuare la riunione intorno alla tavola, rinviando al dopo caffè l'apertura del dibattito.

Poi di nuovo in sala congressi; Antonio Consoli porta il saluto dei Circoli della città di Catania: “vogliamo un Partito attivo e organizzato, una politica che sappia concentrarsi su fatti concreti.” “Non può esistere una moderna democrazia occidentale senza un forte ed autorevole partito socialista riformista che abbia fra i suoi principi l'idea del Presidente Saragat del legame indissolubile fra giustizia sociale e libertà. Per questo motivo noi non possiamo mai essere organici compagni di strada degli eredi del comunismo filosovietico e della vecchia sinistra democristiana che basano la loro politica sulla visione consociativa e giustizialista della società e dello stato.”

Toti Dragotto parla del suo credo religioso che si fonde con l'impegno politico: “nella socialdemocrazia vedo riflettersi i valori più profondi della vita, quelli legati al messaggio cristiano. A Palermo sta sorgendo un bel gruppo di persone nuove, capaci, disinteressate.”

Onofrio Cannavò, neo Segretario del Circolo Saragat di Catania, ripercorre le tappe che hanno portato al Congresso Regionale, sottolinea la necessità di non lasciare cadere il filo di una politica che può rendere incisiva l'azione del Partito: “il Presidente Lombardo, la cui azione rinnovatrice merita tutto il nostro sostegno, sottoposto al tiro incrociato dei suoi nemici politici e delle notizie sull'indagine giudiziaria per presunte frequentazioni mafiose, rischia di cadere ad ogni passo politico significativo, a cominciare dal bilancio e dalla finanziaria regionali. Il verificarsi di questa eventualità ci porterebbe a nuove elezioni regionali, ed il PSDI non può farsi trovare impreparato.”

Antonio Como del Circolo di Castellammare del Golfo descrive una roccaforte importante della socialdemocrazia siciliana, dove la lista del Sole Nascente ha preso il 9% alle elezioni comunali, con un seggio: “per 14 voti non è stato eletto un secondo consigliere comunale. Il nostro circolo è punto di riferimento per molti giovani. Perché non organizzare un convegno nazionale del PSDI nella nostra zona, ricca di strutture ricettive?”

Mario Entità ha un nodo in gola: “Mi sento vecchio e stanco, sono iscritto al PSDI dal 1952, dopo tanti anni meditavo di non far più politica.” Ma nessuno gli crede, perché Entità è uno di quelli che nell'immaginario collettivo restano giovani per tutta la vita. “Mi preoccupo per questi giovani che vedo per strada, abbandonati a se stessi, che magari completano gli studi ma non trovano prospettive di lavoro. Che differenza con il sistema dell'istruzione di quei paesi europei dove è più forte la presenza socialista, in cui i meritevoli vengono aiutati a studiare e ad inserirsi nel mondo del lavoro prima ancora di arrivare alla laurea.”

Stefano Gullo ha l'aspetto, la dialettica, il tratto dei vecchi dirigenti del movimento operaio e contadino che guidarono l'occupazione delle terre in Sicilia nel dopoguerra ed imposero, con la riforma agraria, la fine del latifondo: “Il diritto e la pratica giudiziaria si servono oggi di strumenti, come la legislazione di emergenza e l'uso di pentiti, per contrastare il fenomeno mafioso, che devono essere utilizzati con una prudenza ed un equilibrio che non sempre possiamo riscontrare. Come si fa a distinguere, in certi casi, la mafia dalla normale criminalità, quando vengono consumate violenze e grassazioni contro i cittadini e le attività economiche? La Sicilia corre il pericolo di vedere confondersi la concreta attività delle forze dell'ordine e della magistratura con opinioni e ricostruzioni storiche che appartengono alla categoria dei giudizi e dei pregiudizi politici. L'effetto può anche essere quello di non creare un contrasto veramente efficace contro la forza economica e militare delle bande criminali e di costruire teoremi che indeboliscono non solo la credibilità del ceto politico ma gli interessi economici e civili di una intera comunità. Il socialismo democratico è la risposta, la rivalutazione della dignità e del valore del lavoro produttivo. E' sconfortante vedere oggi una sedicente sinistra ridotta alla rappresentanza di apparati burocratici e parassitari e degli interessi dei settori meno meritevoli del capitalismo italiano.”

L'assemblea è giunta alla fine, non resta che tirare le somme: non ci sono proposte politiche alternative, la relazione del Commissario regionale Antonello Longo viene approvata all'unanimità. Ma è urgente tracciare un programma organizzativo, dotare i nuovi dirigenti di un orientamento preciso sulle cose da fare per rilanciare il Partito, e Nino Gennaro a nome della Commissione per le risoluzioni presenta il documento finale del Congresso, che impegna il PSDI siciliano a muoversi, a comunicare, a produrre politica, a riorganizzarsi con i modi e le forme più consoni ad una vita interna del Partito basata sul metodo democratico e sul rigore della militanza. Anche su questo non ci sono alternative, l'assemblea acclama. (Per leggere e scaricare il testo completo del documento conclusivo, dal titolo "UN PARTITO DI IDEE, DI MILITANZA E DI PASSIONE POLITICA" fate click qui.)

Alla linea politica ed al progetto organizzativo daranno corpo i nuovi dirigenti, la cui elezione si collega ai documenti approvati. Nuovo Segretario regionale del PSDI siciliano è il catanese Mario Entità, che ringrazia tutti con la voce rotta da una sincera emozione: “Pensavo di disimpegnarmi dalla politica attiva ed invece mi chiamate ad un compito così gravoso, che accetto con spirito di servizio verso un Partito nel quale milito da cinquantasette anni, perché già mio padre era fra quelli che diedero vita a Palazzo Barberini. Esistono principi morali di cui è portatrice l'etica socialista, che la società sembra avere smarrito, soprattutto fra le giovani generazioni cresce un senso di incertezza e di vuoto. Avviciniamo i giovani alle nostre grandi idee ed anche ad una proposta politica concreta che faccia capire loro che, col sistema riformista, la società si può cambiare intervenendo nelle sue criticità. La grande finanza, le banche, il fisco. E poi la scuola, i meccanismi di inserimento nel lavoro, le reti di protezione sociale, il sostegno alle famiglie, la dimensione anche culturale e ludica della vita. Sono tutte cose che non nascono per caso ma richiedono una politica corretta e propositiva, istituzioni trasparenti e che funzionano, cittadini che rispettano le regole. Impegniamoci a costruire un Partito organizzato, che ritrovi il gusto dello stare insieme e dello sviluppare un comune linguaggio politico per portarlo nel vivo della società, tra gli operai, i contadini, le forze del lavoro e della produzione.”

Stefano Gullo è acclamato, per la sua storia e per lo straordinario messaggio umano e culturale di cui è portatore, Presidente del PSDI siciliano. L'On. Salvatore Lo Turco, già deputato all'ARS ed assessore regionale, che era stato accolto con festoso affetto da tutta l'assemblea ed aveva portato nel corso dei lavori il suo caloroso saluto, è proclamato Presidente Onorario. Il delicato, e davvero difficile, compito di segretario amministrativo viene messo nelle mani di Gaspare Strano, uno dei più giovani del nuovo gruppo dirigente, ex responsabile della GSDI.

Ed infine si elegge un coordinamento regionale di sette componenti in rappresentanza di varie provincie della Sicilia: Onofrio Cannavò, Gregorio Enrico Chiarenza, Antonio Consoli, Leonardo D'Angelo, Salvatore Dragotto, Carmelo Maugeri e Massimo Messina. Probiviri, i "giudici" del Partito, sono Nicola Castana, Natale Mazza e Filippo Zuccarello.

E' tardi, l'assemblea si può concludere; il giovane tesoriere, che all'inizio della riunione aveva la faccia seria e compassata - forse perché non riusciva a non pensare alla ricevuta della sala, al conto del ristorante, a quello della tipografia ed alle mille piccole spese che un congresso comporta - alla fine sorride e sprizza gioia da tutti i pori, annunciando un incredibile "avanzo" di ben 42 Euro nella gestione del Congresso; sì, perché ai delegati ed a tutti gli intervenuti, Segretario Nazionale compreso, è stato chiesto di versare - al momento di registrare la loro partecipazione - un contributo-spese di 25 Euro a testa. Come dire - parafrasando l'azzeccato slogan del Congresso - che anche un nuovo costume politico è possibile, a partire dalle piccole cose.

Intanto la scenografia così ammirata diventa oggetto del desiderio dei delegati, che prima di lasciare la sala si avventano su locandine e gigantografie, lasciando in pochi istanti i muri spogli. “Finalmente - dice qualcuno - abbiamo dei manifesti da esporre nei nostri Circoli!”

I socialdemocratici siciliani si danno appuntamento al prossimo congresso regionale, fra poche settimane, per affrontare i problemi nella dimensione nazionale ed eleggere i delegati al XXVIII Congresso ed i consiglieri nazionali che rappresenteranno la Sicilia, come prevede il nuovo Statuto approvato a Bellaria dal precedente Congresso del 2007.

(A. Petrosino)

 

.

L'Assemblea Congressuale del Circolo "Giuseppe Lupis" di Catania ha eletto i delegati al Congresso Regionale dell'11 aprile 2010


Mercoledì 24 marzo si è riunita l'Assemblea Congressuale del Circolo "Giuseppe Lupis" di Catania in vista del Congresso Regionale straordinario convocato per l'11 aprile.

I lavori sono stati aperti e coordinati dal Segretario del Circolo, compagno Mario Entità, che ha ricordato il percorso seguito dai socialisti democratici catanesi per far rinascere ed affermare una presenza politica significativa per la comunità locale.

In particolare Mario Entità ha ricordato il grande significato che per i compagni di Catania ha il richiamo alla figura ed al ricordo del grande socialista siciliano Giuseppe Lupis, più volte ministro ed autorevole dirigente nazionale formatosi nella temperie dell'esilio. "Lupis - ha detto Entità - aveva la maschera del burbero benefico ma da tutta la sua figura trasudava una forte carica di umanità. Custode gelosissimo dell'autonomia socialista, è stato per tutti noi un maestro."

"Il PSDI non torna in campo però - ha proseguito Entità - nel segno della nostalgia, i socialdemocratici contestano efficienza e rappresentatività al sistema politico che si è affermato attorno all'elezione diretta del Sindaco e del Presidente della Provincia, tant'è vero che la comunità locale avverte più che mai la profonda distanza tra il mondo politico e la comunità locale in una città che vive in uno stato di emergenza permanente dovuto alla mancanza di lavoro e di nuove attività produttive, alla carenza dei servizi a partire dalla nettezza urbana, all'implosione della viabilità e del traffico, alla crisi abitativa ed al generale degrado delle condizioni di vita della popolazione."

Sulla relazione del compagno Entità si è sviluppato un dibattito nel quale sono intervenuti i compagni Zuccarello, La Bruna, Manuele, Roncati e Messina.

Le conclusioni sono state tratte dal Commissario regionale compagno Antonello Longo che ha illustrato i motivi della convocazione del Congresso straordinario.

"Negli ultimi mesi in Sicilia si è un po' smarrito il filo di una ripresa politica ed organizzativa determinata dal precedente Congresso; un risultato negativo su cui ha pesato l'impossibilità di prendere parte col nostro simbolo alle elezioni in presenza di norme restrittive e di soglie di sbarramento del 5 per cento ormai generalizzate anche per le elezioni di comuni e province. Tuttavia il Partito ha la necessità di organizzarsi e di riprendere un cammino politico che non è privo di significato e di importanza per i cittadini siciliani.

L'apertura di una nuova fase della politica regionale dovuta all'affermazione di una forte componente autonomista e all'elezione a Presidente della Regione del leader dell'MPA rende il quadro siciliano notevolmente diverso rispetto a quello nazionale. Si aprono perciò in Sicilia prospettive diverse per quanti non si identificano pienamente in alcuno dei due schieramenti del bipolarismo nazionale; in particolare nell'isola c'è una tradizione di forza e di presenza di un socialismo autonomista che in elezioni recenti ha dimostrato, assieme ad altre forze laiche, di poter superare la soglia di sbarramento per entrare all'Assemblea Regionale Siciliana.

Allo stesso modo in molti comuni siciliani non mancano le personalità del nostro mondo politico che possono essere proposte per la guida delle amministrazioni locali e catalizzare ampi schieramenti.

Quello che manca è la forza, la capacità, la volontà di perseguire l'obiettivo di una presenza laico-socialista organizzata ed autonoma; ciò è dovuto da un lato all'invecchiamento ed allo scoraggiamento del vecchio quadro dirigente e dall'altro dalla corsa fatalista e/o opportunistica ad "intrupparsi" negli ampi schieramenti del bipolarismo.

Non è differente la riflessione che riguarda l'MPA, movimento di cui apprezziamo l'impostazione di fondo ed alcune riflessioni di carattere storico e politico. Esso tuttavia scaturisce dalla matrice democristiana né rinnega il forte legame con la cultura politica solidarista e popolare dei cattolici democratici. Cultura e storia apprezzabilissime che non sono però le nostre.

Il problema, così come anche nel precedente Congresso è stato posto, non è il parlare di autonomia per "far parte" dell'MPA ma costruire un nuovo, autorevole e significativo soggetto politico che alla politica autonomista conferisca la sostanza di un contributo proveniente da diverse concezioni e storie politiche.

Il movimento autonomista nel suo complesso cresce, diventa autorevole ed aumenta le sue possibilità di successo (non nella singola tornata elettorale ma) sul terreno della storia e della cultura di un popolo se non si identifica con una sola posizione e un solo modo di fare politica.

Per quanto mi riguarda personalmente la mia candidatura al Senato nella lista MPA, nella veste nota e riconosciuta di esponente nazionale della Socialdemocrazia, aveva proprio questo significato politico. Allo stesso modo la partecipazione attiva del PSDI alla formazione della lista di alleanza laico-autonomista alle elezioni regionali denominata "Democratici Autonomisti" rientrava nella logica di costruire una alleanza politica attiva con l'MPA e portare nell'Assemblea Regionale un gruppo politico espressione della cultura politico laico-socialista siciliana. Il progetto consisteva nel superare - sia pure con l'aiuto di Lombardo - il 5 per cento su scala regionale, obiettivo per raggiungere il quale la presenza del PSDI nella composizione delle liste avrebbe potuto risultare determinante, rimettendo il nostro Partito al centro delle dinamiche politiche regionali. Tentativo tutt'altro che velleitario, com'è dimostrato dagli oltre centomila voti raccolti dalla lista dei "Democratici Autonomisti" che ha sfiorato il quorum, e come ulteriormente dimostrato dai buoni risultati dei candidati socialdemocratici a Catania ed a Trapani.

Dispiace dunque in modo particolare il disimpegno pretestuoso di alcune provincie e l'impegno di altre a sostegno di liste concorrenti. Questo atteggiamento al di là delle difficoltà organizzative ha provocato una spiacevole disgregazione della forza del Partito che aveva cominciato a ricostituirsi in modo promettente.

Questo Congresso straordinario serve a censire quanti vogliono essere ed apparire socialdemocratici facendo "squadra" nel PSDI: se noi riusciremo a ritessere un minimo di organizzazione ed a esprimere, con il nostro grande patrimonio ideale, morale e storico, un minimo di proposta politica, io sono sicuro - ha concluso Longo - che l'apporto politico socialdemocratico per la Sicilia non è concluso."

Il Congresso ha approvato all'unanimità un Ordine del Giorno che recepisce le indicazioni politiche contenute nelle relazioni dei compagni Entità e Longo. Al documento era allegata una lista di cinque delegati del Circolo al Congresso regionale, che è quindi risultata eletta all'unanimità.

 

.

 

.

Il Circolo "Giuseppe Saragat" di Catania
rinnova gli organismi
ed elegge i delegati al Congresso Regionale

Antonello Longo indica le linee di azione del PSDI in Sicilia

Le proposte emerse dal dibattito e la Mozione conclusiva


Si è tenuta giovedì 18 marzo l'annunciata Assemblea Congressuale del Circolo "Giuseppe Saragat" di Catania per l'elezione dei delegati al Congresso Regionale PSDI della Sicilia che si terrà domenica 11 aprile. Nell'occasione il Circolo ha proceduto anche al rinnovo della Segreteria e del Comitato Esecutivo.

I lavori sono stati introdotti e presieduti dal Segretario uscente, compagno Antonino Gennaro, che ha chiamato gli iscritti al Circolo Saragat ad una nuova stagione di impegno e di lotta in difesa dei lavoratori e per il rilancio del socialismo democratico a Catania ed in Italia, dovendo i pochi militanti rimasti attivi nel PSDI non soltanto operare in un ambiente esterno assai ostile ma anche selezionare a tutti i livelli un nuovo gruppo dirigente, più adeguato ad affrontare le tematiche ed il linguaggio imposti dalla nuova stagione politica e sociale che vive il Paese, superando l'immagine di inefficienza ed ignavia politica offerta da una dirigenza che è ancora condizionata da vecchi, non riproponibili stereotipi. In questo contesto, volendo anche essere d'esempio, la Segreteria del Circolo ha deciso di non riproporre la candidatura di alcuno degli uscenti per eventuali riconferme.

Nel corso dell'Assemblea sono stati affrontati diversi temi sia di interesse generale che locale, dal sostegno al reddito degli agricoltori siciliani colpiti dalla crisi, alle attività della COPAGRI (Confederazione Produttori Agricoli) alla quale fanno capo l'AIC e la UIMEC-UIL, alla costituzione di cooperative di produzione e lavoro in collaborazione con l'AGCI (Associazione Generale Cooperative Italiane). Particolare attenzione il Congresso ha dedicato alla presenza dei socialisti democratici nel mondo sindacale, raccomandando agli iscritti di essere attivi nei sindacati confederali (in primo luogo la UIL ed in subordine la CISL) senza peraltro escludere che, ove ragioni di opportunità o di difficile agibilità lo consiglino, anche i sindacati autonomi possano diventare un riferimento per i compagni impegnati fra i lavoratori. Nel Circolo sarà riorganizzata, anche attraverso il coinvolgimento dei figli dei compagni, la Gioventù Socialista Democratica Italiana così come la Commissione per le Pari Opportunità del Partito vedrà come principali protagoniste le donne iscritte.

Hanno partecipato ai lavori il compagno Cavallaro della UILA-UIL (alimentaristi), la compagna Padova della UILPA-UIL (pubblica amministrazione) ed il compagno Scandurra del sindacato FIALS-CONFSAL (sanità). Per il Circolo "Giuseppe Lupis", l'altro circolo del PSDI che opera nella città di Catania, è intervenuto il compagno Zuccarello.

Su di un piano politico più generale, il Circolo Saragat si farà promotore di una proposta di riforma della legge elettorale per le amministrative in Sicilia, che preveda il ritorno alla doppia scheda - una per l'elezione del Sindaco o del Presidente della Provincia e l'altra per l'elezione dei consiglieri - e l'eliminazione del voto di preferenza anche nelle elezioni regionali siciliane, sull'esempio della Regione Toscana.

In ordine alla vita del Partito, è stata sottolineata l'opportunità che il PSDI utilizzi sempre ed in ogni occasione, anche nei comunicati stampa e nelle carte intestate, la denominazione completa "Partito Socialista Democratico Italiano - Sezione Italiana dell'Internazionale Socialista" e le dizioni "socialismo democratico" e "socialisti democratici" limitando l'uso del termine "socialdemocratico" allo stretto indispensabile. Sono state avanzate inoltre proposte di migliore definizione di alcune parti dello Statuto del Partito, sia regionale che nazionale, allo scopo di sancire, ad esempio, che in occasione dei congressi hanno diritto di voto solo gli iscritti con almeno un minimo di anzianità e non anche quelli che si iscrivono al Partito un attimo prima. Ciò per evitare fenomeni deteriori: un'ottica da tenere in considerazione anche per quanto riguarda la costituzione di nuovi Circoli o di Federazioni Provinciali, che andrebbe consentita solo a chi è già iscritto al PSDI. Il Circolo Saragat si farà inoltre promotore della incompatibilità statutaria fra più incarichi esecutivi di Partito, allo scopo di evitare per l'avvenire che gli stessi compagni possano rivestire ruoli dirigenti contemporaneamente a livello comunale, provinciale, regionale e nazionale.

Fra gli altri temi dibattuti, è stato anche auspicato che i compagni imparino a memoria l'Inno dei Lavoratori, nel significativo testo di Filippo Turati, e l'Internazionale, poiché sarebbe oggi bello e significativo per tutti i militanti socialisti essere in grado di cantare gli inni tradizionali e storici delle lotte operaie e contadine.

Fra le deliberazioni assunte in sede di Assemblea, quella di costituire un "G.A.S." (Gruppo di Acquisto Solidale) allo scopo di alleviare le difficoltà dei lavoratori vicini al Partito e delle loro famiglie che risentono gravemente dello stato di crisi generale e metterli in diretto contatto con i produttori agro-alimentari vicini alla nostra area, con conseguente taglio dei costi di distribuzione e vantaggi per entrambe le parti. Il nuovo G.A.S., che aderirà alla "Rete Gas Nazionale" (www.retegas.org), opererà in collaborazione anche col G.A.P. (Gruppo di Acquisto Popolare) promosso dal Circolo catanese "Città Futura" aderente a Rifondazione Comunista.

Queste ed altre proposte, delle quali per ragioni di brevità non riferiamo i dettagli, sono state inserite in tre mozioni ed in quattro Ordini del Giorno che verranno presentati al Congresso Regionale.

Si è quindi proceduto alla elezione della Segreteria e del Comitato Esecutivo del Circolo, fra i compagni non immediatamente uscenti da precedenti incarichi; all'unanimità sono stati eletti Segretario politico il compagno Onofrio Cannavò, vice segretario il compagno Antonio Consoli e Segretario amministrativo (tesoriere) il compagno Gaspare Strano; responsabile agricoltura il compagno Francesco Cocuzza e responsabile sindacale il compagno Nicola Pesce; infine, sempre all'unanimità e con acclamazione di tutti i presenti, è stato eletto Presidente del Circolo il compagno Nicola Castana.

Il nuovo Segretario compagno Cannavò nell'accettare l'incarico anche a nome del nuovo comitato esecutivo ha ringraziato tutti i compagni e si è impegnato a mettere in pratica nella vita del Circolo le iniziative delle quali l'Assemblea ha discusso, anche in sinergia con l'altro circolo catanese del Partito, preannunciando la prossima costituzione ai sensi dello Statuto del Comitato di coordinamento cittadino del PSDI.

Traendo le conclusioni dei lavori, il Commissario regionale compagno Antonello Longo si è soffermato a lungo sullo stato dell'economia e della società siciliane, prospettando le proposte del PSDI per valorizzare l'autonomia speciale ed aprire la strada allo sviluppo.

“Accettiamo la sfida del federalismo fiscale – ha detto fra l'altro Longo – consapevoli che questo mutamento, che si prospetta oggi imminente, comporta per il Mezzogiorno d'Italia il rischio di restare escluso, ancora più di prima, dai grandi processi di sviluppo, di dare maggiore peso alla fragilità del suo sistema sociale ed economico, ai suoi limiti strutturali e civili, aggravandone il distacco dalle regioni del centro-nord.

Se però la necessità di fare affidamento essenzialmente sulle proprie forze, perfino per determinare interventi di riequilibrio delle sfavorevoli condizioni di partenza, sarà vissuta come volontà autonoma di riscatto, di liberazione delle proprie potenzialità, il Sud diventerà il primo, il più importante bacino per la crescita dell'intero Paese.

In Sicilia “federalismo” vuol dire attuazione – senza se e senza ma, se vogliamo affidarci alle frasi fatte – dopo tanti decenni, di quanto prescritto dallo Statuto siciliano, cioè dalla Costituzione Repubblicana.

La giunta regionale di Confindustria ha puntualizzato i dati del disastro economico siciliano: i consumi delle famiglie nel 2009 sono scesi del 3%, gli investimenti hanno avuto un calo del 14%, la produzione è crollata del 29% con una forte perdita di occupazione in tutti i settori. Il reddito pro-capite dei siciliani nel 1974 era il 65% del reddito pro-capite nazionale, oggi è il 60%.

Tramontata, per volontà dell'Unione Europea, l'era del sussidio statale diretto alla FIAT, la casa torinese si accorge del surplus di costi per assemblare automobili a Termini Imerese e mette fine all'eccentrico sogno di uno sviluppo industriale manufatturiero senza il sostegno di adeguate infrastrutture territoriali.

La Conferenza dei Vescovi cattolici italiani, in un documento dedicato al Mezzogiorno, richiama anzitutto la necessaria solidarietà nazionale ma esorta “alla critica coraggiosa delle deficienze, alla necessità di far crescere il senso civico di tutta la popolazione, all’urgenza di superare le inadeguatezze presenti nelle classi dirigenti.”

“Il cambiamento istituzionale provocato dall'elezione diretta dei sindaci, dei presidenti delle province e delle regioni, non ha scardinato meccanismi perversi o semplicemente malsani nell'amministrazione della cosa pubblica, né ha prodotto quei benefici che una democrazia più diretta nella gestione nel territorio avrebbe auspicato.” Il Sud – scrivono ancora i Vescovi – si è trasformato “in un collettore di voti per disegni politico-economici estranei al suo sviluppo”.

La CEI denuncia che la mafia, “cancro” che uccide le nostre regioni, ha “rialzato la testa”, che la criminalità organizzata detta “i tempi e i ritmi dell'economia e della politica meridionali, diventando il luogo privilegiato di ogni tipo di intermediazione e mettendo in crisi il sistema democratico del Paese... favorendo l'incremento della corruzione, della collusione e della concussione, alterando il mercato del lavoro, manipolando gli appalti, interferendo nelle scelte urbanistiche e nel sistema delle autorizzazioni e concessioni, contaminando così l'intero territorio nazionale.”

Questo quadro della nostra realtà – ha continuato Antonello Longo – ci porta a guardare con interesse alle novità politiche che stanno spezzando in Sicilia vecchie solidarietà e rapporti di potere consolidati nel nuovo sistema “bipolare”. Un sistema tradotto e interpretato nell'isola dai gattopardi depositari dell'antica concezione ascaro/feudale/affaristica della società e della politica.

Negli ultimi decenni tutti i governi nazionali che si sono succeduti, di destra o di sinistra, hanno tradito le promesse e mortificato le ragioni del Sud. Si tratta perciò di far nascere una nuova classe politica, con la forza di spostare gli equilibri politici nazionali che stanno alla base delle scelte di governo sull'allocazione delle risorse nazionali e di provenienza europea.

Ma si tratta soprattutto di recuperare in Sicilia una diversa capacità e qualità di governo. Innanzitutto è necessario individuare una nuova capacità progettuale, quindi vanno create le condizioni perché i progetti vadano in porto e le nuove realizzazioni restino in modo duraturo a produrre effetti sul territorio.

I nodi da sciogliere sono molteplici ma due assumono importanza strategica: la sicurezza e le infrastrutture, che sono le pre-condizioni perché la Sicilia possa scegliere il tipo di sviluppo da sostenere."

Dopo le conclusioni del Commissario regionale compagno Antonello Longo, che hanno suscitato unanime apprezzamento, sulla base degli orientamenti emersi dall'Assemblea è stata predisposta una mozione conclusiva, dal titolo: "Una nuova INIZIATIVA SOCIALISTA per la Sicilia e per l'Italia", collegata ad una lista di sei delegati al Congresso Regionale, che, posta ai voti, è stata approvata all'unanimità.

Per leggere e stampare la mozione conclusiva fare click qui.

I lavori, protrattisi fino a tarda sera, si sono conclusi col canto dell'Internazionale e con un brindisi di augurio ai nuovi eletti.

 

Onofrio Cannavò

NELLA FOTO: il compagno Onofrio Cannavò risponde agli indirizzi di saluto dei compagni del Circolo "Giuseppe Saragat" che lo festeggiano dopo la sua elezione a segretario; al suo fianco il compagno Antonio Consoli, nuovo vice segretario, alle sue spalle il compagno Nicola Castana, eletto presidente, ed il nuovo segretario amministrativo (tesoriere) Gaspare Strano già con la cartellina delle quote associative sotto il braccio; parzialmente visibile, con la camicia rossa, il nuovo responsabile sindacale compagno Nicola Pesce.

.
 
.
Convocazione dell'Assemblea Congressuale

del Circolo "GIUSEPPE SARAGAT" di Catania


Cari Compagni,


L'Assemblea Congressuale del Circolo "Giuseppe Saragat" di Catania è convocata per il giorno 18 marzo 2010, giovedì, alle ore 20, presso i locali sociali, per discutere e deliberare sul seguente Ordine del Giorno:

1) Esame della situazione politica ed organizzativa;

2) Elezione del Segretario, del Vice Segretario, del Tesoriere e del Comitato Esecutivo del Circolo;

3) Elezione di n.ro 6 delegati all'Assemblea Congressuale Regionale dell'11 aprile 2010;

4) Varie ed eventuali.

Possono partecipare all'Assemblea tutti gli iscritti al Partito. Hanno diritto di voto solo gli iscritti al Circolo in regola col tesseramento 2010.

Fraterni saluti,

Il Segretario



Note:

Per scaricare lo Statuto Nazionale del Partito fare click qui.

Per scaricare il Regolamento dell'Assemblea Congressuale Straordinaria del PSDI della Sicilia dell'11 aprile 2010 fare click qui.

Per eventuali comunicazioni: SezioneSaragat@PsdiSicilia.it

http://www.PsdiSicilia.it


.
 
.
VERSO IL CONGRESSO



La campagna elettorale regionale (tanti sistemi di voto diversi quante sono le regioni interessate) inizia all'insegna dei pasticci e dei ricorsi, i “grandi” partiti e la “grande” stampa l'affrontano con il linguaggio e i toni di un'elezione politica di "midterm", cioè senza alcun contenuto diverso dalle solite propagande e dietrologie.

In realtà la ripartizione e l'impiego delle risorse disponibili tra i territori e sul territorio riassume in sé l'essenza di ogni strategia di politica economica e sul tavolo della conferenza Stato-Regioni passa un pezzo della funzione di governo ben più grande della maggior parte dei ministeri. Per i cittadini e le famiglie, poi, la partita decisiva si gioca nel territorio: sanità, assistenza, servizi, mobilità locale, rifiuti, assetto e gestione del territorio, urbanizzazioni, ambiente e patrimonio culturale, attività produttive, commercio, artigianato, licenze, concessioni, scuola primaria, edifici scolastici... alla fine, di cosa è fatta, come si svolge la nostra vita quotidiana?

Il clima che si avverte è però quello di uno scollamento grave come non mai fra problemi e bisogni del Paese e risposta delle classi dirigenti (non solo politiche e, sia chiaro, non solo di governo). Se la politica ha lasciato sempre ampio spazio a mediocri e cortigiani, oggi tuttavia sembra compiuta un'autentica mutazione genetica dei ceti dominanti.

È accaduto in Italia che una classe dirigente selezionata dagli avvenimenti storici, cresciuta nella lotta antifascista, nell'impegno – comunque straordinario – di ricostruire un Paese distrutto, nel fuoco delle battaglie operaie e contadine, nel lungo e formativo apprendistato delle amministrazioni locali – per qualcuno più giovane anche nella fase di contestazione studentesca e tensioni sociali aperta dal '68 – per naturale ricambio e per fatti contingenti è stata sostituita da un nuovo ceto forgiato nelle anticamere, nelle sacrestie, nelle segreterie particolari, nella politica senza gavetta, nell'impresa senza rischio. Oppure, peggio, negli scranni della pubblica accusa.

Accade che il sistema di democrazia rappresentativa garantito dalla Costituzione Repubblicana è cambiato surrettiziamente per effetto di nuove leggi elettorali e di scelte egemoniche delle formazioni politiche/contenitore, imponendo, “calando dall'alto” una dimensione bipolare farraginosa e inefficace perché estranea e contraria alla storia, alla cultura politica e soprattutto alle necessità di governo di una realtà articolata, contraddittoria e complessa qual'è l'Italia di (ieri e di) oggi.

Come sorprendersi della leggerezza e del pressapochismo dimostrato dal più numeroso di questi contenitori nel presentare le liste per le elezioni regionali a Roma e in Lombardia? Come sorprendersi che corruzione e malaffare accompagnino oggi una parte della vita economica e civile in misura assai più estesa di quanto mai accaduto negli anni della “prima Repubblica”? Come sorprendersi se tutto è cambiato in questo benedetto Paese meno l'ingiustizia sociale, la scuola di classe, lo squilibrio territoriale, la debolezza dell'apparato produttivo, l'arretratezza dell'amministrazione pubblica, la paralisi della giustizia, la discriminazione bancaria e fiscale, il malfunzionamento dei servizi, la vessazione del cittadino risparmiatore e consumatore?

Se il male della “prima Repubblica” fu l'incapacità di collegare un ampio consenso popolare a politiche riformiste, bisogna riconoscere che l'identica malattia si ripropone adesso. Come dire che, nel nome della governabilità, sono stati ristretti i margini di agibilità democratica senza alcun vantaggio per le strutture economiche e sociali del Paese. La crisi dei mercati finanziari internazionali viene utilizzata dalle banche italiane per selezionare i soggetti del mercato interno delle PMI, aprendo nel contempo sempre più le porte delle grandi aziende italiane all'ingresso di capitali stranieri. Le speculazioni sono enormi, gli investimenti che creano lavoro, produzione, sviluppo, al contrario, quasi inesistenti. La politica? Non pervenuta.

Ecco il contesto: e che cosa può fare il nostro povero PSDI se non provare ad esistere?

Salvo il caso, sempre possibile, di scomposizione e ricomposizione del quadro politico dominante, i soggetti politici nuovi o che vogliono rinascere ex-novo si trovano di fronte tre ordini di sbarramento pressoché insormontabili con gli uomini e i mezzi di cui (non) dispongono: nell'accesso ai canali di finanziamento, nell'accesso ai circuiti istituzionali e commerciali dell'informazione, nell'accesso alle istituzioni.

Nessuno tuttavia – allo stato – può togliere a noi e ad altri nelle stesse condizioni l'eventuale presenza, per quanto minoritaria, all'interno della collettività e nel circuito privato dell'informazione (internet ed altri networks). A due condizioni: avere idee (diverse dal pensiero dominante e comuni a tutto il gruppo) ed almeno un minimo di presenza organizzata. Per mettere a punto le une e l'altra è necessario, dopo le elezioni regionali (che vedono assente il nostro simbolo e presenti solo dove e come è possibile i nostri esponenti) avviare la fase congressuale nel modo più utile e coraggioso.

Non partiamo da zero. Piccoli raggruppamenti come il nostro, purtroppo, devono mettere nel conto una certa mobilità in entrata e in uscita; l'importante è non rinnegare l'impegno – che ha legittimato l'attuale gruppo dirigente – a non tenere il Sole Nascente alla mercé dell'acquirente di turno.

Le compagne e i compagni che ci sono non possono riempire le piazze e nemmeno le liste elettorali però possono sviluppare un'iniziativa culturale coordinata a livello nazionale, dedicata a difendere la nostra identità, a sostenere le ragioni di una cultura e di una presenza politica, ad avanzare proposte di merito su argomenti importanti, ad aggiungere una voce critica e disinteressata alle molte sedi di dibattito e di confronto che animano non solo la rete “delle tre c” (comunicazione, comunità, conversazione) ma anche la vita civile di piccole e grandi comunità.

Il Congresso potrà decidere se affiancare al PSDI in quanto partito politico una fondazione o associazione culturale che serva anche a offrire ai numerosi socialdemocratici che svolgono ruoli attivi in diverse formazioni politiche piccole e grandi la possibilità di rivendicare un'appartenenza ideale e restare legati in modo visibile al filo conduttore di un passato di comune milizia.

Il PSDI si è dotato di uno Statuto nuovo e del tutto innovativo, approvato a Bellaria dal XXVII Congresso, che ha trasformato il Partito in una struttura federale a dimensione nazionale organizzata su base regionale.

Il nuovo “Statuto federale” conferisce ad ogni struttura regionale ampia autonomia per autodeterminarsi sul piano politico ed organizzativo. Su mandato del Congresso la Direzione nazionale ha approvato lo Statuto regionale-tipo che è entrato in vigore in tutte le regioni non avendo alcuna di esse (eccetto la Sicilia) approvato un proprio testo differente.

La "legge” che ci siamo dati fa del Circolo - con un ruolo più incisivo e pregnante delle vecchie sezioni - la vera base del Partito, il cuore pulsante della vita del PSDI sul territorio. Le strutture comunali e provinciali non sono che il coordinamento attuato direttamente dai Circoli attraverso i propri Segretari. Lo spirito federalista trova la sua esplicazione nella composizione e nei compiti affidati al Consiglio Nazionale, la cui composizione numerica complessiva vede in maggioranza gli designati dalle regioni rispetto ai membri eletti dal Congresso Nazionale. Il Consiglio Nazionale - non più il Congresso - elegge la Direzione ed il Segretario nazionali, chiamati a coordinare, promuovere, vigilare ed esprimere la sintesi e gli indirizzi di carattere generale della politica socialdemocratica per l'Italia.

Per diventare reale momento di rilancio, il XXVIII Congresso non può e non deve né dimenticare né banalizzare il nuovo Statuto federale bensì dargli pratica attuazione, dando vita ad un Partito in cui il territorio (non “fa quello che vuole” come stoltamente è stato detto, ma) acquista prestigio e potere decisionale, non permettendo a correnti ed eventuali oligarchie nazionali di essere arbitre di ogni determinazione a livello centrale e capaci di condizionare anche le scelte locali in termini di uomini e alleanze.

L'attuazione del nuovo Statuto, cioè del nuovo Partito, comincia concretamente già nella fase dei congressi di circolo, di federazione e regionali, che devono essere improntati al massimo di rigore, in primo luogo rispetto al tesseramento 2010, che darà vita alla platea congressuale sulla base dei parametri di rappresentatività che il Partito si è dato. Ogni circolo rappresenta, nel rispettivo Congresso regionale, la media degli iscritti degli ultimi tre anni (2008/2009/2010). Allo stesso modo le regioni eleggono i propri delegati al Congresso Nazionale in proporzione agli iscritti dell'ultimo triennio.

Il nostro Partito ribalta l'antico concetto notabilare per basarsi d'ora innanzi sulla militanza e sull'effettiva presenza sul territorio. E' dunque essenziale che niente avvenga solo “sulla carta” e che ogni Congresso regionale, oltre ad eleggere i delegati ed i propri rappresentanti nel nuovo C.N., discuta e decida davvero sulle regole (a partire dallo Statuto regionale, in mancanza resterà in vigore lo statuto regionale-tipo), sulla scelta dei dirigenti, su una politica socialdemocratica per il territorio.

Aprire questo processo potrà creare un ritorno di lena e di entusiasmo e darà al Segretario del Partito l'occasione di ricostituire e rinforzare il gruppo dirigente che dovrà sostenerlo in una nuova stagione di impegno e di presenza. Perché la nostra Italia non può permettersi la scomparsa dei socialdemocratici.

(Antonello Longo)

.

 


"L'ESEMPIO DI TONINO CARIGLIA CI SIA DI MONITO
PER RIORGANIZZARE LA SOCIALDEMOCRAZIA IN SICILIA"


In vista del Congresso Regionale straordinario del PSDI della Sicilia, che si terrà il prossimo 11 aprile, si è riunito il Comitato Direttivo della Federazione Provinciale di Catania, presieduto dal Segretario compagno Giorgio Natale Mazza.

In apertura dei lavori il Direttivo ha dedicato un commosso ricordo all'ex Segretario Nazionale e Presidente del Partito On. Antonio Cariglia.

"Tonino Cariglia - ha detto il compagno Antonello Longo - è stato tra i rifondatori del nostro Partito a Palazzo Barberini e da allora per mezzo secolo ha costituito per i socialdemocratici un punto di riferimento costante nel coniugare la milizia politica come passione ideale alla ricerca di rappresentanza delle forze del lavoro e delle istanze progressiste della società. Significativa è stata la sua formazione come dirigente sindacale della U.I.L. di cui fu giovanissimo Segretario Nazionale. Per Cariglia la socialdemocrazia doveva diventare nel mondo del lavoro una risposta attiva ed organizzata alla degenerazione comunista in grado di dare corpo ad una capacità riformista della sinistra nelle istituzioni. Segretario Nazionale del PSDI nei momenti più difficili, Tonino Cariglia seppe dare l'esempio più importante: quello della dignità e della coerenza."

Il Direttivo ha esaminato il programma delle assemblee dei Circoli della provincia per l'elezione dei delegati al Congresso Regionale, in base alle norme già diramate.

Nell'avviare una riflessione politica ed organizzativa sullo stato e le prospettive del PSDI in Sicilia, il Direttivo ha rivolto a tutti i socialdemocratici siciliani l'invito a ritrovare le ragioni e le forme più opportune per sviluppare in piena autonomia il proprio impegno politico.

La Federazione di Catania è ancora una volta pronta ad assumersi l'onere di offrire a tutti i compagni della Sicilia un punto di riferimento per superare l'attuale impasse organizzativa. Naturalmente propedeutica a qualsivoglia programma di attività politica è l'iscrizione al Partito per l'anno 2010.

 
.
CONVOCATO IL CONGRESSO REGIONALE

DEL PSDI DELLA SICILIA



In attuazione del mandato ricevuto dalla Direzione Nazionale il Commissario Regionale del Partito per la Sicilia, compagno Antonello Longo, ha convocato il Congresso Regionale Straordinario del PSDI Sicilia per il giorno 11 aprile 2010.

Il Congresso si svolgerà a Catania, presso il Jolly NH Hotel Bellini, con inizio dei lavori alle ore 9. Sarà presente il Segretario Nazionale del Partito, compagno Mimmo Magistro.

Tutti i compagni della Direzione e del Consiglio Nazionale del PSDI sono invitati a partecipare.

Il Congresso si svolgerà sulla base delle norme diramate dal Commissario che sono sono scaricabili dal sito:



La Commissione Regionale di Garanzia per il Congresso è composta dai compagni: Stefano Gullo, Presidente; Antonino Gennaro, segretario; Onofrio Cannavò, Mario Entità, Giorgio Natale Mazza, componenti.


Per eventuali comunicazioni relative al Congresso è possibile contattare la Commissione al seguente indirizzo:

CommissioneGaranzia @ PsdiSicilia.it

.
 
Pagine: 1
Ci sono 77 persone collegate

< febbraio 2017 >
Lu
Ma
Me
Gi
Ve
Sa
Do
  
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
         
             

Cerca per parola chiave
 

Titolo
ARCHIVIO STORICO (1)
Articoli Magistro (37)
Curiosità (2)
Eventi (28)
Lettere Aperte (88)
politica (29)
Ufficio Stampa (506)
Verso il XXVIII Congresso Nazionale del PSDI (8)
W il Blog (1)

Catalogati per mese:
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017

Gli interventi più cliccati


Titolo
Archivio (12)
Rassegna Stampa (28)

Le fotografie più cliccate

Titolo
Il disegno di Legge sul Federalismo, cosa ne pensi?

 Buono
 Passabile
 Indecente

Titolo
Collabora con NOI
Registrati subito al nostro blog e potrai scrivere articoli, pubblicare foto e demo mp3...
Clicca qui

Login (Area Riservata)
Ingresso dedicato a tutti gli Autori del blog...
Clicca qui

Contattaci
Invia pure un messaggio al seguente indirizzo e-mail
PSDI (Direzione Nazionale)




25/02/2017 @ 00:58:10
script eseguito in 327 ms