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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

BELINSKIJ
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, disposti in ordine cronologico.
 
 
di Ufficio Stampa (del 06/11/2007 alle 17:32:13, in Ufficio Stampa, linkato 605 volte)

Rotto il silenzio stampa della RAI. Mimmo Magistro, Segretario Nazionale del PSDI, sarà ospite in diretta – oggi, alle 18.30 – della trasmissione radiofonica "Caterpillar" per parlare dell’incontro avuto questo pomeriggio con il Premier,  Romano Prodi, presenti anche l’On. Giorgio Carta ed Alberto Tomassini.

Roma 06 novembre 07

 
di Ufficio Stampa (del 07/11/2007 alle 14:01:04, in Ufficio Stampa, linkato 680 volte)

Si comunica che in Castiglione delle Stiviere (Mantova) in Via Chiassi n.42 è stata aperta la FEDERAZIONE REGIONALE. La sede rimane aperta al pubblico il sabato mattina dalle ore 10,00 alle ore 12,00 all'interno è stato aperto lo sportello del cittadino per i diritti europeo.

Vito Robles

 
di Ufficio Stampa (del 07/11/2007 alle 17:57:29, in Ufficio Stampa, linkato 624 volte)

Come preannunciato, il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha ricevuto a Palazzo Chigi una delegazione del Psdi, guidata dal Segretario Nazionale, Mimmo Magistro, presenti anche il Presidente del Parito, Alberto Tomassini ed il Presidente Onorario, On. Giorgio Carta. L'incontro – che Palazzo Chigi ha pubblicizzato con un suo comunicato – ha avuto luogo a conclusione del Congresso del Partito ed è stato occasione per la consegna della mozione congressuale. Magistro ha ribadito la disponibilità del Partito a un rapporto concreto con la maggioranza a sostegno del Governo e ha richiamato l'attenzione di Prodi sulla necessità di una maggiore attenzione al Psdi da parte del servizio pubblico radiotelevisivo. Tomassini e Carta hanno infine sottolineato la necessità di investire sulle Infrastrutture – al sud come al nord – nonchè di destinare ulteriori risorse per le emittenti locali e hanno sollecitato lo sblocco dei finanziamenti per avviare a operatività la nuova Provincia pugliese di Barletta-Andria-Trani, come richiesto dai Compagni Beppe Cioce ed Alfonso Ventura.

Soddisfatti, a conclusione dell’incontro – protrattosi oltre 40 minuti – i tre dirigenti socialdemocratici che hanno concordato con il Premier le modalità per un raccordo politico-istituzionale permanente.

Dell’incontro PSDI-Prodi hanno dato notizia le più importanti agenzie di stampa (ITALPRESS;ADNKRONOS;APICOM;ANSA;AGI).

 
di Ufficio Stampa (del 07/11/2007 alle 18:02:35, in Ufficio Stampa, linkato 613 volte)

Prestigioso incarico istituzionale per l’Avv. Beppe Cioce, responsabile nazionale Enti Locali, che nella seduta di martedì scorso è stato nominato Segretario del Consiglio Regionale della Puglia.

 Auguri al nostro Beppe da tutti i socialdemocratici italiani.

 
di Ufficio Stampa (del 07/11/2007 alle 18:14:11, in Ufficio Stampa, linkato 663 volte)

Istruzioni per ascoltare l'intervista.

Clicca: http://www.radio.rai.it/radio2/podcast/lista.cfm?id=83

 Successivamente, sull'mp3 :

CATERPILLAR Seconda parte del 6/11/2007

PSDI: nuovo vertice del partito da Prodi a Palazzo Chigi. Da Prato a Pechino a cavallo. AIRC: campagna per la ricerca contro il cancro con Alessandro Del Piero.

 
di Ufficio Stampa (del 12/11/2007 alle 14:19:49, in Ufficio Stampa, linkato 662 volte)

MA BASTA CON IL LINCIAGGIO ALLE FORZE DELL’ORDINE.

Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, commentando i tragici fatti di ieri ha dichiarato: “Ha fatto malissimo la FIGC a non sospendere tutti i campionati di calcio e fa benissimo il Governo ad assicurare la massima severità nei confronti dell’operatore di Polizia resosi responsabile del grave errore. Ma, pur nella tragedia dei fatti, non trova alcuna giustificazione il comportamento di alcune frange di facinorosi, che nulla hanno a che fare con i veri tifosi, che hanno messo a ferro e fuoco Roma ed altre città.” “Il PSDI prende le distanze e condanna l’indiscriminata e sempre più frequente aggressione, non solo verbale, rivolta alle Forze dell’ordine, che trova terreno fertile nel lassismo di chi avrebbe il dovere di far rispettare la legge. I pur deprecabili episodi in cui si dovessero accertare – ma nelle dovute forme – gli errori o gli eccessi di singoli operatori, non possono assolutamente costituire il pretesto di violenze ed assalti all’intera categoria dei servitori dello Stato. Risulta sconcertante che forze politiche rappresentate dal Governo possano anche solo indirettamente accettare, se non incoraggiare, la deriva morale di una sottocultura rozza e suicida che ritiene di individuare i nemici della società moderna nelle forze di polizia, preposte a garantire la legalità e la sicurezza di tutti i cittadini, perfino di coloro che sostengono di combattere la fame nel mondo devastando le città o si recano ad assistere a manifestazioni sportive attrezzati con passamontagna ed armi. Questa accondiscendenza che dirama anche da certa parte delle attuali istituzioni determina l’affievolirsi della nostra sicurezza e ingenera, piuttosto, atteggiamenti di eccessiva prudenza delle forze dell’ordine che difatti ieri hanno consentito a frange di violenti di assaltare impunemente addirittura gli stessi commissariati della Polizia di Stato. La risposta politica ed istituzionale, in tal caso, non può che essere la più severa e ferma e Prodi, Amato e Veltroni farebbero bene ad assumere una comune, chiara, posizione di difesa della legalità. Nelle prossime ore ci aspettiamo che i delinquenti siano trattati da delinquenti e siano chiamati a rispondere anche dei danni materiali”.

 
di Ufficio Stampa (del 12/11/2007 alle 14:34:44, in Ufficio Stampa, linkato 1805 volte)
E' venuto a mancare nei giorni scorsi nella sua Catania il compagno On. Diego Lo Giudice. Si è spento a soli sessantuno anni cedendo ad un male inesorabile. Dire addio a Diego equivale a salutare un pezzo importante di storia dell’impegno politico socialdemocratico in Sicilia e nel nostro Paese. Diego è stato un educatore. Ha sempre dimostrato un vivo interesse per i problemi sociali, impegnandosi sin da ragazzo nell'attività politica, formandosi nella GSDI, il movimento giovanile del partito che fu di Giuseppe Saragat. Negli anni successivi ricoprì numerosi incarichi, da Segretario Provinciale a Consigliere Nazionale del P.S.D.I. ed infine a membro della Direzione Nazionale del Partito. Educato ai valori di libertà, giustizia e democrazia, venne eletto giovanissimo nel Consiglio Comunale di Catania, rivestendo in seguito diversi incarichi di governo della città, un lavoro premiato nel 1986 con un largo consenso popolare e l'elezione a Deputato regionale nella X legislatura e nella XI Legislatura, giungendo a ricoprire anche la carica di Assessore Regionale all'Industria. Tutti i siciliani lo ricorderanno sempre come un punto di riferimento, un amico cordiale e un politico popolare, con il sorriso aperto di chi è sempre stato vicino alla vita vera ed ai problemi della gente comune.
 
di Ufficio Stampa (del 13/11/2007 alle 17:23:20, in Ufficio Stampa, linkato 628 volte)

Si è tenuto a Venezia il 19 ottobre 2007 un convegno dibattito sull'emergenza casa a Venezia organizzato dal Gruppo Consiliare PSDI che ha visto la presenza di varie forze politiche, dell'Assessore Comunale alla casa, del Vice-Presidente ATER nonché del Presidente della società pubblica comunale Immobiliare Veneziana.

Intervento Ing. Alberto Tomassini

Intervento Ezio Oliboni

Intervento Arch. Rizzi

 
di Ufficio Stampa (del 13/11/2007 alle 17:31:57, in Ufficio Stampa, linkato 634 volte)
Clicca qui per scaricare lo STATUTO.
 
di Ufficio Stampa (del 19/11/2007 alle 10:39:58, in Ufficio Stampa, linkato 668 volte)

VENTIQUATTRO ANNI FA MORIVA MICHELE DI GIESI. MARTEDÌ UN CONVEGNO A LUI DEDICATO A GRAVINA DI PUGLIA

di Mimmo Magistro

Nel pomeriggio del 22 novembre del 1983 si spegneva a Roma Michele Di Giesi, più volte ministro al Mezzogiorno, alle Poste, al Lavoro ed alla Marina Mercantile. Il primo Ministro, nella storia delle Repubblica italiana che seppe dire di no e non si presentò al giuramento in Quirinale perché, giochi interni al PSDI lo avevano fatto retrocedere – pur essendo stato sempre il più brillante dei ministri socialdemocratici- agli Affari regionali, un ministero , senza portafoglio e che, come sanciva il manuale Cancelli, era considerato di serie C. Altri tempi! Erano i tempi in cui il Ministro Vito Lattanzio non esitò un attimo a rimettere il suo mandato di Ministro della Difesa allorquando l’ex nazista Kappler fuggi dal carcere militare. C’era, con tutte le riserva, gli errori ed i limiti della vituperata prima Repubblica, una sorte di codice d’onore che veniva accettato, rispettato e praticato da maggioranza ed opposizione. Non appena un Ministro o un Presidente del Consiglio veniva investito da una polemica c’era un atto di coraggio che si chiamava dimissioni a cui tutti, deboli e potenti, non si sottraevano. Oggi - dubitiamo in meglio per il Paese- le cose vanno in modo diverso. Mastella, Amato, per citare i casi di queste ultime settimane sarebbero stati più apprezzati se avessero messo a disposizione i loro mandati. I giovani di Gravina di Puglia, comune di origine della famiglia Di Giesi, rileggendo i suoi scritti e la sua storia personale e politica hanno deciso di ricordarlo con un convegno dedicato ai giovani e istituendo una Fondazione a lui dedicata che possa raccogliere i suoi scritti e le sue opere. A 56 anni si è tanto giovane per morire, ma il suo pragmatismo, il suo rapporto fraterno con Moro, con Tatarella, con Napoletano, con Cossiga ed Andreotti, sono nella documentazione storica raccolta dagli amici più cari. Vice Sindaco di Bari con Trisorio Liuzzi , divenne Vice presidente a via Capruzzi quando “don Gennaro” passò alla Regione. Nell’80 diede vita, con Rino Formica, al primo laboratorio politico sull’alternativa socialista al Comune di Bari, istituzione che non volle mai lasciare perché voleva mantenere vivo il rapporto con la sua terra. Insieme diedero vita ad una giunta laico-socialista senza la DC ed il PCI. I suoi giovani di allora, con tanti chili in più e tanti capelli in meno, lo ricordano ancora e lo indicano quotidianamente alle giovani generazioni. Michele Di Giesi dialogava con il Presidente della Confindustria e il più umile degli operai. Discettava e filosofeggiava con Vittore Fiore e Mario Dilio di Meridionalismo, ma aveva il tempo per stare con i compagni della città vecchia la domenica mattina a parlare di calcio. Un gigante della politica per i suoi estimatori, uno dei tanti politici da dimenticare per i suoi detrattori perché reo di aver assunto 2000 invalidi alle Poste. Per chi come me, 24 anni fa era il segretario della sua federazioni di partito e che conserva gli oltre 1000 tra telegrammi e lettere di condoglianze pervenute dai grandi del Paese e dalle sue piccole cooperative di pescatori, è un gigante della politica pugliese che in tanti hanno dimenticato troppo presto. Quando dal XXVII congresso nazionale del PSDI sono stato chiamato a guidare il Partito il mio pensiero è volato a lui, che era morto per tentare di raggiungere questo traguardo e che, anziché riposarsi, come gli avevano consigliato i medici dopo il primo infarto, si era rituffato nel lavoro di partito per vincere il XVIII Congresso. Il destino ha voluto che il più giovane del suo gruppo dirigente, il “suo pupillo” secondo le confidenze degli amici più cari , sia stato chiamato a tale incarico, 24 anni dopo, alla stessa sua età. Maledetta, ineguagliabile, splendida “prima Repubblica”.

 
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