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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

BELINSKIJ
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, disposti in ordine cronologico.
 
 

LEGGETEVI IL DECRETO LEGGE N° 273 DEL 30-12-2005 ART. 39 QUARTER DIECES E COMPRENDERETE PERCHE’ TUTTI I VECCHI PARTITI HANNO SCHELETRI NELL’ARMADIO.

“Ci vuole faccia tosta! Le verginelle della politica in questi giorni giocano a scansarsi dai macigni che la vicenda Margherita (e forse AN e PDS-PCI) sta scaricando sulla politica italiana”
Mimmo Magistro, segretario nazionale del PSDI dal 2007 al giugno 2011, quando dopo 5 anni e  tre sentenze  cautelari favorevoli è stato scalzato  da una decisione del Tribunale di Roma di merito contro la quale ha deciso di non proporre appello anche perché la sua vita rischiava di diventare un inferno per quella maledetta partita IVA che collegava il suo PSDI al vecchio partito del Sole Nascente.

Magistro, che nei mesi scorsi con 27 dei 31 componenti della vecchia Direzione (espressione di due Congressi nazionali  mai contestati a Bellaria e poi  Barletta) ha dato vita ad un nuovo movimento “ISD- I socialdemocratici”, ora racconta qualcosa che rende ancor più incredibile e inverosimile certi comportamenti dei vertici di alcuni partiti italiani, soprattutto quelli di emanazione della prima Repubblica.
“Qualche mese dopo la mia elezione – afferma Magistro - comunicai all’Agenzia delle Entrate di Roma, come qualsiasi normale cittadino - di essere stato eletto segretario nazionale, segnalai la nuova sede a Roma e l’indirizzo a Bari della mia residenza. Da qual momento la mia casa è stata invasa da atti giudiziari di ogni genere per debiti contratti dal vecchio partito dal 1970 al 1994.
E’ arrivato di tutto, da ingiunzioni dell’ex IACP di Roma per i pagamenti di sezioni di Partito dal 1970 sino a qualche anno fa (locali da 20 anni sedi di autofficine, circoli di pensionati, ecc..) vertenze degli ex dipendenti, crediti di tipografie, sino a cartelle esattoriali di Equitalia per qualche milione di euro per contributi previdenziali omessi dal 1980 e mancati versamenti erariali vari.
Il top sono stati due atti, uno dell’ex segretario Pietro Longo che chiama in causa il Partito  per la restituzione di una tangente che sarebbe stata versata al PSDI e il secondo dell’ex segretario amministrativo Cuoiati che nel ’92 aveva sottoscritto un prestito mai onorato con alcune banche per qualche miliardo di vecchie lire.
E’ stata, però, un’ingiunzione di Equitalia per il pagamento entro 5 giorni della somma di € 840.000,00 ad allarmare me e la mia famiglia. Ho scoperto così che l’ultimo segretario noto agli uffici delle Entrate era Franco Nicolazzi e la sede ancora quella di via Santa Maria in Via (ora  dell’IDV) entrambi cessati nel 1988. 

Più sconcertante è stato apprendere che dietro al movimento giudiziario così intenso c’era  una norma nascosta, approvata dal Parlamento nel milleproroghe di dicembre 2005 (Legge 273 del 30.12.2005- l’art. 39/quater dieces) che – a parte qualcuno degli addetti ai lavori - era sfuggita a tutti, anche ai giornalisti più “scafati”.
Con il primo comma, i segretari dei partiti vengono esonerati dalle obbligazioni assunte purchè non abbiano agito con dolo e con il secondo, cito testualmente la legge: “per il soddisfacimento dei debiti dei partiti e movimenti politici maturati in epoca antecedente all’entrata in vigore della presente legge è istituito un fondo di garanzia alimentato dall’1% delle risorse stanziate (…..) le modalità di gestione sono stabilite dal Ministro dell’Economia” i crediti devono essere esigibili”.
Cioè i vecchi partiti, anche quelli ricchi che hanno trasferito beni ed averi nelle Fondazioni, hanno scaricato o scaricheranno sui nuovi partiti i loro vecchi debiti!
In bell’esempio di etica e di morale per tutti gli elettori!

Roma, 11 febbraio 2011

Mimmo Magistro

 
di Admin (del 27/03/2012 alle 12:58:13, in Ufficio Stampa, linkato 693 volte)

articolo pubblicato venerdì 23 marzo 2012 sull'edizione E Polis di Bari

La lucida e spietata riflessione fatta da numerosi  analisti  politici  non possono trovare indifferenti quanti amano la Città di Bari. Tutti lanciano forte il loro appello alla mobilitazione per costruire un altro futuro, evidentemente migliore. Appello ancor più credibile perché viene anche da chi vive fuori Bari.
Mi pare, insomma, che non ci sia da stare allegri perché le vicende giudiziarie non paiono essere all’epilogo ma promettono nuovi e sconcertanti risvolti. Chi scrive ha vissuto e conosce i meccanismi della cosiddetta prima Repubblica, che accanto al grande anelito di libertà dopo il ventennio fascista, ha prodotto una degenerazione della politica e la caduta delle ideologie. I partiti andavano migliorati modificando l’art.49 della Costituzione per garantirne la democrazia interna, come richiesto alla Costituente da Saragat e Calamandrei, due giganti poco apprezzati dai poteri forti.
Ho visto i vagiti della seconda  Repubblica, nata nel segno dell’antipolitica, del giustizialismo e della demagogia. A riflettere oggi sulle leggi Bassanini e quelle successive sul riordino degli enti locali ci si chiede se era quello che serviva al Paese?
Dati poteri enormi ai sindaci, si pensò di tacitare i consigli comunali, provinciali e regionali con l’aumento a dismisura dei gettoni di presenza o il riconoscimento di appannaggi sostanziosi, in una specie di concussione consociativa. Ma i sindaci, ed i presidenti hanno utilizzato quasi sempre questi potenti  poteri non per gestire la città ed il proprio territorio ma per le loro ambizioni personali. L’impossibilità nella stessa legislatura di dare vita a una diversa amministrazione con un diverso sindaco o presidente della regione- pena lo scioglimento- ha reso i consiglieri schiavi del Sindaco o dei rispettivi presidenti anche oggi che le prebende sono state dimezzate. Prima era impensabile che il primo cittadino fosse assente ai lavori di giunta o di consiglio. Oggi sono permanentemente in giro a fare  compagna elettorale per la regione o, nel caso dei governatori, per il parlamento. Oggi all’elezione fa seguito come primo atto la trasformazione della propria lista civica in partito o movimento. I poteri di nomina e di revoca degli assessori ne fanno un vero e proprio dominus rispetto a cui i partiti nulla possono. Provate a chiedere al Comune di Bari ( ma vale per tutti i comuni, le province e le regioni d’Italia) ai consiglieri di maggioranza e di opposizione,  se sono pronti a rassegnare le proprie dimissioni per andare alle elezioni anticipate e salvare la loro dignità. Certamente vi guarderanno male. Alla Regione Puglia c’è chi ha proposto di modificare lo Statuto per consentire al consiglio di restare in vita anche dopo la certa  partenza  di Vendola verso i lidi romani!
Insomma, hanno ragione sia i baresi che sono rimasti in città a viverci e quelli che soffrono lontani da questa città e non vogliono assistere passivamente, con rassegnazione ed indifferenza, al degrado morale prima che politico. Chi sarà il nuovo Sindaco di Bari dovrà innanzitutto impegnarsi a fare il Sindaco a tempo pieno, non a immaginare per se un altro futuro sfruttando i poteri del sindaco. E’ questo il patto d’onore che deve assumere con i cittadini. E non sarebbe male se il Parlamento dedichi qualche seduta agli enti locali. La prima proposta semplice, semplice, che mi viene in mente, è quella di una norma per la quale non si può fare sindaco, presidente o deputato di seguito(al contrario , si) se non dopo uno stop di 5 anni. A Emiliano e Vendola ora consiglio di pensare a fare il Sindaco ed il Governatore, cosa per la quale sono pagati e per cui non mi risulta che si siano dimezzati le indennità. Il pesce, siatene certi, non puzzerà più!

Mimmo Magistro

 

Il Presidente Nazionale de "i Socialdemocratici- Federalisti per l'Euromediterraneo” (iSD), Mimmo Magistro, (movimento al quale lo scorso dicembre hanno aderito 28 dei 31 componenti la Direzione Nazionale del PSDI) ha dichiarato:

“Saremo domenica a Firenze per far sentire alta e forte anche la nostra voce.
Sul tema dei finanziamenti pubblici Bersani, Alfano e Casini sembrano venire da un altro mondo, mentre Di Pietro non chiarisce perché i contributi - lui che vuole eliminarli- li ha messo in saccoccia. Tutti cadono dalle nuvole dinanzi agli scandali della Lega e della Margherita. Pochi ricordano che a dicembre 2005, nelle mille proroghe, due commi nascosti, sancirono , per legge, che i segretari dei partiti non hanno alcuna responsabilità (se non per dolo) sui loro bilanci e, soprattutto, che i debiti del passato venivano addebitati ai nuovi partiti con un meccanismo truffaldino da applausi a scena aperta.
Insomma,mentre centinaia di aziende e migliaia di esercizi commerciali chiudono, gli italiani aspettano di sapere quanto verranno a costare alle loro famiglie le “impressionanti” misure sulle pensioni, sulle tasse alla prima casa, sulla patrimoniale, sull'aumento dell'IVA e delle accise, sull'obbligo dei piccoli pagamenti tramite banca (con relative commissioni).
I Senatori della (nostra) Repubblica hanno eroicamente deciso di togliere il vitalizio ai loro successori mantenedendoli, invece, per se stessi e per chi li ha preceduti, anche se godono di altre pensioni ed altri redditi. Privilegi che hanno voluto mantenere alla Camera i Presidenti di quel ramo del Parlamento.
Resta così “blindata” una casta di circa quattromila persone, tra gli ex senatori e quelli oggi in carica, che costa all'erario più di 200 milioni, di cui solo 18 coperti da contributi versati.
Una scelta fatta, si dice, per non violare “diritti acquisiti, garantiti dalla Costituzione”. Una Costituzione che, evidentemente, “lor signori” non conoscono, perché la nostra Carta fondamentale esclude (art. 3) tutti i privilegi e dice solo (art. 51) che “chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il posto di lavoro” e che (art. 69) “I membri del Parlamento ricevono una indennità stabilita dalla legge” punto e basta. Peraltro, nel momento in cui si parla di riduzione dei costi dei deputati, occorrerebbe trovare il coraggio di metter mano a quel retaggio feudale che sono i senatori a vita, ognuno dei quali si porta dietro vita natural durante una serie di benefici che costano al contribuente non meno di 7/800.000,00 euro ciascuno l'anno tra vitalizi, auto, autista, scorta , spese per uffici e segretaria
I Socialdemocratici Federalisti per l'Euromediterraneo(iSD), movimento nato per aggregare tutti coloro che, sparsi in diverse formazioni politiche, si richiamano alla nobile e disinteressata idealità di Giuseppe Saragat, padre costituente tra i più insigni della nostra Italia, aprono invece una campagna per tagliare veramente i privilegi incostituzionali della casta parlamentare ed eliminare l'esoso finanziamento pubblico camuffato da rimborso delle spese elettorali dei partiti, che droga il dibattito democratico e mortifica la volontà espressa dagli italiani attraverso un referendum popolare.
Come non ricordare a quanti hanno la memoria corta che propri Saragat e Calamandrei nei lavori della Costituente  del 1947 levarono alto la loro protesta contro l’art. 49 che sanciva l’esistenza dei partiti ma non ne disciplinava né la vita interna né gli aspetti finanziaria. Oggi siamo tornati a quella data ed il problema va risolto alla radice no ncon i pannicelli caldi”-

Mimmo Magistro

Roma 10 aprile 2012

 
di Ufficio Stampa (del 11/04/2012 alle 11:39:23, in Ufficio Stampa, linkato 810 volte)
SCANDALI, POLITICA E SPORT: Mimmo Magistro, Presidente dell'Associazione Maglia Biancorossa fa appello all'orgoglio dei cittadini.

Clicca qui per leggere l'articolo dal titolo...
MAGISTRO: "EMILIANO E VENDOLA ORA PENSINO A GOVERNARE"

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Clicca qui per leggere il testo dell'articolo pubblicato sul CORRIERE DEL MEZZOGIORNO on-line.
 
di Ufficio Stampa (del 19/05/2012 alle 15:04:09, in Ufficio Stampa, linkato 670 volte)

"Quanto accaduto stamattina a Brindisi, ove è scoppiato un cassonetto nel quale un imbecille - ora assassino- avrebbe posto tre bombole di gas, non ha alcuna giustificazione perchè mai, dico mai, deve essere messa a rischio una vita umana, meno che mai di giovani studenti. Gli inquirenti scoveranno i responsabili del gesto criminale ma la classe  politica non può limitarsi a sterili affermazioni di partecipazione al lutto ed al dolore di chi è rimasto coinvolto. Deve trarre un sano insegnamento per essere d'esempio sul piano della moralità e della lealtà perchè non sia dato ad alcuno la possibilità di soffiare sulle difficoltà dei cittadini. Le campagne elettorali non possono durare in eterno! La gente è stanca delle diatribe e delle ruberie. Tutti siamo chiamati ad essere d'esempio ai nostri giovani perchè la delinquenza comune, o peggio ancora, il terrorismo, non trovi terreno fertile nella vita pubblica."

Mimmo Magistro

 
di Ufficio Stampa (del 30/05/2012 alle 15:15:05, in Ufficio Stampa, linkato 1009 volte)
Il presidente dell'iSD, Mimmo Magistro, ha partecipato con una delegazione all'assemblea aperta delle donne pugliesi per la raccolte delle firme di un disegno di legge d'iniziativa popolare per modificare la legge regionale pugliese, al fine di favorire anche l'elezione delle donne.



Nella foto Magistro è con Wilma Tagliaferri e Fabrizio Santorsola della Direzione Nazionale dell'iSD e la giornalista del Corriere del Mezzogiorno, Lorena Saracino, tra le promotrici dell'iniziativa.
 
di Ufficio Stampa (del 12/06/2012 alle 18:39:26, in Ufficio Stampa, linkato 718 volte)
Intervenendo oggi, Mimmo Magistro, Presidente Nazionale de “iSD”, ha dichiarato:
“La spending review ci era stata presentata come il toccasana che avrebbe fatto risparmiare decine di miliardi di auro alle casse dello Stato e fatto ripartire l'economia. Le notizie che arrivano da Palazzo Chigi sono allarmanti. Non ho ancora capito se Monti fa il filone o meno. Di certo se io fossi stato il suo professore l'avrei mandato a casa a prepararsi meglio con buona parte dei suoi ministri che brillano soprattutto per saccenza. Sono tra coloro i quali pensano che Berlusconi abbia fatto il suo tempo e con lui quanti, a sinistra, destra, centro, hanno goduto dei privilegi della casta negli ultimi 30 anni. Sono convinto che bisogna dare spazio alla generazione dei quarantenni, proibendo l'ingresso al Parlamento a chi ha già fatto tre legislature e comunque già in età di pensione(ad iniziare dal sottoscritto). Sono pure convinto che occorra cancellare il retaggio feudale dei senantori a vita e tutti i benefici riservati agli ex, ex presidenti del consiglio, ex presidenti di camera e senato. Nel resto del mondo civile chiusa l'esperienza pubblica si torna ad essere cittadini normali. Tornando allo spending review, contrariamente a quanto ipotizzato, difficilmente si arriverà a colpire gli sprechi ( ad esempio nuovo look ai finanzieri perchè il vecchio colore delle divise si confondeva con quello delle guradie forestali) ma sarà un altro colpo alle tasche dei cittadini perchè il risparmio si pensa di farlo concellando per i meno abbienti ed i pensionati la gratuità dei medicinali ed altre forme di assistenza sociale. Ora basta! C'è gente che ha sempre vissuto con dignità che si vende l'oro per pagare l'IMU, che chiede prestiti ad amici e parenti. Dove vogliamo arrivare, alla guerra civile? Il Presidente Napolitano la smetta di mettere la testa sotto la sabbia e declini a Monti gli impegni assunti con il Paese prima che sia troppo tardi. Il lavoro, innanzitutto agli italiani, al primo posto ( qualche priorità dobbiamo pur averla senza passare da razzisti), poi vendiamo tutto ciò di cui disponiamo(caserme, aree demaniali) ed abbandonato o dato in concessione gratuitamente (beni sottratti alla mafia) ed utilizziamo come garanzia (tesi di illustri economisti che evidentemente non sono passati dalle lobbies londinesi come Monti) una parte dell'oro abbandonato ed inutilizzato dalla Banca d'Italia. Non possiamo pensare di ragionare in modo diverso dinanzi ad un disastro che rischia di travolgerci tutti. Soprattutto ridiamo dignità al voto degli italiani che devono poter scegliere i propri rappresentanti senza dover affidare per disperazioni il proprio futuro nelle mani di un comico. Non è il momento dei comici perchè la storia è vera, è tragica e non fa ridere”.

Roma, 12/06/2012

Ufficio Stampa iSD
 
di Ufficio Stampa (del 19/06/2012 alle 18:49:34, in Ufficio Stampa, linkato 727 volte)
Ieri mattina ho avuto il piacere di chiacchierare per qualche minuto al telefono con il primo cittadino di Bari, Michele Emiliano. Da cittadino, ex amministratore ed ex responsabile del Demanio regionale volevo rappresentargli alcuni mie personali perplessità sull’iter autorizzativo per la realizzazione delle piattaforme a mare di cui da sei mesi parlava la stampa nonché sulle soluzioni adottate per la gestione di Torre Quetta. Sono stato rassicurato da Emiliano che testualmente ha detto: “non ho mai autorizzato alcun che, non sono d’accordo e non spenderò mai una lira”. Stamani leggo ancora sulla stampa di una riunione indetta dal Vice Sindaco del Comune di Bari (non di Canicattì) per questa mattina in una specie di lotta contro il tempo per le autorizzazioni per realizzare le piattaforme. Per non disturbare Emiliano gli ho inviato un  messaggino “Caro Michele sulle piattaforme o mi prendi in giro o ti prendono in giro!”. Non credo a chi afferma che Emiliano pensa solo alle sue ambizioni personali- e sono tante- Camera dei Deputati per avere la forza di imporsi alla testa della Regione Puglia con una paracadute nel parlamento europeo. Né penso che non abbia letto nei sei mesi l’abbondante rassegna stampa sull’argomento. Forse vuole solo tenersi fuori da problemi di discrezionalità amministrative (leggi il finanziamento dell’AMGAS delle piattaforme) salvo poi a presentarsi al taglio inaugurale. Voglio bene a questa Città e , per quelle che sono le mie conoscenze tecniche e giuridiche, vorrei riassumere , a futura memoria, quali sono i problemi che ostano al momento alla realizzazione delle piattaforme. Il riferimento, oltre che al Codice della Navigazione (che pochi conoscono e che essendo Legge Speciale sovrintende a qualsiasi altra norma) ed alla L.R.n.17/2006 sull’uso delle coste. Il primo riguarda la mancata approvazione del Piano Comunale delle Coste (PCC) che la Giunta comunale avrebbe dovuto approvare entro 4 mesi (art.4-comma 2) e che avrebbe dovuto indurre già la Regione da tempo (art.4. comma 8) alla nomina di un Commissario ad acta. Nelle more il Comune di Bari non può realizzare alcuna opera sul mare e, comunque la Regione non ha mai trasferito ed ha tenuto per se i poteri relativi alle autorizzazioni di concessioni e di beni demaniali ( come quello in oggetto) richiesti nell’uso dal Comune medesimo (art.5- comma 1-lett.f). A tutto ciò, trattandosi di opere a mare, devono aggiungersi i pareri delle autorità marittime, doganali , del demanio pubblico e della soprintendenza. Sin qui quanto prescrive la Legge. Nel merito credo che le piattaforme – fatta salva la verifica di sicurezza- sono utilizzate in tutto il mondo per favorire la balneazione dove  la scogliera non lo consente, ovvero l’accesso al mare dei portatori di handicap. Quanto alla vicenda Torre Quetta che conosco per  aver contribuito 9 anni fa alla sua chiusura per la necessaria bonifica, il bando di gara non appare legittimamente  indetto dal Comune che sull’area non ha alcuna concessione demaniale ma solo una responsabilità- come per tutte le altre aree pubbliche- per la sua pulizia. Il bar di Pane e Pomodoro ha chiesto ed ottenuto 10 anni fa una regolare concessione demaniale e paga regolarmente il canone. Il Comune non paga il canone, stante la mancata approvazione del PCC e quindi il blocco delle concessioni (che vale sia per i privati  che per il pubblico), non può neanche avvalersi dell’art.13 (affidamento in gestione e sub ingresso) che richiede anche ulteriori verifiche e requisiti.  In tutto quanto esposto si nota l’assenza dell’Ente Regione, il sui ufficio Demanio avrebbe dovuto  monitorare e verificare l’attività del Comune di Bari, commissariarlo per la mancata approvazione del PCC, pretendere il pagamento dei canoni demaniali e ottenere (art.6- comma 2) entro il 28 febbraio di ogni anno una relazione sull’esercizio delle funzioni amministrative conferite, con riferimento all’anno precedente. Non risulta mai depositato alcuna relazione in ben 7 anni! Insomma un ufficio regionale Demanio sempre  severo ed integralista con i piccoli comuni ed i concessionari balneari , ma omissivo con i grossi comuni e con qualche imprenditore del settore, (solo uno avrebbe avuto via libero per  porti turistici i cui progetti, pur finanziati dalla stessa Regione sono abbandonati come se fossero il demonio)! Quanto all’Assessore  Pelillo , che aveva magnificato l’ordinanza balneare, vogliamo tranquillizzarlo. Quello preparato dai suoi collaboratori era ben altro ed avrebbe riportato la Puglia indietro di un secolo ai margini del turismo balneare. Se è venuto fuori un atto di ampio respiro ed innovativo è merito delle associazioni balneari , delle associazioni ambientalistiche e della competente presenza della Direzione Marittima regionale che, essendo un corpo dello Stato, potrebbe e dovrebbe essere maggiormente e – direi- quotidianamente utilizzata per le capacità dei propri rappresentanti.

Mimmo Magistro (Presidente de i Socialdemocratici- iSD)
Bari 19.06.2012
 
di Ufficio Stampa (del 28/06/2012 alle 19:37:20, in Ufficio Stampa, linkato 690 volte)

Luigi Cosentini Segretario Regionale iSD - Calabria

In seguito alla nomina a Segretario Regionale dell’iSD per la Calabria, ringrazio la Segreteria Nazionale per la fiducia accordatami.
Mi impegno a riportare gli ideali della sociademocrazia in una Regione in cui si è assistito ad un peggioramento della politica.
Mi occuperò in tempi brevi della organizzazione del Partito nella Regione, in particolare in collaborazione con  la Segreteria Nazionale nominerò i Commissari nelle Federazioni e dopo l’inizio della campagna di tesseramento, completata entro sei mesi, si svolgerà il congresso regionale che dovrà eleggere la Segreteria e gli altri organismi statutari.
Nonostante il mio interesse di riportare gli ideali della socialdemocrazia in tutto il territorio regionale, oggi pongo in modo particolare la mia attenzione sulla gestione politica della città di Cosenza e di rende.
Per quanto riguarda Cosenza è ancora presto per giudicare la Sindacatura Occhiuto, ma potrò esprimere una valutazione più attenta nel momento in cui questo Sindaco si misurerà non guardando alle piccole cose, poiché non è sufficiente organizzare fiere e feste per migliorare l’immagine della città ,ma concentrandosi sulle grandi opere.
Un occhio più attento andrebbe rivolto versi il centro storico che dovrebbe essere rivitalizzato con un piano di recupero che interessi tutto il territorio.
L’apertura di negozi a tempo su Corso Telesio non potrà infatti garantire un risveglio del centro storico, poiché interesseranno solo i visitatori il giorno dell’inaugurazione, riportando in  seguito la città vecchia nell’incuria.
Spostandoci su Rende, ritengo l’elezione a Sindaco di Vittorio Cavalcanti una ventata di rinnovamento, in una città dove la gestione della politica è sempre stata affidata agli stessi uomini che hanno creato delle incrostazioni di potere non facilmente rimovibili.
Mi auguro che Cavalcanti possa amministrare senza condizionamenti la città la quale non cerca un “Sindaco fantoccio” ma un ricambio generazionale in grado di affrontare le prossime scadenze politiche con idee e progetti nuovi.
Dovrebbe essere frenata la corsa alla cementificazione e impedita la concessione di costruire ovunque per consentire ai cittadini di vivere in una città a misura d’uomo.
Bisogna impedire che Rende continui ad essere gestita come un feudo, dunque puntare su un rinnovamento politico e dare spazio a giovani capaci e preparati per la gestione della Rende del futuro.
Quindi sprono Cavalcanti a non avere paura di essere il Sindaco di Rende ma ad avere coraggio di essere un Sindaco libero delle proprie scelte, ottenendo solo così la stima e la fiducia degli elettori.

Cosenza li, 27 giugno 2012                                                                            

Il Segretario Regionale
Luigi Cosentini

 
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