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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

BELINSKIJ
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, disposti in ordine cronologico.
 
 

I vertici nazionali del PSDI domani - martedì 3 febbraio 2009 - saranno a Roma per partecipare al presidio organizzato dal Comitato per la Democrazia, alle ore 12.00 dinanzi al Quirinale.

Per il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro:

“Dal Presidente, Giorgio Napolitano, che è già opportunamente intervenuto alcune settimane fa sull’argomento ci attendiamo un’altra forte presa di posizione. Chi – come fa Gasparri da alcuni giorni – richiama le leggi di altri paesi europei, dimentica le storie diverse e le diverse sensibilità culturali italiane. Per altro, a Gasparri vorrei ricordare che proprio la sua vecchia parte politica (MSI), ha utilizzato la legge attuale quando non riusciva a raggiungere neanche il 2% e c’erano motivi molto più seri per tenerli fuori dal sistema democratico dei partiti. Il PSDI distribuirà alla stampa uno stralcio del discorso fatto da Giuseppe Saragat il 6 marzo del 1947 durante i lavori della Costituente quando – parlando dell’art.49 – mise in guardia tutti dal rischio che i partiti senza una garanzia di agibilità democratica potessero diventare strumento di potere nelle mani di pochi. Anche in questo caso Saragat fu lungimirante!”

 

Il segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, ha dichiarato:

“La mobilitazione dei Partiti che hanno dato vita al “Comitato per la Democrazia” avrà successo solo se i partiti sottoscrittori non si limiteranno a minacciare l’uscita dalle amministrazioni locali, ma avranno il coraggio di imporre le dimissioni di massa dai governi locali con il PD, e cancelleranno tutte le trattative in corso con PD e PDL. Ma un appello lo rivolgiamo anche ai vertici dell’UDC che subisce in silenzio (anche per un proprio piccolo interesse) l’intesa tra Berlusconi e Veltroni, ma che invece dovrebbe ergersi a vero baluardo della democrazia in Italia se solo trovasse il coraggio di mettersi di traverso ad una legge liberticida”.

 

Nella scorsa settimana Mimmo Magistro, Segretario Nazionale del PSDI e candidato Sindaco a Bari, aveva sollecitato il Governatore Vendola, il Presidente del Consiglio Regionale, Prof. Pepe, e l’Assessore alla Trasparenza, Guglielmo Minervini, ad istituire l’Ufficio della Difesa Civica. Solo il Presidente Pepe, con una nota ha assicurato Magistro che, “porrò in essere ogni eventuale iniziativa affinchè anche questo organismo statutario possa divenire realtà nell’interesse della Comunità pugliese”.

 “Lo Statuto della Regione Puglia – conferma Magistro – (che ha ringraziato il Prof. Pepe), approvato il 12.05.2004, tra l’altro prevedeva all’art. 50 l’istituzione di tre Autorità di garanzia, due delle quali, il Comitato per “l’informazione e la comunicazione” (CO.RE.COM.) ed il “Consiglio dei Pugliesi nel mondo”, hanno visto la luce da tempo. Il terzo - il più importante – “Ufficio della difesa civica”, tarda ad essere approvato”. “Si tratta – per Magistro - dell’Ufficio che dovrebbe garantire l’imparzialità, il buon andamento e la trasparenza nell’azione amministrativa nonché la tutela dei diritti degli adolescenti e dei minori, delle libertà fondamentali degli immigrati, dei consumatori e degli utenti”. Magistro si dice confortato dall’impegno del Prof. Pepe – ma “amareggiato dal silenzio di chi come Vendola e Minervini, professano trasparenza ma eludono i doveri della legge”.

Sono certo che – conclude Magistro - recuperando il tempo sin qui perso, ciascuno secondo le proprie competenze, avvii l’iter burocratico per l’insediamento dell’Ufficio. Un atto di rispetto e considerazione nei confronti di tutti i pugliesi”.

 
di Ufficio Stampa (del 29/01/2009 alle 18:35:18, in Ufficio Stampa, linkato 1138 volte)

Ampia partecipazione, soprattutto di molti giovani, all’assemblea degli iscritti e dei simpatizzanti del Psdi di Rieti avvenuta domenica 25 gennaio 2009 presso la sala consiliare della 5° Comunità Montana di Rieti.

Il commissario vicario della federazione di Rieti, Pietro Agostinelli ha aperto i lavori con un breve intervento elencando i punti messi all’o.d.g.:

1) informativa sul commissariamento della segreteria provinciale di Rieti,

2) organizzazione e rilancio del partito nel territorio,

3) tesseramento 2009,

4) costituzione di una lista provinciale,

5) eventuali apparentamenti politici.

L’intervento del commissario del Psdi, Carmelo Bonarrigo, ha ricordato gli ideali e i valori della socialdemocrazia e le importanti battaglie parlamentari che hanno aiutato concretamente a costruire la nostra Italia. Alto è stato il discorso del Presidente nazionale del Psdi, Alberto Tomassini, che ha parlato in modo diretto e concreto della politica nazionale, denunciando le varie problematiche gestionali che colpiscono i partiti. La critica è stata rivolta in modo particolare verso quei politici che dimenticandosi degli ideali e dei valori dei partiti, concentrano il tutto solo sulla loro figura personale. Inoltre, il Presidente Tomassini ha constatato che il Psdi di Rieti è in forte crescita, grazie anche ad un nutrito numero di nuovi iscritti, tra questi molti giovani socialdemocratici che spingeranno il partito verso una nuova fase generazionale che si riconosca nei reali valori e negli ideali del socialismo democratico, strumento importantissimo per la soluzione di molti problemi nella nostra società civile, imprenditoriale e lavorativa. La socialdemocrazia è la forma di sistema che garantisce tutti gli strati sociali; ecco perché il progetto politico dei socialdemocratici si è consolidato e sta crescendo in molti paesi d’Europa. Lo stesso Presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, ha intrapreso la strada socialdemocratica, che guarda dal basso verso l’alto i bisogni dei cittadini delle associazioni e delle imprese (giovani, lavoro, economia, volontariato, processo di pace), imponendo un cambiamento di stile non solo a livello di politica e dell’economia, ma anche della vita quotidiana. Sin dal 1947 il nostro partito è storicamente la vera e unica rappresentatività socialdemocratica nel nostro paese e vanta uno dei più prestigiosi Presidenti della Repubblica Italiana, Giuseppe Saragat, fondatore del Psdi. In conclusione i socialdemocratici di Rieti riuniti in assemblea alla presenza del commissario straordinario, Carmelo Bonarrigo e del presidente nazionale del partito, Alberto Tomassini deliberano di partecipare alle elezioni amministrative provinciali di Rieti con una propria lista autonoma scegliendo di appoggiare il centro-sinistra previa verifica programmatica di compatibilità. A tal proposito viene costituito un comitato di elaborazione e proposta programmatica. Si invitano tutti gli autentici socialdemocratici a partecipare alla vita democratica del partito aderendo e rinnovando l’iscrizione al Partito Socialista Democratico Italiano entro e non oltre il 31 marzo 2009 così come previsto dalla Direzione Nazionale del Psdi. Altresì, coloro i quali non si dovessero riconoscere nella risultanza del Congresso Nazionale di Bellaria e nelle iniziative dei socialdemocratici reatini si collocano fuori dalla rappresentatività politica del Psdi. L’assemblea approva all’unanimità l’operato del commissario straordinario Carmelo Bonarrigo e del vicario Pietro Agostinelli invitandoli a proseguire l’ opera intrapresa.

 
di Ufficio Stampa (del 29/01/2009 alle 14:50:06, in Ufficio Stampa, linkato 803 volte)
Piena e sincera solidarietà è stata espressa al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dal Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, in relazione all’attacco “ingiustificato ed immotivato” da parte del leader dell’Italia dei Valori, On. Antonio Di Pietro. “A Di Pietro, dopo la vicenda che ha coinvolto il figlio (per molto meno lui, da PM, fece sentire a molti cittadini, il tintinnio delle manette) ed alcuni esponenti campani del suo Partito, sono saltati i nervi. Da oltre un decennio cavalca l’ondata giustizialista nel nostro Paese, ondata che gli ha consentito di avere un ruolo politico, in Italia, senza alcun merito né sul piano politico né su quello dei programmi. E’ fuori dubbio che sono destinati a non sopravvivere, tutti quei Partiti e Movimenti che non hanno alle spalle alcuna storia ed alcuna cultura. Pensare di acquisire consensi, questa volta attaccando, frontalmente, una persona leale ed equilibrata come il Presidente Napolitano è stato un errore, crediamo decisivo, per il futuro del suo Partito. La televisione di Stato, d’altro canto, la smetta di fare da “cassa di risonanza” a Di Pietro, mettendolo in ogni “minestra”. Non è possibile che l’Italia dei Valori non abbia altri esponenti da invitare ai dibattiti televisivi. Ora ci aspettiamo da Veltroni qualcosa più di una semplice presa di distanza. Chieda scusa agli italiani per aver dato rifugio e sostegno elettorale a Di Pietro”.
 
di Ufficio Stampa (del 26/01/2009 alle 17:26:33, in Ufficio Stampa, linkato 586 volte)
La manifestazione di protesta organizzata per domani 28 gennaio – alle ore 12.30 – a Roma - con i Partiti aderenti al Comitato per la Democrazia nel Piazzale RAI - C.so Mazzini, è stata rinviata in data da stabilirsi.
 
di Ufficio Stampa (del 23/01/2009 alle 12:49:36, in Ufficio Stampa, linkato 702 volte)
Si svolgeranno domani, sabato 24/01/2009 a Bologna (Basilica dell’Antoniano) i funerali dell’Onorevole Luigi Preti. La salma, dalle ore 9,30 alle ore 11,30 sosterà presso le vicine sale del “Baraccano” Via Santo Stefano. Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, che sarà a Bologna con una delegazione dei Socialdemocratici Italiani, formata anche dal Presidente Dr. Alberto Tomassini, dal Segretario Regionale dell’Emilia Romagna, Avv. Angelo Scavone e dai Dirigenti Locali, ha così voluto brevemente ricordarlo: “Luigi Preti è stato uno statista che ha onorato il suo Paese con la coerenza dei suoi atteggiamenti di difesa della libertà e della democrazia. Antifascista e Costituente si schierò subito nel 1947 a fianco di Giuseppe Saragat contro il Fronte Popolare. Più volte Ministro della Repubblica – per circa venticinque anni – fu anche giornalista e scrittore. Sino alla fine ha continuato la sua battaglia socialdemocratica partecipando alla cerimonia per ricordare Saragat e Matteotti, scrivendo lettere ai compagni di partito con la sua mitica “Olivetti lettera 22” e firmandosi con la penna verde. Mancherà all’ Italia ed al PSDI”.
 

Luigi Preti non è stato soltanto uno degli esponenti di maggiore rilievo del partito socialdemocratico, che egli fondò aderendo alla storica scelta di campo di palazzo Barberini nel gennaio del 1947. Preti, come Saragat ed altri illustri padri costituenti è stato anche uno dei maggiori esponenti di una più vasta area politica e culturale che, benché poco coesa e rappresentativa soltanto di circa un quarto dell’elettorato italiano, ha sempre svolto un ruolo determinante nella difesa della democrazia costituzionale e nella promozione della modernizzazione economica e sociale dell’Italia. Si tratta di quell’area che, sinteticamente, può essere definita di “democrazia laica”, che, sin dalla fase costituente, ha accomunato i partiti socialdemocratico, liberale e repubblicano ed alla quale, dopo l’abbandono del frontismo e la svolta guidata da Bettino Craxi, può essere ricondotto anche il partito socialista italiano. Luigi Preti è stato uno dei più brillanti e moderni interpreti politici di questo importantissimo orientamento culturale della democrazia italiana, a cui si richiamano anche non pochi esponenti dell’attuale Governo (quali Tremonti, Frattini, Brunetta, Sacconi e altri). La importanza di tale area non dovrebbe essere trascurata, né sottovalutata da nessuno, evitando altresì di nascondersi che i principali nemici della democrazia laica (o della società aperta, per dirla con Karl Popper) sono costituiti proprio dai due orientamenti risultati da sempre maggioritari nella società italiana: quello cattolico e quello comunista. Ed è proprio per le storiche ed intransigenti battaglie in difesa dei principi di democrazia laica che Luigi Preti non potrà mai essere dimenticato. Come non ricordare il mirabile discorso del giovane Luigi Preti in Assemblea Costituente contro la approvazione dell’art. 7 della Costituzione, con cui, mandando alle ortiche la intera epopea risorgimentale, il cattolico De Gasperi (“capo di una congregazione di ultra credenti”) ed il comunista Togliatti (“capo di una congregazione di ultra atei”), raggiunsero il primo compromesso storico per imporre all’Italia democratica (in patente violazione del memorandum alleato sui principi costituzionali) il Concordato fascista con la Santa Sede, voluto da Benito Mussolini contro il parere dei più influenti esponenti del suo regime (quali Gabriele D’Annunzio, Giovanni Gentile e Costanzo Ciano). E come non ricordare l’emendamento proposto dallo stesso Luigi Preti, poi approvato a stragrande maggioranza, con cui la Costituzione definisce la Magistratura non un “potere” (come essa si è da qualche tempo autoproclamata), bensì “un “ordine” indipendente ed autonomo da ogni altro potere” (art. 104 della Costituzione). Come non ricordare la vigorosa difesa dell’Alleanza Atlantica e della assoluta necessità di stretta collaborazione politica, economica e militare tra Stati Uniti d’America ed Europa per la difesa dei principi della democrazia occidentale, insidiati ieri dal comunismo sovietico ed oggi dal fondamentalismo islamico. Infine, come non ricordare le filippiche del Ministro delle Finanze Luigi Preti contro le tentazioni collettivistiche e pansindacaliste dei comunisti e quelle neocorporative e dirigistiche dei cattolici. Mentre, al contrario, Preti perorava quella economia sociale di mercato oggi difesa dal ministro Tremonti e fatta propria dalla unanimità dei governi europei. Si potrebbe continuare a lungo nell’elencare le intuizioni e le anticipazioni politiche di Preti, la cui modernità è dimostrata dalla attualità delle questioni che egli era solito affrontare senza mezze misure. Sia, per il momento, sufficiente sottolineare che, in fondo, il principio fondamentale che ha caratterizzato Preti, Saragat e gli altri esponenti di democrazia laica consiste nel fatto che, mentre per i cattolici e per i comunisti esistono valori metafisici e dogmatici ai quali la democrazia politica e le libertà individuali vengono considerate subordinate, per i laici lo stato di diritto e la democrazia costituzionale rappresentano principi non negoziabili, che non si inchinano di fronte a nessun altro valore, benché ritenuto superiore sul piano etico o religioso.

Angelo Scavone

Docente nell’Università di Bologna

 
di Ufficio Stampa (del 22/01/2009 alle 10:57:33, in Ufficio Stampa, linkato 586 volte)
Si ricorda che i funerali dell’ Onorevole Luigi Preti si celebreranno sabato 24 gennaio. La Camera ardente verrà allestita nelle sale del Baraccano – Via Santo Stefano – Bologna, dalle ore 9.30 alle ore 11.30. Successivamente nella vicina Basilica dell’Antoniano sarà celebrato il rito funebre.
 
di Ufficio Stampa (del 21/01/2009 alle 16:29:33, in Ufficio Stampa, linkato 581 volte)

Anche il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, era presente all’incontro del Comitato per la Democrazia, svoltosi ieri , nella sede della Direzione del Partito Socialista , a Roma .

I rappresentanti del Comitato, a cui aderiscono Partito Socialista , Rifondazione Comunista, Verdi, Sinistra Democratica, Udeur, PSDI, Partito Liberale, Partito d'Azione, Movimento dei 101, hanno convenuto, all’unisono, di richiedere un nuovo incontro con il Capo dello Stato e con gli attuali presidenti della Rai e della commissione parlamentare di vigilanza. Il Comitato inoltre renderà permanente a partire da oggi la sua stabilità di svolgimento e di azione, e si riunirà di volta in volta in luoghi storicamente significativi della vita democratica italiana.

 
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