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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

BELINSKIJ
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, disposti in ordine cronologico.
 
 
di Ufficio Stampa (del 06/04/2009 alle 11:34:04, in Ufficio Stampa, linkato 899 volte)

Chiunque abbia conosciuto Gaspare Conforti sa che era un uomo che lasciava il segno, un carattere forte, una personalità indiscussa che incuteva rispetto con naturalezza, senza bisogno di chiederlo. Un uomo di grandi idealità, mai venute meno neanche nei momenti più difficili, uomo che ha ricoperto le più alte cariche politiche, a tutti i livelli, ed è stato espressione unica del significato più alto della politica. Egli, infatti, ha sempre considerato la politica come uno strumento al servizio della collettività e non si è mai prestato a logiche diverse da quelle dettate dai suoi valori. In un mondo in cui la politica è sempre più considerata strumento per il raggiungimento di fini esclusivamente personali, Gaspare Conforti era proprio un uomo di altri tempi, appartenente ad una storia gloriosa, un uomo che ha partecipato ed ha contribuito, con la sua militanza, alla ricostruzione dell’Italia nel dopoguerra e non ha mai smentito o rinnegato questa storia. Con la scomparsa di Gaspare Conforti, se ne va una delle menti più lucide e lungimiranti della politica italiana e soprattutto di quella calabrese. Se ne va un amico, un padre per i suoi figli e un padre anche per tutte le persone che gli riconoscevano un’autorevolezza non comune, straordinaria. Chi aveva la possibilità di scambiare con lui qualche parola aveva spesso l’impressione di leggere un libro di storia, tanto era ricca la sua vita di aneddoti, di esperienze e lui aveva il piacere di raccontarle perché voleva rendere partecipi tutti di vicende straordinarie cui aveva assistito. Aveva una capacità di infondere fiducia sempre, a chiunque. Ha insegnato molte cose a tutti noi e, soprattutto, a rimanere fedeli a sè stessi, alle proprie idee, a non cambiarle per le convenienze del momento. Per lui l’età non contava, aveva una tempra ed una forza che gli avevano fatto superare le difficoltà della vita, i mille tranelli della politica, soprattutto gli avevano fatto superare l’ostacolo di una malattia durissima da affrontare. Una malattia che avrebbe abbattuto e depresso chiunque ne fosse rimasto colpito. Eppure lui l’aveva sfidata e l’aveva sconfitta e ne era uscito più forte di prima, con grande stupore di chi lo incontrava per la prima volta e si chiedeva da dove traesse quello spirito indomito. Camminava sempre a testa alta, con la fierezza di chi sa di aver dato il massimo, di aver vissuto ogni giorno come un condottiero, un leader, senza paura e senza cedimenti. Era un esempio per come debba essere affrontata la vita, dando importanza ai valori veri, alle cose importanti, alla famiglia che per lui era tutto. I suoi occhi si illuminavano quando parlava della moglie, dei figli e soprattutto dei nipoti. A loro riconosceva di essere stati il suo punto di riferimento vero, nella buona e nella cattiva sorte. Chi lo conosceva sa che era un uomo giovane, che amava i giovani, viveva in mezzo ai giovani, si circondava di giovani, trasmetteva a loro il suo entusiasmo per la vita, la sua gioia di vivere immensa, il suo sguardo ottimista, sempre rivolto verso il domani e mai al passato. Comprendeva le difficoltà dei giovani e cercava di aiutarli, per quanto era nelle sue possibilità, vedeva in loro la sua speranza per il futuro. Si arrabbiava quando constatava che i giovani, a differenza che in passato, non hanno le stesse opportunità e devono lottare molto di più per realizzarsi, per raggiungere qualche risultato. Il suo carattere forte e la sua personalità lo facevano spesso apparire burbero, ricorderemo sempre i suoi rimproveri che accettavamo solo da lui proprio perché gli riconoscevamo la statura morale e la grandezza che appartiene a pochi. Tuttavia, sapeva farsi perdonare, in modo bonario, anche per i suoi rimproveri. D’altronde, diceva sempre quello che pensava, esprimeva il suo disaccordo senza timore, davanti a poche persone o immense platee, ma sapeva anche riconoscere i meriti dei suoi interlocutori, l’intelligenza. Ci mancherà la guida, l’esempio, l’amico, il padre ma sappiamo di aver conosciuto un uomo, le cui qualità e gesta potremo raccontare. E non è un’esperienza che tutti possono vantare.

 CIRCOLO “G. SARAGAT”

FEDERAZIONE PROV.LE PSDI

 
«Se è pur vero che il sisma in Abruzzo è stato un evento geologico incontrollabile, la gravità dei suoi effetti è però conseguenza anche dell'inerzia mostrata troppo a lungo nei confronti delle politiche di prevenzione.» Luciano G. Calì, segretario regionale toscano del Partito Socialdemocratico, interviene sulla tragedia che ha colpito duramente l’Abruzzo. «E’ giunto il momento di porre fine all’utilizzo indiscriminato di termini quali “fatalità” e “tragedia inevitabile”: le zone ad elevato rischio sismico sono ben note da tempo, ma le opere di prevenzione vengono spesso disattese o rimangono semplicemente un miraggio. Le iniziative legislative di regioni come la Sicilia e la Toscana per l’edilizia scolastica sono indubbiamente lodevoli, tuttavia oggi occorre un grande piano nazionale per la sicurezza antisismica, un piano promesso da decenni ma che nei fatti non è stato mai messo in pratica.»
A ben guardare, il costo stimato per gli interventi di consolidamento strutturale per le abitazioni private e gli edifici pubblici dovrebbe aggirarsi intorno ai 150 miliardi di Euro. Se questa cifra può apparire enorme, allora è utile ricordare che è inferiore al doppio della spesa che gli italiani hanno affrontato negli ultimi quarant’anni per le ricostruzioni post-terremoto.
«Tutti gli studi indicano infatti – prosegue Calì – che intervenendo prima di un evento sismico si realizzerebbe un risparmio del 45% sulla successiva spesa di ricostruzione; senza calcolare le vittime, i feriti e gli sfollati che verrebbero scongiurati.
Gli interventi di prevenzione rappresenterebbero inoltre un investimento produttivo in grado di rilanciare e sostenere economicamente un settore, quello dell’edilizia, diffuso capillarmente anche nelle zone meno ricche del nostro Paese, e che spesso sono anche le più esposte al rischio sismico. Il tutto senza deturpare i paesaggi ed i profili architettonici urbani, e scongiurando persino il peggioramento della solidità statica determinato sugli edifici “ritoccati”.»
Ma, in tempi di grave crisi economica, da dove si potrebbero ricavare tali risorse? «I denari per dare inizio a questo ciclo virtuoso, paradossalmente, ci sarebbero già. Se non altro, almeno in parte: è stato per l’appunto calcolato che i fondi dell’8xmille derivante dalle dichiarazioni dei redditi inoptate, ovverosia quelle che i cittadini non firmano in favore di nessuna confessione religiosa ma che vengono comunque ripartite tra di esse, si aggirano annualmente intorno ai 500 milioni di euro. Convogliando questi fondi tramite una semplicissima modifica del meccanismo vigente – conclude Luciano Calì – sarebbe sufficiente un progetto di investimenti a medio termine per avviare la realizzazione dei primi interventi strutturali sull’intero territorio nazionale.»
 
di Ufficio Stampa (del 08/04/2009 alle 12:34:33, in Ufficio Stampa, linkato 748 volte)
Il Segretario Nazionale del PSDI , Mimmo Magistro ha dichiarato: ”Non possiamo restare inerti di fronte allo scempio provocato dal terremoto. Abbiamo, pertanto, deciso di operare attivamente organizzando un punto di raccolta di beni di prima necessità presso il Comitato Elettorale PSDI sito in Via Dalmazia,13. Stiamo raccogliendo medicinali, coperte, vestiti e quanto possa essere utile in particolare per le fasce di età più deboli come bambini e anziani. Questa sera, inoltre, in occasione dell’incontro organizzato presso il Teatro Piccinni ci sarà un momento di meditazione con un minuto di silenzio per ricordare le vittime e avvieremo la raccolta fondi da destinare alle vittime di questo straziante evento naturale.”
 

“VICINI A TUTTE LE VITTIME DEL SISMA. AIUTIAMOLI”.

E’ il messaggio che il PSDI ed il candidato Sindaco Mimmo Magistro hanno scelto nelle gigantografie per gli ultimi giorni di affissione pubblica perché dopo, per la “par condicio”, si potranno utilizzare unicamente gli spazi pubblici del Comune di Bari. “Un messaggio forte –afferma il Segretario Nazionale del PSDI- su sfondo nero ed in alto a destra il tricolore nazionale, a voler significare la forte solidarietà umana alla gente dell’Abruzzo da parte di tutti i socialdemocratici. Abbiamo scelto di destinare a loro gli spazi già acquistati per la campagna elettorale, affinché anche grazie a questo giunga forte da tutti i baresi la solidarietà e l’aiuto ai terremotati. Speriamo che tutti gli amministratori pubblici vogliano donare una parte consistente della propria indennità a questi cittadini più sfortunati”

 
di Ufficio Stampa (del 14/04/2009 alle 19:40:30, in Ufficio Stampa, linkato 760 volte)
 
di Ufficio Stampa (del 14/04/2009 alle 19:58:15, in Ufficio Stampa, linkato 778 volte)
 
di Ufficio Stampa (del 14/04/2009 alle 20:00:33, in Ufficio Stampa, linkato 722 volte)
No, Onofrio Introna, Assessore Regionale ai Lavori Pubblici, Segretario Regionale del Partito Socialista e primo (ed ultimo) coordinatore del centrosinistra pugliese, non mi ha convinto nella sua nota “Noi Socialisti un cantiere con Vendola” pubblicato nei giorni scorsi su “La Gazzetta del Mezzogiorno”. E cerco di chiarirmi. Nel 1947 Saragat con la scissione di Palazzo Barberini pose le basi per una chiara collocazione dei socialisti nel mondo occidentale. Quella scelta nelle prime elezioni libere del 1948 consentì all’Italia di scegliere democrazia e libertà, anziché, l’oscurantismo sovietico che avrebbe portato povertà e dittatura in Jugoslavia, Albania, Romania, ecc… Nenni, che nel 1948 era con il vecchio PCI, dopo qualche anno riconobbe l’errore e da allora i socialisti italiani hanno assunto – per un periodo insieme ai socialdemocratici – la leadership sia del riformismo sia, negli ultimi venti anni, del pragmatismo craxiano. Rino Formica, in un lucido intervento di circa due anni fa alla Fondazione Di Vagno sul tema “Nenni, Saragat e la scelta socialdemocratica di Palazzo Barberini”, anche come testimone del tempo, ebbe ad affermare come Nenni dovette fare autocritica e prese atto che a Palazzo Barberini non nacque un partito artificiale e senza ideali, ma che si raccolsero le forze della tradizione e quelle più giovani che crearono le condizioni perché il socialismo sopravvivesse ai drammi totalitari del ‘900 che Saragat, definì, con lapidaria sintesi: “il fascismo è la vergogna del capitalismo, il comunismo è la tragedia del socialismo”. Insomma, anche storicamente, che centrano i socialisti con i comunisti?
 
Non conosco le capacità tecniche dei tanti, presunti, Salomè che discettano in tema di Autonomia ed incostituzionalità del referendum, ma mi permetto, con grande umiltà, di rammentare che Statte è diventato Comune Autonomo da Taranto – di cui era quartiere periferico – con lo stesso iter burocratico assunto per Carbonara , Ceglie, Loseto e Palese- S.Spirito. Mi pare, al contrario utile esaminare, le cifre del bilancio comunale dalle quali si desume che il Comune di Bari prende dalle cinque ex frazioni molto più di quanto non investa. Con la stessa umiltà mi permetto segnalare due note di veri tecnici, l’amministrativista avv. Felice Lorusso e L’arch. Prof. Mauro Scionti (il cui nome è garanzia anche per la sinistra barese). Secondo Lorusso ”non solo il comune autonomo di Palese S.Spirito non collide con la Città Metropolitana , ma anzi , è coerente con lo spirito che la pervade: non è un mistero per nessuno (tranne per chi non ha letto la legge) che la Città Metropolitana presuppone una scomposizione dei comuni più grandi che non hanno più senso “metropolitano”, in entità minori ; che la città Metropolitana nasce per l’appunto perché inadeguate sono le grande città come attualmente la conosciamo, incapaci di conciliare le esigenze di aree vaste con le istanze di parti più piccole del loro territorio”. Per Scionti: “Bari è anche Città Metropolitana ed in quest’ottica una puntuale definizione dei ruoli e dei pesi territoriali non contrasta con eventuali processi autonimistici, perché tutto è destinato a ricomporsi nell’unità della gestione sovracomunale a venire della Città Metropolitana stessa”. Spero che domani Michele Emiliano, che festeggia in Piazza a Carbonara il Corpo dei Vigili Urbani (con scarso rispetto per le norme relative al “silenzio elettorale”) voglia quanto meno invitare i cittadini al voto tenuto conto che in questi mesi c’è stato una forte azione ostruzionistica tesa a delegittimare il referendum.
 
Regione Puglia e Comune di Bari non potranno non tener conto delle indicazioni dei cittadini. Il risultato delle urne è stato eccezionale, se viene valutato tenendo conto della assoluta insensibilità di istituzioni e forze politiche che hanno trascurato tutta la campagna referendaria. Noi socialdemocratici siamo stati gli unici a crederci, a spiegare i motivi del sostegno ed a impegnare le nostre energie fisiche e finanziarie con manifesti, volantini ed inserzioni. Abbiamo dovuto prendere atto dell’assenza fisica e politica di Sindaco ed Assessore anche ieri quando avrebbero dovuto presiedere ai compiti di coordinare la macchina burocratica. Si sarebbero resi conto dei pasticci creati soprattutto a Ceglie, ove ai cittadini è stata più volte cambiata la sezione e non sempre ne sono stati avvertiti. La mancanza di tabelloni pubblicitari o di strumenti alternativi non ha neanche consentito, come prevede la legge, di dare un minimo di informazioni ai cittadini. Ora le forze politiche regionali senza tentennamenti o timori prendano atto delle indicazioni degli elettori e rapidamente avviino l’ulteriore fase legislativa come fatto negli anni scorsi da Statte che, da quartiere di Taranto è diventato quartiere autonomo, senza che per questo sia cambiata in peggio la vita a Taranto, ma certamente migliorando quella di Statte.
 
di Ufficio Stampa (del 21/04/2009 alle 17:29:07, in Ufficio Stampa, linkato 738 volte)

Roma 20 Aprile 2009

Ai componenti il Consiglio Nazionale PSDI

Loro Sedi

Cari compagni, vi informo che, a seguito di numerosissime richieste pervenute da componenti il Consiglio Nazionale sia per posta elettronica, fax e a mezzo telefono di uno spostamento di data a causa dei molti impegni derivanti dalla presentazione delle liste alle elezioni amministrative del 6-7 giugno p.v. , il Consiglio Nazionale del PSDI convocato per il giorno 23 aprile 2009 alle ore 23.59 in prima convocazione e per il giorno 24 aprile 2009 alle ore 13.00 in seconda convocazione presso i locali di

HOTEL NORD NUOVA ROMA - Via Amendola n. 3 - ROMA

è aggiornato a giovedì 2 luglio 2009 alle ore 23.59 in prima convocazione e a venerdì 3 luglio 2009 alle ore 9.30 in seconda convocazione nel medesimo luogo con lo stesso ordine del giorno che si rammenta essere :

1) relazione introduttiva del Presidente Nazionale;

2) relazione politica del Segretario Nazionale;

3) interventi e dibattito;

4) replica del Segretario Nazionale;

5) conclusioni del Presidente Nazionale;

6) proposte di eventuali integrazioni e/o sostituzioni di componenti del Consiglio Nazionale e /o della Direzione Nazionale;

7) votazione di documenti e/o mozioni;

8) varie ed eventuali.

 Il Presidente Nazionale

 f.to Alberto TOMASSINI

P.S. I lavori si svolgeranno senza interruzione per l’intera giornata fino alle ore 20.00. Qualora fosse necessario la riunione proseguirà anche sabato 4 luglio 2009 e si concluderà improrogabilmente alle ore 13.00.

 
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