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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

BELINSKIJ
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, disposti in ordine cronologico.
 
 

Ci voleva un Presidente della Repubblica, dal passato comunista, per correggere una pur piccola parte della storiografia del nostro Paese. La festa della Liberazione, il 25 aprile, non è più e solo la festa dei Partigiani, ma di tutti gli italiani, anche di coloro i quali, da soldati, dopo l’8 settembre del 1943, si schierarono con americani ed inglesi per combattere il nazismo, ovunque allignasse. Petacco, Panza, Mazzucca sono studiosi e giornalisti che negli ultimi anni hanno svelato non solo le malefatte di alcuni pseudo-partigiani, che hanno usato violenza su altri partigiani rei di non essere abbastanza comunisti, ma di come, a parte la lotta partigiana, la festa di Liberazione appartenga a tutti quei soldati che, nel nome della Patria, hanno combattuto, sofferto e spesso sono morti come deportati nei lager tedeschi o in combattimento, lontano dall’Italia, come accaduto a Cefalonia. A 90 anni è tornato a sorridere mio padre il “soldato Ciccillo”, come era chiamato dai suoi commilitoni. Insignito dallo Stato con 2 Croci di Guerra, la prima per i meriti sui campi di battaglia, la seconda per l’internamento. Dopo 40 dalla fine della guerra ebbe un riconoscimento di Cavaliere dall’indimenticabile Presidente della Repubblica, Sandro Pertini. In realtà lui non fu mai internato in Germania, ma nell’isoletta greca di Coo, fatto prigioniero dai tedeschi, poche ore dopo la sottoscrizione dell’armistizio ed una cruenta battaglia. Dopo cinque giorni di prigionia, stava per essere imbarcato su una nave tedesca che, attraverso Trieste, lo avrebbe condotto in Germania. Scappò con altri 5 soldati. Ad aiutarlo fu la resistenza greca che gli mise a disposizione una zattera formata da due portoni incrociati ed inchiodati. Si lasciarono andare in mare aperto portati dalla corrente. Furono salvati solo in tre da una motovedetta inglese. Il 14 settembre si ricongiunsero ad altri soldati italiani, provenienti da Albania e Grecia, che ingrossavano il nuovo esercito. Con inglesi ed americani, sempre guardinghi perché - racconta mio padre - “non si sono mai fidati di noi sino in fondo”, iniziarono a girare il Mediterraneo. Dalla Grecia in Turchia e poi il Medio Oriente, Egitto, Libia, Palestina (Israele non esisteva). Lui non ha mai festeggiato il 25 aprile perché lo Stato non aveva mai considerato quei soldati “patrioti”. Era partito in servizio di leva nel 1938 nonostante fosse figlio unico ed orfano di padre dall’età di 6 anni. Fece ritorno in Italia, tra gli ultimi, a gennaio del ’46. Una scheggia nella spalla ed un occhio compromesso sono i suoi ricordi rimasti sul corpo, insieme alle tante foto –ora sempre più sbiadite- che periodicamente mandava a mia nonna. Mi diceva emozionato l’altra sera dopo aver visto “Porta a Porta”, la trasmissione in cui Bruno Vespa ha ospitato Petacco, Mazzucca e Vacca per parlare di loro: “ho dovuto aspettare quasi 65 anni perché quegli 8 anni dedicati alla Patria fossero riabilitati.”. Sino allo scorso anno non aveva voluto mancare una sola volta alle manifestazioni del 4 novembre al Sacrario d’Oltremare, ove riposano i suoi commilitoni, compagni di tante battaglie. Tra loro anche il tenentino, cui faceva quasi da “balia”, poiché, tra quei giovani, mio padre, era il più esperto di guerra. Albania, Grecia, Libia, Eritrea, Palestina, Egitto, furono le tappe dei suoi combattimenti. Dopo ciascuno mancavano alcuni amici di branda. “Sono stato solo fortunato e restare in vita” ha sempre affermato, quando emozionato smetteva di parlare di guerra. Hanno ragione i cinesi che affermano che quando muore un anziano è come se bruciasse una enciclopedia. Prima ai figli e dopo ai nipoti, ha parlato dei disastri della guerra. Lo faceva solo per farci apprezzare ed amare il piacere ed il sapore della Pace. Ora è contento perche, ha detto ieri, “saranno felici anche il 25 aprile i miei amici che riposano al Sacrario di Bari. La loro morte non è stata vana se qualcuno finalmente si è ricordato di loro che hanno donato la vita alla Patria, come tanti partigiani, anche se lontani da casa e dai loro cari”.

Mimmo Magistro

 
di Ufficio Stampa (del 23/04/2010 alle 17:06:12, in Ufficio Stampa, linkato 724 volte)

LA CORTE DEI CONTI BOCCIA VENDOLA NONOSTANTE ABBIA NASCOSTO LE 517 CONSULENZE . ABBIA LA DECENZA DI RINUNCIARE ANCHE AD INSEDIARSI.

Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, ha dichiarato:

“La notizia apparsa “timidamente” sulla stampa , circa le bacchettate della Corte dei Conti sulle spese promozionali e sulle consulenze alla Regione Puglia, è di una gravità inaudita e rende giustizia a chi – da mesi – aveva posto interrogativi leggendo anche i dati del Ministero della Funzione Pubblica sulla triplicazione dei costi della Puglia per le consulenze. Non siamo contro le consulenze ma, contro 517 consulenze (quelle apparse negli ultimi 30 mesi sul sito della Regione Puglia cliccando il link “trasparenza”) senza apparente forte giustificazione, senza criteri obiettivi, senza un curriculum professionale adeguato, anzi, con situazioni paradossali. Ad un docente universitario, penso titolare di cattedra, a cui si chiede una presenza anche fisica in Ateneo, esponente di rilievo del PD e “vendoliano di ferro” nelle primarie, sono state assegnate ben due consulenze (anzi, contratti co.co.co.) da 40.000 euro ciascuna per un identico periodo. Ai consulenti giuridici di Vendola, omaggiati di 80.000 euro l’anno, sono stati affidati anche incarichi legali di rilievo con altre parcelle ragguardevoli. Che fine ha fatto l’etica cui si richiama continuamente Vendola? Quanto le spese promozionali indiscriminate, che la Corte dei Conti ha valutato sino ad ora in 16 milioni di euro (noi in 36 milioni negli ultimi 30 mesi), hanno condizionato anche i risultati elettorali? Non credo che la Corte dei Conti abbia ancora piena contezza della montagna di impegni assunti da strutture ed enti collegati e finanziati a piè di lista dalla Regione Puglia. Così forse si spiega il desiderio di Vendola di non avere in Giunta assessori “scomodi” o, almeno, è questo quello che il suo atteggiamento lascia immaginare. Invito i santoni del giornalismo, Giovanni Floris, Lucia Annunziata, Michele Santoro e Gad Lerner – che lo hanno fatto assorgere in cielo – a reintervistare Vendola per chiedergli conto delle malefatte, almeno politiche, ora accertate anche dalla Corte dei Conti. Nelle more farebbe bene, per decenza, a non insediarsi. “

 

Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, ha dichiarato:

 “Se abbiamo capito bene, Vendola sulla scelta degli Assessori, vuole “fare cappotto” decidendo non sulla base delle indicazioni degli elettori e dei partiti ma, in relazione all’indice di solidarietà espresso nelle primarie sulla sua persona. Cioè, resteranno esclusi gli esponenti del PD che, lealmente, hanno sostenuto il candidato ufficiale, Francesco Boccia. Basterebbe questo per mandare a “carte quarantotto” il Governatore, che vuole utilizzare i 30 mesi che ci separano dalle elezioni politiche, solo per affinare la sua macchina da guerra elettorale per sfidare il mondo della sinistra. Nelle more, deve chiarire perché revoca un milione di euro per la pulizia di tutte le spiagge pubbliche della Puglia e rimpingua il budget del Teatro Pubblico Pugliese, con una somma di pari entità, per pagare le fatture di manifesti e spot per manifestazioni fatte - secondo noi - illegittimamente durante la campagna elettorale. La stampa ci informa che ieri sarebbe stato in visita dal Procuratore della Corte dei Conti. Speriamo abbia chiarito i criteri delle 517 consulenze del biennio 2008/2009, i motivi dello sforamento del patto di stabilità ed il marchingegno con cui ha aggirato il patto, nel prorogare di altri nove mesi i contratti dei dirigenti di area di cui – tranne qualche rara eccezione – pochi avrebbero notato la mancanza. Dirigenti scelti in modo discrezionale e clientelare che costeranno più di un milione di euro, quello revocato ad un migliaio di società sportive pugliesi per l’attività sociale e giovanile, già programmata e svolta.”

 
di Ufficio Stampa (del 21/04/2010 alle 17:26:57, in Ufficio Stampa, linkato 752 volte)

Il compagno Umberto Granato informa che l 'Associazione culturale da Turati a Saragat (sede in Somma Ves.) organizza per il giorno 22.04.2010 un incontro sul tema:

La famiglia, i figli, gli anziani. Quale futuro?

 Interverranno: - Giovanni Crisci Frate cappuccino - Alfonso Esposito, Teologo, - Cristina Franzino Cagnazzi, resp. reg./le donna, ambiente, problematiche sociali, - Enrico Di Lorenzo, Docente di Lettere e Filosofia

Saluti: - Don Peppino Mastronardo, Parroco, - Anna Cuomo, Ass. ai servizi sociali Comune Somma Vesuviana, - Antonio Granato, Consigliere comunale Somma Vesuviana, - Raffaele Allocca, Sindaco di Somma Vesuviana

Coordina i lavori: rag. Raffaella Di Palma

 

 
di Ufficio Stampa (del 21/04/2010 alle 17:00:06, in Ufficio Stampa, linkato 919 volte)

25 APRILE CON TANTI RICORDI E MOLTI COMPROMESSI

di Carmelo Bonarrigo

Occorre far riscoprire ai giovani la storia della nostra patria e quindi ritornare ai valori della Resistenza ed è importante riproporre il legame tra il Risorgimento e la Repubblica.

Ci piace introdurre questa riflessione sul sessantacinquesimo anniversario del 25 Aprile ricordando la descrizione del tricolore che ha scritto il poeta risorgimentale Giovanni Berchet:

“ il verde la speme tant’anni vissuta

 Il rosso la gioia di averla compiuta

Il bianco la fede fraterna d’amor.”

 Due sono stati gli avvenimenti-8 settembre e 25 aprile- che hanno contribuito alla svolta della storia nazionale:”il giorno dell’armistizio” ( il liberatorio Tutti a casa), e la liberazione dal nazi-fascismo che nel passato e nel presente alcuni storici e politici, forzando la logica, hanno letto e leggono in chiave contrapposta contribuendo ad alimentare intermittenti polemiche che sono sfociate in reciproche accuse di un uso politico della storia.

Le ultime elezioni regionali, specialmente nel Mezzogiorno, hanno ricordato che le città, i paesi ed i cittadini tutti sentono un forte bisogno di patria e di unità e pretendono un riconoscimento comune in radici comini ed un bisogno di riconciliazione senza amnesie.

Diceva Carlo Marx che la storia ritorna due volte: “ la prima come forza, la seconda come tragedia.”

Nel Lazio,dove il 25 Aprile sarà ricordato da un Presidente di destra, dal Sindaco di Roma di destra, dal Presidente della Provincia di Viterbo di destra, la storia ritorna come “ farsa”.

Molti di noi ricordano i versi del Manzoni:

“ una d’arme, di lingua, d’altare

di memorie, di sangue, di cor” ( Marzo 1821)

Versi che ancora servono per rilegittimare le basi morali della lotta di liberazione e riproporre il legame tra o Stato, nato dal Risorgimento, e la Repubblica di oggi.

In questi ultimi anni la memoria della Resistenza, la cultura del rispetto reciproco si sono raffreddate, spolverando un rituale senza calore né passione.

Adesso è necessario imporsi di rianimare i valori del patriottismo, del Risorgimento e della Resistenza nelle coscienze degli italiani e soprattutto nelle generazioni più giovani. Queste pagine di storia sono state originate dal basso e realizzate dalle masse secondo la tesi tolstoiana e quindi non possono coincidere con la concezione “eroica” di una storia fatta, invece, da pochi e, nel caso dell’Italia, soprattutto da avanguardie.

 
di Ufficio Stampa (del 31/03/2010 alle 11:37:35, in Ufficio Stampa, linkato 692 volte)
Buoni risultati per il PSDI nelle recenti elezioni amministrative di Andria, ove, il giovane Avvocato Francesco Pollice, figlio del Segretario Regionale pugliese del PSDI, è stato eletto consigliere comunale con un grosso successo personale.
 
di Ufficio Stampa (del 09/03/2010 alle 17:55:43, in Ufficio Stampa, linkato 630 volte)

di Mimmo Magistro

Mi viene chiesto da molti compagni, impegnati in questa campagna elettorale con il centrosinistra o con il centrodestra, di conoscere la mia posizione in merito alla “querelle” sorta attorno al Decreto Legge sulle interpretazioni delle norme elettorali. Sono personalmente convinto che il D.L. sia stato una forzatura che nasce, da un lato dalla sciatteria del gruppo dirigente del PdL (a me – in quarant’anni – non è mai capitata una cosa del genere) e, dall’altro, da un sistema elettorale obsoleto. Siamo andati sulla luna, da oltre mezzo secolo ci sono i computer, tutto viaggia on line ed in Italia il cartaceo trionfa ancora sulla tecnologia.

Occorre anche dire che, per la Lombardia (come sancito dal TAR che non ha utilizzato il D.L.) la forzatura era stata fatta contro Formigoni, dalla Commissione Elettorale.

Per il Lazio la situazione è diversa e non giustificata perché, alla protervia ed all’ arroganza dei presentatori delle liste, si è aggiunta anche una dose di incompetenza.

Sull’argomento non ho trovato commenti e voci unanimi, anche di autorevoli giuristi.

Allego l’intervista – ad esempio – rilasciata da Oscar Luigi Scalfaro al Corriere della Sera – che offre una chiave di lettura identica a quella odierna di Pannella favorevole al rinvio delle elezioni nel Lazio.

Resta l’amaro in bocca per la visione della foto di un Magistrato che rifiuta – probabilmente con ragione – di accogliere gli elenchi del PdL a Roma e che viene intervistato con , sullo sfondo, una gigantografia di Ernesto Che Guevara . Che livello di imparzialità può offrire questo Magistrato ai cittadini?

Saragat e Calamandrei, con altri padri della patria e tanti giuristi hanno sempre affermato che il Giudice, non solo dev’essere terzo ed al di sopra delle parti ma, deve anche apparirlo. Avrei qualche timore ad essere giudicato da quel Magistrato.

In questo senso va fatto un richiamo al buon senso e va, probabilmente, richiamata la necessità di ricostruire, in Italia, una forza autenticamente riformista (non post-comunista), terzista, che invochi il “disarmo bilaterale” in nome della ragione, come fece Saragat nel ’47.

Tutte queste considerazioni, però, non possono non indurci a confermare il massimo rispetto per il Presidente Napolitano che ha inteso garantire il voto a tutti i cittadini. Probabilmente, avrebbe potuto chiedere un meccanismo che consentisse un’apertura dei termini anche in altre regioni e per altre liste.

 

Clicca qui per leggere l'intervista rilasciata da Oscar Luigi Scalfaro al Corriere della Sera

 
di Ufficio Stampa (del 23/02/2010 alle 18:11:08, in Ufficio Stampa, linkato 709 volte)

Il Sindaco e l'amministrazione del Comune di Muro Lucano esprimono vivo cordoglio per la scomparsa del Sen. Antonio Cariglia.

Il Sindaco

Dott. Gerardo Mariani

 
di Ufficio Stampa (del 23/02/2010 alle 17:45:49, in Ufficio Stampa, linkato 765 volte)
Caro segretario, ero già a conoscenza della scomparsa del compagno Cariglia,di cui personalmente ho potuto apprezzare la correttezza e la signorilità.Addolora la sua dipartita e soprattutto la mancanza di visibilità da parte dei partiti che hanno beneficiato dello "sdoganamento".Concordo con te che non c'è un nuovo PSDI, ma "l'inossidabile" del Saragat pensiero ed io sono uno dei pochi che a Belluno contestarono lo Schietroma voltagabbana per la temporanea genuflessa confluenza nel psi.Il tempo è galantuomo e spero che il pensiero socialdemocratico possa riprendere la sua innata collocazione nel panorama politico e potere contribuire alla riscoperta dei valori etici,da troppi obnubilati!mi unisco con animo libero al cordoglio del partito. Ciro Tinè
 
Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, che con una delegazione sarà presente domani ai funerali del sen. Antonio Cariglia – Presidente Onorario del partito di cui nel ‘47 fu tra i fondatori e di cui fu anche segretario- che si svolgeranno nel pomeriggio a Pistoia, ricorda ‘l’impegno meridionalista ed europeista di Cariglia.
Per Magistro, “Tonino Cariglia, nato in Puglia -a Vieste- conservò i tratti della sua generosità meridionale quando con la famiglia si trasferì in Toscana. E proprio al Sud, con l’elezione a parlamentare europeo e deputato nazionale, nel 1992, Cariglia ha avuto i maggiori riconoscimenti ed al Sud, nella natia Vieste, ha lasciato un’opera socio sanitaria per anziani e per lavoratori, realizzata dalle Fondazione Turati, che sarebbe un fiore all’occhiello della sanità del Gargano se solo la cecità  di alcuni esponenti della sinistra gli consentisse di operare.”  “Ma pochi – aggiunge Magistro- hanno ricordato Cariglia leader  ed esponente dell’Internazionale Socialista che con Craxi diede il via allo sdoganamento del vecchio PCI nella famiglia socialista cosa della quale, onestamente più volte, anche pubblicamente, ebbe modo di pentirsi, nonché Cariglia sindacalista e segreatario nazionale della UIL a soli 27 anni”.
Magistro, infine, rileva come molti organi di stampa commettano l’errore di ritenere l’attuale un “nuovo PSDI”. Il Partito è lo stesso fondato da Saragat a Palazzo Barberini e la inattività tra il 1996 ed il 2002 fu causata da un contenzioso giudiziario con il vecchio PSI che, con l’adesione del vecchio segretario Schietroma ritenne di aver sciolto il PSDI ma in realtà si era trattata solo di una confluenza di parte degli iscritti, così come dopo 7 anni battaglie giudiziarie hanno riconosciuto giudici e ministero degli Interni.
 “La prova provata- conclude Magistro- è che, avendo lo stesso codice fiscale di 30 anni fa, continuano a pervenirci ingiunzioni di pagamento relativi agli anni ’80, che pure sono stati sanati per tutti i vecchi partiti attraverso una norma votata – all’unanimità - dal Parlamento quattro anni fa per cui quei vecchi debiti (che devono essere da noi certificati) saranno saldati attraverso un fondo di dotazione alimentato dall’1% dei finanziamenti elettorali pubblici, quindi a carico del sistema dei partiti”.
 
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