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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

BELINSKIJ
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, disposti in ordine cronologico.
 
 
di Ufficio Stampa (del 09/06/2008 alle 16:22:45, in Ufficio Stampa, linkato 666 volte)
I socialdemocratici italiani ricorderanno a Roma Giuseppe Saragat e Giacomo Matteotti nell’anniversario della loro scomparsa. Una delegazione guidata dal Segretario Politico, Mimmo Magistro e dal Presidente, Alberto Tomassini, domani, martedì 10 giugno, sarà alle ore 12.00 al Cimitero del Verano, ove riposa il Fondatore del PSDI ed alle ore 13.00 al Lungotevere alla stele che ricorda il vile assassinio di Giacomo Matteotti .
 
di Ufficio Stampa (del 09/06/2008 alle 18:21:52, in Ufficio Stampa, linkato 650 volte)
Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, ha dichiarato: “Il PSDI condivide l’iniziativa referendaria lanciata dall’On. Casini per eliminare le liste bloccate e reintrodurre il voto di preferenza nelle elezioni politiche”. Per Magistro, si tratta “di una richiesta che l’opinione pubblica, unanimemente, da tempo rivolge alla classe politica per evitare la nomina diretta dei deputati da parte dei vertici dei partiti, anziché, l’elezione da parte dei cittadini”.
 
di Ufficio Stampa (del 10/06/2008 alle 11:55:02, in Ufficio Stampa, linkato 673 volte)

AVANTI CON LA PRIVATIZZAZIONE

MONTEFORTE FACCIA I NOMI DEI RACCOMANDATI E DEI MANDANTI, ANZICHE’ SPARARE NEL MUCCHIO

Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, ha chiesto che i problemi dell’ acqua in Puglia e della sua gestione siano oggetto di un pubblico dibattito perchè “siamo tra coloro che in Italia, pagano il canone dell’acqua più alto e che, non riusciamo a spendere le enormi risorse economiche, pur disponibili, nonostante il record mondiale del 47% di perdite. Di per se questo dato dovrebbe indurci a ritenere demagogico, nel 2008 mantenere ancora pubblica la gestione”. Mimmo Magistro, ha altresì dichiarato:

“Il Dott. Monteforte, amministratore unico dell’Acquedotto Pugliese, si è sfogato giorni fa  sulla stampa affermando che è finita l’intromissione della politica e dei partiti nell’Ente, denunciando, altresì, pressioni a cui starebbe resistendo e che – se abbiamo compreso bene – sarebbero causa della scarsa produttività.

Non conosciamo il Dott. Monteforte, ma conosciamo i risultati negativi e fumosi sin qui prodotti da lui e dal suo predecessore, Petrella, frutto di scelte verticistiche, ma vorremmo capire di più circa la sua denuncia.

Non può mettere sotto accusa, in modo indiscriminato, partiti e rappresentanti delle istituzioni.

Gli chiediamo di fare i nomi e di pubblicare le raccomandazioni. In mancanza, per il grave danno che, sia pure inconsapevolmente, produce anche al nostro partito, verificheremo le condizioni per querelarlo. Contemporaneamente, chiediamo al Presidente della Giunta e del Consiglio di aprire un’inchiesta sulle gravissime affermazioni, ancora più gravi e lesive nei confronti della moralità dei partiti, se non supportate da prove concrete.

Quanto al “roboante” annuncio che quest’estate non ci sarà alcuna emergenza idrica, Monteforte nasconde ai cittadini che è il risultato delle piogge abbondanti e dell’uso dei pozzi, non già del recupero delle dispersioni di acqua da tubi fatiscenti e secolari.

Per non parlare poi, del sistema fognario, ancora inesistente in buona parte del salento, nonostante la miriade di progetti decennali pronti e trasmessi dai Comuni”.

UFFICIO STAMPA PSDI

 

I socialdemocratici pugliesi, riuniti alla presenza del Segretario Nazionale, Mimmo Magistro  valutano negativamente e non rispondente  alle intese sottoscritte la gestione complessiva del Governo Vendola che in alcuni settori è ben più clientelare, pasticciona e spendacciona dei precedenti governi pugliesi.

Per il PSDI, Vendola ha creato un vero e proprio bunker fortificato e cementificato dall’uso “sbarazzino” del potere davanti a cui arrossirebbero alcuni protagonisti della prima Repubblica.

Infatti, lungi dal privilegiare la partecipazione e la collaborazione di forze politiche, sindacali, imprenditoriali e semplici cittadini, ha commissariato la sua Giunta, Giunta che a sua volta “tiene in pugno”, piegandoli ad interessi anche ideologici di parte, enti e strumenti di partecipazione e controllo negli EDISU, IACP, APT, IPAB e Consorzi di Bonifica.

I commissariamenti che dovevano essere strumenti straordinari e limitati nel tempo, sono diventati fonte di gestione di  risorse fuori da quel  controllo democratico, garantito dalle associazioni di categoria e sindacali.

Un intreccio d’interessi personali e partitici del Presidente che – in attesa di diventare Segretario del Partito della Rifondazione Comunista – crea una finta pace sociale con Emiliano, Sindaco di Bari, Segretario Regionale del PD, Presidente dell’ASI e della  Fondazione Petruzzelli, Responsabile per il Mezzogiorno dell’ANCI, interessato in questo momento solo a non aver problemi per la sua auto ricandidatura a Sindaco.

Una gestione che coinvolge – anche inconsapevolmente – altri attori, al tempo stesso Assessori e  Segretari Regionali dei rispettivi Partiti. Per non parlare di Assessori prima Presidenti ed ora Consiglieri d’Amministrazione di enti che finanziano con propri provvedimenti, di Assessori che si sostituiscono nell’istruttoria delle pratiche ai Dirigenti di Ufficio e di Settore o di quelli che decidono in proprio –  se è utile o meno in Puglia , per mera scelta ideologica, un rigassificatore o una centrale nucleare, mentre attorno all’eolico ed al solare crescono interessi imprenditoriali, che, come documentato dalla stampa, sarebbero spesso collaterali alla criminalità comune.

Il tutto condito da atteggiamenti, forse inconsapevoli  del Presidente, attore che emoziona e convince gli spettatori su un palco dietro cui si nasconde – speriamo a sua insaputa -  un mondo diverso, una Regione fabbrica di precarietà ove non la professionalità, ma l’amicizia, se non la tessera di Partito è il passepartout per andare in paradiso.

Rispetto a questo sistema nuovo, solo perché nuovi sono gli attori, non i metodi, il PSDI. che pure, in passato, ha offerto lealtà a Vendola  (che evidentemente preferisce chi lo blandisce) si tira fuori da una maggioranza cancellata e mortificata dalla cecità politica del PD il cui unico scopo non è stato quello di battere il Centrodestra e Berlusconi ma di cancellare le diverse sensibilità politiche e storiche presenti nel panorama italiano e pugliese. Il Presidente che avrebbe dovuto essere il garante dell’equilibrio, ha sin qui assolto solo al compito di garantire al suo Partito, in una ingordigia di potere , posizioni gestionali che sono assolutamente spropositate rispetto al peso elettorale di Rifondazione Comunista, come denunciato dall’interno dello stesso Partito.

Per questi motivi  il PSDI nelle prossime elezioni amministrative non si limiterà ad essere soggetto passivo, ma proporrà propri candidati Sindaci e Presidenti ai vertici degli enti locali. Per il Comune di Bari il Direttivo Regionale del PSDI, già da ora, indica ed offre alle altre forze politiche ed al territorio il Segretario Nazionale Mimmo Magistro quale candidato Sindaco per il Comune di Bari ed il Sen. Antonio Coppi quale candidato Presidente per la Provincia di Bari. Tali candidature sono al tempo stesso sfida alla casta ed invito alle professionalità pur presenti nella società civile a farsi avanti , a non lasciare il territorio nelle mani di amministratori mediocri nelle capacità ma superbi nelle ambizioni. 

       Il Direttivo, in merito al dibattito in corso alla Regione Puglia per modificare l’Art.49 della Costituzione, ricorda le perplessità già espresse da Giuseppe Saragat all’epoca (marzo 1947) Presidente dell’Assemblea Costituente, circa la necessità di individuare norme di democrazia interna ai Partiti. Se difficile -  sul piano legislativo regionale è mutare norme costituzionali, il Consiglio Regionale - nell’ambito delle proprie prerogative -  farebbe bene a darsi norme etiche e morali quale la decadenza di quegli amministratori trasformisti che cambiano Partito nel corso della Legislatura.

UFFICIO STAMPA PSDI

 

 
di Ufficio Stampa (del 19/06/2008 alle 16:18:23, in Ufficio Stampa, linkato 903 volte)

Ai compagni del Direttivo Regionale Pugliese

Loro Sedi

Roma, lì 19.06.2008

Cari compagni, Vi informo che, giusta delega della Segreteria Nazionale, il Direttivo Regionale è convocato in via straordinaria per le ore 19.00 di lunedì 23 giugno 2008 – presso l’ ARS CLUB (Associazione Ricreativa Socialdemocratica) – Bari – Ceglie del Campo – Via Municipio, 24/C, per l’esame del seguente O.d.G. :

1) esame situazione politica ed organizzativa del Comitato Regionale. Provvedimenti conseguenti;

2) varie ed eventuali.

In attesa di incontrarVi, invio cari saluti.

IL SEGRETARIO NAZIONALE
Mimmo Magistro

 
di Ufficio Stampa (del 25/06/2008 alle 11:05:56, in Ufficio Stampa, linkato 968 volte)

Mimmo Magistro, Segretario Nazionale del PSDI, ha dichiarato:

“Non conosco chi abbia consigliato l’Avv. Francesco Manna – Capo di Gabinetto del Presidente Vendola – ad intervenire sui problemi dell’Avvocatura Regionale. Di certo ho motivo di ritenere che – provenendo da Napoli – come tanti altri dirigenti ed amministratori extra-regionali cooptati dal Governo Vendola (come si sa San Nicola è amante dei forestieri) non abbia mai avuto contezza di quanto accade da un anno a questa parte e di come il Settore sia stato affidato ad una professionista in mobilità del Comune di Bari, diventata cassazionista nei giorni in cui trasferiva le sue suppellettili da Corso Vittorio Emanuele al Lungomare Nazario Sauro. Un trasferimento atipico, in quanto all’interno della struttura Regionale c’erano avvocati più esperti (da 15 anni cassazionisti) e poiché in presenza di un provvedimento della Giunta per la riforma dell’Avvocatura Regionale, che prevede per il responsabile una anzianità minima di 12 anni in Cassazione. Non si è mai riuscito a sapere se è stato un miracolo di San Nicola o di San Michele, di certo è che, per la prima volta nella storia della Regione Puglia, un dirigente è stato denunciato dalla UIL per comportamento antisindacale e che le promesse della Giunta, per dare spazio ai giovani avvocati in attesa dei concorsi, sia rimasto solo spot di campagna elettorale”.

 
di Ufficio Stampa (del 25/06/2008 alle 11:06:16, in Ufficio Stampa, linkato 1668 volte)

Alessandro Cucciolla, 33enne giornalista barese, con alle spalle molti anni d’esperienza nell’ambito della comunicazione è il nuovo capo ufficio stampa del PSDI nazionale. Nel 1994 fondatore e Vice Direttore del mensile ’’Al di la’ del muro’’, nel 1997 componente dell’area comunicazione dei giochi del Mediterraneo, dal 1997 al 1999 collaboratore dei quotidiani ’’Roma“ e ’’Puglia d’oggi’’ , nel 1998 ideatore e coautore del libro ’’Fantasmi – La mafia che non c’era’’, dal marzo 1999 al dicembre 2001 redattore del mensile ’’Il Bari’’ (rivista ufficiale dell’A.S. Bari spa) , dal marzo 1999 al marzo 2004 componente dell’Ufficio Stampa dell’A.S. Bari spa (ricoprendo anche il ruolo di coordinatore del sito internet ufficiale www.asbari.it), nel 2001 Direttore responsabile della testata on.line www.pugliapositiva.com, dal novembre 2004 al marzo 2007 componente dell’Ufficio stampa del Comune di Bari (staff del Sindaco), dal febbario 2007 al gennaio 2008 ideatore e conduttore della trasmissione radiofonica ’’Cuore Italiano’’ (andata in onda su Radio Made in Italy) nonche’ autore di blog che trattano temi rilevanti a carattere nazionale. “Abbiamo scelto un professionista serio e stimato, nel quale il Partito ed io riponiamo molta fiducia – ha dichiarato il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro - convinti come siamo che il rapporto con la stampa sia talmente importante da richiedere una figura giovane e dinamica, esperta ed addentrata nel settore a livello locale e nazionale “.

Fin d’ora e’ a vostra completa disposizione ai numeri : Segreteria PSDI - tel/fax: 080.5610038 – e mail: ufficiostampa.psdi@libero.it - cellulare 334.1256728.

 
di Ufficio Stampa (del 26/06/2008 alle 10:31:10, in Ufficio Stampa, linkato 1006 volte)
Il coma profondo nel quale è rimasto immerso il partito per lunghissimi anni, ha depauperato inesorabilmente il patrimonio di idealità che ha rappresentato il collante per le iniziative dei suoi collaboratori. Non si è posta l’attenzione necessaria alle incertezze, i disagi, l’insicurezza, la perdita del potere d’acquisto dei salari, la precarietà del lavoro, la disaffezione dei pensionati che hanno fatto montare a dismisura l’indifferenza verso la classe politica, tendente a difendere i diritti e i privilegi acquisiti nel tempo piuttosto che occuparsi dei problemi irrisolti della gente. Senza alcuna sensibilità hanno continuato a dirigere dalla “ stanza dei bottoni “ e hanno fatto “orecchio da mercante “ al disagio manifestato dai militanti e al loro allontanamento. L’esercito si è dissolto “ come neve al sole ”! Questo comportamento autolesionistico ha dato fiato alle forze politicanti qualunquistiche, opportunistiche che con richiami populistici hanno saputo carpire la buona fede e i disagi della gente, nascondendo con arte le difficoltà, l’impossibilità, la impraticabilità delle promesse. Noi siamo e continuiamo ad essere distanti dalla gente e dalla Waterloo non abbiamo imparato nulla! Siamo senza proposte concrete e tra noi permangono distinguo ed ambiguità. Cosa si vuole realizzare in futuro a nessuno è concesso saperlo. Discettiamo senza alcun costrutto sui mali delle varie CONF e continuiamo ad illuderci che le masse ritornino anche se non siamo in grado di proporre nulla di concreto. È vero che anche gli altri, escluso il potere economico-populistico- mediatico del padrone, non se la passano meglio di noi, ma la situazione politica permane gravissima per l’ossessione di provvedimenti giudiziari che spedisce in secondo ordine i problemi che attanagliano la società. Il centro sinistra che sembrava volesse dare vita ad un partito pluralistico, federato, che avrebbe dovuto contrastare l’avanzata delle destre ha fallito nel suo intento per la sua insensata stupidità di non volere rispettare la pari dignità e la difesa delle diversità ideologiche. Eppure avrebbe dovuto imparare dai continui dissensi in seno al governo Prodi, molto risicato, e procedere con molta cautela alla ricerca di un compattamento omogeneo di tutte le forze del centro sinistra. Era risaputo che avrebbero dovuto affrontare provvedimenti impopolari per rimettere in carreggiata l’economia del paese e tale consapevolezza avrebbe dovuto consigliare molta prudenza, pena la riconsegna dell’Italia nelle mani di un Berlusconi incattivito e con idee dispotiche. L’occasione è servita invece per dimostrare i nostri limiti di comprensione e di responsabilità e alimentare pervicacemente i distinguo e le ambiguità di comportamento. L’apertura al federalismo interno non ha creato frutti, anzi una persistente paralisi, per mancanza di proposte ed un preciso indirizzo di alleanze e collaborazioni. Non è possibile dialogare con chi agisce eccitando gli animi degli esaltati ed indirizzare le scelte verso provvedimenti indecorosi e xenofobi. Le nostre proposte devono essere frutto di serie e precise elaborazioni, in linea con gli insegnamenti dei nostri costituenti, nel rispetto della dignità umana e della solidarietà fra i popoli, interessati al miglioramento della vita e alla difesa dell’ambiente. Dobbiamo osteggiare leggi e provvedimenti iniqui che offendono le istituzioni e il cittadino. Dobbiamo essere trasparenti, credibili e precisi per dare linearità al nostro senso politico al servizio della gente. Dobbiamo sacrificare opportunismo ed egoismo, privilegi ed ambiguità,se vogliamo costruire un nuovo cammino ed essere seguiti da chi ancora crede nell’esistenza di una via politica per il futuro. Ancora nessuno di noi oscuri militanti è riuscito a capire cosa vogliamo e con chi o dove andiamo. Il partito ha necessità di trovare un punto saldo di riferimento, che uniformi la linea politica per tutte le regioni e non deve lasciarsi intimidire se si decidesse di seguire le idealità della sinistra moderata e riformatrice, come sta accadendo in Germania. La nostra linea politica deve essere in contrasto stabilmente a quella populistica- qualunquistica del tribuno di turno, che rispolvera pericolosamente le deprecabili genealogie di un tempo, passato e sommerso dalla tenacia degli onesti. L’esercito che pattuglia le città ha un unico significato: lo stato democratico ha fallito o il popolo insofferente ha premiato la forza bruta? Il rilevamento delle impronte ai piccoli rom, che si tenta di farlo passare come difesa ai minori, a noi deve ricordare le leggi antirazziali e la soppressione della libertà, provvedimenti che portarono i nostri padri al confino e ai lager! O tragicamente alla morte come Giacomo Matteotti! Sono fiero di essere socialdemocratico per i valori immarcescibili per i quali mi sono battuto e continuerò a battermi. Mi vergognerei se oggi qualcuno volesse traslocare!
 
di Ufficio Stampa (del 26/06/2008 alle 16:46:25, in Ufficio Stampa, linkato 845 volte)

La liberazione di Ingrid Betancourt è la notizia più sorprendente che attendevano con trepidante ansia, per la precarietà della sua salute e per la grande incertezza della sua esistenza ancora in vita. Abbiamo cercato, con gli esigui mezzi d'informazione a nostra disposizione, di mantenere costantemente viva la pressione umana per la sua "scarcerazione". Alla donna che ha sopportato sovrumani disagi e sopraffazioni con la dignità di chi non perde mai le speranze di libertà e l'affermazione che la democrazia vince sempre, su qualsiasi tipo di dittatura repressiva, il PSDI esprime unanimamente il proprio compiacimento per la soluzione lieta della lunghissima prigionia. Inoltre si augura che la lunga prova da lei sopportata sia di grande stimolo per il proseguimento della sua battaglia politica per la conferma della libertà e della democrazia per le fasce più deboli della società, per le quali lei da sempre paladina ha subito il rapimento e le conseguenti disumane privazioni. E' l'avvenimento più importante del mondo della politica, in un momento di grande precarietà sociale ed economica, ed unico per affermare che non esiste vita senza la libertà, un bene che tutti gli uomini devono possedere senza alcuna limitazione ed ambiguità.

Ciro Tinè 03.07.08

La Segreteria Nazionale si riconosce nella nota del compagno Tinè ed esprime il proprio compiacimento per la conclusione positiva del rapimento.

Mimmo Magistro

 
di Ufficio Stampa (del 14/07/2008 alle 11:45:01, in Ufficio Stampa, linkato 4635 volte)
Dopo lunga malattia, è scomparso Gianni Santacatterina. Proveniente da una famiglia di professionisti abruzzesi istallatisi a Roma , aveva sposato 49 anni fa Tina Saragat, figlia del leader socialdemocratico, da cui aveva avuto tre figli. Medico odontoiatra, anche durante gli anni del Quirinale, aveva preferito rimanere nell''ombra e continuare in tutta umiltà la sua professione senza mai approfittare di così illustre parentela. Allo stesso modo,la moglie,Tina Saragat , aveva continuato, durante il settennato trascorso insieme con il padre, a fare a spesa a via del Lavatore, come aveva sempre fatto al quartiere Flaminio dove,prima della Presidenza, abitava la famiglia Saragat. Belluscio, che è stato segretario particolare del Presidente Saragat durante gli anni del Quirinale, ricorda che mai , pur avendone le possibilità, il dott. Santacatterina ha voluto approfittare del suo stato. A chi, durante gli anni del terrorismo, gli consigliava di usare l'auto di servizio con la scorta, egli rispondeva di considerarsi un comune cittadino che non aveva niente a che fare con la Presidenza della Repubblica. E ogni mattina, usciva dal Quirinale con la propria auto , per alimentare la quale ha sempre usato carburante pagato con i propri soldi,anziché, come sarebbe stato possibile, rifornirsi alla pompa del Quirinale. A questa scuola sono cresciuti i 3 figli. Quella della famiglia di Gianni Santacatterina rimane l'esempio di una sana famiglia italiana passata indenne dalla lusinghe del potere.
 
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