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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

BELINSKIJ
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, disposti in ordine cronologico.
 
 
di Ufficio Stampa (del 28/08/2007 alle 13:16:43, in Lettere Aperte, linkato 976 volte)

Sento la necessità di esprimere il mio pensiero di socialdemocratico,ormai al limite della sopportazione,per i comportamenti autolesionistici di molti rappresentanti dell'attuale governo. Da elettore del centro sinistra avevo sperato che il PRIMO HANDICAP del 1°PRODI avrebbe dovuto insegnare come affrontare le difficoltà di COMANDO e riuscire a consolidare il consenso RISICATO degli elettori con LEGGI e provvedimenti GIUSTI ED EQUILIBRATI. Certo la situazione economica ereditata, NON ROSEA,ha influito enormemente su alcune scelte ineludibili che hanno creato sconcerto negli elettori di centro destra e grande delusione negli speranzosi del centro sinistra. Ciò non bastasse i responsabili dei vari dicasteri hanno provveduto,con le loro esternazioni,ad instaurare un clima di totale scollamento dalle istituzioni e di totale disorientamento. Chi vive in mezzo alla gente quotidianamente e ascolta i suoi umori ha il dovere di suscitare nei CAPI la necessità di abbandonare LA STANZA DEI BOTTONI e dedicare profonda attenzione a quella stragrande naggioranza di essa che si sente abbandonata e ignobilmente vessata. Spero che queste mie riflessioni in vista del Congresso Nazionale possano trovare attenzione nei compagni e possano servire QUALE TRACCIA per i nostri futuri impegni in difesa dei diritti e dei doveri dei cittadini. SANITA',SICUREZZA,LOTTA ALL'EVASIONE ED IN PARTICOLARE LA SCUOLA devono essere le priorità di noi socildemocratici. Le disquisizioni INUTILI sul PD e PDL secondo il mio modesto parere rappresentano una inutile perdita di tempo! E' necessario che le forze del centro sinistra decidano di dare vita ad una federazione alla quale partecipino a pieno titolo e paritariamente tutti i partiti che hanno contribuito alla difesa della stato sociale e della solidarietà. Infine devo complimentarmi con il compagno GIORGIO CARTA per il suo ultimo documento,da cui traspare l'orgoglio di appartenenza al partito e la conferma INEQUIVOCA all'area di CENTRO SINISTRA. Il partito è e sarà sempre lo strenuo difensore dello stato sociale, ma ha anche l'obbligo di studiare con attenzione lo sviluppo della globalizzazione e il mondo dell'economia, per essere al passo con i tempi e riprendere il proprio ruolo tra i promotori di una società GIUSTA ED EQUA.

Ciro Tinè - Segretario Provinciale di Treviso

 
di Ufficio Stampa (del 22/08/2007 alle 12:05:03, in Lettere Aperte, linkato 1119 volte)

In qualità di Segretario Nazionale del PSDI – Partito Socialista Democratico Italiano, ai sensi dell’art. 8 della Legge 47/1948, La invito a voler pubblicare - “non oltre due giorni” dalla presente richiesta, “in testa di pagina” e “nella stessa pagina del giornale che ha riportato la notizia cui si riferisce”, nonché “con le medesime caratteristiche tipografiche” - la seguente dichiarazione volta a rettificare quanto da Codesto quotidiano erroneamente affermato nell’articolo pubblicato sull’edizione di “Libero” del 18 agosto u.s., a pag. 7, intitolato “Anche i Socialdemocratici nella CdL – Il Cavaliere punta all’ala destra del Psdi per ricostruire il Pentapartito nel Polo”: “Il PSDI - Partito Socialista Democratico Italiano (titolare esclusivo del logo storico con il sole nascente), non ha aderito ad alcuna formazione politica di centrodestra.

Il PSDI non si è mai estinto e, quindi, non ha alcun “erede” o “successore”, se non se stesso ed attualmente conta in Italia, oltre ad un deputato (il sottoscritto On. Giorgio Carta), consiglieri regionali, provinciali e comunali. Lo scrivente, eletto nella lista dell’Ulivo, di recente ha aderito al Gruppo Misto. Non esiste, inoltre, alcuna “ala destra del Psdi”, né la possibilità che venga da chicchessia utilizzato il nome, l’acronimo e/o il simbolo del Psdi o altro contrassegno che possa ingenerare confusione. Le ipotizzate adesioni di personaggi, anche illustri, che in passato hanno ricoperto cariche nel Partito, non impegnano in alcun modo il Psdi.

On. Giorgio Carta – Segretario Nazionale del PSDI.

 
di Ufficio Stampa (del 02/08/2007 alle 17:56:00, in Lettere Aperte, linkato 1290 volte)

Il compagno Giorgio Carta, in coerenzacon la sua proposta  approvata dalla Direzione Nazionale, ha lasciato il Gruppo parlamentare dell'Ulivo e si è iscritto al Gruppo Misto. L'annuncio è stato dato in apertura di seduta dalla Prsidenza della Camera. In precedenza l'On. Carta aveva trasmesso al Capo Gruppo dell'Ulivo, Dario Franceschini, l'allegata nota:

Preg.mo On. Dario Franceschini

Capo Gruppo Ulivo

Camera dei Deputati

 

Cortese Presidente,

il giorno della Tua elezione a capogruppo ho preso la parola dichiarando la mia adesione al gruppo dell’ Ulivo e non a quello misto in coerenza con l’ accordo politico tra PSDI ed i partiti che diedero vita alla lista dell’ Ulivo. Condizionavo questa mia scelta alla possibilità di avere una agibilità all’interno del Parlamento per dare voce alle istanze del mio Partito. La richiesta fu a parole condivisa, rimandando ad incontri successivi la definizione del problema.

Non voglio qui soffermarmi sugli inutili incontri avuti con Te e la Vicecapogruppo.

Devo solo constatare che, giorno dopo giorno, sono stato messo in condizioni di sentirmi sempre più un corpo estraneo il cui compito era solo quello di pigiare bottoni sotto le imperative direttive dei vari Nerone o Tigellino di turno. Nessuna possibilità di incidere sui processi decisionali di qualsiasi tipo, nessun luogo dove portare le istanze che mi venivano sollecitate dal partito. Ho spesso votato, per senso di responsabilità, provvedimenti sui quali nutrivo notevoli perplessità ed ho utilizzato, in alcune circostanze, l’astensione come unico strumento per certificare l’esistenza politica del PSDI in Parlamento. Ero convinto che il gruppo unico, che nasceva come primo atto di un processo di aggregazione politica, non contraddicesse nei fatti il dichiarato rispetto di tutte le Storie e sensibilità. Con rammarico devo prendere atto di essermi sbagliato. E poiché sono fermamente convinto che non si può stare in Paradiso a dispetto dei Santi, senza polemiche, tolgo il disturbo.

Nel breve periodo di vita che avrà questo Parlamento eserciterò le mie funzioni di eletto nel centrosinistra come componente del gruppo misto.

 Il rispetto che devo a me stesso ed al Partito che rappresento non mi consentono di indugiare oltre restando in una condizione di totale isolamento politico Cordialità.

Giorgio Carta

 PS: Ho inviato al Presidente della Camera la comunicazione di voler far parte del gruppo misto.

 
di Ufficio Stampa (del 23/07/2007 alle 17:15:55, in Lettere Aperte, linkato 1369 volte)

Vi informo che il 19/07 u.s. il Tribunale di Roma – III Sezione – Giudice Formisano, ha respinto l’ennesimo ricorso d’urgenza proposto da Renato d’Andria.

 In particolare il Tribunale ha accolto le difese svolte nell’interesse del P.S.D.I., dallo Studio Legale Carta di Roma, ritenendo pienamente valida e legittima la deliberazione assunta dalla Direzione Nazionale del Partito il 18-19/05/2007 ed impugnata da d’Andria con ricorso ex Art.700 C.P.C.

Nei prossimi giorni i nostri legali incontreranno l’avvocato di d’Andria per definire la causa promossa circa sei mesi fa contro nove compagni della Direzione. In relazione a tale vicenda è già pervenuta, allo Studio Legale Carta, formale rinuncia agli atti.

In relazione a quanto sopra, auspicando che la via giudiziaria resti fuori dall’attività di Partito, ritenendo d’interpretare i sentimenti di tutto il P.S.D.I., ringrazio lo Studio Carta, Giovanni e Giorgio, per l’impegno e la professionalità profusa in questi mesi.

Cordialità.-

Roma, li 23/07/2007

Il Vice Segretario Nazionale

 Mimmo Magistro

 
di Norina Mercuri Sprecacenere (del 04/07/2007 alle 11:37:52, in LETTERE APERTE, linkato 1282 volte)
LETTERA APERTA Care compagne, dopo mesi di silenzio forzato, durante i quali ci siamo impegnate soprattutto nella politica locale, possiamo finalmente rispolverare i nostri progetti, messi in un cassetto in attesa di poterli riprendere e dare corpo ad obiettivi, forse anche ambiziosi, e, nello stesso tempo, intervenire nel dibattito nazionale che, in vista delle modifiche alla legge elettorale, si fa più serrato anche sulla questione femminile. E’ indubbio che sulla emersione della donna nella politica, in un rapporto paritario non soltanto numerico, ma, piuttosto di assunzione di responsabilità anche elevate, si frappongono numerosi ostacoli. Alcuni,quelli originali, sono provocati da noi stesse per l’incapacità di fare squadra, a differenza degli uomini, e la tendenza ad essere sospettose nell’affidare il nostro futuro alle donne. Le meno giovani ricorderanno sicuramente lo slogan degli anni ottanta “Donna affida ad un’altra donna il tuo futuro!” Non abbiamo dato seguito a quello stimolo ed ora, oltre ad essere condizionate dall’abitudine di vederci guidate dagli uomini, registriamo ancora tutti quegli ostacoli, mai eliminati, che si frappongono al raggiungimento di una reale parità; ostacoli che possono essere superati o, per lo meno ridimensionati, da una serie di azioni positive che rendano la politica italiana meno maschile e compatibile con quella degli altri paesi occidentali. Per intervenire, è opportuno rivisitare le maggiori difficoltà, quali: - il gap culturale; - la mancata divisione dei lavori domestici e di cura all’interno della famiglia; - l’impegno sempre meno determinato da parte della maggioranza delle donne che nei decenni hanno assistito a prevaricazioni, discriminazioni, emarginazione; - i tempi della politica, spesso incompatibili con le esigenze familiari; - la inadeguatezza dei servizi sociali; - il modo di fare politica, distante dalla concezione femminile, pragmatica ma, nello stesso tempo, mossa da una forte spinta ideale; - la mancata divisione del potere a tutti i livelli, non solo quelli elettivi, nonostante le competenze culturali, professionali e sociali possedute dalle donne. Non possiamo certo nasconderci che il potere, non solo garantisce un’immagine esterna, ma sviluppa consensi e, quindi voti elettorali. Sicuramente la mia analisi è parziale, ma mi riservo di tornare al più presto sull’argomento, già però tutto questo rende evidente l’esigenza sentita da più parti, soprattutto nell’ambito della Sinistra, di mettere in campo azioni positive, intervenendo con norme di legge che garantiscano una presenza più numerosa delle donne al Parlamento ed in tutte le Amministrazioni Regionali e Locali. Vari movimenti ed associazioni stanno avanzando proposte che consentano il raggiungimento di obiettivi paritari. Ne cito due, le più interessanti e diverse fra loro, poiché una tende ad incidere sulle liste, l’altra sul conseguimento del risultato. La prima la propone l’UDI e chiede la collaborazione di tutti i movimenti femminili: cioè obbligare i partiti a presentare liste con una presenza paritaria di uomini e di donne. La seconda viene dalle donne dell’ANCI, che sollecitano l’adesione di tutte le elette ai vari livelli, che ipotizza che nella riforma elettorale sia prevista la possibilità della doppia preferenza, esclusivamente per candidati di sesso diverso. Io ritengo che le due proposte debbano integrarsi, ma sicuramente la seconda, se non vanificata nel corso delle campagne elettorali, può garantire risultati interessanti. Questo dibattito avviato dimostra l’esigenza, ormai improcrastinabile, di un incontro fra le donne rappresentanti del Partito nelle varie realtà, per predisporre proposte unitarie e attivare un movimento di idee e di impegni che ci consenta di essere al centro del confronto politico. Ritengo utile sollecitare un rapporto con tutte le donne del PSDI, attraverso un incontro nazionale e, nelle more, attraverso rapporti personali o comunicazioni telefoniche, postali o telematiche. Vi fornisco i miei recapiti: Pescara – Via Ariosto, 15 CAP 65121 Tel. 085- 4429486 cell.3332150856 E- mail “ noriname@tiscali.it” Norina Mercuri Sprecacenere
 
di Ufficio Stampa (del 22/06/2007 alle 14:54:57, in Lettere Aperte, linkato 1013 volte)

di Giorgio Carta

Uno è singolare, due è plurale. E in questa inopinabile considerazione si identifica e si esaurisce il pluralismo del PD.

La formazione del comitato costituente ha confermato come quella che è stata da troppi definita una fusione a freddo tra DS e Margherita sia l’ineluttabile conclusione di un processo politico che possiamo definire un mini-compresso storico.

Da diversi anni, il dibattito politico si è incentrato sulle difficoltà del governo del Paese determinate, da un lato, dai processi della globalizzazione, con conseguente mutamento della società, dall’altro, dall’inadeguatezza di un sistema politico frammentato e disomogeneo.

Il cosiddetto bipolarismo zoppo, carico di contraddizioni in ambedue le componenti, aveva posto l’esigenza di un ripensamento rapido della dialettica politica italiana, per rispondere alle sfide del terzo millennio.

L’ipotesi di creare all’interno della sinistra non solo un’alleanza per vincere le elezioni e governare il Paese, ma di riavviare un processo di riaggregazione di forze omogenee, ha dato adito a diverse ipotesi di lavoro.

C’era chi pensava che l’unione dei riformisti di ispirazione socialista da un lato e quelli di ispirazione liberaldemocratica e cattolica, dall’altro, dovessero costituire i due nuclei di aggregazione - che assieme con le altre forze di sinistra - avrebbero potuto costruire una stabile alleanza di governo, con un programma adeguato da sottoporre al vaglio elettorale.

 Altri, considerando insufficiente questa prospettiva, con una serie articolata di argomentazioni che non mi soffermo a rievocare, ritenevano che per rispondere alle istanza della nuova società bisognasse far fare un passo in avanti alla politica iniziata con l’Ulivo e costituire il PD.

Mesi fa avevamo considerato questa ipotesi un’interessante intuizione politica, ma richiamavamo l’attenzione su due punti essenziali dell’affaire: da un lato il pericolo che il progetto, se lanciato dall’alto, senza concedere ai cittadini un adeguato tempo per metabolizzarlo, potesse provocare fenomeni di rottura.

Dall’altro, che un progetto che non avesse come punto fermo l’obbiettivo di creare una forza realmente plurale difficilmente avrebbe potuto essere aggregante.

 Al momento, pare siano emersi solo questi aspetti negativi. Il più grande partito, almeno fino a ieri, della sinistra ha subito delle pesanti mutilazioni. Né è dato di conoscere quale sarà l’impatto reale all’interno del riformismo di ispirazione cattolica, anche in considerazione delle grosse divergenze che emergono su temi eticamente sensibili.

 Per quanto concerne il pluralismo stile PD, abbiamo assistito ad una cencelliana spartizione delle seggiole del comitato costituente tra dirigenti DS e DL, definiti da alcuni come oligarchia diretta.

E’ stata, poi, nominata un’oligarchia derivata, il cui requisito indispensabile è quello di non essere espressione di partiti politici organizzati, tanto da essere costretti a qualificare alcuni come indipendenti, a dispetto del curriculum vitae.

Adesso si arriverà alla fatidica data del 14 ottobre nella quale si eleggerà l’Assemblea costituente. Ho idea che questo processo si svolgerà come l’assemblea di una SPA, dove l’azionariato diffuso ratificherà le decisioni prese altrove dagli azionisti di riferimento riuniti in un ferreo patto di sindacato.

Leggendo le relazioni congressuali di Fassino e di Rutelli ci era sembrato di poter superare dubbi e perplessità e di essere disponibili fin dalla fase costituente ad un grande progetto di riorganizzazione della politica.

Avevamo immaginato un grande contenitore che, pur portando alla reductio ad unum di partiti e movimenti, consentisse a tutti di non sentirsi ospiti affinché anche quelli numericamente piccoli potessero sentirsi co-fondatori di qualcosa di nuovo.

Al momento possiamo solo dire che “abbiamo capito male”; e, se la cosa resterà così, non esiteremo ad aggiungere che “non ci interessa”.

On. Giorgio Carta

 
di Ufficio Stampa (del 22/06/2007 alle 11:40:19, in Lettere Aperte, linkato 961 volte)

di Ciro Tinè

Amarezza,sconcerto e profonda delusione sono i sentimenti scatenati dal vertice di Berlino dove sembra che tutti abbiano vinto qualcosa,ma come al solito chi ha perso ed è stato umiliato è il popolo europeo! Non è assolutamente procrastinabile la scelta di un REFERENDUM europeo che sancisca,senza ma e senza se,la volontà dei cittadini di vedere realizzata un EUROPA con pieni poteri POLITICI per la difesa della pace,della solidarietà sociale,della sicurezza e della regolamentazione della immigrazione. Non è più concepibile che alcuni paesi possano continuare a ricattare con il VETO la maggioranza di quelli che auspicano la tanto sospirata COSTITUZIONE.

Sono ormai trascorsi 50 anni dai trattati di Roma, con i quali si era sancita la nascita della comunità Europea, per dare inizio ad un cammino che avrebbe dovuto portare alla creazione degli STATI UNITI D'EUROPA in competizione FORTE con USA, CINA e RUSSIA.

 Il popolo europeo non più attendere e Polonia, Inghilterra e Olanda non devono vanificare gli sforzi fin qui sostenuti,ecco perchè è necessario DARE VOCE ai cittadini. I tempi degli egoismi nazionalistici sono scaduti ed è impellente la necessità di un ordine complessivo in materia estera,giustizia e solidarietà sociale se vogliamo veramente competere con gli altri. Noi socialdemocratici lo abbiamo scritto nel nostro DNA e dobbiamo essere i propugnatori di un ordine nuovo che veda realizzato il desiderio dei nostri padri costituenti,che vedevano nell'EUROPA politica la via giusta per il mantenimento di una PACE stabile e definitiva.

I popoli Europei hanno estrema necessità di ordine e di omogeneità. Impegnamoci fin da oggi a sostenere la campagna di raccolta di firme per il REFERENDUM per la richiesta di una nuova COSTITUZIONE EUROPEA.

Ciro Tinè

 Segretario Prov. Treviso

 
di Bigliocchi (del 16/06/2007 alle 09:56:50, in Lettere Aperte, linkato 1033 volte)
Conclusa la tornata elettorale delle elezioni amministrative,con buoni risultati per il Partito,credo giunto,se non superato,il momento di affrontare temi politici nazionali di indubbia importanza. Con una politica che sembra andare più veloce di noi,in un quadro generale di continuo e contraddittorio mutamento,il Partito non si può più permettere di guardare ed aspettare l'evolversi deglio eventi. Credo a tutti evidente che il PSDI,nella attuale situazione,a nulla può aspirare se non a risultati locali legati più a vicende particolari che non ad una evoluzione del quadro politico. Una legge elettorale in arrivo e le indubbie e conosciute difficoltà economiche e di comunicazione,senza dimenticare la evidente volontà di altre forze politiche di concederci solo comparsate, non sembrano certo un buon viatico per una nuiova crescita e per una reale autonomia nel panorama politico nazionale. Non occorre dimenticare inoltre la necessità di una semplificazione della politica e di un recupero del rapporto cittadini-politica che appare quanto mai compromesso. In un quadro non certo esaltante ed in riferimento ai progetti che vengono presentati,PD e Costituente Socialista,credo opportuno che il PSDI prenda posizioni concrete. Scelte in cui la parola autonomia sembra più una chimera realizzabile localmente che una realtà. E' anche vero che grande confusione e grandi limiti sembrano appartenere sia al progetto del PD che a quello della Costituente Socialista. Costituente chew ad oggi appare più come un tentativo di aggregare frazioni che non un progetto politico che,azzerando il quadro esistente,possa ritrovare contenutio e valori per la riapertura di un dialogo con la società. Dialogo per troppo tempo eluso nel tentativo di recupero di un passato che era ormai solo storia. Non meno confuso il futuro del PD,poco compreso e poco amato,che paga anche lo scotto di cercare di crescere all'ombra di un governo deludente e contraddittorio. Anche qui pochi contenuti e poche idee se non legati ad operazioni getsionali e di vertice fatte dai soliti noti. Farebbe bene alla crescita del PD una vera fase costituente e forse la crescita in un momento di opposizione per evitare di portarsi le contraddizioni del potere. Personalmente escludo ogni forma di possibile collusione con la sinistra radicale ritenendo che questa debba sciogliere il nodo tra l'essere forza di governo o forza antagonista. Credo però che il Partito debba tracciare una sua linea per non rischiare di essere di nuovo ospite in un secondo momento. Non credo più rinviabile un Congresso Nazionale e spero terminata quella fase di conflitto interno che ci impedisce di far politica. Paolo Bigliocchi
 

Ai Vicesegretari Nazionali G. Greco e M.Magistro

Cari Giovannino e Mimmo, ho ricevuto la lettera con le determinazioni della direzione. Apprezzo e ringrazio per gli attestati di stima. Il ripristino della legalità ed il senso di responsabilità mi inducono a non reiterare le dimissioni a condizione che si giunga rapidamente al congresso onde definire linea politica ed assetti organizzativi.La direzione dovrà dare esecuzione alle norme deliberate e procedere agli adempimenti congressuali.Intendo assumere la funzione di garante nei confronti di tutti nella speranza che cessi questa ventata di follia che ha portato tante dolorose lacerazioni. Invito pertanto tutti al massimo impegno per giungere entro settembre alla conclusione del congresso. Vi invito altresì a verificare con i compagni una data utile per convocare quanto prima la direzione.

Cordialita’

Giorgio Carta

 
di Ufficio Stampa (del 11/06/2007 alle 09:58:35, in Lettere Aperte, linkato 671 volte)

I giorni impegnati negli estenuanti incontri con i cittadini hanno messo in evidenza il loro disagio e il loro malumore nei confronti del governo che è distante dai problemi della quotidianità e non riescono a capire perchè i rappresentanti del centro sinistra persistono nella loro litigiosità, ambiguità e coercizione invece di risolvere tutti i problemi che sono propri del loro DNA. Il conflitto di interessi,la riforma elettorale per correggere la PORCATA,la riduzione dei privilegi,la sospensione cautelativa dalle liste elettorali degli indagati,la cancellazione dalle istituzioni dei pluricondannati,la mancanza di autorità nel fare capire ai cittadini che oltre ai diritti esistono i doveri,la totale incapacità di informazione sulla loro appartenenza alla Comunità Europea e sulla necessità che il suo parlamento sia costituito da un governo forte che abbia pieni poteri nel campo degli esteri,della difesa e possa mettere d'accordo tutti i paesi componenti sulla"piaga dell'immigrazione",che toglierebbe il "deterrente" ai partiti e movimenti populisti "che cavalcando i leggittimi sentimenti di paura riescono ad ottenere risultati elettorali "bulgari". La lettura dei risultati del NORD ci notiziano della disaffezione dell'elettorato del centro sinistra che ha voluto penalizzare il Partito Democratico che assomiglia ad una somma algebrica fra i due più "numerosi" piuttosto che "un corpo federato" con il rispetto delle disuguaglianze ideologiche. Non ha stravinto il centro destra ha demeritato il centro sinistra, punito da un gravissimo astensionismo! Un esempio macroscopico di grande miopia è rappresentato dai risultati del vicentino! A Vicenza il governo ha sbagliato,deliberatamente e con sorda caparbietà, non ascoltando le giuste lamentele della popolazione, avallando le decisioni della Cdl, responsabile insieme alla lega nord (sindaco e provincia) ed è stato punito con l'astensionismo di un cittadino su tre,decretando la vittoria bulgara di chi in effetti doveva essere punito. A mio modesto parere non esiste un problema nord, ma la mancanza di credibilità di chi dovrebbe difendere gli interessi della media e bassa borghesia. La vittoria del centro destra è stata "sentenziata" dagli operai, dai pensionati, dai piccoli imprenditori onesti e laboriosi. I soloni della politica Schifani,Cicchitto,Bondi,Formigoni,Fini, Maroni,Calderoli,La Russa con il GRANDE ANFITRIONE possono cantare vittoria grazie all'ingenuità e litigiosità del centro sinistra. Il governo adesso,più che mai,ha l'OBBLIGO di fare autocritica, rinserrare le fila,chiedere la responsabilizzazioe di tutti i suoi componenti ed il dovere di rispondere con PROVVEDIMENTI urgenti alle manchevolezze emerse dal disagio e amarezza della gente. Se ciò non dovesse avvenire e dovesse continuare la "testarda volontà" di occuparsi UNICAMENTE del (già abortito) PD a detrimento dei desiderata dei suoi elettori, ci ritroveremmo con un nuovo governo di centro destra che tanti danni ha provocato nei GANGLI NEVRALGICI della politica nazionale,europea ed internazionale. Noi siamo un piccolo partito con GRANDISSIMI IDEALI e dobbiamo continuare a VIVERE con onestà,lealtà e lungimiranza,e rioccupare quel ruolo che ci compete nel vasto scenario europeo che a breve si realizzerà. Cari compagni l'attuale situazione politica ingarbugliata ci deve spronare per intraprendere la giusta via per una vera grande rinascita.

Ciro Tinè

Segretario Provinciale di Treviso

 
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22/10/2021 @ 17:26:30
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