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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

BELINSKIJ
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, disposti in ordine cronologico.
 
 
di Ufficio Stampa (del 13/10/2008 alle 18:01:05, in Lettere Aperte, linkato 730 volte)
Caro Segretario, ringrazio della comunicazione e mi complimento vivamente. Francesco Bassi - Parma
 
di Ufficio Stampa (del 13/10/2008 alle 17:59:52, in Lettere Aperte, linkato 713 volte)
Caro Magistro, al mio rientro dall'estero, apprendo con estremo piacere la notizia del rigetto del ricorso D'Andria. Finalmente! Mi congratulo con te, con la Direzione del Partito e con l'Avv.Carta per il successo perseguito tenacemente e conseguito brillantemente, che conferma senza ormai ombra di dubbio la piena legittimità di tutti gli organi e di tutte le istanze del Partito. La ritrovata serenità sarà foriera, io credo,di un nuovo successo della Socialdemocrazia nel nostro Paese. Ti saluto fraternamente. Ilio Moretti - Segretario della Federazione aretina del PSDI
 
di Ufficio Stampa (del 13/10/2008 alle 17:58:22, in Lettere Aperte, linkato 768 volte)
Hanno inviato sms di felicitazioni anche i compagni Nino Gennaro (Catania) e Francesco Longo (Martina Franca)
 
di Ufficio Stampa (del 01/08/2008 alle 10:27:21, in Lettere Aperte, linkato 1131 volte)

Magistro aggiorna il gruppo dirigente

Lettera aperta ai compagni del PSDI

Roma, lì 1° agosto 2008

Ai Componenti il Consiglio Nazionale

LORO SEDI

Devo ai compagni una doverosa informativa sull’attività politica di queste settimane, soprattutto per il rinvio, al prossimo 13/09, del nostro Consiglio Nazionale. Rimosse le amarezze legate alle Elezioni Politiche, abbiamo operato intensamente, in questo periodo, in sintonia con la Segreteria e con il compagno Alberto Tomassini – la cui presenza negli incontri è sempre stata preziosa – per riallacciare i rapporti con le forze politiche a noi più vicine.

In tal senso, abbiamo proseguito i contatti con l’U.D.C. per la costituzione di un soggetto politico nuovo che – come opportunamente consiglia Enrico Cisnetto in un prezioso articolo che abbiamo pubblicato sul sito del Partito – dia vita ad una rifondazione del sistema politico e degli assetti istituzionali.

Abbiamo posto due paletti: 1) autonomia e non scioglimento del P.S.D.I., 2) visibilità della nostra dignità politica.

I contatti proseguono periodicamente e contiamo di arrivare al 13/09 con una proposta concreta.

Ma l’avvenimento più importante del mese di luglio – oserei dire storico – è certamente l’incontro con Riccardo Nencini, neo Segretario Nazionale del Partito Socialista. Erano 12 anni che i due Partiti non s’incontravano ai massimi livelli. Merito anche dei compagni Mario e Luciano Calì (presenti anche in rappresentanza del P.S.D.I. al Congresso di S.D.) che avendo un ottimo rapporto personale con Nencini hanno favorito l’incontro. Con la nostra solita lealtà, con il compagno Tomassini, abbiamo rappresentato a Nencini, che dimostrava di conoscere gli antefatti, gli impegni che si stavano assumendo con l’U.D.C., ma abbiamo condiviso l’idea di un comune impegno per la richiesta, a Camera e Senato, di una sorta di “tribuna” per i Partiti senza parlamentari.

La disponibilità di Nencini a riavviare comuni intese, anche nelle realtà locali - in vista delle Elezioni Amministrative – è stata un buon viatico. Di questo e dell’evoluzione quotidiana della politica spero di poter discutere con Voi, cari compagni, il prossimo 13 settembre.

Cordialità e sinceri auguri di buone vacanze.-

Mimmo Magistro

 
di Ufficio Stampa (del 30/07/2008 alle 17:25:08, in Lettere Aperte, linkato 1141 volte)

RISCOPRIRE L'ETICA

Non è una esortazione! E' il grido di dolore di chi per decenni ha cercato il dialogo e il confronto delle proprie con le idee degli altri,consapevole che le proprie contenessero problematiche difficilmente digeribili. Sono perfettamente d'accordo con le riflessioni del compagno cifarielli sul mondo dei giovani,troppo spesso laconico e superficiale. Chi vuole fare politica vera, in questo frangente molto difficile, deve farlo con spirito di servizio, come l' hanno interpretata moltissimi compagni con immane difficoltà perchè osteggiati dai politicanti arrivisti ed in vendita continuata con sconti e saldi. Essere vivi ed apprezzati significa vivere stabilmente in mezzo alla gente, apprezzare i suoi suggerimenti e proporli anche a costo dell'impopolarità. Questa è la vera politica! La vita del partito è regolata dalle commissioni che devono elaborare proposte utili,fattibili e condivisibili. Questo è il mezzo per potere risvegliare trasparenza e credibilità nei cittadini. Il partito deve possedere una linea politica ben riconoscibile e non può ondivagare ad ogni fruscio del vento. E' necessario che i giovani imparino ad ascoltare e riflettere prima di essere destinati a rappresentare il partito responsabilmente. Io sono vecchio,con il bene dell'intelletto, non sono mai andato alla ricerca di posti al sole, ho rappresentato onorevolmente il partito dovunque e comunque, sono tuttora rispettato per la coerenza delle mie idee, patrimonio accumulato dalle esperienze di compagni degni di chiamarsi onorevoli e non deputati! Non sono un nostalgico degli anni passati, sono un passionale che vorrebbe che il partito riprendesse la sua collocazione, come diritto nell'agone politico e i compagni d' eta' non devono rincorrere i giovani con promesse, impossibili da mantenere, ma con un'apertura d'orizzonte di impegno politico al servizio della gente, ci sono e sono tanti che oggi militano nel volontariato o movimenti no profit, non come il camaleonte capezzone, esempio del + becero degrado dell'etica e della coscienza. Conosco le difficoltà che incontreremo, ma lo scoraggiamento o il melanconico abbandono rappresentano un insulto a chi in passato ha difeso strenuamente liberta' e democrazia.

Al compagno Cifarelli un affettuoso ringraziamento per il suo incitamento per un sollecito ritorno ai valori dell'onestà intellettuale e dell'etica.

Ciro tinè 30.07.08

 
di Ufficio Stampa (del 29/07/2008 alle 18:49:30, in Lettere Aperte, linkato 1279 volte)

Carissimi,

mi rendo conto che ormai e' difficile stupirsi ancora di quanto avviene nella vita pubblica, ma mi chiedo cosa sarebbe successo se, poniamo 20 anni fa, nelle vituperata Prima Repubblica

-uno come Daniele Capezzone, segretario dei Radicali, carica avuta in dono come gentile omaggio di Panella, deputato radicale, carica avuta in dono come gentile omaggio di Panella, presidente della Commissione Attivita Produttive (senza aver mai lavorato), carica avuta in dono come gentile omaggio di Panella, fosse diventato portavoce del PDL?

Ve lo immaginate La Malfa che diventa improvvisamente portavoce del PCI o Altissimo della DC?

-Luxuria, preferito inspiegabilmente da Bertinotti a tanti compagni e militanti della Fiom, ad esempio il mitico Giorgio Cremaschi, nominato ed eletto deputato grazie al sistema delle liste bloccate, dopo un' anonimo biennio in Parlamento, visto la disfatta del PRC, non torna di certo ad occuparsi di politica sul territorio, , ma udite udite.... partecipa all' Isola dei famosi!

Ve lo immaginate Pajetta ad un varieta' di quart' ordine?

Come si e' ridotta la politica e soprattutto.... TUTTI QUELLI CHE PENSANO SI DEBBA PUNTARE SUI GIOVANI, HANNO QUOTIDIANI ESEMPI PER RICREDERSI La generazione dei 40-50 eni ha distrutto questo Paese, e i giovani non sono certo la risposta, perche' si fanno comprare per 4 soldi, anzi mi viene in mente una vecchia battuta che diceva C'E' GENTE CHE PAGHEREBBE PER VENDERSI!

Credo che la soluzione sarebbe imporre per legge, per almeno 5 anni, come requisito minimo per far parte dell' elettorato attivo e passivo sia aver compiuto almeno 80 anni.

28.07.08 Marco Cifarelli

 
di Ufficio Stampa (del 15/07/2008 alle 12:07:08, in Lettere Aperte, linkato 1274 volte)

Voglio esprimere tutta la mia solidarietà al Segretario per le sue puntuali rimostranze agli articoli di Panorama, che come altri persevera la propria opera denigratoria nei riguardi del nostro PSDI. Il livore e il sottile tentativo di demolizione sono certamente supportati da individui che hanno contribuito all'opera denigratrice di tutti coloro che, con spirito di servizio, si sono dedicati alla tetragona conservazione dell'onorabilità del partito. Sicuramente la pulce continua a disturbare i mastodonti (dai piedi d'argilla!) senza potere essere schiacciata! sono i grandi sentimenti di cui siamo depositari ad innervosire chi, possessore di ingenti capitali, vorrebbe poterci assoggettare e gestirli senza scrupoli! siamo nati, siamo cresciuti, ci siamo ammalati, ma oggi siamo vegeti più che mai ed il nostro impegno sarà sempre al servizio dei più deboli e contro le ingiustizie! oggi pochi e tosti, domani.............. ci stiamo attrezzando!

Ciro Tinè 14.07.08

 
di Ufficio Stampa (del 07/07/2008 alle 10:12:08, in Lettere Aperte, linkato 704 volte)

Di seguito la pubblichiamo:

PIETA’ PER I REDUCI

"E’ tornato il pentapartito. Anzi, il quadripartito anti DC. Il 26 giugno i segretari di P.R.I., P.L.I., P.S.I. e S.I. (un P.S.D.I. privato di due consonanti) hanno discusso “sul nuovo ruolo dei loro partiti”, pianificando “una intresa politico-programmatica entro il mese di settembre”. Crisi di governo? Verifiche? Rimpasti? Tutto è possibile, se l’unione fa la forza. Peccato che la forza si sia esaurita quando i leaders erano La Malfa (Ugo), Malagodi, Saragat, Craxi (Bettino). Non Francesco Nucara, De Luca, Zavettieri, Caldoro. La domanda è: fanno più pietà o tenerezza?"

Risposta del Segretario Nazionale, Mimmo Magistro al Direttore Responsabile di “Panorama”, Maurizio Belpietro:

Illustre Direttore, mi riferisco alla nota apparsa sul settimanale da Lei diretto, del 10/07, pag. 36, dal titolo “Pietà per i reduci”.

 Il PSDI - partito fondato da Saragat – non ha mai partecipato all’incontro del 26 giugno a cui era presente, evidentemente, una delle tante sigle “spurie” che si riferiscono alla socialdemocrazia o al socialismo ma che nulla hanno a che fare con il PSDI.

I socialdemocratici sono attivamente presenti, in Italia con rappresentanze a livello regionale, provinciale e comunale (l’ on. Giorgio Carta, eletto alla Camera nel 2006 non si è ripresentato) nell’agone politico non da reduci ma come “marines” che - ancora in trincea – cercano di salvarsi dalla morsa del PD che ha cercato di “mangiarsi” il mondo socialista . Un mondo socialista (Segretari Craxi e Cariglia) che nel 1992 aprì le porte dell’Internazionale Socialista e del P.S.E. al P.D.S.. Un errore fatale – purtroppo per noi – che sdoganò gli ex comunisti che potettero fregiarsi di quella patente di democrazia che poi ha loro aperto le porte dell’occidente.

Vorremmo che più spesso Giornali come il Suo – visto che i libri scolastici lo omettono - ricordassero i meriti e la lungimiranza di Giuseppe Saragat. Senza la sua scelta nel 1948 di schierarsi con De Gasperi e contro Togliatti probabilmente il corso della storia dell’Italia sarebbe stato un altro e saremmo finiti sotto l’influenza sovietica, come Jugoslavia, Romania, Albania, ecc.. Abbiamo il gusto della politica, anche minoritaria, chiediamo rispetto per il passato ma anche per il presente.

Sino a che – caro Direttore - la nuova classe politica sarà formata da certi personaggi che si ergono a moralizzatori, anche i “reduci” possono continuare a combattere battaglie giuste.

Da collega giornalista, prima ancora che da Segretario Nazionale del PSDI (eletto dal Congresso ad ottobre 2007), Le sarei grato se pubblicasse questa nota.

Cordialità.

Mimmo Magistro

 
«Uccidete pure me, ma l'idea che è in me non l'ucciderete mai…»
Sono trascorsi ottantaquattro anni dal rapimento e dall’efferato assassinio di Giacomo Matteotti, ma il coraggio del grande esponente del socialismo riformista e quella frase profetica pronunciata in Parlamento pochi giorni prima del suo martirio scagliata per denunciare i brogli elettorali del nascente regime fascista, rimangono tutt’oggi di incredibile attualità.
Luciano CalìQuest’anno, l’11 giugno, ricorre anche un altro triste anniversario, il ventesimo dalla scomparsa di Giuseppe Saragat, padre della Socialdemocrazia italiana e vero e proprio mentore per i figli dello stesso Matteotti, Giancarlo e Gian Matteo, che del Partito Socialista Democratico Italiano furono fieri militanti ed apprezzati dirigenti nazionali.
Saragat, primo Presidente dell'Assemblea Costituente, più volte Ministro ed infine Presidente della Repubblica dal 1964 al 1971, ricoprì queste cariche con esemplare senso dello Stato e profondo rispetto delle istituzioni.
L’analisi della sofferta decisione maturata nel gennaio del ‘47 con la dolorosa ma quanto mai necessaria “scissione di Palazzo Barberini”, straordinariamente importante per la vita democratica del nostro Paese, è in grado di consentire alle nuove generazioni di apprezzare la lezione di sobrietà, senso civico e dovere istituzionale che pervadeva i protagonisti della stesura della nostra preziosa Carta Costituzionale.
Ricordare Giacomo Matteotti e Giuseppe Saragat, difensori della libertà politica e della giustizia sociale, ispiratori per l'Italia di un futuro di benessere, sviluppo e di libertà, parimenti alle altre grandi democrazie occidentali, è un profondo obbligo morale cui dovrebbero ottemperare, trasversalmente, i rappresentanti politici di tutti partiti italiani.
In chiusura diviene quanto mai doveroso riportare alla memoria - in primo luogo agli strenui paladini della recente svolta “bipolare” italiana - un ammonimento, uno fra i tanti, che il Presidente Saragat ebbe il coraggio di lanciare precorrendo i tempi, anche con l’esperienza di chi aveva vissuto la greve tragedia del suadente pensiero unico:
«…non può esservi socialismo senza democrazia, non può esservi democrazia senza socialismo».
 
di Ufficio Stampa (del 27/05/2008 alle 15:10:28, in Lettere Aperte, linkato 1061 volte)

Gentile Direttore,

in qualità di Segretario Nazionale del PSDI – Partito Socialista Democratico Italiano – ai sensi dell’ art. 8 della Legge n. 47/1948, La invito a voler pubblicare integralmente – “non oltre due giorni dalla presente richiesta e comunque nel prossimo numero in edicola”, “con lo stesso rilievo e con le medesime caratteristiche tipografiche” – la seguente dichiarazione volta a rettificare quanto da codesto settimanale erroneamente affermato nell’articolo pubblicato nell’edizione del 29 maggio 2008 nelle pagg. 75 e 76, intitolato “TSUNAMI EOLICO”.

“Contrariamente a quanto affermato nell’articolo pubblicato, il Dott. Renato D’Andria non ricopre alcun incarico nel PSDI, né vi risulta iscritto dal 2007. Peraltro, il Tribunale di Roma più volte ed in più occasioni dal 2006 ha dichiarato illegittimi – privandoli di efficacia – tutti i provvedimenti adottati dal Dott. D’Andria, compresa la sua presunta elezione a Segretario”.

Affiancare al predetto signore un titolo non posseduto, oltre che contenere notizie false, produce un danno enorme al Partito fondato da Saragat che ho l’onore di presiedere.

Cordialità.

IL SEGRETARIO NAZIONALE - Mimmo Magistro

Analoga richiesta di rettifica è stata chiesta da Magistro all'Ufficio Stampa del Presidente della Regione Calabria ed all'AGI, che avevano pubblicato notizie false e tendenziose circa il ruolo nel PSDI del Dott. Renato D'Andria.

 
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