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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

BELINSKIJ
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, disposti in ordine cronologico.
 
 
di Ufficio Stampa (del 29/11/2011 alle 09:49:39, in Articoli Magistro, linkato 858 volte)
MAGISTRO(iSD): Il falso ramoscello d’ulivo di Vendola. E opposizione alla Regione Puglia prendano atto che non ci sono le condizioni per un dialogo! “Non è più tempo di leale collaborazione tra maggioranza ed opposizioni alla Regione Puglia”. Lo afferma il leader de” i socialdemocratici-iSD”, Mimmo Magistro che definisce “assurda la situazione dei 600 dipendenti regionali retrocessi a fronte di centinaia e centinaia di assunzioni clientelari e di alcune decine di stabilizzazioni che si perpetuano giorno per giorno nelle stanze di assessori e manager rossi frutto dell’uso sprezzante del potere del Governatore Vendola, sempre più Giano bifronte. A Roma, compassato e timido, ed a Bari, feroce utilizzatore del potere per il potere”. Per Magistro” non ci sono più aggettivi per definire l’assalto alla diligenza anche da parte di chi predica sulla stampa etica e morale ma che persegue ben altri scopi. Contro questa amministrazione non c’è più spazio per compromessi ma necessita una battaglia d’opposizione incalzante e senza quartieri.” Per Magistro “vanno contestate le scelte assurde sul personale, la vicenda del S.Raffaele(che non è legato all’ospedale ma al cemento delle lottizzazioni che si vorrebbero creare attorno), il Piano delle Coste (c’è una evidente esondazione tra quanto delegato dal Consiglio Regionale alla Giunta ed i risultati scaturiti). Per non parlare della Fiera del Levante (qualcuno ci dica perché il nuovo padiglione è costato tanto), o dei costi per il fitto di tanti nuovi uffici sparsi per tutta la città. Per finire si apra un’inchiesta seria sulle continue elargizioni di pubblicità più o meno istituzionale per manifestazioni “pompate” ad arte per giustificare gli alti costi.” Bari 28.11.2011 Mimmo Magistro
 
di Ufficio Stampa (del 20/09/2011 alle 10:38:06, in Articoli Magistro, linkato 1984 volte)
Cari compagni, assieme ai componenti della segreteria del Partito, ho utilizzato le ultime settimane per esaminare e valutare le conseguenze della decisione di merito del Tribunale di Roma circa il contenzioso che ci vedeva contrapposti a D’Andria dal 2007 e che sino allo scorso luglio ci vedeva confortati da decisioni in fase cautelare sempre a noi favorevoli. In verità, sarebbe più giusto dire che vedeva me contrapposto, in quanto ero costituito come semplice iscritto contro D’Andria nella doppia veste di tesserato e di neo-eletto segretario nazionale del PSDI. La sentenza ha annullato tutti gli atti di D’Andria, compreso il suo congresso di Fiuggi, ma non le risultanze della Direzione Nazionale che lo elesse. Talché, nelle more di un possibile ricorso, certamente fondato, anche per via dei nostri congressi regolarmente svolti e mai contestati, si deve prendere atto che allo stato, in virtù di tale decisione, Renato D’Andria può legittimamente rivendicare il ruolo di segretario del PSDI. Siamo pertanto di fronte alla necessità e all'urgenza di scegliere se continuare il nostro impegno politico nel PSDI, per salvaguardare le prospettive che avevamo aperto per il Partito nel breve periodo con la preparazione della conferenza programmatica ed in prospettiva scrivendo le regole per un nuova forma-partito diffusa federativamente nel territorio, ovvero costituire una nuova forza politica che si richiami ai valori della socialdemocrazia. È una scelta maledettamente difficile ma che dobbiamo fare insieme, nella certezza che qualunque soluzione decideremo non potrà coincidere con l'epilogo politico in cui avevamo sperato e per il quale abbiamo lavorato in questi ultimi anni, tentando di ridare slancio e visibilità al nostro simbolo. Nei confronti del Partito e di ciascuno di Voi mi sento ancora investito della responsabilità che una sentenza di Tribunale mi nega. Ed è per questo, ed anche per non farne una questione personale, che non mi sottraggo ad esprimere, con crudo realismo, il mio parere ed a fornire un indirizzo politico. Nei primi, inevitabili, contatti avuti con D’Andria, mi è stata confermata la sua volontà di avvalersi dell’intero gruppo dirigente attuale per rafforzare la presenza del PSDI sul territorio con una concertata attività organizzativa e politica, rispettosa dello Statuto e delle scelte federali fatte dai nostri congressi. La presenza di D’Andria nel Partito – inutile nasconderlo – grazie alle sue capacità professionali ed alla ribadita disponibilità ad un rilevante impegno anche economico in favore del PSDI, ci solleverebbe dai tanti problemi ereditati dalle sciagurate vecchie gestioni, compresi decine di contenziosi giudiziari che abbiamo potuto fronteggiare con la necessaria professionalità solo grazie all’aiuto del compagno Scavone e di mia figlia Manuela. Il sottoscritto però, ha sempre dovuto svolgere il ruolo (purtroppo) insostituibile di finanziatore o, quantomeno, anticipatore di quanto necessario per sopravvivere. Ho portato questo peso da solo, convinto di assolvere ad un dovere, ma ho dovuto registrare con amarezza che perfino l'appello, lanciato qualche mese fa, per una campagna tesseramento finalizzata anche a reperire dal basso un minimo di risorse per far fronte alle spese più urgenti, quali la sede e un minimo di iniziativa politica, è caduto nel vuoto. Queste motivazioni, ma soprattutto la voglia di non disperdere le energie tenute insieme con tanta fatica, mi portano a pensare – in questo già confortato da buona parte dei compagni dirigenti che ho potuto fin qui contattare – che non dobbiamo abdicare e abbandonare il PSDI ed i suoi simboli, pur nel rispetto delle decisioni di un Giudice. Penso che la decisione del Tribunale può essere accettata a condizione che siano garantiti da D’Andria il rispetto delle regole del Partito, il libero confronto delle idee, che la storia e la nostra cultura non diventino mai merce di scambio. Il dibattito ed il confronto interno esisterà e sarà fruttuoso soltanto se molti compagni accetteranno di restare nel PSDI e, in quest'ottica, potremo anche coltivare la speranza di un Partito più forte. Tanto anche in considerazione che a quella data il sottoscritto era comunque vice segretario nazionale ed altri compagni avevano altri importanti ruoli che non decadono. Sono stati quattro anni in cui, in umiltà ma con orgoglio, da Segretario nazionale, mi sono sforzato di tenere alti gli ideali della Socialdemocrazia nel nome di Saragat, di Matteotti e di Turati. Spero di non avervi delusi. Prendo atto degli ultimi avvenimenti col rispetto che ho sempre avuto per la Legge e con la volontà di non danneggiare il PSDI con altri contenziosi lunghissimi e dall'esito imprevedibile. Ma non mollo, nemmeno per un attimo ho pensato ad una resa: da qui in avanti cercherò di starvi accanto come tesserato o con il ruolo diverso che il Partito vorrà assegnarmi. Un abbraccio sincero e fraterno a tutti. Mimmo Magistro Roma 20.09.2011
 
di Ufficio Stampa (del 17/08/2011 alle 11:57:24, in Articoli Magistro, linkato 887 volte)
Magistro: cercasi disperatamente una nuova classe politica, imprenditoriale e sindacale! Il Segretario Nazionale del PSDI,Mimmo Magistro, ha dichiarato: “Mai un’estate è stata tanto calda per la politica italiana ( e direi, europea e mondiale). Per limitarci ai fatti di casa nostra abbiamo potuto prendere atto - con le dovute eccezioni- di una classe politica, imprenditoriale sindacale miope, non all’altezza di una situazione grave e delicata, come mai c’era stata. La manovra varata non è di quelle che creano speranza per il futuro per la nebulosità degne di un’azzeccagarbugli quale certamente è Tremonti. Berlusconi ha la responsabilità di averlo prima voluto , poi subito ed ora sopportato in quel posto che unisce i poteri – entrate ed uscite- di due vecchi ministeri Finanze e Bilancio). Detto questo, non possiamo non rilevare lo scadimento della politica nazionale costretta a sopravvivere con i ricatti di un uomo, tale Bossi, la cui rozzezza non ha uguali in Europa ed a cui chi gli vuole bene dovrebbe consigliare riposo assoluto. Di contro nell’opposizione c’è un gran fiorire di proposte campate in area che si elidono tra di loro. Dal vuoto assoluto che esce dalla bocca di Bersani, impegnato solo a rientrare al Governo, alle strategie per il futuro di Casini, agli zig-zag di Di Pietro, all’evoluzione estremista di Vendola. Quest’ultimo dalle spiagge dorate della Sardegna chiama la classe operaia alla mobilitazione per difendersi da una manovra che considera”atto di guerra”. Vendola in realtà è il prototipo della casta, perché somma alla demagogia, la furbizia. Viaggia da quasi 20 anni con scorta ed auto del ministero degli Interni, riscuote un appannaggio che è il più alto tra i Governatori italiani nonostante dedichi più tempio al suo nuovo partito che alla Puglia Una regione che spreme con oltre 1000 consulenti, (gli ultimi 12 alla vigilia di ferragosto) per allargare il consenso delle sue fabbriche ed è destinato- lui che a parte la politica- non ha mai lavorato in vita sua- a portarsi a casa ben due vitalizi per non meno di 20.000,00 euro al mese!!! Non fanno meglio gli imprenditori, ognuno con una ricetta diversa (Confindustria e Confcommercio ne sono un prototipo) ed analogamente i sindacalisti che neanche per un attimo si sono fatti venire l’idea che anche loro qualche sacrificio potevano e possono fare sui benefici delle rappresentanze sindacali( penso alle aspettative,tantissime nel pubblico impiego) ed alla trasparenza del loro bilanci. In tutto questo l’unica figura ( a parte qualche saggio Ministro) che si è elevata- per saggezza, equilibrio e lungimiranza- è quella del nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Il Presidente forse ha pensato di mandare anzitempo tutti a casa ma che non l’ha fatto sapendo che avrebbe creato un danno economico al Paese ed avrebbe lesionato la Costituzione perchè volendo o nolendo una maggioranza parlamentare questo governo ce l’ ha ancora. Tra l’altro ricordando il centenario della morte di Giolitti ha avuto il coraggio anche di bacchettare i suoi vecchi compagni di partito. Certo non è stato carino con socialdemocratici e socialisti quando ha affermato che il vecchio PCI non si è mai socialdemocraticizzato perché in Italia già c’erano Pietro Longo e Bettino Craxi. A parte che la socialdemocrazia italiana si identifica in Saragat, al Presidente ( e non solo) vorremmo rammentare che senza l’ok del 1992 di Cariglia (Segretario PSDI) e Craxi(Segretario PSI), il vecchio PCI non sarebbe mai entrato nell’Internazionale Socialista e nel Partito Socialista Europeo, circostanza che ha sdoganato il PCI dando una patente di democrazia ai vecchi comunisti. Roma 17.08.2011 Mimmo Magistro
 
di Ufficio Stampa (del 04/08/2011 alle 11:04:54, in Articoli Magistro, linkato 1328 volte)
“In questi giorni la Città di Bari ricorda i 20 anni dallo sbarco della nave Flora piena di albanesi. E’ anche l’occasione per ricordare Enrico Dalfino, Sindaco di Bari, che seppe interpretare i sentimenti di solidarietà dei suoi cittadini. Stamani la signora Dalfino ha raccontato i sentimenti più intimi ed umani di Enrico. Io vorrei ricordare il Dalfino amministratore e le vicende oscure di quei mesi mai narrate. Ebbi l’onore, come capogruppo consiliare e delegato allo sport, di lavorare fianco a fianco con Enrico e fui tra i primi ad accorrere a Bari ed a vivere quelle giornate tanto intense con Enrico, con Peppino Calabrese, Vito Leccese e poi, via via, con gli altri assessori, Paolo Nitti, Emanuele Martinelli, ecc.. che, giorno dopo giorno, si strinsero ad Enrico Dalfino soprattutto quando il Presidente della Repubblica, anziché elogiare il suo impegno civile, lo redarguì. Ma non fu l’unica volta in cui lo Stato gli voltò le spalle. Dalfino soffrì non poco per un’altra vicenda in cui un organo dello Stato cercò di mettere in discussione una sua iniziativa. La Giunta comunale , su proposta congiunta di Dalfino e del sottoscritto, autorizzò nell’agosto del 1991 una spesa per la sistemazione in albergo delle famiglie dei due dipendenti comunali, custodi dello Stadio, Trisciuzzi e Roca, i cui alloggi di servizio erano stati occupati dagli albanesi. Orbene , a distanza di alcuni anni, alla vigilia della scomparsa di Enrico, furono notificate- a lui ed a me- due contestazioni dalla Procura della Corte dei Conti secondo cui, non potendo più il Comune di Bari disporre dello Stadio della Vittoria, nella disponibilità dello Stato,i due dipendenti non avevano diritto ad avvalersi di un alloggio di servizio. Una sofisticata e fredda valutazione di chi forse pensava di sostenere la tesi di Cossiga che, però, amareggiò non poco Enrico, la sua famiglia ed il sottoscritto, costretti a difenderci dall’accusa di aver causato un danno erariale. Ma i Giudici della Corte dei Conti dettero ragione a Dalfino ed al sottoscritto e le casse pubbliche furono costrette anche a pagare anche le nostre spese legali. Ma anche la giustizia civile riconobbe i danni subiti dalle due famiglie dei custodi che riebbero solo dopo sei mesi i loro appartamenti. Dopo 20 anni ho ritenuto doveroso ricordare quest’oscuro avvenimento anche per richiamare la lezione di Enrico Dalfino per il quale l’amministratore pubblico, se non ruba, non deve temere nulla se si lascia guidare dal buon senso nella gestione della cosa pubblica.” Il giudice penale – rilevava Dalfino- spesso guarda con strabismo solo all’abuso d’ufficio- cui possono cascare coloro i quali operano – e mai all’omissione di tanti funzionari, dirigenti ed amministratori che causano , con il non fare, tanti danni in più.” Non mi pare che qualcosa da allora sia cambiata. Bari 4.08.2011 Mimmo Magistro
 

Giornata dedicata alle periferie del candidato Sindaco di Bari, Mimmo Magistro che, accompagnato dal Segretario Cittadino, prof. Giuseppe Balice, ha incontrato prima una delegazione di residenti di Ceglie. A loro ha confermato il suo impegno personale e dell’intero Partito sul referendum consultivo sull’autonomia. Per Magistro:

“Chi afferma che la mia è una posizione contraddittoria sbaglia di grosso. L’aspirazione all’autonomia - ha chiarito il candidato Sindaco – nasce dallo stato di abbandono delle ex frazioni. L’amministrazione Emiliano e, in precedenza, quella di Di Cagno Abbrescia, non hanno saputo cogliere l’esigenza della parte viva dei cittadini di essere partecipi delle scelte che le amministrazioni succedutesi facevano. Essere riusciti ad ottenere il referendum, superando le enormi difficoltà poste da Regione e Comune, di per se è già una grande vittoria perché è giusto sentire i cittadini, così come è giusto che tutti i candidati sindaci dicano chiaramente qual è la loro idea. Personalmente credo che le ex frazioni abbiano diritto a trovare gli strumenti più giusti per esaltare la loro cultura (più antica di quella di Bari), di sentirsi più partecipi alle scelte. Ovviamente, potranno e dovranno far parte della più vasta area metropolitana di Bari ma avranno la loro autonomia”.

Nel quartiere San Paolo, la cui sezione sarà presto intestata a Pasquale Balenzano (sindacalista UIL), il candidato Sindaco Mimmo Magistro e i cittadini presenti hanno discusso di lavoro sottolineando la precarietà dello stesso in un quartiere già povero che deve affrontare una nuova, grande emergenza per la chiusura di fabbriche o per il ridimensionamento di quelle poche ancora in funzione. Per Magistro “il San Paolo deve diventare uno degli obiettivi su cui la nuova amministrazione deve maggiormente impegnarsi attraverso iniziative di riqualificazione urbanistica, di potenziamento dei servizi e la creazione di nuove opportunità di lavoro che servano anche a battere la piccola delinquenza. I Sindaci, vecchi e nuovi, si ricordano del grande serbatoio elettorale del San Paolo solo durante le elezioni, poi dimenticano presto le promesse”.

 

 
di Ufficio Stampa (del 22/09/2008 alle 14:58:04, in Articoli Magistro, linkato 888 volte)

A chi ama la libertà e la democrazia è d’obbligo analizzare tutti gli avvenimenti e i provvedimenti approntati, approvati e applicati dall’attuale governo di centro destra. Credo che il tutto discenda dalla convinzione di onniveggenza del cavaliere, attorniato e osannato da responsabili ministeriali che dimostrano ogni giorno che passa la loro incompetenza, ma soprattutto la voglia di apparire e di evocare provvedimenti che appartengono ad un passato negativo. Forse alla metà degli italiani il richiamo all’autoritarismo e’ congeniale e quindi l’uomo che vuole dimostrare doti di onnipotenza E’ il loro idolo, anche se approfondendo la conoscenza dei retroscena degli iniqui provvedimenti dimostrano il contrario. Mi riferisco ad alcuni provvedimenti che apparentemente, divulgati fumosamente dai media, conducono alla sagace, supposta, efficienza del solito homo fumo(n)sus. 1° i rifiuti di Napoli che hanno imperversato per mesi sui media, sezionando crudelmente il governo Prodi, incolpevole per la vergognosa interferenza della camorra che oggi si scopre in combutta con i vertici di Forza Italia-Popolo della Liberta’, con nomi e cognomi. Uno di questi si ingraziava il Capo con l’invio di kg di mozzarelle di bufala che facevano la delizia dei palati dei notabili ammessi al suo desco! Quindi i rifiuti si sono dimostrati nocivi per il governo, tradito dalla consueta congiura camorristica, e pregiati per la compagine governativa. 2° la sicurezza affidata ad un incompetente che sta producendo più danni di prima, aumentando a dismisura la potenza di fuoco delle cosche. Non si è ancora reso conto che i soldati non sono preparati ad affrontare un nemico agguerrito e protetto dall’omertà di larga parte della popolazione. Solo le forze dell’ordine possono contrastare il dominio della criminalità, ma devono avere i mezzi economici per potere agire in profondità, che invece sono stati vergognosamente tagliati. 3° altro nodo inverecondo le condizioni fallimentari e il declino di Alitalia, che hanno origini molto lontane ( 1998 occupata e divorata prima da DC e poi dalla LN). Ma le responsabilità del fallimento delle trattative con Airfrance sono da attribuire alla solita azione devastante del Cavaliere e della sua fatiscente cordata. Il fallimento non sarebbe così grave, come i detrattori vorrebbero fare credere, basta pensare alla SAS che rappresenta la compagnia di 3 paesi nordici, in attivo, e i piloti di Alitalia sono d’accordo! Basta con questo stillicidio che porterebbe solo guadagni alla cordata ed ulteriori debiti per le tasche degli italiani. 4° il revisionismo e il revanscismo perpetrato da esponenti del governo dovrebbero rappresentare un insulto per tutte le forze politiche che, come il PSDI, hanno contribuito alla restaurazione della libertà e della democrazia. Non ultimi gli episodi di commemorazione della Nembo della RSI e la risibile commemorazione dei caduti di Porta PIA!!!!!!! 5° i provvedimenti distruttivi a carico dell’istruzione con l’aumento della disoccupazione .100.000 posti di lavoro tagliati e l’aumento dell’ignoranza degli studenti per le lingue! Ricerca allo sbando e forse ritorno al sabato di infausta memoria! 6° le (in)comprensibili, strabilianti, leggi ad personam che oscurano la totale assenza di provvedimenti in favore delle famiglie e del dissesto economico! Onestamente a me sembra che qualcosa di democratico debba essere compiuto per arginare questo stato di cose. Al momento il paese sembra essere orfano di una vera efficace, efficiente, opposizione, ma i partiti della sinistra dimostrano ancora una volta la propria incapacità e responsabilità, implosi al loro interno per l’eterna diaspora fatta di egoismi,qualunquismo e populismo. Siamo di fronte ad una ulteriore crisi d’identita’ che solo un’ unità veramente riformatrice può condurci ad un dialogo produttivo ed arginare lo scivolamento scientifico verso il baratro e l’oblio. Queste mie considerazioni per un contributo ad un’ampia discussione .

 
di Ufficio Stampa (del 03/07/2008 alle 11:58:40, in Articoli Magistro, linkato 820 volte)
Sarà il Segretario Nazionale, Mimmo Magistro a guidare la delegazione del PSDI al Congresso del PS che si svolgerà a Montecatini dal 4 al 6 luglio. La delegazione sarà formata dai componenti la Segreteria Nazionale e dai compagni della Toscana Mario e Luciano Calì.
 
Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, ha dichiarato: “Il Capogruppo alla Regione Puglia di Rifondazione Comunista, Avv. Arcangelo Sannicandro – professionista che stimo - grida allo scandalo per il presunto “inciucio” tra PD e PdL, che ha salvato i cosiddetti “missionari”. Noi socialdemocratici siamo scandalizzati – invece - dalla sua indignazione. Posto che conosciamo bene, che anche tra i consiglieri regionali c’è chi “batte la fiacca” (per essere generosi) probabilmente, anche tra i missionari c’è – o c’è stato fino a qualche settimana fa – chi non brillava per attivismo. La quasi totalità, però, è gente che parte dalle proprie case ogni mattina alle 6.00 e, quando va tutto bene e non ci sono riunioni di Consiglio o di Commissione serali , ritorna alle 22.00/23.00, sacrificando la propria famiglia oltre la macchina che deve essere rottamata ogni 24 mesi. Riaffermato questo concetto, consiglierei a Sannicandro – che sarebbe credibile se ritirasse la fiducia al governo Vendola – di parlarci dei veri scandali. Dai supermanager scelti prima del bando pubblico, solo per appartenenza partitica (tranne un paio di eccezioni), di dirigenti di settore designati dai singoli assessori senza uno straccio di avviso pubblico e senza richiedere alcuno dei requisiti minimi, almeno pari a quelli previsti per l’accesso nella Pubblica Amministrazione. Una situazione che ha mortificato ed emarginato il personale regionale, all’interno del quale ci sono alte professionalità. Dovrebbe far arrossire Sannicandro la notizia – apparsa sulla stampa di stamani - sulla sanatoria di 70 precari dell’ARPA assunti non già per chiamata divina (a cui lui per primo non crederebbe mai) ma perché amici della casta o le delibere sulle tante “short list” in cui ogni assessore, senza alcun criterio oggettivo, pesca consulenti e precari. E che dire delle spese del suo Presidente, tra Capo di Gabinetto (dall’istituzione della Regione Puglia era sempre stato un dirigente interno, a costo zero), segreterie, ufficio stampa, capo addetto stampa, addetto stampa, cerimoniale, buffet, ecc.. Ma Sannicandro avrebbe dovuto arrossire anche per aver partecipato alle spartizioni delle ASL (limitata a pochi), di cui hanno beneficiato molti sui compagni di partito, drogando anche il rapporto “voti – potere” che gli elettori pugliesi avevano sancito con il loro consenso. Peraltro, troviamo assolutamente appropriate le perplessità di tanti di Rifondazione Comunista sul prossimo e pesante conflitto d’interessi del Presidente. E prima di noi, lo hanno capito gli elettori pugliesi che nelle recenti elezioni politiche hanno bocciato Vendola, che nonostante la “macchina di potere” messa in piedi, è stato sonoramente sconfitto. Da oggi in poi a Vendola non è più consentito di predicare sulla trasparenza e sulla moralità. Potrà essere un buon attore ma ai sui film ci sarà sempre meno gente”. UFFICIO STAMPA 18 giugno 2008
 
di Ufficio Stampa (del 03/06/2008 alle 12:17:44, in Articoli Magistro, linkato 768 volte)

di Ciro Tinè

Così non va.... Ho appreso con allarme la soppressione degli Intercity per molte tratte per mancanza di convenienza, mettendo in ambascia la miriade di pendolari e di studenti che sarebbero beffati e danneggiati. La speranza che i cittadini, taglieggiati dal costo dei carburanti, dalle sanzioni per la sosta delle auto, dall'aria ammorbata delle città, avevano riposto in un miglioramento dei servizi pubblici è miseramente svanita. Il pubblico si è sempre saputo che dovrebbe rappresentare un servizio per tutti coloro che amano rispettare l'ambiente e le perdite ad esso imputate dovrebbero essere compensate con tagli e risparmi in altri settori della pubblica amministrazione. In tutti gli altri paesi civili le ferrovie vengono costantemente potenziate e il trasferimento delle derrate alimentari che, in Italia viaggiano su gomma, si avvalgono del loro servizio con molta più celerità e precisione. Non si riesce a capire se l'attuale governo, dichiaratamente in linea con i programmi di confindustria, voglia colpire ancora più pesantemente e deliberatamente il ceto medio basso, suo estimatore, tant'è che lo ha votato ! Non so quale possibilità abbiamo per protestare il nostro dissenso e chiedere alle ferrovie il potenziamento delle tratte interessate dal flusso quotidiano dei pendolari e studenti. Abbiamo sempre convenuto che il servizio così com'è va modificato e chi usufruisce dei mezzi pubblici deve essere sicuro che il suo trasferimento avvenga nei due sensi in tempi utili. se un cittadino si reca in città e non riesce a completare le sue esigenze, deve essere certo di potere usufruire del mezzo pubblico 24 ore su 24, con la certezza di trovare le coincidenze utili per rientrare a casa.... e non dovere fare il barbone perchè l'ultima corsa scade alle 21.30/22. Ripeto non so come, ma dobbiamo intervenire. Discutiamone ed agiamo.

Ciro Tinè  - 30.05.08 

 
di Ufficio Stampa (del 29/05/2008 alle 12:59:05, in Articoli Magistro, linkato 934 volte)

Oltre ! Il baratro.

Mi è stato insegnato che per ricoprire cariche importanti era necessario un inestimabile bagaglio culturale ed una predisposizione al rispetto delle istituzioni al servizio del cittadino, ma con il passare degli anni, in particolare dell'ultimo decennio, ho clamorosamente inanellato una sequela di disillusioni. Basta guardare la composizione dei due rami del Parlamento Italiano e delle presenze " nostrane " a Bruxelles per rendersi conto che gli insegnamenti del passato rappresentavano una utopia. Abbiamo sempre cercato di capire le problematiche quotidiane della gente con l'onestà e la rettitudine che ci contraddistingueva e abbiamo sbagliato, perchè essa preferisce incondizionatamente il fine dicitore di frottole o le rappresentazioni teatrali di presentatrici, veline, venditori di spot e di attori di bassa lega. cosa dobbiamo aspettarci di più di quello che accade in questo periodo ? Sembra che il mondo sia impazzito improvvisamente e che la gente sia invasa dal sacro fuoco della violenza, del vituperio e della indifferenza, alla semplice ricerca del bene personale ad ogni costo. Il buonismo di facciata è la vera causa del marasma mediatico, nel quale stiamo inesorabilmente scivolando, senza che le forze della scienza e della cultura siano in grado di arginare. L'ignoranza, il malcostume, il bullismo, la violenza, la disinformazione sono alla base della nuova società, nella quale sembra si diletti e si crugioli infischiandosene delle leggi della democrazia e della libertà. Io, la razza eccelsa, che sul proprio corpo ricalca con simboli esecrabili la propria (in)potenza, le proprie frustrazioni, le proprie ansie represse, colpendo i più deboli ed indifesi. A questo mondo dobbiamo opporre i dettati del vivere civile, della libertà e riscoprire le regole della tolleranza, della democrazia. Le forze sane della società, che rappresentano la maggioranza dei cittadini, devono urlare basta violenza becera, ignobile, gratuita e insegnare agli incolti che la vita e' democrazia.

Ciro Tinè

 
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25/02/2017 @ 01:00:00
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