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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

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di Ufficio Stampa (del 26/01/2009 alle 17:26:33, in Ufficio Stampa, linkato 613 volte)
La manifestazione di protesta organizzata per domani 28 gennaio – alle ore 12.30 – a Roma - con i Partiti aderenti al Comitato per la Democrazia nel Piazzale RAI - C.so Mazzini, è stata rinviata in data da stabilirsi.
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Giornata dedicata alle periferie del candidato Sindaco di Bari, Mimmo Magistro che, accompagnato dal Segretario Cittadino, prof. Giuseppe Balice, ha incontrato prima una delegazione di residenti di Ceglie. A loro ha confermato il suo impegno personale e dell’intero Partito sul referendum consultivo sull’autonomia. Per Magistro:

“Chi afferma che la mia è una posizione contraddittoria sbaglia di grosso. L’aspirazione all’autonomia - ha chiarito il candidato Sindaco – nasce dallo stato di abbandono delle ex frazioni. L’amministrazione Emiliano e, in precedenza, quella di Di Cagno Abbrescia, non hanno saputo cogliere l’esigenza della parte viva dei cittadini di essere partecipi delle scelte che le amministrazioni succedutesi facevano. Essere riusciti ad ottenere il referendum, superando le enormi difficoltà poste da Regione e Comune, di per se è già una grande vittoria perché è giusto sentire i cittadini, così come è giusto che tutti i candidati sindaci dicano chiaramente qual è la loro idea. Personalmente credo che le ex frazioni abbiano diritto a trovare gli strumenti più giusti per esaltare la loro cultura (più antica di quella di Bari), di sentirsi più partecipi alle scelte. Ovviamente, potranno e dovranno far parte della più vasta area metropolitana di Bari ma avranno la loro autonomia”.

Nel quartiere San Paolo, la cui sezione sarà presto intestata a Pasquale Balenzano (sindacalista UIL), il candidato Sindaco Mimmo Magistro e i cittadini presenti hanno discusso di lavoro sottolineando la precarietà dello stesso in un quartiere già povero che deve affrontare una nuova, grande emergenza per la chiusura di fabbriche o per il ridimensionamento di quelle poche ancora in funzione. Per Magistro “il San Paolo deve diventare uno degli obiettivi su cui la nuova amministrazione deve maggiormente impegnarsi attraverso iniziative di riqualificazione urbanistica, di potenziamento dei servizi e la creazione di nuove opportunità di lavoro che servano anche a battere la piccola delinquenza. I Sindaci, vecchi e nuovi, si ricordano del grande serbatoio elettorale del San Paolo solo durante le elezioni, poi dimenticano presto le promesse”.

 

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di Ufficio Stampa (del 23/01/2009 alle 12:49:36, in Ufficio Stampa, linkato 719 volte)
Si svolgeranno domani, sabato 24/01/2009 a Bologna (Basilica dell’Antoniano) i funerali dell’Onorevole Luigi Preti. La salma, dalle ore 9,30 alle ore 11,30 sosterà presso le vicine sale del “Baraccano” Via Santo Stefano. Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, che sarà a Bologna con una delegazione dei Socialdemocratici Italiani, formata anche dal Presidente Dr. Alberto Tomassini, dal Segretario Regionale dell’Emilia Romagna, Avv. Angelo Scavone e dai Dirigenti Locali, ha così voluto brevemente ricordarlo: “Luigi Preti è stato uno statista che ha onorato il suo Paese con la coerenza dei suoi atteggiamenti di difesa della libertà e della democrazia. Antifascista e Costituente si schierò subito nel 1947 a fianco di Giuseppe Saragat contro il Fronte Popolare. Più volte Ministro della Repubblica – per circa venticinque anni – fu anche giornalista e scrittore. Sino alla fine ha continuato la sua battaglia socialdemocratica partecipando alla cerimonia per ricordare Saragat e Matteotti, scrivendo lettere ai compagni di partito con la sua mitica “Olivetti lettera 22” e firmandosi con la penna verde. Mancherà all’ Italia ed al PSDI”.
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Luigi Preti non è stato soltanto uno degli esponenti di maggiore rilievo del partito socialdemocratico, che egli fondò aderendo alla storica scelta di campo di palazzo Barberini nel gennaio del 1947. Preti, come Saragat ed altri illustri padri costituenti è stato anche uno dei maggiori esponenti di una più vasta area politica e culturale che, benché poco coesa e rappresentativa soltanto di circa un quarto dell’elettorato italiano, ha sempre svolto un ruolo determinante nella difesa della democrazia costituzionale e nella promozione della modernizzazione economica e sociale dell’Italia. Si tratta di quell’area che, sinteticamente, può essere definita di “democrazia laica”, che, sin dalla fase costituente, ha accomunato i partiti socialdemocratico, liberale e repubblicano ed alla quale, dopo l’abbandono del frontismo e la svolta guidata da Bettino Craxi, può essere ricondotto anche il partito socialista italiano. Luigi Preti è stato uno dei più brillanti e moderni interpreti politici di questo importantissimo orientamento culturale della democrazia italiana, a cui si richiamano anche non pochi esponenti dell’attuale Governo (quali Tremonti, Frattini, Brunetta, Sacconi e altri). La importanza di tale area non dovrebbe essere trascurata, né sottovalutata da nessuno, evitando altresì di nascondersi che i principali nemici della democrazia laica (o della società aperta, per dirla con Karl Popper) sono costituiti proprio dai due orientamenti risultati da sempre maggioritari nella società italiana: quello cattolico e quello comunista. Ed è proprio per le storiche ed intransigenti battaglie in difesa dei principi di democrazia laica che Luigi Preti non potrà mai essere dimenticato. Come non ricordare il mirabile discorso del giovane Luigi Preti in Assemblea Costituente contro la approvazione dell’art. 7 della Costituzione, con cui, mandando alle ortiche la intera epopea risorgimentale, il cattolico De Gasperi (“capo di una congregazione di ultra credenti”) ed il comunista Togliatti (“capo di una congregazione di ultra atei”), raggiunsero il primo compromesso storico per imporre all’Italia democratica (in patente violazione del memorandum alleato sui principi costituzionali) il Concordato fascista con la Santa Sede, voluto da Benito Mussolini contro il parere dei più influenti esponenti del suo regime (quali Gabriele D’Annunzio, Giovanni Gentile e Costanzo Ciano). E come non ricordare l’emendamento proposto dallo stesso Luigi Preti, poi approvato a stragrande maggioranza, con cui la Costituzione definisce la Magistratura non un “potere” (come essa si è da qualche tempo autoproclamata), bensì “un “ordine” indipendente ed autonomo da ogni altro potere” (art. 104 della Costituzione). Come non ricordare la vigorosa difesa dell’Alleanza Atlantica e della assoluta necessità di stretta collaborazione politica, economica e militare tra Stati Uniti d’America ed Europa per la difesa dei principi della democrazia occidentale, insidiati ieri dal comunismo sovietico ed oggi dal fondamentalismo islamico. Infine, come non ricordare le filippiche del Ministro delle Finanze Luigi Preti contro le tentazioni collettivistiche e pansindacaliste dei comunisti e quelle neocorporative e dirigistiche dei cattolici. Mentre, al contrario, Preti perorava quella economia sociale di mercato oggi difesa dal ministro Tremonti e fatta propria dalla unanimità dei governi europei. Si potrebbe continuare a lungo nell’elencare le intuizioni e le anticipazioni politiche di Preti, la cui modernità è dimostrata dalla attualità delle questioni che egli era solito affrontare senza mezze misure. Sia, per il momento, sufficiente sottolineare che, in fondo, il principio fondamentale che ha caratterizzato Preti, Saragat e gli altri esponenti di democrazia laica consiste nel fatto che, mentre per i cattolici e per i comunisti esistono valori metafisici e dogmatici ai quali la democrazia politica e le libertà individuali vengono considerate subordinate, per i laici lo stato di diritto e la democrazia costituzionale rappresentano principi non negoziabili, che non si inchinano di fronte a nessun altro valore, benché ritenuto superiore sul piano etico o religioso.

Angelo Scavone

Docente nell’Università di Bologna

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di Ufficio Stampa (del 22/01/2009 alle 10:57:33, in Ufficio Stampa, linkato 601 volte)
Si ricorda che i funerali dell’ Onorevole Luigi Preti si celebreranno sabato 24 gennaio. La Camera ardente verrà allestita nelle sale del Baraccano – Via Santo Stefano – Bologna, dalle ore 9.30 alle ore 11.30. Successivamente nella vicina Basilica dell’Antoniano sarà celebrato il rito funebre.
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di Ufficio Stampa (del 21/01/2009 alle 16:29:33, in Ufficio Stampa, linkato 602 volte)

Anche il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, era presente all’incontro del Comitato per la Democrazia, svoltosi ieri , nella sede della Direzione del Partito Socialista , a Roma .

I rappresentanti del Comitato, a cui aderiscono Partito Socialista , Rifondazione Comunista, Verdi, Sinistra Democratica, Udeur, PSDI, Partito Liberale, Partito d'Azione, Movimento dei 101, hanno convenuto, all’unisono, di richiedere un nuovo incontro con il Capo dello Stato e con gli attuali presidenti della Rai e della commissione parlamentare di vigilanza. Il Comitato inoltre renderà permanente a partire da oggi la sua stabilità di svolgimento e di azione, e si riunirà di volta in volta in luoghi storicamente significativi della vita democratica italiana.

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di Ufficio Stampa (del 21/01/2009 alle 12:06:12, in Ufficio Stampa, linkato 625 volte)
Clicca qui per consultare l'articolo pubblicato su "Libero News"
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di Ufficio Stampa (del 20/01/2009 alle 10:34:22, in Ufficio Stampa, linkato 620 volte)

(AGI) - Roma, 19 gen. - Bandiere listate a lutto nelle sezioni e nelle federazioni del PSDI ,per la scomparsa di Luigi Preti, fondatore del Partito e figura di rilievo della politica italiana dal 1947 ai primi anni '90. Il Segretario Nazionale, Mimmo Magistro, ed il Presidente, Alberto Tomassini, guideranno la delegazione che partecipera' ai funerali dell'ex Ministro socialdemocratico, scomparso quest'oggi a Bologna. "Luigi Preti e' stato uno dei protagonisti della vita italiana dal dopoguerra alla fine della cosiddetta prima Repubblica. Antifascista ed anticomunista ha rappresentato i valori veri della Socialdemocrazia Italiana. Il suo bagaglio culturale e la sua intelligenza politica lo hanno fatto apprezzare dal mondo politico italiano e non" ha commentato il Segretario Nazionale Mimmo Magistro, cha ha ricordato anche che, nonostante l'eta' non ha mai abbondanato la vita del partito: "Sino allo scorso anno Luigi Preti ha partecipato attivamente alle manifestazioni per ricordare Saragat e Matteotti". (AGI) Red

L'articolo scritto su "Il Sole 24 Ore" per ricordare Luigi Preti.

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Oggi, all’età di 95 anni, si è spento nella sua casa bolognese l’On. Luigi Preti. Protagonista per lungo tempo della vita politica italiana a partire dagli anni dell'Assemblea Costituente, di cui fu giovane componente, fu anche prolifico scrittore e docente di diritto. Dopo la Costituente venne eletto per altre dieci legislature a Montecitorio nelle file del PSDI, di cui fu uno dei padri fondatori insieme allo stesso Saragat. Da Ministro delle Finanze fu l’artefice di una importante riforma che sostituì la vecchia “IGE” (imposta generale sulle entrate) con la vigente “IVA”.
Dall'esperienza nell'Assemblea Costituente, Preti trasse significativa ispirazione per queste parole che descrivono limpidamente il suo alto impegno civico: "Pensavamo di costruire un'Italia democratica composta da uomini onesti, sia di maggioranza sia di opposizione, allo scopo di contribuire all'avanzata economica e sociale del nostro Paese".
Tutto il Partito Socialdemocratico, esprimendo le più sincere condoglianze alla famiglia, vuole ricordare con affetto e riconoscenza un grande riformista che ha sempre cercato, con coerenza e caparbietà, di coniugare i principi di una moderna società liberale con quelli di una imprescindibile e doverosa solidarietà civile.
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di Ufficio Stampa (del 19/01/2009 alle 13:08:17, in Ufficio Stampa, linkato 582 volte)
Il PSDI valuta positivamente la scelta effettuata dal Consigliere Comunale di Chioggia Dario Fornaro, eletto in una lista di area socialista, di aderire al gruppo consiliare UDC-Costituente di Centro, in quanto rappresenta una sperimentazione a livello locale di quello che auspicabilmente dovrebbe realizzarsi a livello nazionale e cioè la realizzazione di una aggregazione di tutte le forze che si riconoscono in una democrazia di tipo parlamentare, che privilegi il sistema elettorale tedesco di fronte ad un presidenzialismo senza contrappesi che, cancellando il ruolo delle forze politiche, impedirebbe ai cittadini di partecipare alla vita politica del paese. Il Presidente Nazionale del PSDI Alberto TOMASSINI ritiene che esistano le condizioni perché in tale situazione di grave emergenza per il paese che rischia di minare la solidità degli stessi assetti istituzionali, tutti coloro che considerano preminente affrontare e risolvere in via definitiva la precarietà di tale situazione devono unire le loro forze per raggiungere tale obiettivo facendo prevalere il bene comune all’interesse di parte. La creazione di un’area moderata ma contestualmente impegnata a realizzare le riforme indispensabili, ivi compreso un federalismo che razionalizzi e renda maggiormente efficace la spesa pubblica senza incrementi della medesima, per la modernizzazione e la competitività del paese e che abbia come riferimento finale l’abbattimento dell’enorme debito pubblico accumulato che rappresenta la causa di tutte le debolezze economiche e politiche dell’Italia e l’impedimento di qualsiasi politica effettiva di sostegno economico e sociale. I socialdemocratici, memori del pensiero di Saragat e Matteotti, stanno operando affinché l’unione di tutte quelle forze laiche, liberali, popolari, socialiste che si riconoscono in questo progetto convergano unitamente all’UDC per costruire una credibile alternativa democratica alla deriva bi-partitica che renderebbe inamovibile e senza ricambio l’attuale classe dirigente, rivelatasi incapace di dare le risposte che il Paese si attende da oltre 15 anni. Il Presidente Nazionale del PSDI Alberto TOMASSINI ricordando che dette culture politiche protagoniste della costruzione dello stato democratico repubblicano hanno consentito così sulla base delle regole costituzionali di governare anche a coloro che non si riconoscevano in esse, ha ribadito l’indispensabilità della funzione dei partiti, che non possono identificarsi con le istituzioni, e debbono essere soggetti a regolamentazione per legge.
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