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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

BELINSKIJ
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati all'interno del sito, disposti in ordine cronologico.
 
 
di Ufficio Stampa (del 23/01/2012 alle 12:57:14, in Ufficio Stampa, linkato 798 volte)

Il segretario de "iSocialdemocratici", Mimmo Magistro, ricorda Giuseppe Saragat l'11 gennaio scorso a Palazzo Barberini.

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“Se Bersani aveva fatto una lenzuolata sulle liberalizzazioni, quella di Monti mi pare - ad una prima valutazione - poco più di una spazzolata.
Stamani ho letto e riletto, anche al rovescio, i quotidiani economici per rendermi conto se avessi letto e capito bene. Di tutto quello che era stato prospettato non c’era traccia. Tutto annacquato da un Governo che pure si era presentato come quello del cambiamento, talchè le affermazioni di Monti in conferenza stampa – e le stesse valutazioni quasi entusiastiche di Napolitano - appaiono oggettivamente esagerate rispetto a quanto realmente deliberato. Di certo c’è solo che dopo aver aumentato un mese fa le tasse alla totalità dei cittadini, in maniera diretta ed indiretta,  le vere lobby continuano a navigare in acque tranquille.
Chi si aspettava una completa liberalizzazione, è rimasto deluso, ma soprattutto delusi sono quanti avevano sperato che Monti e Passera passassero ad azioni incisive per debellare il debito pubblico, entrando anche con coraggio nei santuari della finanza. Mi chiedo perché le risorse pubbliche e di tutti i cittadini gestiti spesso in modo clientelare da Fondazioni bancarie (nella quasi totalità in modo “opaco”) non siano incamerate dallo Stato per ridurre il debito pubblico. C’è il capitolo dell’utilizzo almeno di una parte delle riserve auree- il cui valore si è triplicato negli ultimi anni- di cui non c’è alcun accenno negli interventi del Governo. Ci aspettavamo le dismissioni dei beni ed una gestione diversa di quelli confiscati alla mafia che devono essere utilizzati per combatterla meglio non per creare nuovi potentati, qualche volta camuffati da Onlus. Non si può pensare che i lavoratori (tutti quelli che lavorano, quindi operai, professionisti, artigiani e commercianti che producono reddito) devono contemporaneamente pagare i costi ordinari per il funzionamento dello Stato, pagare i  debiti pregressi e contemporaneamente accollarsi anche i debiti sui mutui.
Sia chiaro questo Governo, non ce ne voglia il Presidente della Repubblica, è costituzionalmente anomalo. I cittadini lo hanno accettato come necessario ed indispensabile per salvare l’Italia. Monti si sta limitando ad abbellire quanto previsto già nei programmi fallimentari di Tremonti. Per uscire dal tunnel non possono essere i poveri cristi a portare la croce. Se Monti non ha il coraggio di intaccare i santuari dei suoi vecchi amici di merenda, la parola vada subito agli elettori. Prima però, in pochi mesi si cancelli lo sconcio di deputati eletti dalle segreterie nazionali, dopo averne dimezzato i costi ed aver eliminato la norma feudale dei senatori a vita che non ha uguali in alcuna parte del mondo civile.”
   
Mimmo Magistro
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di Ufficio Stampa (del 12/01/2012 alle 13:57:57, in Ufficio Stampa, linkato 844 volte)




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PALAZZO BARBERINI, NON UNA SCISSIONE MA PIETRA MILIARE PER COSTRUIRE L’ITALIA DEMOCRATICA.
SARAGAT PREDISSE LA CRISI DEI PARTITI E I DANNI DELLA CASTA.
I socialdemocratici ricorderanno mercoledì 11 gennaio alle ore 12.00 presso Palazzo Barberini il 65° Anniversario della scissione e Giuseppe Saragat, padre fondatore della Socialdemocrazia Italiana. 

di Mimmo Magistro

 Di solito quando si parla di scissioni si pensa a lacerazioni e divisioni. Al contrario, la scissione socialista dell’11/1/1947 di Palazzo Barberini, rappresenta un momento fondamentale per il nostro Paese, all’indomani della seconda guerra mondiale e dopo i disastri del fascismo. Lo stesso Nenni, che in quella fase, insieme a Togliatti, si contrappose a Saragat con il Fronte Popolare, a distanza di tempo (e con lui, negli anni, Berlinguer, D’Alema, Fassino, ecc..), riconobbe che l’alleanza di Saragat con De Gasperi, evitò all’Italia di finire sotto l’influenza sovietica al pari di Jugoslavia, Albania, Romania e Bulgaria.

Ma, uguale lungimiranza Saragat la ebbe su alcune parti della Costituzione, sulle quali è aperto da mesi un grande dibattito, soprattutto sulla revisione dell’art.49 (“tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”), articolo che Saragat – tentò di modificare con Calamandrei, immaginando, con un intuito incredibile, quello che dopo oltre sessant’anni sarebbe accaduto.

Illuminante il suo intervento nella seduta pomeridiana del 6 marzo 1947 nell’Assemblea Costituente” in cui tra l’altro affermò:
“Ora può questa Costituzione studiare qualche cosa che dia al popolo la garanzia di essere tutelato da questi inganni? I partiti politici sono lo strumento più efficace della volontà popolare se essi sono democratici. Questo è il punto fondamentale della realtà politica moderna. Se cioè la democrazia è al riparo di ogni pericolo. Se i partiti sono tendenzialmente antidemocratici, allora tutto il problema della democrazia è posto in discussione, ed è difficile determinare un criterio di discriminazione fra partiti democratici e partiti che non lo sono, perché tutti i partiti, tutti indistintamente, tendono a trasformare lo Stato e la società…La garanzia contro questo pericolo è rappresentata oggi, nella democrazia moderna, della pluralità dei partiti”.

Ma ancora più illuminante è un articolo intitolato “Economia e dittatura”, sul giornale “La Libertà” del 19 giugno 1927, in cui Giuseppe Saragat parla della “casta” irregimentata dal fascismo. I passi qui di seguito citati manifestano analogie impressionanti con l'attualità dei nostri giorni.

La pletorica oligarchia dominante è estranea alla esigenze economiche delle classi produttrici, siano esse borghesi o proletarie. I suoi interessi, le sue ideologie, le sue aspirazioni, alimentate da un substrato economico di natura esclusivamente parassitaria, divergono in modo stridente dagli interessi e dagli ideali di quella parte della nazione che produce e lavora.
La mentalità di casta, prova di esclusivismi teocratici e di invadenze caporalesche, alimenta uno spirito di avventura, di dilettantismo, di demagogia e di retorica nazionalisteggiante in contrasto colle necessità politiche della nazione produttrice. Ideali e interessi cesarei e pretoriani si abbarbicano quindi attorno alla grande struttura economica del Paese, inceppandone il naturale movimento.
...Alle esigenze dei ceti produttori bisognosi di una politica adeguata alle difficoltà del dopoguerra, e mirante quindi alla diminuzione delle pubbliche spese... si oppongono invece le esigenze tiranniche del ceto parassitario dominato dal bisogno di una mostruosa burocrazia, che gli assicuri il controllo di tutta la nazione
...”

La straordinaria ed intensa attualità del pensiero di Saragat, costituiscono oggi una grande opportunità, per il pragmatismo dei contenuti e perché esso fornisce risposte, vere, alle richieste della politica.

C’è chi sostiene che guardando indietro solo al passato si rischia di non vedere il futuro. Per Saragat il passato è il futuro, perché solo oggi gli storici iniziano a comprendere la lungimiranza delle sue scelte. I politici hanno sempre temuto la doverosa autocritica perché “socialdemocrazia” significa anticipare i tempi e guardare alle esigenze della collettività, del nuovo che avanza e che non deve spaventare.

Ancora oggi, noi sentiamo l’esigenza, richiamando l’insegnamento di Saragat, di sostenere le proposte e gli spunti di un dibattito parlamentare, che auspichiamo sia capace di varare leggi e regolamenti, ad esempio, che garantiscano che i consiglieri eletti restino con i partiti ( o coalizioni per i quali hanno ottenuto il consenso popolare), mantengano gli impegni assunti nelle campagne elettorali, si adoperino per il contenimento della spesa pubblica, per la trasparenza nel rispetto degli articoli 51 e 69 della Costituzione.

La vicenda delle elezioni politiche che hanno consentito l’accesso al Parlamento di personaggi indicati dalle segreterie e non eletti dal popolo, la contrazione delle diversità e delle sensibilità con la cancellazione di alcuni partiti, che hanno inevitabilmente inaridito il Parlamento,  contribuiscono a rendere attuali le parole di Saragat.
 Perché una politica senza moralità è una politica senz’anima, cinica, falsa, opportunista e lontana dalla vita della gente, soprattutto quando alle parole non seguono i fatti, come in un set cinematografico dove è visibile solo ciò che piace al regista.

 Lo scorso anno il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ricordando l’avvenimento scrisse ai socialdemocratici che ”la scelta politica di Palazzo Barberini, voluta da Saragat nella convinzione che avrebbe concorso alla migliore tutela degli interessi del mondo del lavoro ed allo sviluppo della democrazia e della pace, non fece mai venir meno in lui il fondamentale riferimento al movimento dei lavoratori, nel quadro di un più ampio impegno per l’affermazione del valore della solidarietà ed il pieno godimento da parte di tutti i cittadini delle libertà civili e politiche.”

Detto, sono certo in piena consapevolezza, da un ex Comunista, credo sia la certificazione più genuina dell’etica e della morale di Giuseppe Saragat.

Mimmo Magistro
Presidente Nazionale iSD

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di Ufficio Stampa (del 09/01/2012 alle 13:15:34, in Ufficio Stampa, linkato 1454 volte)
E' aperto il tesseramento all'iSD per il 2012.
Il costo della tessera è stata definita in € 500,00 per il Presidente, € 200,00 per il vice e € 100.00 per tutti gli altri dirigenti nazionali regionali e provinciali oltre che per i consiglieri comunali(ex membri Direzione, Consiglio Nazionale e Ufficio di Presidente del C.N.).
Sarà di € 10,00 per tutti gli altri iscritti mentre di € 1,00 euro per giovani sino a 25 anni ove studenti.
I versamenti dovranno essere effettuati sul C/C n.1000/2054 del Banco di Napoli - ag.9 di Bari - codice IBAN IT22 X010 1004 0091 0000 0002 054.
Ovviamente, le quote sono quelle minime ed è lasciata alla vostra sensibilità anche la valutazione di un contributo volontario straordinario che potrà anche essere portato in detrazione fiscale. 
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di Ufficio Stampa (del 26/12/2011 alle 12:52:22, in Ufficio Stampa, linkato 1476 volte)

Sia pure con qualche ora di ritardo, consentitemi di rivolgerVi sinceri auguri per il Natale e per uno splendido 2011, che vorrete estendere alle Vostre famiglie ed agli iscritti.
Con l'occasione desidero informarVi che è nostra ferma intenzione non rimuovere gli incontri per la ricorrenza delle manifestazioni più importanti che diedero vita alla socialdemocrazia italiana. In tale contesto terremo a Roma l'11 gennaio p.v. la consueta manifestazione per ricordare il 65° anniversario della scissione di Palazzo Barberini. Abbiamo propostio al dr. D'Andria - ed ottenuto - di tenerla insieme a noi ed a tutte le Fondazioni ed altri movimenti che si richiamano alle stesse radici... per evitare di farne due... tre in contrapposizsione...
Per tale motivo abbiamo voluto sottoscrivere insieme anche la lettera inviata al Presidente della Repubblica che Vi allego.
L'incontro si terrà a Palazzo Barberini, alle ore 12.00. Successivamente il nostro gruppo dirigente (intorno alle 13.00) si sposterà nella nostra sede di piazza del Popolo 18, per un incontro informale propedeutico della riunione della Direzione di fine gennaio.
Invio la presente anche a quei compagni che non hanno fatto pervenire nè la loro adesione nè una esplicito rifiuto a riconoscersi nel nuovo movimento.
Vi abbraccio fraternamente.

Mimmo Magistro

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Magistro, (movimento al quale la scorsa settimana hanno aderito 28 dei 31 componenti la Direzione Nazionale del PSDI) ha dichiarato:

“Mentre gli italiani aspettano di sapere quanto verranno a costare alle loro famiglie le “impressionanti” misure sulle pensioni, sulle tasse alla prima casa, sulla patrimoniale, sull'aumento dell'IVA e delle accise, sull'obbligo dei piccoli pagamenti tramite banca (con relative commissioni) che il presidente Monti, in Italia, ha evitato di anticipare perfino al Parlamento, prima di esporle, per il preventivo assenso, ai suoi colleghi Merkel e Sarkozy, i Senatori della (nostra) Repubblica hanno eroicamente deciso di togliere il vitalizio ai loro successori mantenedendoli, invece, per se stessi e per chi li ha preceduti, anche se godono di altre pensioni ed altri redditi.
Resta così “blindata” una casta di circa quattromila persone, tra gli ex senatori e quelli oggi in carica, che costa all'erario più di 200 milioni, di cui solo 18 coperti da contributi versati.
Una scelta fatta, si dice, per non violare “diritti acquisiti, garantiti dalla Costituzione”. Una Costituzione che, evidentemente, “lor signori” non conoscono, perché la nostra Carta fondamentale esclude (art. 3) tutti i privilegi e dice solo (art. 51) che “chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il posto di lavoro” e che (art. 69) “I membri del Parlamento ricevono una indennità stabilita dalla legge” punto e basta. Peraltro, nel momento in cui si parla di riduzione dei costi dei deputati, occorrerebbe trovare il coraggio di metter mano a quel retaggio feudale che sono i senatori a vita, ognuno dei quali si porta dietro vita natural durante una serie di benefici che costano al contribuente non meno di 7/800.000,00 euro ciascuno l'anno tra vitalizi, auto, autista, scorta , spese per uffici e segretaria.
I Socialdemocratici Federalisti per l'Euromediterraneo(iSD), movimento nato per aggregare tutti coloro che, sparsi in diverse formazioni politiche, si richiamano alla nobile e disinteressata idealità di Giuseppe Saragat, padre costituente tra i più insigni della nostra Italia, aprono invece una campagna per tagliare veramente i privilegi incostituzionali della casta parlamentare ed eliminare l'esoso finanziamento pubblico camuffato da rimborso delle spese elettorali dei partiti, che droga il dibattito democratico e mortifica la volontà espressa dagli italiani attraverso un referendum popolare.”

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di Ufficio Stampa (del 29/11/2011 alle 09:49:39, in Articoli Magistro, linkato 918 volte)
MAGISTRO(iSD): Il falso ramoscello d’ulivo di Vendola. E opposizione alla Regione Puglia prendano atto che non ci sono le condizioni per un dialogo! “Non è più tempo di leale collaborazione tra maggioranza ed opposizioni alla Regione Puglia”. Lo afferma il leader de” i socialdemocratici-iSD”, Mimmo Magistro che definisce “assurda la situazione dei 600 dipendenti regionali retrocessi a fronte di centinaia e centinaia di assunzioni clientelari e di alcune decine di stabilizzazioni che si perpetuano giorno per giorno nelle stanze di assessori e manager rossi frutto dell’uso sprezzante del potere del Governatore Vendola, sempre più Giano bifronte. A Roma, compassato e timido, ed a Bari, feroce utilizzatore del potere per il potere”. Per Magistro” non ci sono più aggettivi per definire l’assalto alla diligenza anche da parte di chi predica sulla stampa etica e morale ma che persegue ben altri scopi. Contro questa amministrazione non c’è più spazio per compromessi ma necessita una battaglia d’opposizione incalzante e senza quartieri.” Per Magistro “vanno contestate le scelte assurde sul personale, la vicenda del S.Raffaele(che non è legato all’ospedale ma al cemento delle lottizzazioni che si vorrebbero creare attorno), il Piano delle Coste (c’è una evidente esondazione tra quanto delegato dal Consiglio Regionale alla Giunta ed i risultati scaturiti). Per non parlare della Fiera del Levante (qualcuno ci dica perché il nuovo padiglione è costato tanto), o dei costi per il fitto di tanti nuovi uffici sparsi per tutta la città. Per finire si apra un’inchiesta seria sulle continue elargizioni di pubblicità più o meno istituzionale per manifestazioni “pompate” ad arte per giustificare gli alti costi.” Bari 28.11.2011 Mimmo Magistro
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di Admin (del 22/11/2011 alle 18:09:47, in Ufficio Stampa, linkato 2405 volte)

VI ADERISCONO 28 DEI 31 COMPONENTI LA DIREZIONE DEL PSDI, COMPRESO IL SEGRETARIO NAZIONALE, MIMMO MAGISTRO.

Lasciano il PSDI 28 dei 31 componenti la Direzione Nazionale (compreso il segretario Mimmo Magistro ed il Vice Segretario Vicario Mario Calì) per dar vita ad un movimento denominato”iSD”- “i Socialdemocratici – Federalisti per l’Euromediterraneo”. Questa l'ultima sfida dei socialdemocratici italiani, che hanno riunito a Bari gli organismi nazionali per rendere definitiva la svolta decisa dal 28° Congresso del PSDI, tenutosi nell'ottobre dell'anno scorso a Barletta.
“È per noi una scelta storica e rivoluzionaria” ha detto Mimmo Magistro, riconfermato segretario nazionale, aprendo i lavori con la sua relazione che ha ripercorso le tappe, “a volte esaltanti, ma sempre difficili, di cinque anni di battaglie per tenere viva la presenza organizzata del partito di Turati, Matteotti e Giuseppe Saragat nell'Italia della cosiddetta seconda Repubblica e del falso bipolarismo”. Per Magistro “non è l’ennesima scissione, ma un nuovo contenitore moderno, aperto ai giovani, a tutti i riformisti, laici, radicali e socialisti che non si riconoscono nei vecchi partiti e che da questi ultimi si sono allontanati”.
“La formazione di un governo tecnico imposto non dalla normale dialettica democratica ma da una fortissima pressione speculativa dei mercati finanziari internazionali, la drammatica recessione di un Paese la cui economia rischia di sprofondare verso il baratro, la fine ingloriosa del Governo, e forse dell'”epoca” di Berlusconi, hanno fatto capire chiaramente agli italiani che a fallire in tutti questi anni è stata la politica intesa come servizio ai cittadini e sistema di rappresentanza”.
Questa la riflessione di Magistro, che ha continuato: “Proprio così, la politica, questa politica, trasformata in casta, supportata da un sistema informativo e da un background culturale partigiano e superficiale, non ci rappresenta, non rappresenta più i cittadini e cattura le Istituzioni nel vortice dell'impotenza a rispondere alle domande e ai bisogni veri della società, dei giovani, delle categorie più deboli.
Vogliamo reagire ad un sistema che vorrebbe cancellare tutte le voci indipendenti dal potere economico. Per far questo, non serve più una minoranza come la nostra, pur portatrice di grande idealità, ma un vero progetto di società più libera e giusta. Non cambiamo le nostre idee socialiste, riformiste e federaliste, ma il modo di agire nella società e di proporci nel dibattito politico.
L'esplosione di vie alternative di comunicazione e di dialogo, offerte dal web e dai social networks, è effetto, non causa, della frattura fra politica e Paese reale, così come il grande bisogno di ascolto espresso nei territori da tanti, troppi cittadini che si sentono esclusi da ogni rappresentanza. Vogliamo rapportarci al mondo delle ragazze e dei ragazzi che studiano e cercano il lavoro, ai disoccupati, a chi ancora vuole scommettersi nel lavoro autonomo e nella piccola e micro impresa, alle donne il cui ruolo è ancora troppo spesso marginale, agli intellettuali che non accettano di farsi portavoce delle fazioni della politica urlata e vuota di identità, che ha ridotto lo spirito liberale a slogan pubblicitario e il socialismo a pezzo da museo.
A questi bisogni vogliamo rispondere creando nuove forme di partecipazione. Perciò iniziamo la nuova esperienza con una forte iniziativa per eliminare gli assurdi e intollerabili privilegi del ceto dominante, tagliando i costi e non il livello di rappresentatività della politica, ridimensionando il potere, palese e occulto, di tutte le caste che soffocano ogni anelito di riforma con la pratica del lobbysmo e la mentalità della conservazione presente ormai nella sedicente sinistra non meno che nella destra italiana”.
Sulla scorta di queste considerazioni, nella riunione di Bari, dopo avere verificato il consenso di tutte le espressioni territoriali del Partito, si è deciso di dare vita, al Movimento Politico “iSD -I Socialdemocratici  Federalisti per l’Euromediterraneo”. Il nuovo movimento eredita nella sua quasi interezza il gruppo dirigente del PSDI ed il patrimonio di militanza sparso nelle regioni italiane. La nuova sigla ed il nuovo simbolo saranno presentati nei prossimi giorni a Roma, presso la sede in piazza del Popolo, 14.
Infine, come ultimo atto, la Segreteria Nazionale guidata da Mimmo Magistro, assieme alla Direzione ed agli altri organismi di carattere nazionale, rassegnando le dimissioni da ogni incarico, ha deciso di non ostacolare quanti volessero continuare l'attività politica nella forma partitica tradizionale rinunciando a ricorsi che avrebbero solo l’effetto di bloccare l’operatività poiché per anni rimarrebbe sub judice la titolarità della sigla e del simbolo.

Roma 22.11.2011                                                                       

UFFICIO STAMPA iSD

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di Ufficio Stampa (del 18/11/2011 alle 11:48:24, in Eventi, linkato 1448 volte)
Cari compagni, la Direzione Nazionale è convocata per sabato 19 novembre p.v. a Bari- alle ore 11.00 presso il Victoria Hotel di Bari Palese, per discutere sul seguente o.d.g.: 1) Relazione del compagno Mimmo Magistro e provvedimenti conseguenti; 2) Vaie ed eventuali. La riunione è aperta ai revisori dei conti, ai probiviri, ai segretari regionali, provinciali conchè ai componenti il consiglio nazionale purchè in regola con il tesseramento 2011.
Mimmo Magistro


Cari compagni, faccio seguito alla mie note precedenti per aggiornarvi circa l'esito dei contatti in essere con il dr. Renato D'Andria. Come vi è noto, il Tribunale di Roma dopo avere confermato per tre volte le nostre ragioni nelle fasi cautelari, nell'udienza di merito ha riconosciuto valida la riunione di dicembre 2006 che portò all'elezione del D'Andria a segretario nazionale in sostituzione di Carta. Ho incontrato D'Andrai più volte, anche con i compagni Calì e Longo. Nell'incontro di lunedì scorso ho però definitivamente verificato la indisponibilità organizzativa e politica a vedere riconosciuto l'intero attuale gruppo dirigente. Tenuto conto che già nei congressi e nelle assisi statutarie era stato assunta la decisione di dare discontinuità giuridica al vecchio Partito e che anche ultimamente sono proseguite le notifiche di atti giudiziari relativi a presunti debiti del vecchio PSDI, ritengo utile, alla mia persona ed alla mia famiglia, nonchè per ciascuno di voi(trattandosi di associazione potrebbe insorgere, in linea di principio, un vincolo solidaristico, anche se molto improbabile) lasciare nelle mani del D'Andria la responsabilità giuridica del PSDI, anzichè intraprendere nuove e costose contrapposizioni giudiziarie. Nella riunione della Direzione, anche sulla base di colloqui intercorsi con gli altri vertici del Partito e semplici militanti, dovremmo prendere atto della sitruazione creatasi e contestualemnte dar vita ad un nuovo soggetto politico che nasca sulla base dello Statuto che ci siamo dati nel 2010 e del documento politico approvato a giugno scorso a Barletta, per l'assemblea programmatica. Ovviamente tale documento sarà aggiornato dal compagno Longo alla luce degli ultimi avvevimenti. Ritengo che i socialdemocratici- saragattiani- debbano diventare forza di denuncia degli sprechi della politica e richiedere un ritorno alla volontà dei costituenti anche attraverso un referendum, la cancellazione di tutte le leggi x la casta. I compagni presenti alla Direzione o presenti o Bari potranno sottoscrivere l'atto formativo che , comunque ,vi sarà anticipato con altra nota, unitamente alle proposte della denominazione da assumere ed al simbolo per i quali attendo i vostri consigli. Coloro i quali, pur assenti, condivideranno la proposta potranno inviare per posta elettronica o cartacea la loro adesione. La mia idea è che, nelle more del 1°Congresso -da svolgersi entro il 10 dicembre in caso di scioglimento delle camere o a metà gennaio, il gruppo dirigente rimamga inalterato ovvero che siano sostituiti coloro i quali non hanno rinnovato la tessera o non aderiranno all'iniziativa. I peccati dei padri non devono ricadere sui figli. Purtroppo in questi 5 anni il nostro percorso è stato sempre in salita perchè abbiamo dovuto indirizzare molti sforzi a sanare e giustificare quanti in nome del PSDI, honno depredato lo Stato e danneggiato il movimento. Ogni volta che si parla del PSDI il riferimento non è mai x Saragat (ignorato dalla grande stampa) ma ai Pietro Longo, ed ai Tanassi. Vi abbraccio . Mimmo
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