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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

BELINSKIJ
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati all'interno del sito, disposti in ordine cronologico.
 
 
di Ufficio Stampa (del 27/12/2012 alle 10:55:58, in Ufficio Stampa, linkato 778 volte)
Il Decalogo per la costituente Socialdemocratica vuole essere il primo atto politico di chi crede che ci sia in questo nostro Paese una prospettiva autenticamente riformista.
E' aperto al contributo di tutti coloro i quali vogliano partecipare a questa fase costituente che si concluderà con l'assise che vedrà insieme Partiti, Movimenti, Associazioni, Fondazioni che si richiamano ai nostri valori, che numerose stanno aderendo.


Mimmo Magistro


COSTITUENTE SOCIALDEMOCRATICA
Una Costituente per l'Italia


Europa, Federalismo, Assemblea Costituente, Lavoro, Welfare, Giustizia, Equilibrio territoriale, Moralità, Laicità, Democrazia.
Il nostro decalogo per costruire un programma.

1) L'Europa
Federazione di Stati aperta all'area Euromediterranea governata da istituzioni democraticamente elette

2) L'Italia stato federale
Una nuova Assemblea Costituente per riformare il modello costituzionale, facendo salvi i principi fondamentali e garantendo nuove Istituzioni, più efficienti e rappresentative.
Istituire il Referendum popolare propositivo.
Abolire ogni retaggio feudale, a partire dalla nomina di Senatori a vita.

3) Un new deal italiano per lavoro e sviluppo
Varare un grande progetto di investimenti pubblici e privati per la tutela dell'ambiente, la sicurezza e la riqualificazione dei territori, la valorizzazione del patrimonio culturale, artistico, paesaggistico e naturale, le infrastrutture grandi e piccole, l'istruzione di base, media e universitaria, la formazione, l'innovazione tecnologica e la ricerca scientifica.
Dimezzare il carico fiscale sul lavoro e favorire l'aumento delle retribuzioni.
Agevolare le start-up e le imprese che assumono nuovo personale.

4) Una politica contro gli squilibri territoriali
Indirizzare tutte le politiche economiche allo sviluppo armonico dei territori ed all'eliminazione delle aree di sottosviluppo.
Mai più contributi a pioggia ed a fondo perduto.
Creare zone franche e fiscalità di vantaggio nel Mezzogiorno.

5) Uno Stato meno costoso e più efficiente
Fisco equo per pagare tutti le tasse, senza esagerazioni di polizia fiscale.
Abolire l'IMU sulla prima casa e dimezzare le accise sulla benzina.
Dimezzare le spese militari ed i costi della politica.
Eliminare gli sprechi delle e nelle pubbliche amministrazioni, snellire gli apparati e alleggerire il peso della burocrazia su cittadini e imprese.
Corretta gestione dei beni patrimoniali dello Stato per renderli produttivi e creare cassa per il loro stesso mantenimento, dismettendo il superfluo.

6) Welfare diritto di cittadinanza (non carità pubblica né assicurazione privata) 
Garantire parità di base fra i cittadini nel diritto alla sanità ed all'istruzione, funzioni pubbliche da gestire con razionalità e senza sprechi.
Affidare alla governance territoriale competenze e risorse per lo Stato sociale. 
Liberalizzare i servizi locali mantenendo la proprietà pubblica dei beni comuni.
Rivoluzione digitale come rivoluzione culturale per l'erogazione e la fruizione dei servizi.
Tutelare e incentivare la famiglia come nucleo fondamentale di cura e di formazione umana.
Rivisitare il sistema pensionistico nel segno dell'equità, rendere, nel metodo contributivo, il momento della pensione una libera scelta del lavoratore e favorire il turn-over per inserire più giovani nel mondo del lavoro.

7) Sistema Giustizia da riformare
Priorità alla riforma organica del sistema giudiziario civile e penale.
Responsabilità civile dei magistrati, carriere separate per giudici e pubblici ministeri.
Reale parità delle parti nello svolgimento del processo.
Formazione specialistica dei magistrati.
Taglio degli incarichi fuori ruolo, delle docenze, degli arbitrati per i magistrati ordinari.
Ridimensionamento del ricorso alla magistratura onoraria sottopagata.
Istituzione del manager della giustizia e del processo telematico in ogni tribunale.
Riorganizzazione delle cancellerie e riduzione dei contributi unificati.

8) Il controllo pubblico delle banche e delle assicurazioni
Moralizzare la gestione delle banche, istituire un tetto per i costi del management.
Tassare le transazioni finanziarie e gli utili d'impresa degli istituti bancari.
Introdurre regole certe di probità e trasparenza nel commercio dei prodotti finanziari.
Fissare un tetto massimo per i costi dei servizi bancari e della r.c.a.

9) Laicità, democrazia e diritti per il cittadino
Nuove leggi per la libertà d'informazione e garanzie effettive di anti-trust.
Sicurezza delle persone e dei beni, contrasto vero ed efficace di tutte le mafie.
No al razzismo, no all'omofobia, sì alla libertà e alla dignità di ogni persona umana.
Protezione della vita e della salute della donna, sì all'eutanasia e alla ricerca biomedica.
Tutela più efficace per il diritto alla privacy ed alla riservatezza nella vita delle persone.

10) La moralità della politica
Una legge per la trasparenza e la democrazia nei partiti politici e nei sindacati.
L'unico sistema elettorale buono è quello coerente con il disegno istituzionale.
Limite massimo di tre mandati parlamentari fissato per legge, con deroghe possibili solo per chi ha svolto ruoli istituzionali di prima grandezza.
Escludere la candidatura di sindaci e presidenti di regioni e province a guidare altri enti territoriali prima dei cinque anni dalla fine del mandato precedente.
Modifica costituzionale per eliminare il retaggio feudale della nomina dei senatori a vita.
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di Ufficio Stampa (del 24/12/2012 alle 10:51:47, in Ufficio Stampa, linkato 601 volte)
MONTI, UN PROGETTO AMBIZIOSO, UN BILANCIO NEGATIVO
ma la sua scuola liberista non è l'unica possibile

Nella conferenza stampa dell'antivigilia di Natale, il Presidente del Consiglio uscente non ha chiarito se autorizzerà o meno la coalizione centrista, che la media dei sondaggi vede navigare attorno al dieci per cento, ad inserire il suo cognome nella simbologia per la campagna elettorale; su questo, che non è un dettaglio, sarà decisivi i “suggerimenti” del Presidente della Repubblica, vedremo nei prossimi giorni. Ma il rimanente è abbastanza chiaro.

Esaurito il mandato “tecnico”, Mario Monti propone se stesso come riferimento politico non solo e non tanto del “centrino” di Casini, Montezemolo, Fini e Rutelli ma di tutti coloro che, tra i partiti e nei partiti, si riconoscono nel programma “cambiare l'Italia, riformare l'Europa”, cioè la famosa “agenda Monti”, con l'espressa avvertenza, ex cathedra, che ogni politica che se ne voglia discostare allontanerebbe il Paese dall'aggancio europeo, presupposto essenziale e irrinunciabile per il risanamento strutturale dell'economia italiana.

Se, tra due mesi, le urne non daranno una maggioranza autosufficiente nelle due Camere ad una delle coalizioni in campo, l'ex preside dell'Università Bocconi potrà essere nuovamente chiamato a palazzo Chigi; altrimenti si potrebbe (facilmente... anche se in politica non si può mai dire) formare nel nuovo Parlamento, sull'asse PD-centristi, una maggioranza per l'elezione di Monti al colle più alto. Sarebbe questo, per chiunque governi, un segnale rassicurante verso l'Europa e i mercati, di cui il professore è mentore e beniamino. I “mercati” dal canto loro, c'è da scommettere, non faranno mancare le opportune “fibrillazioni” di fronte al profilarsi di eventuali soluzioni di segno differente. Insomma, tutti quelli che pensano di liberarsi, con l'anno nuovo, del professore e della sua agenda, stanno facendo i conti senza l'oste.

Comunque, l'uscita del PDL dalla “strana maggioranza”, le conseguenti dimissioni del governo tecnico, l'accelerazione della campagna elettorale e la dinamica che si profila per il suo svolgimento, rendono più chiaro il quadro politico generale. Tutti hanno capito, per esempio, che il “bipolarismo all'italiana” che ha dato volto alla “seconda Repubblica” è ormai una realtà virtuale, concretizzata soltanto dal meccanismo elettorale del porcellum, però in modo zoppo e parziale.

Il vero bipolarismo è il fatto che qui si vedono due sole strategie di governo veramente alternative. Una è quella di Monti, tutta giocata sul recupero di risorse per la crescita attraverso la diminuzione del peso degli interessi sul debito pubblico (leggi spreed); sulle liberalizzazioni (leggi privatizzazioni); sull'eliminazione di ogni rigidità dal mercato del lavoro (leggi tutele e garanzie per i lavoratori); sul salvataggio e la ricapitalizzare delle banche, anche attraverso la BCE (che impiega denaro proveniente anche dai contribuenti italiani). L'altra è quella di Grillo, che punta a mettere in discussione l'Euro attraverso un referendum popolare, mirando alla svalutazione di un debito ormai impossibile da risanare, alla rinuncia al mito della crescita, alla riconversione del sistema economico nel segno della sostenibilità ecologica, alla ricerca di forme di democrazia non rappresentativa ma “diretta”. 

Invece i due schieramenti del “bipolarismo immaginario”, PD di Bersani e PDL di Berlusconi, si concentrano su una propaganda elettorale che li rende alternativi tra loro, ma non hanno saputo (o voluto, né l'uno né l'altro) mettere a fuoco un disegno nuovo, una “visione”, un sistema organico di idee, proposte e concrete misure di governo che rappresentino alternative credibili all'agenda Monti. Rincorrendo, ognuno a suo modo, le onde emozionali dell'opinione pubblica, il centro-sinistra privilegia i temi della moralità e “sobrietà” della vita pubblica, della “credibilità” internazionale, della lotta all'evasione; mentre il centro-destra invoca le riforme istituzionali e della giustizia e l'alleggerimento del peso fiscale.

Noi socialdemocratici non prendiamo la “tessera del tifoso” per nessuna di queste squadre. Piuttosto vorremmo contribuire, con chi avrà l'interesse e il gusto di prestare ascolto, ad aprire una porta nel muro verso cui stiamo correndo, dando corpo ad una linea di riforme e di politica economica  meno cinica del montismo, più realista del grillismo.

Dall'angolo ristretto in cui la storia recente ci ha ingiustamente relegati, siamo pronti ad accettare, se dignitosi, accordi elettorali che ci restituiscano visibilità. Ma il nostro impegno è rivolto a ricostruire un soggetto politico autonomo partendo dalla costruzione di un programma di reale, profonda trasformazione democratica dell'Europa e dell'Italia, perché se la politica non ritrova, e presto, una nuova, forte idealità, è destinata a cedere definitivamente il passo ad entità di altra, più pericolosa natura. In discussione non ci sono soltanto il reddito delle famiglie, la qualità della vita delle persone, la possibilità di fare impresa, l'equità sociale ma sono in pericolo anche le libertà individuali e collettive e la stessa natura democratica delle nostre istituzioni.

La socialdemocrazia si è sempre caratterizzata per il suo concreto realismo (per il quale tanto, in passato, è stata avversata dalla sinistra marxista e massimalista) perciò noi, da un lato, non mancheremo di avanzare proposte operative precise per fronteggiare la crisi nelle condizioni date. D'altro lato siamo consapevoli di essere, al momento, fuori da responsabilità di governo e dalle stesse Istituzioni rappresentative e di poter recuperare un rapporto con la pubblica opinione e le nuove generazioni solo a condizione di possedere e di comunicare un nostro “nuovo” modello ideale di Stato e di Nazione, di Europa e di ordinamento internazionale, di società e di vita civile, di democrazia e di rappresentanza, che marchi una differenza visibile dall'offerta politica dominante.

Abbiamo elaborato un “decalogo” di proposte che traccia le linee generali delle riforme che riteniamo necessarie, esse saranno la base per il dibattito, il più ampio e partecipato possibile, della nostra prossima Costituente Socialdemocratica, che approverà la piattaforma politica della socialdemocrazia italiana per i prossimi anni.

I capisaldi della nostra impostazione non sono utopie ma obiettivi di fondo condivisi da molti e verso i quali chiediamo vengano rivolte le scelte politiche contingenti. Europa, Federalismo ed equilibrio Nord/Sud sono le tre idee-forza che “tengono” insieme l'impianto programmatico che comprende le riforme istituzionali e della giustizia, il lavoro e lo sviluppo, il welfare, la laicità dello Stato, la moralità e la trasparenza della politica.

È necessario imprimere un'accelerazione in senso federale al processo di integrazione europea, portando – attraverso la riforma dei trattati, con il pieno coinvolgimento dei cittadini europei – le competenze decisionali dal rango attuale di meri accordi tra i governi al livello di istituzioni democratiche con potere decisionale, elette dai popoli.

È sbagliato far cadere nel dimenticatoio la riforma federalista dell'Italia, che non può fermarsi al federalismo fiscale ma deve realizzare una nuova forma dello Stato e delle sue Istituzioni. Trasformare uno Stato centralista aperto al decentramento amministrativo nella Repubblica Federale d'Italia vuol dire disegnare un nuovo modello costituzionale, che disegni architettura istituzionale coerente con l'impianto federale, facendo salvi tutti i principi fondamentali su cui è basata la nostra democrazia. Per la sua portata storica questo compito non può sovrapporsi ed interferire nell'attività legislativa e di governo ma deve essere affidato ad una nuova Assemblea Costituente, da eleggere con il sistema proporzionale perché tutte le idee e le posizioni politiche possano esservi rappresentate.

In quattro ore di incontro con la stampa italiana e internazionale Monti, che si propone come nume tutelare del legame tra Italia ed Unione Europea, è riuscito a non pronunciare mai, nemmeno una volta, le parole Regioni, Sud e Mezzogiorno, come se questa reticenza fosse uno strumento valido per difendere l'unità del Paese Italia. Al contrario, questo passaggio è per noi rivelatore di una concezione e di una mentalità che rappresentano un pericolo gravissimo e attuale per l'unità della Nazione, perché lo squilibrio Nord/Sud si aggrava ogni giorno di più e nessun esecutivo, nessun programma politico si può permettere di non mettere questo problema al centro delle politiche di governo.

A Mario Monti riconosciamo autorevolezza, ne apprezziamo la competenza e lo stile misurato. Egli è nel giusto quando afferma che l'antica contrapposizione fra destra e sinistra ha smarrito i suoi tradizionali punti di riferimento e che la “modernità” traccia una nuova linea di demarcazione, spesso trasversale, tra le posizioni politiche. Da sempre, poi, anche noi denunciamo la carica latente di conservatorismo che è insita nelle posizioni di una parte consistente della sinistra italiana. Ma non pensiamo che la “scuola” economica liberista del professore sia l'unica possibile (tutt'altro, ed in altra parte di questo sito è spiegato il perché).

L'esperienza di più di un anno di governo “tecnico” si chiude con un bilancio nettamente negativo. Viene in mente quella vecchia freddura: “eravamo sull'orlo del baratro, adesso abbiamo fatto un passo avanti!” Si è rivelato un errore fatale avere diviso in due tempi nettamente distinti la stretta fiscale e delle riforme più o meno “strutturali” della spesa da una parte e le misure a favore dello sviluppo economico dall'altra.

L'Europa ci ha impartito due direttive precise: pareggio del bilancio annuale dello Stato, riduzione progressiva del debito pubblico facendo scendere ogni anno almeno del 3% il rapporto negativo tra debito e PIL (ricchezza prodotta). Il “rigore” montiano ci consentirà, forse già dal 2013 rispettando gli impegni presi dal governo precedente, il pareggio di bilancio. Ma ci allontana dalla possibilità di ridurre il debito, che infatti è cresciuto nel 2012 ancora di più che in passato mentre le entrate fiscali, invece di aumentare per effetto della tassazione vessatoria su famiglie e imprese, sono diminuite a causa dell'impoverimento generale causato dalla recessione, come sono diminuiti la produzione ed i livelli occupazionali.

Quanto poi alla ritrovata “credibilità” europea del nostro governo essa si è basata su questioni di “stile” che sono certo importanti ma soprattutto su una sintonia piena tra la leadership di Monti e l'esigenza dei  “mercati”, di cui Germania a Francia sono gran parte, di vedere salvaguardati i propri interessi, anche quando questi sono contrapposti a quelli delle famiglie e delle imprese italiane.

Poco importa, adesso, il ruolo che Monti svolgerà nel prossimo futuro. Ciò che ci aspettiamo è che il nuovo governo ed il nuovo Parlamento, chiunque sia il premier e con qualunque maggioranza, cambi direzione e imprima una svolta immediata e decisa per alleggerire il carico fiscale e ridare fiato all'economia.

Antonello Longo
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di Ufficio Stampa (del 23/12/2012 alle 10:48:22, in Ufficio Stampa, linkato 668 volte)
Mimmo Magistro, unitamente a tutta la segreteria nazionale
de "I SOCIALDEMOCRATICI" augura "BUONE FESTE"
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di Ufficio Stampa (del 09/11/2012 alle 14:05:16, in Ufficio Stampa, linkato 798 volte)
Il Consiglio Nazionale del Partito Socialista Democratico Italiano eletto dal Congresso di Barletta é convocato per il giorno:

Sabato 17 novembre 2012
ore 11:00
ROMA CENTRO CONGRESSI VIA NAZIONALE

(nei pressi della Stazione Termini)

con il seguente Ordine del Giorno

1) Convocazione del Congresso Nazionale
2) Relazione del Segretario uscente. Determinazioni conseguenti.
3) Relazione sulla situazione del tesseramento 2011 - 2012
4) Varie ed eventuali

Un fraterno saluto,

Bologna 7.11.2012   

Il Presidente del Consiglio Nazionale
Angelo Scavone
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Anche l'Espresso torna a parlare dell'appartamento a Montecarlo del clan Fini e anticipa il ritrovamento della documentazione dalla quale si evince in modo incontrovertibile che l'appartamento sarebbe stato realmente acquistato dal cognato con la complicità della compagna. Forse gli italiani si aspettano che Fini chieda scusa e che - come promesso- si dimetta da Presidente della Camera, un gesto che avrebbe già dovuto fare quando mollò la coalizione che lo aveva eletto.
Saragat, Presidente dell’Assemblea Costituente, nel 1947 si dimise 24 ore dopo la sua rottura politica con Nenni e la conseguente scissione di Palazzo Barberini, nonostante la sua elezione fosse avvenuta alla unanimità!
Anche lui, come tanti dell'UDC, PdL, PD hanno superato i 25 anni da deputato , non sono indispensabili al Paese e meritano un giusto riposo.
Si potrà dedicare “full time” alla pesca subacquea, facendo attenzione a non invadere zone protette!


Mimmo Magistro
Presidente Nazionale  iSD

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di Ufficio Stampa (del 18/10/2012 alle 10:11:49, in Ufficio Stampa, linkato 642 volte)
di MIMMO MAGISTRO
Pubblicato da "La Gazzetta del Mezzogiorno" giovedì 11.10.2012

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di Ufficio Stampa (del 12/10/2012 alle 12:43:02, in Ufficio Stampa, linkato 700 volte)
Più leggo il provvedimento del Consiglio dei Ministri di ieri e più penso che Monti consideri tutti gli italiani coglioni!!! Ha abbassato di un punto l'IRPEF a 1 milione di italiani ed ha aumentato a 50 milioni di italiani, compreso il milione di prima, l'IVA che toglierà dalle nostre tasche molti altri soldi, porterà meno fatturato, nuova disoccupazione, e depressione. Ma possibile che a nessuno dei professori venga in mente che in questo modo si decreta definitivamente la morte per commercianti e piccoli imprenditori che saranno costretti a licenziare giovani e meno giovani che non avranno neanche la disoccupazione ? Possibile che a nessuno di questi Soloni venga in mente per per tagliare il debito pubblico non si può cancellare la nostra vita con la cancellazione della sanità pubblica ma bisogna ridurre gli sprechi della casta agli alti livelli. Dimezzare i deputati, cancellare i senatori a vita, togliere i benefit ai vecchi presidenti di Camera e Senato, togliere le scorte, tassare le fondazioni bancarie, vendere gli immobili inutilizzati e soprattutto capire che fine hanno fattole nostre riserve auree. I nostri lingotti d'oro, il cui prezzo negli ultimi anni si è triplicato potrebbero essere utilizzati almeno per garantire i nostri bond ed abbattere gli interessi che lo Stato deve pagare. Insomma, si metta un salumiere alle attività economiche, un ragioniere al posto di Monti ed una massaia a sostituire la Fornero che potrebbe lavare i piatti anzichè dirigere il ministero del lavoro. Basta, la gente non ne può più. Ed i Deputati, se hanno le palle, bocciassero il Decreto di ieri! Sembra quasi che ci sia una corsa a chi deve favorire l'ascesa dei grillini!!!

Mimmo Magistro
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di Ufficio Stampa (del 18/07/2012 alle 15:17:01, in Ufficio Stampa, linkato 702 volte)

Il dibattito che ha avuto luogo nell’ambito della riunione indetta dalla Direzione Regionale dell’iSD presso il Camping dei Trulli di Alberobello , nella giornata di lunedì 25 giugno scorso,è stata una importante e proficua occasione per affrontare a largo raggio tutte le più gravi problematiche di carattere economico,politico,etico e sociale, attraversate dal nostro Paese nella fase attuale.
Emblematica e di particolare significato la presenza all’incontro del Presidente Nazionale del nuovo Movimento MIMMO MAGISTRO e di numerosi dirigenti nazionali, regionali e provinciali pugliesi del Movimento, insieme a tanti Amministratori locali di città e comuni della Puglia.
L’ampia relazione di apertura da parte di  MIMMO MAGISTRO , col suo esaustivo ed approfondito   percorso storico del riformismo italiano dal dopoguerra ad oggi  e con l’analisi spietata e realistica della attuale grave crisi vissuta soprattutto dai ceti italiani più deboli ed indifesi, è stata il tema di base e lo stimolo forte per il successivo confronto degli interventi di quasi tutti i presenti (ognuno ha voluto dire giustamente la sua!), i quali tutti,incentrati certamente sulle questioni del vivere comune di oggi da parte del  cosiddetto “popolo che vive ogni giorno la sua giornata” , hanno fatto sì che il forum dedicato a “ La politica,l’economia e il mercato globale,la nazione e la società nell’Italia di oggi” conseguisse una partecipazione ed un risultato quasi inimmaginabile!!
Tanti gli argomenti trattati e discussi con accorata  passione e determinazione!
Innanzitutto e prima di ogni altro il sentimento diffuso e sempre più galoppante della cosiddetta “ antipolitica “ : un sentimento che oggi attraversa le viscere più profonde di una grande parte degli Italiani e ancor più, cosa gravissima,  attraversa oggi soprattutto e proprio le viscere di quei cittadini che da sempre si sono caratterizzati per la loro moderazione, pazienza, tolleranza, obbedienza alle leggi ed alle istituzioni, rispetto delle regole e della dignità di ciascuno, osservanza etica del vivere comune; tutta gente attualmente fortemente indignata ed “incazzata”, delusa e sfiduciata da tutto quello che si ritrova intorno come Partiti, Istituzioni, poteri economici, finanziari e sociali forti, privilegi  sempre più cinici e spavaldi  accompagnati da assenza totale di ogni senso etico nel comportamento quotidiano!
Come stupirsi o scandalizzarsi, è stato il giudizio di moltissimi dei presenti, di questo diffuso, anche se pericolosissimo, malessere tanto  presente nella scelta “antipolitica” di larga  parte della gente comune di strada delle città e dei quartieri!
Quando il Potere Esecutivo,infatti, quello chiamato cioè a governare ed a governare bene e per il bene comune di tutti, abdica totalmente al suo ruolo ed alla fine di ogni conta risulta essere solo imbrigliato ed invischiato nei compromessi, avvinghiato ai ricatti ed alle conflittualità interne.
Quando il Potere Legislativo risulta per tutti i cittadini così mastodontico ed elefantiaco, complesso, vecchio e obsoleto oltre che in tanta parte corrotto e corruttore.
Quando Il Potere Giudiziario appare ed è molto spesso fazioso e di parte, tante altre volte risulta schierato ovvero legato ad alcune ben note cordate politiche e partitiche, spessissime volte appare apertamente avviluppato alla ragnatela delle lungaggini procedurali, al protagonismo e carrierismo esasperato, alla ragnatela delle lungaggini procedurali, nella  quale è condannata a morire la certezza del diritto, la certezza del giudizio finale nonché la certezza  della giusta pena.


Quando l’intero apparato della Amministrazione Pubblica, la mastodontica e ingombrante balena della Burocrazia, chiamata,per il suo ruolo, ad attuare le  leggi ed i regolamenti, appare e risulta sfacciatamente asservita ai più forti e più potenti e di contro risulta arrogante ed autoritaria con i cittadini più deboli ed indifesi.
Quando tutto il sistema economico e della finanza finisce con l’arricchire i già ricchi ed impoverire i già poveri.
Quando la pesante clava del sistema tributario e fiscale continua ad abbattersi sui meno abbienti ed allarga invece gli spazi già abbondantemente larghi degli evasori ingordi e mai sazi e dei capitani di ventura degli affari, innalzando ulteriormente la montagna del debito pubblico e degli sprechi a tutto danno per il mondo del lavoro e della occupazione particolarmente giovanile.
Quando il sistema sanitario deputato a salvaguardare la salute di tutti e di ciascuno  ed a tutelare l’esistenza e la vita di una comunità intera, si fa continuamente attraversare dai più gravi episodi di malasanità e di morte oltre che di malaffare e di corruzione.
Quando l’intero territorio della scuola e della famiglia, abbandonato a se stesso ed alla legge del “si salvi chi può”  risulta sprofondare sempre più nel disagio e nella confusione dei veri valori civili, etici e morali.
Quando tutto questo avviene nell’Italia di oggi, perché mai stupirsi e continuare a minimizzare, recitando la parte degli apprendisti stregoni e degli esorcisti dilettanti, il fenomeno della “antipolitica”, considerato che tale fenomeno erompe, come un vulcano inarrestabile, dalla pancia vera e reale di milioni di Italiani!!
Stupore stupido e disagio quasi insofferente che continua caratterizzare quasi tutti i Partiti presenti nel nostro Paese che continuano con indifferenza a crogiolarsi nella loro drogata convinzione che “ tanto non succederà nulla di grave o di seriamente traumatico”.
Poveri e sciagurati Partiti, strumenti, una volta e non più oggi, di partecipazione popolare e di massa alle scelte politiche per il buon governo!!
Il tamburo battente del forum riformista, laico e  libertario di Alberobello, ricco di tanta passione e partecipazione  è stato  significativamente questo!!
Ma non è finito qui!!
Perché dagli interventi, a partire dalla relazione di Mimmo Magistro per finire ai tantissimi contributi dei presenti, sono scaturiti temi e proposte le sole capaci di salvare il Paese dal baratro del precipizio, sia pure in “zona Cesarini”.
“I sogni muoiono all’alba” affermava profondamente deluso il grande Montanelli!
“All’alba quasi sempre muoiono i sogni vecchi ma molto spesso nascono i sogni nuovi”, vogliamo affermare oggi noi.
E la vita politica di un Paese che non vuole  morire che ha bisogno di sogni nuovi, capaci di trasformarsi in realtà più della stessa realtà tuttora immanente e di rigenerare l’intero corpo di una collettività nazionale.
Questo hanno voluto fortemente dire tutti presenti all’appassionato incontro  unitamente alle loro proposte : 

RIVEDIAMO LA COSTITUZIONE!
Rivediamo nella forma e nella sostanza la nostra Costituzione repubblicana, perché a assoluto bisogno di un intervento di manutenzione straordinaria per essere al passo dei tempi attuali e futuri e per forme di governabilità non effimera ma effetiva, capace un volta per sempre di garantire stabilità e progresso comune. Una costituzione, infatti, che non permette, con lo strumento referendario, ai cittadini di abrogare o riformare alcuni suoi articoli superati o addirittura dannosi, è solo un patto sociale diventato nel tempo un totem falsamente ed ipocritamente idolatrato che rischia di uccidere la vera democrazia in un Paese trasformando l’intero sistema istituzionale in un vero e proprio regime autoritario.

Eleggiamo,pertanto, direttamente, con voto di popolo, il Presidente della Repubblica, come avviene in tanti paesi moderni dell’occidente ( vedi la Repubblica Presidenziale americana oppure la Repubblica semi-presidenziale della Francia ) ed oggi anche in alcuni Paese dell’Est (Russia)  e del Medio Oriente ( Egitto), senza avvertire scandalo alcuno come tante bizzoche di sacrestia!! A cosa serve più agli Italiani un Presidente della Repubblica che si limita a fare il notaio oppure viene eletto da una parte politica alla quale continua comunque ad essere legato da vecchi vincolo di storia comune e di appartenenza!
Occorre assolutamente un Presidente votato dai cittadini e capace di rapprentare seriamente ed efficacemente il comune sentire dell’Unità Nazionale.

Abbattiamo seriamente, almeno del 50%, il numero dei membri della Camera dei Deputati. Dopo questo taglio seri ne resterebbero comunque tanti quanti ce ne sono in tutti gli Stati Uniti ( 300 circa)!

Trasformiamo la Camera del Senato in Camera o Stanza delle Regioni, con una rappresentanza pari al 50% dell’attuale Senato ( 150 circa ), previa indicazione e designazione proporzionale alla popolazione delle diverse Regioni e con criterio rispettoso delle singole maggioranze ed opposizioni interne.
E’ noto a tutti i cittadini, infatti, che l’attuale bicameralismo, a causa anche della  permanente situazione  di conflittualità politica tra i diversi Partiti  ha finito con il determinare il motivo e la causa del rpetersi continuo del passaggio delle leggi in discussione, le stesse leggi bisogna dirlo, in entrambe le Camere, rallentando enormemente i loro tempi di approvazione e conseguentemente la soluzione legislativa dei problemi delle diverse categorie di cittadini, stimolando e agevolando di converso i vari Governi succedutesi nel tempo a ricorrere allo strumento della decretazione d’urgenza e delle richieste di fiducia, le quali se frequenti e ripetute, come spesso accade, finiscono con il soffocare  il  necessario dibattito e confronto parlamentare su cui si  basa ogni  sana e seria democrazia.

APRROVIAMO IL REFERENDUM ISTITUTIVO!!
Con una modesta revisione della Costituzione, nei tempi brevi necessari ed occorrenti,  approviamo il referendum legislativo istitutivo, che vada ad aggiungersi a quello vigente abrogativo ( ha dimostrato, quest’ultimo di non servire a nulla!!). Un tale strumento ci consentirebbe, una volta previsto per materie specifiche e con modalità procedurali ben definite ) di chiamare il popolo intero a decidere, stante l’assoluta incapacità  ovvero l’assenza totale di  volontà politica dei Partiti e del Parlamento a farlo, su alcune urgenti problematiche costituzionali quale l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, l’abolizione dell’attuale bicameralismo e del numero di deputati e senatori, le competenze legislative delle Regioni, la configurazione più moderna ed al passo con i tempi del livello Istituzionale della Corte Costituzionale, del Consiglio Superiore della Magistratura, della Corte dei Conti, del nuovo sistema di articolazione degli Enti territoriali locali ed altro ancora.
Se i livelli costituzionali ed istituzionali attuali non ce la fanno e così come sono non ce la faranno mai, perché non rivolgersi al popolo sovrano per modificare e cambiare in meglio la Carta Fondamentale che sinora ha regolato ( molto spesso male piuttosto che bene! ), in termini di diritti e di doveri, la vita di tutti i cittadini italiani?

SOPPRIMIAMO LE PROVINCE!!
Facciamolo senza mezze misure, altrimenti ci impantaniamo, le forze politiche ed il Parlamanto si impantaneranno,in una defaticante trattativa del “ tu dai una cosa a me ed io, in cambio, concederò una cosa a te “, col risultato che alla conclusione del lungo mercato l’abolizione riguarderà solo qualche debole e poco interessante Provincetta ( vedi l’esempio scandaloso ed avvilente della proposta di riduzione di poco più di un centinaio di deputati della Camera oppure, stando in casa nostra, la riduzione di una decina di consiglieri regionali in Puglia!).

MANDIAMO A CASA LA CASTA!!
Mandiamo a casa  la casta mandarina dei parlamentari anche con quattro/cinque/sei legislature che in questi 20/30 anni ( sono davvero tantissimi!) sono passati dalla Camera al Senato e viceversa, dal Governo di nuovo ad una delle due Camere e magari contemporaneamente con qualche importante Presidenza di Ente in aggiunta!
Mandiamo a casa la casta dei grandi commis degli Enti di Stato, Parastato, Enti Regionali e territoriali, titolari da decenni di incarichi retribuiti con compensi e molti già con pensioni da favola, ancora più spesso voltagabbana e salta fossi circondati da nanni, ballerine, escort e faccendieri, i quali tutti hanno contribuito al fallimento economico attuale del Paese!
Fissiamo un limite temporale al loro mandato, sia parlamentare che a livello di Enti ed Aziende Pubbliche( due mandati bastano e avanzano).Operiamo una riduzione drastica dei loro compensi eliminando ogni ulteriore benefit in termini di liquidazione di buonuscita o di pensione!Siano trattati come tutti gli altri comuni cittadini e lavoratori!!
Cosi operando si riuscirà seriamente ad effettuare un ricambio generazionale della classe dirigente del Paese, a tutti i livelli e non ci sarà più la corsa sfrenata alla poltrona ed alla relativa ricca prebenda ed il milione circa dei personaggi che oggi vive riccamente alle spalle di tutto il resto del popolo italiano, si ridurrà sicuramente a poche decina di migliaia di persone, disposte a svolgere un ruolo competente responsabile, politico con la P maiuscola, senza aspettarsi niente in cambio, a favore della intera società italiana!!
            TUTTO QUESTO DOVREBBE FARE IL GOVERNO MONTI!
Non basta, infatti, l’argine alle spread ed ai mercati, necessario ma assolutamente non sufficiente! Non basta mantenere i conti di bilancio in ordine, anche questo necessario ma assolutamente insufficiente!Non è più possibile scaricare la crisi economica e finanziaria     sulla massa di popolo che produce e lavora ovvero ha per tanto tempo prodotto e lavorato        ( piccole e medie aziende, lavoratori autonomi e dipendenti, anziani e pensionati) o ancora peggio scaricare molta parte della crisi sulle fasce di popolo più deboli come le donne, gli anziani ed i milioni di giovani  disoccupati!


OCCORRE CREARE UN NUOVO BLOCCO POLITICO E SOCIALE!!

L’articolazione dei Partiti oggi presenti in Parlamento continua a girare ipocritamente e furbescamente a vuoto!!
Ha preso a girare a vuoto il PDL, avendo abbandonato nei fatti la sua originaria connotazione di aggregazione di una rappresentanza politica e sociale rivolta a realizzare le riforme innovative necessarie al Paese, quelle riguardanti il modo di essere delle imprese e del mondo del lavoro ed insieme e contestualmente a queste le riforme riguardanti il sistema delle Istituzioni tutte.
Continua a girare a vuoto il PD che si è rinchiuso nel suo fortino dello zoccolo duro elettorale delle Regioni Rosse,laddove cerca di controllare il proprio potere accumulato        per decenni e continua, soprattutto ad amoreggiare una volta con l’occhio rivolto verso            il moderatismo cattolico integralista di centro-destra UDC) e l’altra volta con                          lo sguardo indirizzato al populismo estremista e giustizialista rispettivamente di                SEL-VENDOLA  e  IDV- DI PIETRO.
Continua girare a vuoto il Partito UDC-CASINI, che non sapendo decidere cosa fare da grande, o meglio mirando soltanto a tentare la scalata agognata da tempo e mai realizzata e comunque irrealizzabile verso il  Quirinale o il premierato di Governo, da buon vecchio democristiano cresciuto nelle più vecchie sacrestie cerca di farsi corteggiare da destra e da sinistra, dimenticandosi che comunque alla fine dovrà fare i conti anche lui ( con oltre trenta anni di politica ai livelli più alti del sistema repubblicano e quindi anche lui da rottamare!) con il proprio elettorato più giovane, sempre più insofferente di limitarsi a mantenere la candela accesa per il Governo Monti, senza dire nient’altro e facendo finta di non vedere,non sentire e non capire quello che ribolle nella pancia più profonda del Paese, che tra le tante altre cose sono i rigurgiti separatisti della Lega e delle popolazioni delle Regioni del Nord e sono gli spiriti  bollenti e ribelli del GRILLISMO e degli altri movimenti dell’antipolitica oggi nascosti nel ventre del più grande Partito Italiano, quello degli assenteisti!
Per uscire da questo enorme marasma, che rischia di condannare a morte sicura la nostra ancora fragile Democrazia, occorre, partendo dal basso e dalla gente comune, quella che vive giorno dopo giorno il proprio destino, ricomporre e ricostruire su basi nuove e innovative il blocco sociale, quello dei ceti produttivi che producono e che lavorano e che aspirano a diventare i protagonisti veri e seri del futuro, quello che ai tempi del miracolo economico italiano era chiamato il grande ceto medio, oggi sfilacciato e quasi distrutto oltre che disperso in mille canali e rivoli oppure nascosto nell’anonimato della scheda bianca ovvero dell’astensione dal voto.
In questo rifugio si è rintanata la parte più grande dei cittadini laboriosi ed onesti, con le rispettive famiglie, nonni genitori e figli!!

Chi tra le forze politiche attuali o tra quelle oggi costituite in movimenti nazionali o locali riuscirà a captare le antenne di questa grande massa del corpo elettorale e riuscirà soprattutto a mettersi a loro disposizione portando avanti le loro problematiche, sostenendole senza alcun prio interesse particolare, lottando per farle affrontare e risolvere con gli interventi necessari, alcuni dei quali illustrati sopra, altri da aggiungere ed arricchire, non sola riuscirà a meritare il suo consenso ma soprattutto riuscirà a contribuire a sanare questa Democrazia italiana oggi gravissimamente ammalata e destinata, se non si interviene subito e radicalmente, a morire di morte certa e definitiva!!

Il FORUM DI ALBEROBELLO HA AFFIDATO QUESTE ED ALTRE RIFLESSIONI E PROPOSTE ALL’ULTERIORE CONTRIBUTO DEI PRESENTI E DI TANTI ALTRI CHE VORRANNO PARTECIPARE AL DIBATTITO AVVIATO!!
QUESTI DUE PROSSIMI MESI ESTIVI, FATTE SALVE LE GIUSTE VACANZE, POTRANNO SERVIRE PER CIASCUNO A DEDICARE UN PO’ DI TEMPO ALLE QUESTIONI SOLLEVATE AD ALBEROBELLO  ANCHE  PER POTER DIRE  UN GIORNO FUTURO  : “ANCH’IO HO CERCATO DI FARE LA MIA PARTE!”

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di Ufficio Stampa (del 28/06/2012 alle 19:37:20, in Ufficio Stampa, linkato 658 volte)

Luigi Cosentini Segretario Regionale iSD - Calabria

In seguito alla nomina a Segretario Regionale dell’iSD per la Calabria, ringrazio la Segreteria Nazionale per la fiducia accordatami.
Mi impegno a riportare gli ideali della sociademocrazia in una Regione in cui si è assistito ad un peggioramento della politica.
Mi occuperò in tempi brevi della organizzazione del Partito nella Regione, in particolare in collaborazione con  la Segreteria Nazionale nominerò i Commissari nelle Federazioni e dopo l’inizio della campagna di tesseramento, completata entro sei mesi, si svolgerà il congresso regionale che dovrà eleggere la Segreteria e gli altri organismi statutari.
Nonostante il mio interesse di riportare gli ideali della socialdemocrazia in tutto il territorio regionale, oggi pongo in modo particolare la mia attenzione sulla gestione politica della città di Cosenza e di rende.
Per quanto riguarda Cosenza è ancora presto per giudicare la Sindacatura Occhiuto, ma potrò esprimere una valutazione più attenta nel momento in cui questo Sindaco si misurerà non guardando alle piccole cose, poiché non è sufficiente organizzare fiere e feste per migliorare l’immagine della città ,ma concentrandosi sulle grandi opere.
Un occhio più attento andrebbe rivolto versi il centro storico che dovrebbe essere rivitalizzato con un piano di recupero che interessi tutto il territorio.
L’apertura di negozi a tempo su Corso Telesio non potrà infatti garantire un risveglio del centro storico, poiché interesseranno solo i visitatori il giorno dell’inaugurazione, riportando in  seguito la città vecchia nell’incuria.
Spostandoci su Rende, ritengo l’elezione a Sindaco di Vittorio Cavalcanti una ventata di rinnovamento, in una città dove la gestione della politica è sempre stata affidata agli stessi uomini che hanno creato delle incrostazioni di potere non facilmente rimovibili.
Mi auguro che Cavalcanti possa amministrare senza condizionamenti la città la quale non cerca un “Sindaco fantoccio” ma un ricambio generazionale in grado di affrontare le prossime scadenze politiche con idee e progetti nuovi.
Dovrebbe essere frenata la corsa alla cementificazione e impedita la concessione di costruire ovunque per consentire ai cittadini di vivere in una città a misura d’uomo.
Bisogna impedire che Rende continui ad essere gestita come un feudo, dunque puntare su un rinnovamento politico e dare spazio a giovani capaci e preparati per la gestione della Rende del futuro.
Quindi sprono Cavalcanti a non avere paura di essere il Sindaco di Rende ma ad avere coraggio di essere un Sindaco libero delle proprie scelte, ottenendo solo così la stima e la fiducia degli elettori.

Cosenza li, 27 giugno 2012                                                                            

Il Segretario Regionale
Luigi Cosentini

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di Ufficio Stampa (del 19/06/2012 alle 18:49:34, in Ufficio Stampa, linkato 716 volte)
Ieri mattina ho avuto il piacere di chiacchierare per qualche minuto al telefono con il primo cittadino di Bari, Michele Emiliano. Da cittadino, ex amministratore ed ex responsabile del Demanio regionale volevo rappresentargli alcuni mie personali perplessità sull’iter autorizzativo per la realizzazione delle piattaforme a mare di cui da sei mesi parlava la stampa nonché sulle soluzioni adottate per la gestione di Torre Quetta. Sono stato rassicurato da Emiliano che testualmente ha detto: “non ho mai autorizzato alcun che, non sono d’accordo e non spenderò mai una lira”. Stamani leggo ancora sulla stampa di una riunione indetta dal Vice Sindaco del Comune di Bari (non di Canicattì) per questa mattina in una specie di lotta contro il tempo per le autorizzazioni per realizzare le piattaforme. Per non disturbare Emiliano gli ho inviato un  messaggino “Caro Michele sulle piattaforme o mi prendi in giro o ti prendono in giro!”. Non credo a chi afferma che Emiliano pensa solo alle sue ambizioni personali- e sono tante- Camera dei Deputati per avere la forza di imporsi alla testa della Regione Puglia con una paracadute nel parlamento europeo. Né penso che non abbia letto nei sei mesi l’abbondante rassegna stampa sull’argomento. Forse vuole solo tenersi fuori da problemi di discrezionalità amministrative (leggi il finanziamento dell’AMGAS delle piattaforme) salvo poi a presentarsi al taglio inaugurale. Voglio bene a questa Città e , per quelle che sono le mie conoscenze tecniche e giuridiche, vorrei riassumere , a futura memoria, quali sono i problemi che ostano al momento alla realizzazione delle piattaforme. Il riferimento, oltre che al Codice della Navigazione (che pochi conoscono e che essendo Legge Speciale sovrintende a qualsiasi altra norma) ed alla L.R.n.17/2006 sull’uso delle coste. Il primo riguarda la mancata approvazione del Piano Comunale delle Coste (PCC) che la Giunta comunale avrebbe dovuto approvare entro 4 mesi (art.4-comma 2) e che avrebbe dovuto indurre già la Regione da tempo (art.4. comma 8) alla nomina di un Commissario ad acta. Nelle more il Comune di Bari non può realizzare alcuna opera sul mare e, comunque la Regione non ha mai trasferito ed ha tenuto per se i poteri relativi alle autorizzazioni di concessioni e di beni demaniali ( come quello in oggetto) richiesti nell’uso dal Comune medesimo (art.5- comma 1-lett.f). A tutto ciò, trattandosi di opere a mare, devono aggiungersi i pareri delle autorità marittime, doganali , del demanio pubblico e della soprintendenza. Sin qui quanto prescrive la Legge. Nel merito credo che le piattaforme – fatta salva la verifica di sicurezza- sono utilizzate in tutto il mondo per favorire la balneazione dove  la scogliera non lo consente, ovvero l’accesso al mare dei portatori di handicap. Quanto alla vicenda Torre Quetta che conosco per  aver contribuito 9 anni fa alla sua chiusura per la necessaria bonifica, il bando di gara non appare legittimamente  indetto dal Comune che sull’area non ha alcuna concessione demaniale ma solo una responsabilità- come per tutte le altre aree pubbliche- per la sua pulizia. Il bar di Pane e Pomodoro ha chiesto ed ottenuto 10 anni fa una regolare concessione demaniale e paga regolarmente il canone. Il Comune non paga il canone, stante la mancata approvazione del PCC e quindi il blocco delle concessioni (che vale sia per i privati  che per il pubblico), non può neanche avvalersi dell’art.13 (affidamento in gestione e sub ingresso) che richiede anche ulteriori verifiche e requisiti.  In tutto quanto esposto si nota l’assenza dell’Ente Regione, il sui ufficio Demanio avrebbe dovuto  monitorare e verificare l’attività del Comune di Bari, commissariarlo per la mancata approvazione del PCC, pretendere il pagamento dei canoni demaniali e ottenere (art.6- comma 2) entro il 28 febbraio di ogni anno una relazione sull’esercizio delle funzioni amministrative conferite, con riferimento all’anno precedente. Non risulta mai depositato alcuna relazione in ben 7 anni! Insomma un ufficio regionale Demanio sempre  severo ed integralista con i piccoli comuni ed i concessionari balneari , ma omissivo con i grossi comuni e con qualche imprenditore del settore, (solo uno avrebbe avuto via libero per  porti turistici i cui progetti, pur finanziati dalla stessa Regione sono abbandonati come se fossero il demonio)! Quanto all’Assessore  Pelillo , che aveva magnificato l’ordinanza balneare, vogliamo tranquillizzarlo. Quello preparato dai suoi collaboratori era ben altro ed avrebbe riportato la Puglia indietro di un secolo ai margini del turismo balneare. Se è venuto fuori un atto di ampio respiro ed innovativo è merito delle associazioni balneari , delle associazioni ambientalistiche e della competente presenza della Direzione Marittima regionale che, essendo un corpo dello Stato, potrebbe e dovrebbe essere maggiormente e – direi- quotidianamente utilizzata per le capacità dei propri rappresentanti.

Mimmo Magistro (Presidente de i Socialdemocratici- iSD)
Bari 19.06.2012
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