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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

BELINSKIJ
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati all'interno del sito, disposti in ordine cronologico.
 
 
di Ufficio Stampa (del 29/01/2009 alle 14:50:06, in Ufficio Stampa, linkato 803 volte)
Piena e sincera solidarietà è stata espressa al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dal Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, in relazione all’attacco “ingiustificato ed immotivato” da parte del leader dell’Italia dei Valori, On. Antonio Di Pietro. “A Di Pietro, dopo la vicenda che ha coinvolto il figlio (per molto meno lui, da PM, fece sentire a molti cittadini, il tintinnio delle manette) ed alcuni esponenti campani del suo Partito, sono saltati i nervi. Da oltre un decennio cavalca l’ondata giustizialista nel nostro Paese, ondata che gli ha consentito di avere un ruolo politico, in Italia, senza alcun merito né sul piano politico né su quello dei programmi. E’ fuori dubbio che sono destinati a non sopravvivere, tutti quei Partiti e Movimenti che non hanno alle spalle alcuna storia ed alcuna cultura. Pensare di acquisire consensi, questa volta attaccando, frontalmente, una persona leale ed equilibrata come il Presidente Napolitano è stato un errore, crediamo decisivo, per il futuro del suo Partito. La televisione di Stato, d’altro canto, la smetta di fare da “cassa di risonanza” a Di Pietro, mettendolo in ogni “minestra”. Non è possibile che l’Italia dei Valori non abbia altri esponenti da invitare ai dibattiti televisivi. Ora ci aspettiamo da Veltroni qualcosa più di una semplice presa di distanza. Chieda scusa agli italiani per aver dato rifugio e sostegno elettorale a Di Pietro”.
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PSDI .
I cinque gruppi presenti nel Parlamento - PdL, Lega, IdV, UDC e PD - hanno raggiunto una intesa unanime, caldeggiata con forza dal Partito Democratico che ne sarà il vero beneficiario, per modificare un solo punto della legge elettorale attualmente vigente per le elezioni europee. Fermo restando l'impianto della legge - incluse le preferenze ed i 5 collegi attuali - verrà introdotto lo sbarramento al 4 per cento.

Le uniche voci dissonanti sono venute dal Gruppo Misto, dove sono rappresentati il Movimento per l'Autonomia e le minoranze linguistiche.

Il Presidente dell'UDC, Rocco Buttiglione, ha dato ampie assicurazioni che il suo partito, lieto peraltro di aver contribuito a "salvare" il voto di preferenza, non ostacolerà l'accordo raggiunto.

Vengono di conseguenza meno per il PSDI le fondamenta stesse di qualunque possibile dialogo con l'UDC.

Il PSDI - che fa parte del "Comitato per la Democrazia" insieme al Partito Socialista, a Sinistra Democratica, ai Verdi ed a Rifondazione Comunista, ha denunciato l'accordo per lo sbarramento come il "tentativo di un colpo di mano dell’ultima ora sulla legge elettorale" ed un "attentato alle regole di una civile convivenza democratica" ed ha annunciato la partecipazione a manifestazioni ed iniziative clamorose come quella davanti alla RAI - non può al contempo ipotizzare di essere alleato col partito di Mannino, di Cuffaro e di Casini che allo sbarramento anti-pluralismo è pienamente concorde.

Il prossimo Consiglio Nazionale del Partito, la cui convocazione non è ulteriormente rinviabile, dovrà riesaminare con realismo e con spirito aperto il tema dei rapporti del PSDI con le altre forze politiche; e finalmente porre mano al vero punto dolente del Partito, e cioè l'organizzazione e l'autofinanziamento. Senza ulteriori indugi il Partito deve dotarsi di una idonea sede nazionale e di un organo di stampa, dei cui costi il gruppo dirigente nazionale deve farsi direttamente carico senza più accampare peregrine scuse: il turno delle elezioni amministrative di giugno e le elezioni europee sono ormai alle porte.
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Il Comitato per la democrazia, alla luce della notizia diffusa secondo la quale sarebbe stato sancito un accordo tra PD e PdL per riformare la legge elettorale delle Europee, introducendo uno sbarramento al 4%, manifesta stupore e sconcerto.

Il fatto che a tre mesi dall’inizio della campagna elettorale, quando già le forze politiche hanno cominciato la raccolta delle firme per la presentazione delle liste, così come previsto dall’attuale normativa, prenda corpo la tentazione di por mano a rivedere sostanzialmente la legge elettorale, non può che suscitare forte preoccupazione e ferma protesta.

Piegare la legge elettorale all’interesse dei due partiti maggiori e soprattutto alla necessità del PD di porre un freno alla caduta di consenso registrata nel Paese, altro non è che attentare alle regole di una civile convivenza democratica nel rispetto delle idee e delle posizioni di tutti.

Uno sbarramento elettorale al 4%, che è il doppio rispetto a quello previsto per le liste apparentate alle elezioni politiche, non ha ragione di essere nel contesto europeo, dove le singole identità vanno a rappresentare storie e tradizioni politiche e non a formare un esecutivo, e non sono perciò passibili nemmeno delle assurde critiche rivolte durante la recente campagna elettorale, di “voto inutile” ai fini degli equilibri di governo.

Qualora la notizia del tentativo di un colpo di mano dell’ultima ora sulla legge elettorale fosse confermata il Comitato per la democrazia annuncia fin d’ora che penserà a produrre forme di protesta e azioni politiche clamorose.

Mauro Del Bue (Partito Socialista)
Franco Russo (Rifondazione Comunista)
Clemente Mastella (Udeur)
Carlo Leoni (Sinistra Democratica)
Paola Balducci (Verdi)
Mimmo Magistro (PSDI)
Stefano De Luca (PLI)
Pino Quartana (Partito d’Azione)
Nicola Cariglia (Comitato dei 101)
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di Ufficio Stampa (del 26/01/2009 alle 17:26:33, in Ufficio Stampa, linkato 586 volte)
La manifestazione di protesta organizzata per domani 28 gennaio – alle ore 12.30 – a Roma - con i Partiti aderenti al Comitato per la Democrazia nel Piazzale RAI - C.so Mazzini, è stata rinviata in data da stabilirsi.
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Giornata dedicata alle periferie del candidato Sindaco di Bari, Mimmo Magistro che, accompagnato dal Segretario Cittadino, prof. Giuseppe Balice, ha incontrato prima una delegazione di residenti di Ceglie. A loro ha confermato il suo impegno personale e dell’intero Partito sul referendum consultivo sull’autonomia. Per Magistro:

“Chi afferma che la mia è una posizione contraddittoria sbaglia di grosso. L’aspirazione all’autonomia - ha chiarito il candidato Sindaco – nasce dallo stato di abbandono delle ex frazioni. L’amministrazione Emiliano e, in precedenza, quella di Di Cagno Abbrescia, non hanno saputo cogliere l’esigenza della parte viva dei cittadini di essere partecipi delle scelte che le amministrazioni succedutesi facevano. Essere riusciti ad ottenere il referendum, superando le enormi difficoltà poste da Regione e Comune, di per se è già una grande vittoria perché è giusto sentire i cittadini, così come è giusto che tutti i candidati sindaci dicano chiaramente qual è la loro idea. Personalmente credo che le ex frazioni abbiano diritto a trovare gli strumenti più giusti per esaltare la loro cultura (più antica di quella di Bari), di sentirsi più partecipi alle scelte. Ovviamente, potranno e dovranno far parte della più vasta area metropolitana di Bari ma avranno la loro autonomia”.

Nel quartiere San Paolo, la cui sezione sarà presto intestata a Pasquale Balenzano (sindacalista UIL), il candidato Sindaco Mimmo Magistro e i cittadini presenti hanno discusso di lavoro sottolineando la precarietà dello stesso in un quartiere già povero che deve affrontare una nuova, grande emergenza per la chiusura di fabbriche o per il ridimensionamento di quelle poche ancora in funzione. Per Magistro “il San Paolo deve diventare uno degli obiettivi su cui la nuova amministrazione deve maggiormente impegnarsi attraverso iniziative di riqualificazione urbanistica, di potenziamento dei servizi e la creazione di nuove opportunità di lavoro che servano anche a battere la piccola delinquenza. I Sindaci, vecchi e nuovi, si ricordano del grande serbatoio elettorale del San Paolo solo durante le elezioni, poi dimenticano presto le promesse”.

 

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di Ufficio Stampa (del 23/01/2009 alle 12:49:36, in Ufficio Stampa, linkato 702 volte)
Si svolgeranno domani, sabato 24/01/2009 a Bologna (Basilica dell’Antoniano) i funerali dell’Onorevole Luigi Preti. La salma, dalle ore 9,30 alle ore 11,30 sosterà presso le vicine sale del “Baraccano” Via Santo Stefano. Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, che sarà a Bologna con una delegazione dei Socialdemocratici Italiani, formata anche dal Presidente Dr. Alberto Tomassini, dal Segretario Regionale dell’Emilia Romagna, Avv. Angelo Scavone e dai Dirigenti Locali, ha così voluto brevemente ricordarlo: “Luigi Preti è stato uno statista che ha onorato il suo Paese con la coerenza dei suoi atteggiamenti di difesa della libertà e della democrazia. Antifascista e Costituente si schierò subito nel 1947 a fianco di Giuseppe Saragat contro il Fronte Popolare. Più volte Ministro della Repubblica – per circa venticinque anni – fu anche giornalista e scrittore. Sino alla fine ha continuato la sua battaglia socialdemocratica partecipando alla cerimonia per ricordare Saragat e Matteotti, scrivendo lettere ai compagni di partito con la sua mitica “Olivetti lettera 22” e firmandosi con la penna verde. Mancherà all’ Italia ed al PSDI”.
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Luigi Preti non è stato soltanto uno degli esponenti di maggiore rilievo del partito socialdemocratico, che egli fondò aderendo alla storica scelta di campo di palazzo Barberini nel gennaio del 1947. Preti, come Saragat ed altri illustri padri costituenti è stato anche uno dei maggiori esponenti di una più vasta area politica e culturale che, benché poco coesa e rappresentativa soltanto di circa un quarto dell’elettorato italiano, ha sempre svolto un ruolo determinante nella difesa della democrazia costituzionale e nella promozione della modernizzazione economica e sociale dell’Italia. Si tratta di quell’area che, sinteticamente, può essere definita di “democrazia laica”, che, sin dalla fase costituente, ha accomunato i partiti socialdemocratico, liberale e repubblicano ed alla quale, dopo l’abbandono del frontismo e la svolta guidata da Bettino Craxi, può essere ricondotto anche il partito socialista italiano. Luigi Preti è stato uno dei più brillanti e moderni interpreti politici di questo importantissimo orientamento culturale della democrazia italiana, a cui si richiamano anche non pochi esponenti dell’attuale Governo (quali Tremonti, Frattini, Brunetta, Sacconi e altri). La importanza di tale area non dovrebbe essere trascurata, né sottovalutata da nessuno, evitando altresì di nascondersi che i principali nemici della democrazia laica (o della società aperta, per dirla con Karl Popper) sono costituiti proprio dai due orientamenti risultati da sempre maggioritari nella società italiana: quello cattolico e quello comunista. Ed è proprio per le storiche ed intransigenti battaglie in difesa dei principi di democrazia laica che Luigi Preti non potrà mai essere dimenticato. Come non ricordare il mirabile discorso del giovane Luigi Preti in Assemblea Costituente contro la approvazione dell’art. 7 della Costituzione, con cui, mandando alle ortiche la intera epopea risorgimentale, il cattolico De Gasperi (“capo di una congregazione di ultra credenti”) ed il comunista Togliatti (“capo di una congregazione di ultra atei”), raggiunsero il primo compromesso storico per imporre all’Italia democratica (in patente violazione del memorandum alleato sui principi costituzionali) il Concordato fascista con la Santa Sede, voluto da Benito Mussolini contro il parere dei più influenti esponenti del suo regime (quali Gabriele D’Annunzio, Giovanni Gentile e Costanzo Ciano). E come non ricordare l’emendamento proposto dallo stesso Luigi Preti, poi approvato a stragrande maggioranza, con cui la Costituzione definisce la Magistratura non un “potere” (come essa si è da qualche tempo autoproclamata), bensì “un “ordine” indipendente ed autonomo da ogni altro potere” (art. 104 della Costituzione). Come non ricordare la vigorosa difesa dell’Alleanza Atlantica e della assoluta necessità di stretta collaborazione politica, economica e militare tra Stati Uniti d’America ed Europa per la difesa dei principi della democrazia occidentale, insidiati ieri dal comunismo sovietico ed oggi dal fondamentalismo islamico. Infine, come non ricordare le filippiche del Ministro delle Finanze Luigi Preti contro le tentazioni collettivistiche e pansindacaliste dei comunisti e quelle neocorporative e dirigistiche dei cattolici. Mentre, al contrario, Preti perorava quella economia sociale di mercato oggi difesa dal ministro Tremonti e fatta propria dalla unanimità dei governi europei. Si potrebbe continuare a lungo nell’elencare le intuizioni e le anticipazioni politiche di Preti, la cui modernità è dimostrata dalla attualità delle questioni che egli era solito affrontare senza mezze misure. Sia, per il momento, sufficiente sottolineare che, in fondo, il principio fondamentale che ha caratterizzato Preti, Saragat e gli altri esponenti di democrazia laica consiste nel fatto che, mentre per i cattolici e per i comunisti esistono valori metafisici e dogmatici ai quali la democrazia politica e le libertà individuali vengono considerate subordinate, per i laici lo stato di diritto e la democrazia costituzionale rappresentano principi non negoziabili, che non si inchinano di fronte a nessun altro valore, benché ritenuto superiore sul piano etico o religioso.

Angelo Scavone

Docente nell’Università di Bologna

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di Ufficio Stampa (del 22/01/2009 alle 10:57:33, in Ufficio Stampa, linkato 586 volte)
Si ricorda che i funerali dell’ Onorevole Luigi Preti si celebreranno sabato 24 gennaio. La Camera ardente verrà allestita nelle sale del Baraccano – Via Santo Stefano – Bologna, dalle ore 9.30 alle ore 11.30. Successivamente nella vicina Basilica dell’Antoniano sarà celebrato il rito funebre.
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di Ufficio Stampa (del 21/01/2009 alle 16:29:33, in Ufficio Stampa, linkato 581 volte)

Anche il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, era presente all’incontro del Comitato per la Democrazia, svoltosi ieri , nella sede della Direzione del Partito Socialista , a Roma .

I rappresentanti del Comitato, a cui aderiscono Partito Socialista , Rifondazione Comunista, Verdi, Sinistra Democratica, Udeur, PSDI, Partito Liberale, Partito d'Azione, Movimento dei 101, hanno convenuto, all’unisono, di richiedere un nuovo incontro con il Capo dello Stato e con gli attuali presidenti della Rai e della commissione parlamentare di vigilanza. Il Comitato inoltre renderà permanente a partire da oggi la sua stabilità di svolgimento e di azione, e si riunirà di volta in volta in luoghi storicamente significativi della vita democratica italiana.

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di Ufficio Stampa (del 21/01/2009 alle 12:06:12, in Ufficio Stampa, linkato 590 volte)
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