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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

BELINSKIJ
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati all'interno del sito, disposti in ordine cronologico.
 
 

 

(AGI) - Roma, 3 feb. - Per rendere credibile la protesta contro lo sbarramento del 4% i partiti del ‘Comitato per la democrazia’ devono uscire dalle giunte di centrosinistra. E’ quanto propone il Psdi che ha partecipato, con il segretario nazionale, Mimmo Magistro ed il Presidente, Alberto Tomassini, alla manifestazione indetta dal Comitato per la Democrazia svoltasi a Roma per protestare contro la proposta di modifica di Legge che introduce la soglia di sbarramento al 4% alle prossime Elezioni Europee. “Il successo dell’iniziativa - afferma il segretario nazionale - e’ collegato non tanto alla mobilitazione romana, quanto alla capacita’ di trasferire alle Regioni e alle amministrazioni locali il malcontento e l’insoddisfazione per un rapporto (quello con il PD), destinato ad esaurirsi per la politica di annessione di Veltroni che parte delle Europee, ma che, fatalmente, si allarghera’ negli Enti locali. “La mobilitazione sara’ seria e credibile - prosegue Magistro - nella misura in cui, soprattutto il PS ed il PRC usciranno dalle amministrazioni di centrosinistra. In caso contrario sara’ servita solo ad alzare il prezzo con il PD e consentira’ a 2 o 3 leaders della sinistra di guadagnare un posto al Parlamento Europeo. La corsa all’accreditamento e’ gia’ iniziata, altrimenti non si capirebbe perche’, nonostante l’invito a non portare simboli, bandiere e striscioni di Partito, c’e’ stato chi e’ venuto meno a tale impegno”. (AGI)

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“Merito di questa Costituzione è l’avere accantonato le forme corporative, che possono falsare il gioco della volontà popolare; ma uno dei difetti di questo testo è di avere dimenticato qual è lo strumento che oggi dà veramente una forma di rappresentanza organica alla volontà popolare nelle democrazie moderne. Qual è questo strumento? E’ il partito politico. Questa è la vera forma di rappresentanza organica della democrazia. Eppure in questa Costituzione questo strumento fondamentale che è il partito politico non esiste. Se ne fa un vago accenno e non si intende che proprio lì è il fulcro delle democrazie moderne. Ora, un oratore, se non mi sbaglio, l’On. Calamandrei, ha accennato alla possibilità di determinate garanzie costituzionali per il funzionamento democratico dei partiti. E ho udito un’obiezione, che è venuta dall’estrema sinistra, in cui si diceva che il popolo giudicherà se i partiti sono democratici o meno, dando il voto o non dandolo. Questa è un’illusione, perché se veramente questo criterio fosse valido, il problema non si porrebbe. La tragedia è che molte volte il popolo può essere ingannato. Tutta la storia è un esempio di questi inganni di cui il popolo è stato vittima. Il popolo molte volte ha votato per partiti che erano antidemocratici, totalitari, reazionari. Ora, può questa Costituzione studiare qualche cosa che dia al popolo la garanzia di essere tutelato da questi inganni? I partiti politici sono lo strumento più efficace della volontà popolare se essi sono democratici. Questo è il punto fondamentale della realtà politica moderna. Se ciò è, la democrazia è al riparo di ogni pericolo. Ma se i partiti sono tendenzialmente antidemocratici, allora tutto il problema della democrazia è posto in discussione, ed è difficile determinare un criterio di discriminazione fra partiti democratici e partiti che non lo sono, perché tutti i partiti, tutti indistintamente, tendono a trasformare lo Stato e la società , e mentre oggi, in un certo senso, tutti i partiti sono profondamente esclusivisti, ogni partito è la cellula di formazione di un nuovo tipo di società e di un nuovo Stato. Questa, più o meno, è la tendenza generale dei partiti politici di oggi. Ora, io penso, che se questo esclusivismo dei partiti, lo chiamerò così, è spinto fino al punto di fare, delle eliminazioni violente degli altri partiti, l’obiettivo tacito ed espresso, allora l’esclusivismo cessa ed al suo posto subentra spesso una cosa più grave, che è il totalitarismo. Questo è il criterio di discriminazione tra partiti democratici e partiti che non lo sono. La garanzia contro questo pericolo è rappresentata oggi, nella democrazia moderna, dalla pluralità dei partiti. Dove ci sono molti partiti c’è una specie di neutralizzazione di forze antagonistiche e di queste tendenze esclusivistiche; ma più che la pluralità dei partiti, a mio avviso, è nella funzionalità democratica, nella vita democratica dei partiti stessi che risiede la garanzia di vita della democrazia politica. E ciò che è grave nel nostro tempo gli elementi fondamentali della vita politica, gli elementi fondamentali che creano lo Stato, si elaborano in un’atmosfera che molte volte sfugge al controllo dell’opinione pubblica e sfugge in parte al controllo degli stessi militanti che vivono nell’interno dei partiti. Ma se nel militante da un lato si determina un comportamento di devozione e di sacrificio che è altamente sociale, dall’altro lato la vita di partito determina in lui un comportamento conformistico che molte volte è in netta opposizione con lo spirito critico e che può costituire una monaccia per la democrazia. I capi di partito sovente costretti a richiamare i loro militanti ai pericoli del settarismo che insidia e minaccia le finalità democratiche nell’interno dei partiti stessi. E’ questo il processo che minaccia la democrazia moderna. Tutto dipende dal modo come i partiti funzioneranno, dipende dalla possibilità di mantenere una vita democratica nell’interno dei partiti stessi. Può la Costituzione offrire delle garanzie per favorire questo processo di sviluppo democratico nell’interno dei partiti, o non può farlo? Questo è il problema. Ora, ci sarebbe da fare un lungo discorso, che io non voglio fare. Dirò che la migliore garanzia è nella creazione di un clima generale politico del paese che favorisca la tolleranza reciproca. È questo clima non si può alimentare che in un’atmosfera sociale in cui i peggiori antagonismi economici vengono soppressi, in un regime economico che attenui i motivi di sofferenza e di rivolta morale della classe lavoratrice. In altri termini, soltanto con la giustizia sociale, si possono risolvere questi problemi. Il problema della giustizia sociale, ed il problema della libertà, sono intimamente collegati. Implicitamente, il progetto nella sua esplicita enunciazione dei diritti sociali dell’individuo, indica questo rimedio fondamentale ed il pericolo di un avviamento al totalitarismo. Un’altra garanzia, a mio avviso, del funzionamento democratico dei partiti è nel civismo degli stessi militanti, che si trovano nell’interno di questi partiti, civismo che può dare un certo equilibrio di patriottismo di partito. Ma è chiaro che un accenno a questo problema e qualche garanzia devono pure essere formulati nella Costituzione. Per una certa analogia, si sarebbe potuto applicare ai partiti politici quello stesso criterio che nella Costituzione si è applicato per la stampa. Un certo controllo analogo a quello sul funzionamento dei giornali si sarebbe potuto, a mio avviso, elaborare per quanto si riferisce alla vita interna dei partiti politici”.
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I vertici nazionali del PSDI domani - martedì 3 febbraio 2009 - saranno a Roma per partecipare al presidio organizzato dal Comitato per la Democrazia, alle ore 12.00 dinanzi al Quirinale.

Per il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro:

“Dal Presidente, Giorgio Napolitano, che è già opportunamente intervenuto alcune settimane fa sull’argomento ci attendiamo un’altra forte presa di posizione. Chi – come fa Gasparri da alcuni giorni – richiama le leggi di altri paesi europei, dimentica le storie diverse e le diverse sensibilità culturali italiane. Per altro, a Gasparri vorrei ricordare che proprio la sua vecchia parte politica (MSI), ha utilizzato la legge attuale quando non riusciva a raggiungere neanche il 2% e c’erano motivi molto più seri per tenerli fuori dal sistema democratico dei partiti. Il PSDI distribuirà alla stampa uno stralcio del discorso fatto da Giuseppe Saragat il 6 marzo del 1947 durante i lavori della Costituente quando – parlando dell’art.49 – mise in guardia tutti dal rischio che i partiti senza una garanzia di agibilità democratica potessero diventare strumento di potere nelle mani di pochi. Anche in questo caso Saragat fu lungimirante!”

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di Ufficio Stampa (del 30/01/2009 alle 18:20:06, in politica, linkato 928 volte)

Anche il PSDI parteciperà - martedì 3 febbraio p.v. - alla manifestazione di protesta contro lo sbarramento al 4% imposto da Berlusconi e Veltroni.

L’appuntamento è fissato per le ore 12.00 al Quirinale e per le ore 14.00 a Montecitorio. Tutti i compagni dirigenti disponibili sono invitati a partecipare.

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di Ufficio Stampa (del 30/01/2009 alle 17:55:55, in politica, linkato 875 volte)

Anche il PSDI parteciperà - martedì 3 febbraio p.v. - alla manifestazione di protesta contro lo sbarramento al 4% imposto da Berlusconi e Veltroni.

L’appuntamento è fissato per le ore 12.00 al Quirinale e per le ore 14.00 a Montecitorio. Tutti i compagni dirigenti disponibili sono invitati a partecipare.

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Il segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, ha dichiarato:

“La mobilitazione dei Partiti che hanno dato vita al “Comitato per la Democrazia” avrà successo solo se i partiti sottoscrittori non si limiteranno a minacciare l’uscita dalle amministrazioni locali, ma avranno il coraggio di imporre le dimissioni di massa dai governi locali con il PD, e cancelleranno tutte le trattative in corso con PD e PDL. Ma un appello lo rivolgiamo anche ai vertici dell’UDC che subisce in silenzio (anche per un proprio piccolo interesse) l’intesa tra Berlusconi e Veltroni, ma che invece dovrebbe ergersi a vero baluardo della democrazia in Italia se solo trovasse il coraggio di mettersi di traverso ad una legge liberticida”.

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Nella scorsa settimana Mimmo Magistro, Segretario Nazionale del PSDI e candidato Sindaco a Bari, aveva sollecitato il Governatore Vendola, il Presidente del Consiglio Regionale, Prof. Pepe, e l’Assessore alla Trasparenza, Guglielmo Minervini, ad istituire l’Ufficio della Difesa Civica. Solo il Presidente Pepe, con una nota ha assicurato Magistro che, “porrò in essere ogni eventuale iniziativa affinchè anche questo organismo statutario possa divenire realtà nell’interesse della Comunità pugliese”.

 “Lo Statuto della Regione Puglia – conferma Magistro – (che ha ringraziato il Prof. Pepe), approvato il 12.05.2004, tra l’altro prevedeva all’art. 50 l’istituzione di tre Autorità di garanzia, due delle quali, il Comitato per “l’informazione e la comunicazione” (CO.RE.COM.) ed il “Consiglio dei Pugliesi nel mondo”, hanno visto la luce da tempo. Il terzo - il più importante – “Ufficio della difesa civica”, tarda ad essere approvato”. “Si tratta – per Magistro - dell’Ufficio che dovrebbe garantire l’imparzialità, il buon andamento e la trasparenza nell’azione amministrativa nonché la tutela dei diritti degli adolescenti e dei minori, delle libertà fondamentali degli immigrati, dei consumatori e degli utenti”. Magistro si dice confortato dall’impegno del Prof. Pepe – ma “amareggiato dal silenzio di chi come Vendola e Minervini, professano trasparenza ma eludono i doveri della legge”.

Sono certo che – conclude Magistro - recuperando il tempo sin qui perso, ciascuno secondo le proprie competenze, avvii l’iter burocratico per l’insediamento dell’Ufficio. Un atto di rispetto e considerazione nei confronti di tutti i pugliesi”.

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di Ufficio Stampa (del 29/01/2009 alle 18:57:13, in politica, linkato 945 volte)

Si riporta di seguito il docomento stilato questa mattina dal Comitato per la Democrazia , alla cui riunione ha partecipato, per il PSDI, il Presidente Nazionale, Alberto Tomassini.

Il Segretario Nazionale, Mimmo Magistro , conferma che il PSDI ha deciso di aderire alla mobilitazione - martedì 03 febbraio - alle ore 12.00 presso il Quirinale ed alle ore 14.00 a Montecitorio.

 

Un grave attentato alla democrazia

Si è riunito il Comitato per la democrazia con la presenza dei rappresentanti di Rifondazione comunista, Partito socialista, Sinistra democratica, Radicali italiani, Pri, Psdi, Verdi, Partito d’Azione, Pli, Udeur, Liberaldemocratici, I socialisti. Il Comitato ha approvato questo documento:

1) Il Parlamento si appresta a iniziare l’iter di approvazione di una legge per le elezioni europee che contrasta non tanto con le pur legittime aspirazioni di esistenza di partiti politici che vivono di tradizioni storiche e di progetti politici di interesse nazionale, ma con i diritti di democrazia sanciti dalla Carta costituzionale. Cambiare la legge elettorale e le norme di accesso al Parlamento europeo mentre è già da tempo in corso la preparazione delle liste e in qualche caso, dopo aver definito le stesse, anche la raccolta delle firme, caso unico in tutta Europa, rappresenta un grave attentato alla democrazia.

2) Questo avviene non alla luce di una esigenza di maggior equilibrio democratico e di minor frammentazione politica al Parlamento di Strasburgo, che peraltro non deve eleggere alcun governo, ma come esigenza dei due partiti maggiori del nostro paese che vogliono costruire un sistema fondato sulla loro assoluta supremazia forzando l’interpretazione delle norme come è avvenuto ad aprile, o cambiando improvvisamente, come sta avvenendo oggi, la legge elettorale europea. La responsabilità maggiore cade sul Pd e sul suo segretario Veltroni che tenta, con lo sbarramento elettorale al 4%, di frenare la sua caduta libera di consensi registrata in tutti i sondaggi. Questo cambiamento di legge avviene nel contesto di un grande baratto tra Pd e Pdl che investe anche altri atteggiamenti parlamentari e spartizioni di potere.

3) Si consolida così quel regime antidemocratico fondato sul falso bipartitismo all’italiana che tenta di spartirsi il finanziamento pubblico con denari degli italiani che non risparmieranno un euro, mentre i protagonisti sono forze politiche oligarchiche, con vertici non eletti democraticamente attraverso congressi e senza vita democratica al loro interno, che si pongono in netto contrasto con i principi stabiliti dall’articolo 49 della Costituzione.

4) Il Comitato per la democrazia indice dunque per la giornata di martedì due iniziative di lotta. L’una con inizio alle ore 12 dinanzi al Quirinale e l’altra con inizio alle ore 14 a Montecitorio. Promuove nel contempo iniziative di protesta in tutte le città capoluogo e nei consigli regionali, provinciali e comunali. E sottopone a verifica tutte le alleanze locali.

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di Ufficio Stampa (del 29/01/2009 alle 18:44:20, in Lettere Aperte, linkato 993 volte)
EUTANASIA DI UN SOCIALDEMOCRATICO

Socialdemocratici si nasce …..

Voglio morire Socialdemocratico…., il più tardi possibile! Per chi, come me, aveva scelto di iscriversi al PSDI nel momento del processo “senza appello” e della successiva condanna per Mario Tanassi”, SOCIALDEMOCRAZIA vuol dire veramente tutto. Vuol dire Giustizia Sociale, Eguaglianza senza nessuna distinzione, Libertà senza condizionamenti, Lontananza dagli opposti estremismi, Orgoglio di non dover prendere mai le distanze dai propri padri fondatori e di non dover abiurare dai propri princìpi . Eppure oggi scopro che questi valori non hanno più senso, che l’indignazione verso le ingiustizie non esiste più, che altri e più prosaici valori hanno soppiantato quelli che hanno nutrita la nostra generazione. Non ci si ribella più a niente; si ascoltano proclami di integrità morale da parte di chi ha un casellario giudiziario zeppo e non si prova più ripugnanza; si ascoltano personaggi che hanno cambiato colore politico svariate volte e rivendicano linearità e coerenza dei loro comportamenti e non si batte ciglio; si ascoltano “barzellettieri di seconda mano” che guidano una nazione e gli si battono le mani; si incontrano personaggi che ringraziano il padreterno che gli ha mandato il nuovo Salvatore ( ricordate lo spot elettorale “..e meno male che c’è Silvio?”) e non si prova più disgusto verso di loro. E non finisce qui! Lo sbigottimento più forte ci prende quando ci troviamo di fronte al leader di una coalizione (che non sarà mai un partito), che ha la sfacciataggine di aspirare alla leadership indisturbata dell’intera Sinistra italiana, pretendendo che ci si dimentichi che : · salvò gli avversari politici della Destra che, nel novembre del 2007 erano sull’orlo della bancarotta (erano tutti contro tutti); · affossò il Governo Prodi, che oggi in molti rimpiangono, con la proposta della riforma elettorale con lo sbarramento, costringendo i partiti più piccoli ad una giustificata reazione; · non contento di tanto, caduto Prodi, diede fondo a tutte le sue dubbie capacità politiche e sfornò la geniale trovata di rifiutare l’apparentamento ai vecchi e possibili futuri partiti alleati, facendo spazio, in ragione di una pseudo spinta moralizzatrice e di un debito di riconoscenza per Di Pietro che si era fermato alle soglie del portone di Botteghe oscure quando inseguiva una valigia zeppa di banconote e che ora lo sta ripagando come merita. Il risultato di tanto acume politico è sotto gli occhi di tutti. La Sinistra vera è fuori dal Parlamento, la classe operaia è priva di rappresentanza politica ed è alla mercè di un governo e di una confindustria che la fanno da “padrone”. Dopo tutto questo, ci si aspetterebbe che avesse capito la lezione e cambiasse strategia, rivedendo i suoi errori. Macché ! è, più duro di un coccio. È caduto nel trabocchetto del Pdl , che non ha alleati da fagocitare e risponde signorsì ( non gli pare vero quando può farlo) al richiamo del Cavaliere, che gli offre la riforma elettorale con lo sbarramento al 4%. Pervicacemente il nostro leader “minimo”, segretario di un PD attestato ormai al 25% (complimenti) prefigura un recupero elettorale ancora una volta a danno dei suoi ipotetici futuri alleati. Follia pura! Per fortuna la linea politica del nostro leader “minimo” non è incontrastata e nel PD ci sono personaggi che non la pensano come lui, come D’Alema, Bersani, Chiamparino, che purtroppo però verso i Socialisti non sono mai stati teneri. A chi nel nostro partito stravedeva per il partito dell’ex portaborse di Forlani e di Cuffaro ricordo solamente che essi si sono subito dichiarati favorevoli allo sbarramento, purchè, dice Buttiglione, lo si abbassi alla nostra portata. Quanto ci vogliono bene questi amici dell’UDC!! Ci hanno schifati alle politiche e continuano a farlo per le elezioni europee. Concordo con chi chiede con urgenza la convocazione di un consiglio nazionale e chiedo alla segreteria nazionale di esperire ogni tentativo possibile per recuperare un rapporto stretto con i partiti della Sinistra ed in particolare con i compagni del PS. Per quanto mi riguarda preferisco una EUTANASIA da SOCIALdemocratico piuttosto che un omicidio nel partito democratico o ancor meno nel Pdl. A quel “SOCIAL” che ci distingue ci tengo troppo. è stata la cifra di tutta la mia vita politica e non vi rinuncerei per nessuna ragione al mondo

29.01.09 Mimmo Cuomo

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di Ufficio Stampa (del 29/01/2009 alle 18:35:18, in Ufficio Stampa, linkato 1138 volte)

Ampia partecipazione, soprattutto di molti giovani, all’assemblea degli iscritti e dei simpatizzanti del Psdi di Rieti avvenuta domenica 25 gennaio 2009 presso la sala consiliare della 5° Comunità Montana di Rieti.

Il commissario vicario della federazione di Rieti, Pietro Agostinelli ha aperto i lavori con un breve intervento elencando i punti messi all’o.d.g.:

1) informativa sul commissariamento della segreteria provinciale di Rieti,

2) organizzazione e rilancio del partito nel territorio,

3) tesseramento 2009,

4) costituzione di una lista provinciale,

5) eventuali apparentamenti politici.

L’intervento del commissario del Psdi, Carmelo Bonarrigo, ha ricordato gli ideali e i valori della socialdemocrazia e le importanti battaglie parlamentari che hanno aiutato concretamente a costruire la nostra Italia. Alto è stato il discorso del Presidente nazionale del Psdi, Alberto Tomassini, che ha parlato in modo diretto e concreto della politica nazionale, denunciando le varie problematiche gestionali che colpiscono i partiti. La critica è stata rivolta in modo particolare verso quei politici che dimenticandosi degli ideali e dei valori dei partiti, concentrano il tutto solo sulla loro figura personale. Inoltre, il Presidente Tomassini ha constatato che il Psdi di Rieti è in forte crescita, grazie anche ad un nutrito numero di nuovi iscritti, tra questi molti giovani socialdemocratici che spingeranno il partito verso una nuova fase generazionale che si riconosca nei reali valori e negli ideali del socialismo democratico, strumento importantissimo per la soluzione di molti problemi nella nostra società civile, imprenditoriale e lavorativa. La socialdemocrazia è la forma di sistema che garantisce tutti gli strati sociali; ecco perché il progetto politico dei socialdemocratici si è consolidato e sta crescendo in molti paesi d’Europa. Lo stesso Presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, ha intrapreso la strada socialdemocratica, che guarda dal basso verso l’alto i bisogni dei cittadini delle associazioni e delle imprese (giovani, lavoro, economia, volontariato, processo di pace), imponendo un cambiamento di stile non solo a livello di politica e dell’economia, ma anche della vita quotidiana. Sin dal 1947 il nostro partito è storicamente la vera e unica rappresentatività socialdemocratica nel nostro paese e vanta uno dei più prestigiosi Presidenti della Repubblica Italiana, Giuseppe Saragat, fondatore del Psdi. In conclusione i socialdemocratici di Rieti riuniti in assemblea alla presenza del commissario straordinario, Carmelo Bonarrigo e del presidente nazionale del partito, Alberto Tomassini deliberano di partecipare alle elezioni amministrative provinciali di Rieti con una propria lista autonoma scegliendo di appoggiare il centro-sinistra previa verifica programmatica di compatibilità. A tal proposito viene costituito un comitato di elaborazione e proposta programmatica. Si invitano tutti gli autentici socialdemocratici a partecipare alla vita democratica del partito aderendo e rinnovando l’iscrizione al Partito Socialista Democratico Italiano entro e non oltre il 31 marzo 2009 così come previsto dalla Direzione Nazionale del Psdi. Altresì, coloro i quali non si dovessero riconoscere nella risultanza del Congresso Nazionale di Bellaria e nelle iniziative dei socialdemocratici reatini si collocano fuori dalla rappresentatività politica del Psdi. L’assemblea approva all’unanimità l’operato del commissario straordinario Carmelo Bonarrigo e del vicario Pietro Agostinelli invitandoli a proseguire l’ opera intrapresa.

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