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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

BELINSKIJ
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati all'interno del sito, disposti in ordine cronologico.
 
 
di Ufficio Stampa (del 23/04/2010 alle 17:06:12, in Ufficio Stampa, linkato 724 volte)

LA CORTE DEI CONTI BOCCIA VENDOLA NONOSTANTE ABBIA NASCOSTO LE 517 CONSULENZE . ABBIA LA DECENZA DI RINUNCIARE ANCHE AD INSEDIARSI.

Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, ha dichiarato:

“La notizia apparsa “timidamente” sulla stampa , circa le bacchettate della Corte dei Conti sulle spese promozionali e sulle consulenze alla Regione Puglia, è di una gravità inaudita e rende giustizia a chi – da mesi – aveva posto interrogativi leggendo anche i dati del Ministero della Funzione Pubblica sulla triplicazione dei costi della Puglia per le consulenze. Non siamo contro le consulenze ma, contro 517 consulenze (quelle apparse negli ultimi 30 mesi sul sito della Regione Puglia cliccando il link “trasparenza”) senza apparente forte giustificazione, senza criteri obiettivi, senza un curriculum professionale adeguato, anzi, con situazioni paradossali. Ad un docente universitario, penso titolare di cattedra, a cui si chiede una presenza anche fisica in Ateneo, esponente di rilievo del PD e “vendoliano di ferro” nelle primarie, sono state assegnate ben due consulenze (anzi, contratti co.co.co.) da 40.000 euro ciascuna per un identico periodo. Ai consulenti giuridici di Vendola, omaggiati di 80.000 euro l’anno, sono stati affidati anche incarichi legali di rilievo con altre parcelle ragguardevoli. Che fine ha fatto l’etica cui si richiama continuamente Vendola? Quanto le spese promozionali indiscriminate, che la Corte dei Conti ha valutato sino ad ora in 16 milioni di euro (noi in 36 milioni negli ultimi 30 mesi), hanno condizionato anche i risultati elettorali? Non credo che la Corte dei Conti abbia ancora piena contezza della montagna di impegni assunti da strutture ed enti collegati e finanziati a piè di lista dalla Regione Puglia. Così forse si spiega il desiderio di Vendola di non avere in Giunta assessori “scomodi” o, almeno, è questo quello che il suo atteggiamento lascia immaginare. Invito i santoni del giornalismo, Giovanni Floris, Lucia Annunziata, Michele Santoro e Gad Lerner – che lo hanno fatto assorgere in cielo – a reintervistare Vendola per chiedergli conto delle malefatte, almeno politiche, ora accertate anche dalla Corte dei Conti. Nelle more farebbe bene, per decenza, a non insediarsi. “

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Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, ha dichiarato:

 “Se abbiamo capito bene, Vendola sulla scelta degli Assessori, vuole “fare cappotto” decidendo non sulla base delle indicazioni degli elettori e dei partiti ma, in relazione all’indice di solidarietà espresso nelle primarie sulla sua persona. Cioè, resteranno esclusi gli esponenti del PD che, lealmente, hanno sostenuto il candidato ufficiale, Francesco Boccia. Basterebbe questo per mandare a “carte quarantotto” il Governatore, che vuole utilizzare i 30 mesi che ci separano dalle elezioni politiche, solo per affinare la sua macchina da guerra elettorale per sfidare il mondo della sinistra. Nelle more, deve chiarire perché revoca un milione di euro per la pulizia di tutte le spiagge pubbliche della Puglia e rimpingua il budget del Teatro Pubblico Pugliese, con una somma di pari entità, per pagare le fatture di manifesti e spot per manifestazioni fatte - secondo noi - illegittimamente durante la campagna elettorale. La stampa ci informa che ieri sarebbe stato in visita dal Procuratore della Corte dei Conti. Speriamo abbia chiarito i criteri delle 517 consulenze del biennio 2008/2009, i motivi dello sforamento del patto di stabilità ed il marchingegno con cui ha aggirato il patto, nel prorogare di altri nove mesi i contratti dei dirigenti di area di cui – tranne qualche rara eccezione – pochi avrebbero notato la mancanza. Dirigenti scelti in modo discrezionale e clientelare che costeranno più di un milione di euro, quello revocato ad un migliaio di società sportive pugliesi per l’attività sociale e giovanile, già programmata e svolta.”

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di Ufficio Stampa (del 21/04/2010 alle 17:26:57, in Ufficio Stampa, linkato 752 volte)

Il compagno Umberto Granato informa che l 'Associazione culturale da Turati a Saragat (sede in Somma Ves.) organizza per il giorno 22.04.2010 un incontro sul tema:

La famiglia, i figli, gli anziani. Quale futuro?

 Interverranno: - Giovanni Crisci Frate cappuccino - Alfonso Esposito, Teologo, - Cristina Franzino Cagnazzi, resp. reg./le donna, ambiente, problematiche sociali, - Enrico Di Lorenzo, Docente di Lettere e Filosofia

Saluti: - Don Peppino Mastronardo, Parroco, - Anna Cuomo, Ass. ai servizi sociali Comune Somma Vesuviana, - Antonio Granato, Consigliere comunale Somma Vesuviana, - Raffaele Allocca, Sindaco di Somma Vesuviana

Coordina i lavori: rag. Raffaella Di Palma

 

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di Ufficio Stampa (del 21/04/2010 alle 17:00:06, in Ufficio Stampa, linkato 919 volte)

25 APRILE CON TANTI RICORDI E MOLTI COMPROMESSI

di Carmelo Bonarrigo

Occorre far riscoprire ai giovani la storia della nostra patria e quindi ritornare ai valori della Resistenza ed è importante riproporre il legame tra il Risorgimento e la Repubblica.

Ci piace introdurre questa riflessione sul sessantacinquesimo anniversario del 25 Aprile ricordando la descrizione del tricolore che ha scritto il poeta risorgimentale Giovanni Berchet:

“ il verde la speme tant’anni vissuta

 Il rosso la gioia di averla compiuta

Il bianco la fede fraterna d’amor.”

 Due sono stati gli avvenimenti-8 settembre e 25 aprile- che hanno contribuito alla svolta della storia nazionale:”il giorno dell’armistizio” ( il liberatorio Tutti a casa), e la liberazione dal nazi-fascismo che nel passato e nel presente alcuni storici e politici, forzando la logica, hanno letto e leggono in chiave contrapposta contribuendo ad alimentare intermittenti polemiche che sono sfociate in reciproche accuse di un uso politico della storia.

Le ultime elezioni regionali, specialmente nel Mezzogiorno, hanno ricordato che le città, i paesi ed i cittadini tutti sentono un forte bisogno di patria e di unità e pretendono un riconoscimento comune in radici comini ed un bisogno di riconciliazione senza amnesie.

Diceva Carlo Marx che la storia ritorna due volte: “ la prima come forza, la seconda come tragedia.”

Nel Lazio,dove il 25 Aprile sarà ricordato da un Presidente di destra, dal Sindaco di Roma di destra, dal Presidente della Provincia di Viterbo di destra, la storia ritorna come “ farsa”.

Molti di noi ricordano i versi del Manzoni:

“ una d’arme, di lingua, d’altare

di memorie, di sangue, di cor” ( Marzo 1821)

Versi che ancora servono per rilegittimare le basi morali della lotta di liberazione e riproporre il legame tra o Stato, nato dal Risorgimento, e la Repubblica di oggi.

In questi ultimi anni la memoria della Resistenza, la cultura del rispetto reciproco si sono raffreddate, spolverando un rituale senza calore né passione.

Adesso è necessario imporsi di rianimare i valori del patriottismo, del Risorgimento e della Resistenza nelle coscienze degli italiani e soprattutto nelle generazioni più giovani. Queste pagine di storia sono state originate dal basso e realizzate dalle masse secondo la tesi tolstoiana e quindi non possono coincidere con la concezione “eroica” di una storia fatta, invece, da pochi e, nel caso dell’Italia, soprattutto da avanguardie.

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MARIO ENTITA' nuovo Segretario Regionale del PSDI della Sicilia

di A. Petrosino


Mentre si leva, alto, il canto dell'Internazionale, Mimmo Magistro, Segretario Nazionale del PSDI, varca la soglia della sala “Leonardo” del Jolly Hotel di Catania, e non crede ai suoi occhi.

Vivida, l'immagine di Saragat esce dall'ingrandimento di un'istantanea e sembra venire incontro a quelli che entrano. Accanto, il grande poster con la vecchia foto sgranata del palco della presidenza nel giorno della rinascita del Partito Socialista dei Lavoratori Italiani.

Ed ecco, d'incanto, nella tiepida primavera siciliana si materializza Palazzo Barberini, il simulacro della Sala Borromeo proprio così come i ragazzi della FGSI di Matteo Matteotti e Leo Solari l'addobbarono in quel freddo gennaio del '47. Ecco i ritratti di Filippo Turati, col cappello di feltro dalle larghe falde, di Bruno Buozzi e Giacomo Matteotti, (tutti e tre) i grandi martiri socialisti. Ecco la barbuta oleografia di Marx, che all'assise un po' spaesata dei socialdemocratici siciliani di un nuovo millennio, forse ricorda il “vecchio dio” di Pirandello.

C'è qualche occhio lucido, vecchi compagni che non si vedevano da tempo si abbracciano, un cartello detta lo slogan “Una nuova sinistra è possibile”, un altro informa: “Assemblea Congressuale Regionale straordinaria del PSDI della Sicilia - Catania, 11 aprile 2010”. Applausi accolgono l'elezione della presidenza del Congresso e delle commissioni, poi si fa silenzio, ed Antonello Longo, responsabile regionale del Partito, inizia la sua relazione.

Il Partito Socialista Democratico Italiano è molto piccolo ma è un partito vero, perché collega la sua politica di oggi ad un sistema di idee, di ideali, di riferimenti storici e culturali che ha radici profonde nell'Europa anche se è scarsamente rappresentato nella società italiana.

È la visione del Socialismo, non un residuato dell'ottocento ma un elemento politico vivo ed attivo che ha determinato, o ha concorso a determinare, tutte, nessuna esclusa, le conquiste di civiltà, di progresso, di umanità, di giustizia che hanno portato, nel corso di poco più di un secolo, l'elevazione morale e materiale – come una volta si diceva – dei popoli.

Se i compagni di Catania ancora una volta hanno passato la notte in bianco per ciclostilare vecchi discorsi e riprodurre in questa sala l'iconografia di Palazzo Barberini, non vuol dire che vogliamo diventare una setta di nostalgici tardo-marxisti ma che qui tra noi c'è un fortissimo senso di appartenenza e una straordinaria passione politica. E quando la passione e gli ideali vengono relegati negli angoli bui della politica, viene da chiedersi cosa mai sia diventata la democrazia italiana.”

Ma oggi siamo qui per parlare della Sicilia...

E comincia a parlarne, Antonello Longo, in un profluvio di parole che dura due intere ore. Eppure i delegati ascoltano pazienti, perché c'è voglia di sentire, di sapere, di capire su quali posizioni, con quale proposta, usando quali strumenti una pattuglia di coraggiosi può rendersi visibile, può sfidare il sistema dei grandi partiti, può portare un contributo effettivo a cambiare le cose – troppe – che non vanno.


NELLA FOTO: I delegati al Congresso durante la relazione di Antonello Longo

Rimproveriamo ai governi nazionali di centrodestra e centrosinistra di avere danneggiato il Mezzogiorno d'Italia e la Sicilia con scelte di politica economica scellerate, che hanno sottratto grandi fette delle risorse destinate dalle politiche di coesione sociale dell'Unione Europea alle aree più svantaggiate. Ammettiamo le colpe e i ritardi delle classi dirigenti siciliane ma adesso è tempo di reagire, di difendere gli interessi di un popolo che rischia di non entrare mai in sintonia con i grandi processi di sviluppo, di salvaguardare le prerogative dello Statuto speciale nell'attuazione del federalismo fiscale.”

L'affermazione di una forte componente autonomista rende il quadro politico siciliano molto diverso da quello nazionale. Noi condividiamo la necessità di riequilibrare a favore del Sud i rapporti di forza nel Parlamento e ci proponiamo di portare al movimento delle autonomie il contributo indipendente ed autorevole di una componente laica, riformista e socialista.”

Immaginiamo per la Sicilia un diverso modello di sviluppo, valorizzando le vocazioni vere di questa terra: una nuova agricoltura, con le coltivazioni biologiche e l'agriturismo, il recupero e la salvaguardia dell'ambiente naturale e dei centri urbani, il turismo, la cultura, l'istruzione, la ricerca, i servizi, lo snodo dei commerci nel Mediterraneo, le piccole imprese artigiane e l'industria leggera elettronica e componentistica, l'informatica, lo sviluppo delle fonti di energia alternativa. Mai più industrie pesanti e inquinanti, mai più cementificazione selvaggia, mai più degrado dei centri storici, mai più campagne abbandonate.”

Ma queste rimarranno vuote parole se non si verificheranno le due pre-condizioni indispensabili perché possa essere scelto e avviato qualsiasi tipo di sviluppo economico: la realizzazione delle infrastrutture per un sistema moderno (o quantomeno civile) di mobilità e trasporti, a cominciare dal famoso ponte sullo Stretto di Messina, e la garanzia della sicurezza delle persone e dei loro beni nel nostro territorio.

Contrastare la mafia e allentare la morsa spietata del crimine che soffocano ogni afflato civile ed economico deve essere impegno assoluto e pregiudiziale della politica, della società, dello Stato. Ma è altrettanto importante fermare e ribaltare i pregiudizi e i giudizi sommari prodotti dalla cattiva politica e dall'informazione strumentale, che toglie dignità e allontana opportunità.”


NELLA FOTO: L'On. Salvatore Lo Turco, a fianco del Segretario Nazionale Mimmo Magistro, risponde al saluto  dei delegati che lo acclamano alla presidenza. Sullo sfondo i ritratti di Turati, Matteotti e Buozzi ed il manifesto del Congresso, che riproduce la prima tessera PSLI del 1947.

Adesso è la volta del Segretario Nazionale. Mimmo Magistro parla della sua emozione nel vedere i simboli della storia socialista e come attorno a questi si unisce il Partito siciliano: “Il PSDI è vivo in tutta Italia, pur tra mille difficoltà, ogni giorno ci sono adesioni nuove, anche da parte di giovani. Non siamo stati assenti dalle elezioni regionali di marzo e dobbiamo prepararci per riportare il nostro simbolo sulle schede in tutti gli appuntamenti elettorali del prossimo futuro.”

Difendere l'identità socialista, riformista, federalista del PSDI, lottare per il Sud, pretendere le riforme che servono al Paese per uscire da un'eterna transizione, a partire dal fisco e dalla giustizia, aprire una grande offensiva di verità e di libertà per stanare un centrosinistra sempre più prigioniero di una vocazione conservatrice e giustizialista; ecco la nostra linea politica.”

Fra pochi mesi celebreremo il XXVIII Congresso nazionale: il mio impegno è rivolto a costruire quel modello di partito organizzato su base federalista che ha segnato l'alleanza, la forte intesa tra me, i compagni siciliani e quelli della Puglia che portò all'approvazione del nuovo Statuto e alla definizione dell'attuale gruppo dirigente nazionale che vede ora il compagno Antonello Longo tornare a dedicarsi pienamente al suo ruolo di vice-segretario vicario, lasciando l'incarico commissariale in Sicilia con la democratica ricostituzione degli organismi regionali.”


NELLA FOTO: Stefano Gullo, Presidente della Commissione Regionale di Garanzia del Congresso; il Commissario regionale Antonello Longo; il Segretario Nazionale del PSDI Mimmo Magistro e l'On. Salvatore Lo Turco.

S'è fatta ora di pranzo, Magistro si aspetta che i lavori proseguano senza badare all'orologio, secondo il costume del PSDI romano. Ma ha ancora modo di soprendersi perché i "compagni" siciliani affidano un significato importante, nei loro lavori, anche ai momenti conviviali. Perciò è ora di continuare la riunione intorno alla tavola, rinviando al dopo caffè l'apertura del dibattito.

Poi di nuovo in sala congressi; Antonio Consoli porta il saluto dei Circoli della città di Catania: “vogliamo un Partito attivo e organizzato, una politica che sappia concentrarsi su fatti concreti.” “Non può esistere una moderna democrazia occidentale senza un forte ed autorevole partito socialista riformista che abbia fra i suoi principi l'idea del Presidente Saragat del legame indissolubile fra giustizia sociale e libertà. Per questo motivo noi non possiamo mai essere organici compagni di strada degli eredi del comunismo filosovietico e della vecchia sinistra democristiana che basano la loro politica sulla visione consociativa e giustizialista della società e dello stato.”

Toti Dragotto parla del suo credo religioso che si fonde con l'impegno politico: “nella socialdemocrazia vedo riflettersi i valori più profondi della vita, quelli legati al messaggio cristiano. A Palermo sta sorgendo un bel gruppo di persone nuove, capaci, disinteressate.”

Onofrio Cannavò, neo Segretario del Circolo Saragat di Catania, ripercorre le tappe che hanno portato al Congresso Regionale, sottolinea la necessità di non lasciare cadere il filo di una politica che può rendere incisiva l'azione del Partito: “il Presidente Lombardo, la cui azione rinnovatrice merita tutto il nostro sostegno, sottoposto al tiro incrociato dei suoi nemici politici e delle notizie sull'indagine giudiziaria per presunte frequentazioni mafiose, rischia di cadere ad ogni passo politico significativo, a cominciare dal bilancio e dalla finanziaria regionali. Il verificarsi di questa eventualità ci porterebbe a nuove elezioni regionali, ed il PSDI non può farsi trovare impreparato.”

Antonio Como del Circolo di Castellammare del Golfo descrive una roccaforte importante della socialdemocrazia siciliana, dove la lista del Sole Nascente ha preso il 9% alle elezioni comunali, con un seggio: “per 14 voti non è stato eletto un secondo consigliere comunale. Il nostro circolo è punto di riferimento per molti giovani. Perché non organizzare un convegno nazionale del PSDI nella nostra zona, ricca di strutture ricettive?”

Mario Entità ha un nodo in gola: “Mi sento vecchio e stanco, sono iscritto al PSDI dal 1952, dopo tanti anni meditavo di non far più politica.” Ma nessuno gli crede, perché Entità è uno di quelli che nell'immaginario collettivo restano giovani per tutta la vita. “Mi preoccupo per questi giovani che vedo per strada, abbandonati a se stessi, che magari completano gli studi ma non trovano prospettive di lavoro. Che differenza con il sistema dell'istruzione di quei paesi europei dove è più forte la presenza socialista, in cui i meritevoli vengono aiutati a studiare e ad inserirsi nel mondo del lavoro prima ancora di arrivare alla laurea.”

Stefano Gullo ha l'aspetto, la dialettica, il tratto dei vecchi dirigenti del movimento operaio e contadino che guidarono l'occupazione delle terre in Sicilia nel dopoguerra ed imposero, con la riforma agraria, la fine del latifondo: “Il diritto e la pratica giudiziaria si servono oggi di strumenti, come la legislazione di emergenza e l'uso di pentiti, per contrastare il fenomeno mafioso, che devono essere utilizzati con una prudenza ed un equilibrio che non sempre possiamo riscontrare. Come si fa a distinguere, in certi casi, la mafia dalla normale criminalità, quando vengono consumate violenze e grassazioni contro i cittadini e le attività economiche? La Sicilia corre il pericolo di vedere confondersi la concreta attività delle forze dell'ordine e della magistratura con opinioni e ricostruzioni storiche che appartengono alla categoria dei giudizi e dei pregiudizi politici. L'effetto può anche essere quello di non creare un contrasto veramente efficace contro la forza economica e militare delle bande criminali e di costruire teoremi che indeboliscono non solo la credibilità del ceto politico ma gli interessi economici e civili di una intera comunità. Il socialismo democratico è la risposta, la rivalutazione della dignità e del valore del lavoro produttivo. E' sconfortante vedere oggi una sedicente sinistra ridotta alla rappresentanza di apparati burocratici e parassitari e degli interessi dei settori meno meritevoli del capitalismo italiano.”

L'assemblea è giunta alla fine, non resta che tirare le somme: non ci sono proposte politiche alternative, la relazione del Commissario regionale Antonello Longo viene approvata all'unanimità. Ma è urgente tracciare un programma organizzativo, dotare i nuovi dirigenti di un orientamento preciso sulle cose da fare per rilanciare il Partito, e Nino Gennaro a nome della Commissione per le risoluzioni presenta il documento finale del Congresso, che impegna il PSDI siciliano a muoversi, a comunicare, a produrre politica, a riorganizzarsi con i modi e le forme più consoni ad una vita interna del Partito basata sul metodo democratico e sul rigore della militanza. Anche su questo non ci sono alternative, l'assemblea acclama. (Per leggere e scaricare il testo completo del documento conclusivo, dal titolo "UN PARTITO DI IDEE, DI MILITANZA E DI PASSIONE POLITICA" fate click qui.)

Alla linea politica ed al progetto organizzativo daranno corpo i nuovi dirigenti, la cui elezione si collega ai documenti approvati. Nuovo Segretario regionale del PSDI siciliano è il catanese Mario Entità, che ringrazia tutti con la voce rotta da una sincera emozione: “Pensavo di disimpegnarmi dalla politica attiva ed invece mi chiamate ad un compito così gravoso, che accetto con spirito di servizio verso un Partito nel quale milito da cinquantasette anni, perché già mio padre era fra quelli che diedero vita a Palazzo Barberini. Esistono principi morali di cui è portatrice l'etica socialista, che la società sembra avere smarrito, soprattutto fra le giovani generazioni cresce un senso di incertezza e di vuoto. Avviciniamo i giovani alle nostre grandi idee ed anche ad una proposta politica concreta che faccia capire loro che, col sistema riformista, la società si può cambiare intervenendo nelle sue criticità. La grande finanza, le banche, il fisco. E poi la scuola, i meccanismi di inserimento nel lavoro, le reti di protezione sociale, il sostegno alle famiglie, la dimensione anche culturale e ludica della vita. Sono tutte cose che non nascono per caso ma richiedono una politica corretta e propositiva, istituzioni trasparenti e che funzionano, cittadini che rispettano le regole. Impegniamoci a costruire un Partito organizzato, che ritrovi il gusto dello stare insieme e dello sviluppare un comune linguaggio politico per portarlo nel vivo della società, tra gli operai, i contadini, le forze del lavoro e della produzione.”

Stefano Gullo è acclamato, per la sua storia e per lo straordinario messaggio umano e culturale di cui è portatore, Presidente del PSDI siciliano. L'On. Salvatore Lo Turco, già deputato all'ARS ed assessore regionale, che era stato accolto con festoso affetto da tutta l'assemblea ed aveva portato nel corso dei lavori il suo caloroso saluto, è proclamato Presidente Onorario. Il delicato, e davvero difficile, compito di segretario amministrativo viene messo nelle mani di Gaspare Strano, uno dei più giovani del nuovo gruppo dirigente, ex responsabile della GSDI.

Ed infine si elegge un coordinamento regionale di sette componenti in rappresentanza di varie provincie della Sicilia: Onofrio Cannavò, Gregorio Enrico Chiarenza, Antonio Consoli, Leonardo D'Angelo, Salvatore Dragotto, Carmelo Maugeri e Massimo Messina. Probiviri, i "giudici" del Partito, sono Nicola Castana, Natale Mazza e Filippo Zuccarello.

E' tardi, l'assemblea si può concludere; il giovane tesoriere, che all'inizio della riunione aveva la faccia seria e compassata - forse perché non riusciva a non pensare alla ricevuta della sala, al conto del ristorante, a quello della tipografia ed alle mille piccole spese che un congresso comporta - alla fine sorride e sprizza gioia da tutti i pori, annunciando un incredibile "avanzo" di ben 42 Euro nella gestione del Congresso; sì, perché ai delegati ed a tutti gli intervenuti, Segretario Nazionale compreso, è stato chiesto di versare - al momento di registrare la loro partecipazione - un contributo-spese di 25 Euro a testa. Come dire - parafrasando l'azzeccato slogan del Congresso - che anche un nuovo costume politico è possibile, a partire dalle piccole cose.

Intanto la scenografia così ammirata diventa oggetto del desiderio dei delegati, che prima di lasciare la sala si avventano su locandine e gigantografie, lasciando in pochi istanti i muri spogli. “Finalmente - dice qualcuno - abbiamo dei manifesti da esporre nei nostri Circoli!”

I socialdemocratici siciliani si danno appuntamento al prossimo congresso regionale, fra poche settimane, per affrontare i problemi nella dimensione nazionale ed eleggere i delegati al XXVIII Congresso ed i consiglieri nazionali che rappresenteranno la Sicilia, come prevede il nuovo Statuto approvato a Bellaria dal precedente Congresso del 2007.

(A. Petrosino)

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di Ufficio Stampa (del 31/03/2010 alle 11:37:35, in Ufficio Stampa, linkato 692 volte)
Buoni risultati per il PSDI nelle recenti elezioni amministrative di Andria, ove, il giovane Avvocato Francesco Pollice, figlio del Segretario Regionale pugliese del PSDI, è stato eletto consigliere comunale con un grosso successo personale.
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L'Assemblea Congressuale del Circolo "Giuseppe Lupis" di Catania ha eletto i delegati al Congresso Regionale dell'11 aprile 2010


Mercoledì 24 marzo si è riunita l'Assemblea Congressuale del Circolo "Giuseppe Lupis" di Catania in vista del Congresso Regionale straordinario convocato per l'11 aprile.

I lavori sono stati aperti e coordinati dal Segretario del Circolo, compagno Mario Entità, che ha ricordato il percorso seguito dai socialisti democratici catanesi per far rinascere ed affermare una presenza politica significativa per la comunità locale.

In particolare Mario Entità ha ricordato il grande significato che per i compagni di Catania ha il richiamo alla figura ed al ricordo del grande socialista siciliano Giuseppe Lupis, più volte ministro ed autorevole dirigente nazionale formatosi nella temperie dell'esilio. "Lupis - ha detto Entità - aveva la maschera del burbero benefico ma da tutta la sua figura trasudava una forte carica di umanità. Custode gelosissimo dell'autonomia socialista, è stato per tutti noi un maestro."

"Il PSDI non torna in campo però - ha proseguito Entità - nel segno della nostalgia, i socialdemocratici contestano efficienza e rappresentatività al sistema politico che si è affermato attorno all'elezione diretta del Sindaco e del Presidente della Provincia, tant'è vero che la comunità locale avverte più che mai la profonda distanza tra il mondo politico e la comunità locale in una città che vive in uno stato di emergenza permanente dovuto alla mancanza di lavoro e di nuove attività produttive, alla carenza dei servizi a partire dalla nettezza urbana, all'implosione della viabilità e del traffico, alla crisi abitativa ed al generale degrado delle condizioni di vita della popolazione."

Sulla relazione del compagno Entità si è sviluppato un dibattito nel quale sono intervenuti i compagni Zuccarello, La Bruna, Manuele, Roncati e Messina.

Le conclusioni sono state tratte dal Commissario regionale compagno Antonello Longo che ha illustrato i motivi della convocazione del Congresso straordinario.

"Negli ultimi mesi in Sicilia si è un po' smarrito il filo di una ripresa politica ed organizzativa determinata dal precedente Congresso; un risultato negativo su cui ha pesato l'impossibilità di prendere parte col nostro simbolo alle elezioni in presenza di norme restrittive e di soglie di sbarramento del 5 per cento ormai generalizzate anche per le elezioni di comuni e province. Tuttavia il Partito ha la necessità di organizzarsi e di riprendere un cammino politico che non è privo di significato e di importanza per i cittadini siciliani.

L'apertura di una nuova fase della politica regionale dovuta all'affermazione di una forte componente autonomista e all'elezione a Presidente della Regione del leader dell'MPA rende il quadro siciliano notevolmente diverso rispetto a quello nazionale. Si aprono perciò in Sicilia prospettive diverse per quanti non si identificano pienamente in alcuno dei due schieramenti del bipolarismo nazionale; in particolare nell'isola c'è una tradizione di forza e di presenza di un socialismo autonomista che in elezioni recenti ha dimostrato, assieme ad altre forze laiche, di poter superare la soglia di sbarramento per entrare all'Assemblea Regionale Siciliana.

Allo stesso modo in molti comuni siciliani non mancano le personalità del nostro mondo politico che possono essere proposte per la guida delle amministrazioni locali e catalizzare ampi schieramenti.

Quello che manca è la forza, la capacità, la volontà di perseguire l'obiettivo di una presenza laico-socialista organizzata ed autonoma; ciò è dovuto da un lato all'invecchiamento ed allo scoraggiamento del vecchio quadro dirigente e dall'altro dalla corsa fatalista e/o opportunistica ad "intrupparsi" negli ampi schieramenti del bipolarismo.

Non è differente la riflessione che riguarda l'MPA, movimento di cui apprezziamo l'impostazione di fondo ed alcune riflessioni di carattere storico e politico. Esso tuttavia scaturisce dalla matrice democristiana né rinnega il forte legame con la cultura politica solidarista e popolare dei cattolici democratici. Cultura e storia apprezzabilissime che non sono però le nostre.

Il problema, così come anche nel precedente Congresso è stato posto, non è il parlare di autonomia per "far parte" dell'MPA ma costruire un nuovo, autorevole e significativo soggetto politico che alla politica autonomista conferisca la sostanza di un contributo proveniente da diverse concezioni e storie politiche.

Il movimento autonomista nel suo complesso cresce, diventa autorevole ed aumenta le sue possibilità di successo (non nella singola tornata elettorale ma) sul terreno della storia e della cultura di un popolo se non si identifica con una sola posizione e un solo modo di fare politica.

Per quanto mi riguarda personalmente la mia candidatura al Senato nella lista MPA, nella veste nota e riconosciuta di esponente nazionale della Socialdemocrazia, aveva proprio questo significato politico. Allo stesso modo la partecipazione attiva del PSDI alla formazione della lista di alleanza laico-autonomista alle elezioni regionali denominata "Democratici Autonomisti" rientrava nella logica di costruire una alleanza politica attiva con l'MPA e portare nell'Assemblea Regionale un gruppo politico espressione della cultura politico laico-socialista siciliana. Il progetto consisteva nel superare - sia pure con l'aiuto di Lombardo - il 5 per cento su scala regionale, obiettivo per raggiungere il quale la presenza del PSDI nella composizione delle liste avrebbe potuto risultare determinante, rimettendo il nostro Partito al centro delle dinamiche politiche regionali. Tentativo tutt'altro che velleitario, com'è dimostrato dagli oltre centomila voti raccolti dalla lista dei "Democratici Autonomisti" che ha sfiorato il quorum, e come ulteriormente dimostrato dai buoni risultati dei candidati socialdemocratici a Catania ed a Trapani.

Dispiace dunque in modo particolare il disimpegno pretestuoso di alcune provincie e l'impegno di altre a sostegno di liste concorrenti. Questo atteggiamento al di là delle difficoltà organizzative ha provocato una spiacevole disgregazione della forza del Partito che aveva cominciato a ricostituirsi in modo promettente.

Questo Congresso straordinario serve a censire quanti vogliono essere ed apparire socialdemocratici facendo "squadra" nel PSDI: se noi riusciremo a ritessere un minimo di organizzazione ed a esprimere, con il nostro grande patrimonio ideale, morale e storico, un minimo di proposta politica, io sono sicuro - ha concluso Longo - che l'apporto politico socialdemocratico per la Sicilia non è concluso."

Il Congresso ha approvato all'unanimità un Ordine del Giorno che recepisce le indicazioni politiche contenute nelle relazioni dei compagni Entità e Longo. Al documento era allegata una lista di cinque delegati del Circolo al Congresso regionale, che è quindi risultata eletta all'unanimità.

 

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Il Circolo "Giuseppe Saragat" di Catania
rinnova gli organismi
ed elegge i delegati al Congresso Regionale

Antonello Longo indica le linee di azione del PSDI in Sicilia

Le proposte emerse dal dibattito e la Mozione conclusiva


Si è tenuta giovedì 18 marzo l'annunciata Assemblea Congressuale del Circolo "Giuseppe Saragat" di Catania per l'elezione dei delegati al Congresso Regionale PSDI della Sicilia che si terrà domenica 11 aprile. Nell'occasione il Circolo ha proceduto anche al rinnovo della Segreteria e del Comitato Esecutivo.

I lavori sono stati introdotti e presieduti dal Segretario uscente, compagno Antonino Gennaro, che ha chiamato gli iscritti al Circolo Saragat ad una nuova stagione di impegno e di lotta in difesa dei lavoratori e per il rilancio del socialismo democratico a Catania ed in Italia, dovendo i pochi militanti rimasti attivi nel PSDI non soltanto operare in un ambiente esterno assai ostile ma anche selezionare a tutti i livelli un nuovo gruppo dirigente, più adeguato ad affrontare le tematiche ed il linguaggio imposti dalla nuova stagione politica e sociale che vive il Paese, superando l'immagine di inefficienza ed ignavia politica offerta da una dirigenza che è ancora condizionata da vecchi, non riproponibili stereotipi. In questo contesto, volendo anche essere d'esempio, la Segreteria del Circolo ha deciso di non riproporre la candidatura di alcuno degli uscenti per eventuali riconferme.

Nel corso dell'Assemblea sono stati affrontati diversi temi sia di interesse generale che locale, dal sostegno al reddito degli agricoltori siciliani colpiti dalla crisi, alle attività della COPAGRI (Confederazione Produttori Agricoli) alla quale fanno capo l'AIC e la UIMEC-UIL, alla costituzione di cooperative di produzione e lavoro in collaborazione con l'AGCI (Associazione Generale Cooperative Italiane). Particolare attenzione il Congresso ha dedicato alla presenza dei socialisti democratici nel mondo sindacale, raccomandando agli iscritti di essere attivi nei sindacati confederali (in primo luogo la UIL ed in subordine la CISL) senza peraltro escludere che, ove ragioni di opportunità o di difficile agibilità lo consiglino, anche i sindacati autonomi possano diventare un riferimento per i compagni impegnati fra i lavoratori. Nel Circolo sarà riorganizzata, anche attraverso il coinvolgimento dei figli dei compagni, la Gioventù Socialista Democratica Italiana così come la Commissione per le Pari Opportunità del Partito vedrà come principali protagoniste le donne iscritte.

Hanno partecipato ai lavori il compagno Cavallaro della UILA-UIL (alimentaristi), la compagna Padova della UILPA-UIL (pubblica amministrazione) ed il compagno Scandurra del sindacato FIALS-CONFSAL (sanità). Per il Circolo "Giuseppe Lupis", l'altro circolo del PSDI che opera nella città di Catania, è intervenuto il compagno Zuccarello.

Su di un piano politico più generale, il Circolo Saragat si farà promotore di una proposta di riforma della legge elettorale per le amministrative in Sicilia, che preveda il ritorno alla doppia scheda - una per l'elezione del Sindaco o del Presidente della Provincia e l'altra per l'elezione dei consiglieri - e l'eliminazione del voto di preferenza anche nelle elezioni regionali siciliane, sull'esempio della Regione Toscana.

In ordine alla vita del Partito, è stata sottolineata l'opportunità che il PSDI utilizzi sempre ed in ogni occasione, anche nei comunicati stampa e nelle carte intestate, la denominazione completa "Partito Socialista Democratico Italiano - Sezione Italiana dell'Internazionale Socialista" e le dizioni "socialismo democratico" e "socialisti democratici" limitando l'uso del termine "socialdemocratico" allo stretto indispensabile. Sono state avanzate inoltre proposte di migliore definizione di alcune parti dello Statuto del Partito, sia regionale che nazionale, allo scopo di sancire, ad esempio, che in occasione dei congressi hanno diritto di voto solo gli iscritti con almeno un minimo di anzianità e non anche quelli che si iscrivono al Partito un attimo prima. Ciò per evitare fenomeni deteriori: un'ottica da tenere in considerazione anche per quanto riguarda la costituzione di nuovi Circoli o di Federazioni Provinciali, che andrebbe consentita solo a chi è già iscritto al PSDI. Il Circolo Saragat si farà inoltre promotore della incompatibilità statutaria fra più incarichi esecutivi di Partito, allo scopo di evitare per l'avvenire che gli stessi compagni possano rivestire ruoli dirigenti contemporaneamente a livello comunale, provinciale, regionale e nazionale.

Fra gli altri temi dibattuti, è stato anche auspicato che i compagni imparino a memoria l'Inno dei Lavoratori, nel significativo testo di Filippo Turati, e l'Internazionale, poiché sarebbe oggi bello e significativo per tutti i militanti socialisti essere in grado di cantare gli inni tradizionali e storici delle lotte operaie e contadine.

Fra le deliberazioni assunte in sede di Assemblea, quella di costituire un "G.A.S." (Gruppo di Acquisto Solidale) allo scopo di alleviare le difficoltà dei lavoratori vicini al Partito e delle loro famiglie che risentono gravemente dello stato di crisi generale e metterli in diretto contatto con i produttori agro-alimentari vicini alla nostra area, con conseguente taglio dei costi di distribuzione e vantaggi per entrambe le parti. Il nuovo G.A.S., che aderirà alla "Rete Gas Nazionale" (www.retegas.org), opererà in collaborazione anche col G.A.P. (Gruppo di Acquisto Popolare) promosso dal Circolo catanese "Città Futura" aderente a Rifondazione Comunista.

Queste ed altre proposte, delle quali per ragioni di brevità non riferiamo i dettagli, sono state inserite in tre mozioni ed in quattro Ordini del Giorno che verranno presentati al Congresso Regionale.

Si è quindi proceduto alla elezione della Segreteria e del Comitato Esecutivo del Circolo, fra i compagni non immediatamente uscenti da precedenti incarichi; all'unanimità sono stati eletti Segretario politico il compagno Onofrio Cannavò, vice segretario il compagno Antonio Consoli e Segretario amministrativo (tesoriere) il compagno Gaspare Strano; responsabile agricoltura il compagno Francesco Cocuzza e responsabile sindacale il compagno Nicola Pesce; infine, sempre all'unanimità e con acclamazione di tutti i presenti, è stato eletto Presidente del Circolo il compagno Nicola Castana.

Il nuovo Segretario compagno Cannavò nell'accettare l'incarico anche a nome del nuovo comitato esecutivo ha ringraziato tutti i compagni e si è impegnato a mettere in pratica nella vita del Circolo le iniziative delle quali l'Assemblea ha discusso, anche in sinergia con l'altro circolo catanese del Partito, preannunciando la prossima costituzione ai sensi dello Statuto del Comitato di coordinamento cittadino del PSDI.

Traendo le conclusioni dei lavori, il Commissario regionale compagno Antonello Longo si è soffermato a lungo sullo stato dell'economia e della società siciliane, prospettando le proposte del PSDI per valorizzare l'autonomia speciale ed aprire la strada allo sviluppo.

“Accettiamo la sfida del federalismo fiscale – ha detto fra l'altro Longo – consapevoli che questo mutamento, che si prospetta oggi imminente, comporta per il Mezzogiorno d'Italia il rischio di restare escluso, ancora più di prima, dai grandi processi di sviluppo, di dare maggiore peso alla fragilità del suo sistema sociale ed economico, ai suoi limiti strutturali e civili, aggravandone il distacco dalle regioni del centro-nord.

Se però la necessità di fare affidamento essenzialmente sulle proprie forze, perfino per determinare interventi di riequilibrio delle sfavorevoli condizioni di partenza, sarà vissuta come volontà autonoma di riscatto, di liberazione delle proprie potenzialità, il Sud diventerà il primo, il più importante bacino per la crescita dell'intero Paese.

In Sicilia “federalismo” vuol dire attuazione – senza se e senza ma, se vogliamo affidarci alle frasi fatte – dopo tanti decenni, di quanto prescritto dallo Statuto siciliano, cioè dalla Costituzione Repubblicana.

La giunta regionale di Confindustria ha puntualizzato i dati del disastro economico siciliano: i consumi delle famiglie nel 2009 sono scesi del 3%, gli investimenti hanno avuto un calo del 14%, la produzione è crollata del 29% con una forte perdita di occupazione in tutti i settori. Il reddito pro-capite dei siciliani nel 1974 era il 65% del reddito pro-capite nazionale, oggi è il 60%.

Tramontata, per volontà dell'Unione Europea, l'era del sussidio statale diretto alla FIAT, la casa torinese si accorge del surplus di costi per assemblare automobili a Termini Imerese e mette fine all'eccentrico sogno di uno sviluppo industriale manufatturiero senza il sostegno di adeguate infrastrutture territoriali.

La Conferenza dei Vescovi cattolici italiani, in un documento dedicato al Mezzogiorno, richiama anzitutto la necessaria solidarietà nazionale ma esorta “alla critica coraggiosa delle deficienze, alla necessità di far crescere il senso civico di tutta la popolazione, all’urgenza di superare le inadeguatezze presenti nelle classi dirigenti.”

“Il cambiamento istituzionale provocato dall'elezione diretta dei sindaci, dei presidenti delle province e delle regioni, non ha scardinato meccanismi perversi o semplicemente malsani nell'amministrazione della cosa pubblica, né ha prodotto quei benefici che una democrazia più diretta nella gestione nel territorio avrebbe auspicato.” Il Sud – scrivono ancora i Vescovi – si è trasformato “in un collettore di voti per disegni politico-economici estranei al suo sviluppo”.

La CEI denuncia che la mafia, “cancro” che uccide le nostre regioni, ha “rialzato la testa”, che la criminalità organizzata detta “i tempi e i ritmi dell'economia e della politica meridionali, diventando il luogo privilegiato di ogni tipo di intermediazione e mettendo in crisi il sistema democratico del Paese... favorendo l'incremento della corruzione, della collusione e della concussione, alterando il mercato del lavoro, manipolando gli appalti, interferendo nelle scelte urbanistiche e nel sistema delle autorizzazioni e concessioni, contaminando così l'intero territorio nazionale.”

Questo quadro della nostra realtà – ha continuato Antonello Longo – ci porta a guardare con interesse alle novità politiche che stanno spezzando in Sicilia vecchie solidarietà e rapporti di potere consolidati nel nuovo sistema “bipolare”. Un sistema tradotto e interpretato nell'isola dai gattopardi depositari dell'antica concezione ascaro/feudale/affaristica della società e della politica.

Negli ultimi decenni tutti i governi nazionali che si sono succeduti, di destra o di sinistra, hanno tradito le promesse e mortificato le ragioni del Sud. Si tratta perciò di far nascere una nuova classe politica, con la forza di spostare gli equilibri politici nazionali che stanno alla base delle scelte di governo sull'allocazione delle risorse nazionali e di provenienza europea.

Ma si tratta soprattutto di recuperare in Sicilia una diversa capacità e qualità di governo. Innanzitutto è necessario individuare una nuova capacità progettuale, quindi vanno create le condizioni perché i progetti vadano in porto e le nuove realizzazioni restino in modo duraturo a produrre effetti sul territorio.

I nodi da sciogliere sono molteplici ma due assumono importanza strategica: la sicurezza e le infrastrutture, che sono le pre-condizioni perché la Sicilia possa scegliere il tipo di sviluppo da sostenere."

Dopo le conclusioni del Commissario regionale compagno Antonello Longo, che hanno suscitato unanime apprezzamento, sulla base degli orientamenti emersi dall'Assemblea è stata predisposta una mozione conclusiva, dal titolo: "Una nuova INIZIATIVA SOCIALISTA per la Sicilia e per l'Italia", collegata ad una lista di sei delegati al Congresso Regionale, che, posta ai voti, è stata approvata all'unanimità.

Per leggere e stampare la mozione conclusiva fare click qui.

I lavori, protrattisi fino a tarda sera, si sono conclusi col canto dell'Internazionale e con un brindisi di augurio ai nuovi eletti.

 

Onofrio Cannavò

NELLA FOTO: il compagno Onofrio Cannavò risponde agli indirizzi di saluto dei compagni del Circolo "Giuseppe Saragat" che lo festeggiano dopo la sua elezione a segretario; al suo fianco il compagno Antonio Consoli, nuovo vice segretario, alle sue spalle il compagno Nicola Castana, eletto presidente, ed il nuovo segretario amministrativo (tesoriere) Gaspare Strano già con la cartellina delle quote associative sotto il braccio; parzialmente visibile, con la camicia rossa, il nuovo responsabile sindacale compagno Nicola Pesce.

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di Nino Gennaro (del 14/03/2010 alle 22:01:04, in Eventi, linkato 852 volte)
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I novant'anni di Mauro Ferri


Auguri di buon compleanno al compagno Mauro Ferri, fondatore e primo Segretario Nazionale del Partito Socialista Unitario - ora P.S.D.I. - che compie oggi novant'anni in ottima salute e li festeggia presiedendo un incontro alla Fondazione Nenni.

Nato il 15 marzo 1920, il compagno Ferri è stato Sindaco per la prima volta giovanissimo alla Liberazione nel 1945, poi innumerevoli volte parlamentare sia alla Camera che al Parlamento Europeo, capogruppo, ministro, dirigente dell'Internazionale Socialista. Giurista insigne, ha fatto anche parte del Consiglio Superiore della Magistratura e della Corte Costituzionale, della quale è stato Presidente. La sua Segreteria è ricordata per la grande visione strategica (allora forse troppo avanti per i tempi, ma oggi tutte le sue proposte appaiono perfettamente attuali), per il dinamismo impresso al giovane partito e per la linea di rigore e di intransigenza nella netta chiusura alle forze antidemocratiche, a partire dai comunisti, che l'elettorato socialista premiò con crescenti consensi.




NELLA FOTO: Roma, 5 luglio 1969 - Sala Capuzzi -
L'On. Mauro Ferri, con alla sua destra l'On. Tanassi, in piedi su un tavolo dell'unica sezione socialista romana rimasta agibile dopo che le correnti di sinistra avevano conquistato il PSI-PSDI unificati ed il giorno prima messo in minoranza Nenni, annuncia la fondazione del Partito Socialista Unitario e ne viene acclamato Segretario Nazionale. Il Ministro Preti sale anche lui sul tavolo con un mazzo di garofani rossi per il nuovo Segretario. Meno di un anno dopo - partendo praticamente da zero perché tutte le strutture erano rimaste al vecchio PSI, inclusa la FGSI, la maggioranza della UIL, le cooperative ed i giornali - alle elezioni provinciali e regionali del 7 giugno 1970 il PSU sotto la guida di Ferri raccolse oltre il 7 per cento dei voti e negli 80 comuni capoluogo in cui si votò contemporaneamente addirittura l'8,3 per cento, risultato mai più superato.

"Noi oggi costituiamo - disse il compagno Ferri a Sala Capuzzi - il Partito Socialista Unitario, riprendendo il nome del coraggio, della chiarezza, il nome del Partito che fu di Matteotti e di Turati (...) Noi non abbiamo fatto una scissione, ma abbiamo continuato la battaglia dell'unità socialista nell'unico modo possibile."

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Convocazione dell'Assemblea Congressuale

del Circolo "GIUSEPPE SARAGAT" di Catania


Cari Compagni,


L'Assemblea Congressuale del Circolo "Giuseppe Saragat" di Catania è convocata per il giorno 18 marzo 2010, giovedì, alle ore 20, presso i locali sociali, per discutere e deliberare sul seguente Ordine del Giorno:

1) Esame della situazione politica ed organizzativa;

2) Elezione del Segretario, del Vice Segretario, del Tesoriere e del Comitato Esecutivo del Circolo;

3) Elezione di n.ro 6 delegati all'Assemblea Congressuale Regionale dell'11 aprile 2010;

4) Varie ed eventuali.

Possono partecipare all'Assemblea tutti gli iscritti al Partito. Hanno diritto di voto solo gli iscritti al Circolo in regola col tesseramento 2010.

Fraterni saluti,

Il Segretario



Note:

Per scaricare lo Statuto Nazionale del Partito fare click qui.

Per scaricare il Regolamento dell'Assemblea Congressuale Straordinaria del PSDI della Sicilia dell'11 aprile 2010 fare click qui.

Per eventuali comunicazioni: SezioneSaragat@PsdiSicilia.it

http://www.PsdiSicilia.it


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