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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

BELINSKIJ
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati all'interno del sito, disposti in ordine cronologico.
 
 
di Ufficio Stampa (del 29/11/2011 alle 09:49:39, in Articoli Magistro, linkato 858 volte)
MAGISTRO(iSD): Il falso ramoscello d’ulivo di Vendola. E opposizione alla Regione Puglia prendano atto che non ci sono le condizioni per un dialogo! “Non è più tempo di leale collaborazione tra maggioranza ed opposizioni alla Regione Puglia”. Lo afferma il leader de” i socialdemocratici-iSD”, Mimmo Magistro che definisce “assurda la situazione dei 600 dipendenti regionali retrocessi a fronte di centinaia e centinaia di assunzioni clientelari e di alcune decine di stabilizzazioni che si perpetuano giorno per giorno nelle stanze di assessori e manager rossi frutto dell’uso sprezzante del potere del Governatore Vendola, sempre più Giano bifronte. A Roma, compassato e timido, ed a Bari, feroce utilizzatore del potere per il potere”. Per Magistro” non ci sono più aggettivi per definire l’assalto alla diligenza anche da parte di chi predica sulla stampa etica e morale ma che persegue ben altri scopi. Contro questa amministrazione non c’è più spazio per compromessi ma necessita una battaglia d’opposizione incalzante e senza quartieri.” Per Magistro “vanno contestate le scelte assurde sul personale, la vicenda del S.Raffaele(che non è legato all’ospedale ma al cemento delle lottizzazioni che si vorrebbero creare attorno), il Piano delle Coste (c’è una evidente esondazione tra quanto delegato dal Consiglio Regionale alla Giunta ed i risultati scaturiti). Per non parlare della Fiera del Levante (qualcuno ci dica perché il nuovo padiglione è costato tanto), o dei costi per il fitto di tanti nuovi uffici sparsi per tutta la città. Per finire si apra un’inchiesta seria sulle continue elargizioni di pubblicità più o meno istituzionale per manifestazioni “pompate” ad arte per giustificare gli alti costi.” Bari 28.11.2011 Mimmo Magistro
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di Admin (del 22/11/2011 alle 18:09:47, in Ufficio Stampa, linkato 2187 volte)

VI ADERISCONO 28 DEI 31 COMPONENTI LA DIREZIONE DEL PSDI, COMPRESO IL SEGRETARIO NAZIONALE, MIMMO MAGISTRO.

Lasciano il PSDI 28 dei 31 componenti la Direzione Nazionale (compreso il segretario Mimmo Magistro ed il Vice Segretario Vicario Mario Calì) per dar vita ad un movimento denominato”iSD”- “i Socialdemocratici – Federalisti per l’Euromediterraneo”. Questa l'ultima sfida dei socialdemocratici italiani, che hanno riunito a Bari gli organismi nazionali per rendere definitiva la svolta decisa dal 28° Congresso del PSDI, tenutosi nell'ottobre dell'anno scorso a Barletta.
“È per noi una scelta storica e rivoluzionaria” ha detto Mimmo Magistro, riconfermato segretario nazionale, aprendo i lavori con la sua relazione che ha ripercorso le tappe, “a volte esaltanti, ma sempre difficili, di cinque anni di battaglie per tenere viva la presenza organizzata del partito di Turati, Matteotti e Giuseppe Saragat nell'Italia della cosiddetta seconda Repubblica e del falso bipolarismo”. Per Magistro “non è l’ennesima scissione, ma un nuovo contenitore moderno, aperto ai giovani, a tutti i riformisti, laici, radicali e socialisti che non si riconoscono nei vecchi partiti e che da questi ultimi si sono allontanati”.
“La formazione di un governo tecnico imposto non dalla normale dialettica democratica ma da una fortissima pressione speculativa dei mercati finanziari internazionali, la drammatica recessione di un Paese la cui economia rischia di sprofondare verso il baratro, la fine ingloriosa del Governo, e forse dell'”epoca” di Berlusconi, hanno fatto capire chiaramente agli italiani che a fallire in tutti questi anni è stata la politica intesa come servizio ai cittadini e sistema di rappresentanza”.
Questa la riflessione di Magistro, che ha continuato: “Proprio così, la politica, questa politica, trasformata in casta, supportata da un sistema informativo e da un background culturale partigiano e superficiale, non ci rappresenta, non rappresenta più i cittadini e cattura le Istituzioni nel vortice dell'impotenza a rispondere alle domande e ai bisogni veri della società, dei giovani, delle categorie più deboli.
Vogliamo reagire ad un sistema che vorrebbe cancellare tutte le voci indipendenti dal potere economico. Per far questo, non serve più una minoranza come la nostra, pur portatrice di grande idealità, ma un vero progetto di società più libera e giusta. Non cambiamo le nostre idee socialiste, riformiste e federaliste, ma il modo di agire nella società e di proporci nel dibattito politico.
L'esplosione di vie alternative di comunicazione e di dialogo, offerte dal web e dai social networks, è effetto, non causa, della frattura fra politica e Paese reale, così come il grande bisogno di ascolto espresso nei territori da tanti, troppi cittadini che si sentono esclusi da ogni rappresentanza. Vogliamo rapportarci al mondo delle ragazze e dei ragazzi che studiano e cercano il lavoro, ai disoccupati, a chi ancora vuole scommettersi nel lavoro autonomo e nella piccola e micro impresa, alle donne il cui ruolo è ancora troppo spesso marginale, agli intellettuali che non accettano di farsi portavoce delle fazioni della politica urlata e vuota di identità, che ha ridotto lo spirito liberale a slogan pubblicitario e il socialismo a pezzo da museo.
A questi bisogni vogliamo rispondere creando nuove forme di partecipazione. Perciò iniziamo la nuova esperienza con una forte iniziativa per eliminare gli assurdi e intollerabili privilegi del ceto dominante, tagliando i costi e non il livello di rappresentatività della politica, ridimensionando il potere, palese e occulto, di tutte le caste che soffocano ogni anelito di riforma con la pratica del lobbysmo e la mentalità della conservazione presente ormai nella sedicente sinistra non meno che nella destra italiana”.
Sulla scorta di queste considerazioni, nella riunione di Bari, dopo avere verificato il consenso di tutte le espressioni territoriali del Partito, si è deciso di dare vita, al Movimento Politico “iSD -I Socialdemocratici  Federalisti per l’Euromediterraneo”. Il nuovo movimento eredita nella sua quasi interezza il gruppo dirigente del PSDI ed il patrimonio di militanza sparso nelle regioni italiane. La nuova sigla ed il nuovo simbolo saranno presentati nei prossimi giorni a Roma, presso la sede in piazza del Popolo, 14.
Infine, come ultimo atto, la Segreteria Nazionale guidata da Mimmo Magistro, assieme alla Direzione ed agli altri organismi di carattere nazionale, rassegnando le dimissioni da ogni incarico, ha deciso di non ostacolare quanti volessero continuare l'attività politica nella forma partitica tradizionale rinunciando a ricorsi che avrebbero solo l’effetto di bloccare l’operatività poiché per anni rimarrebbe sub judice la titolarità della sigla e del simbolo.

Roma 22.11.2011                                                                       

UFFICIO STAMPA iSD

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di Ufficio Stampa (del 18/11/2011 alle 11:48:24, in Eventi, linkato 1287 volte)
Cari compagni, la Direzione Nazionale è convocata per sabato 19 novembre p.v. a Bari- alle ore 11.00 presso il Victoria Hotel di Bari Palese, per discutere sul seguente o.d.g.: 1) Relazione del compagno Mimmo Magistro e provvedimenti conseguenti; 2) Vaie ed eventuali. La riunione è aperta ai revisori dei conti, ai probiviri, ai segretari regionali, provinciali conchè ai componenti il consiglio nazionale purchè in regola con il tesseramento 2011.
Mimmo Magistro


Cari compagni, faccio seguito alla mie note precedenti per aggiornarvi circa l'esito dei contatti in essere con il dr. Renato D'Andria. Come vi è noto, il Tribunale di Roma dopo avere confermato per tre volte le nostre ragioni nelle fasi cautelari, nell'udienza di merito ha riconosciuto valida la riunione di dicembre 2006 che portò all'elezione del D'Andria a segretario nazionale in sostituzione di Carta. Ho incontrato D'Andrai più volte, anche con i compagni Calì e Longo. Nell'incontro di lunedì scorso ho però definitivamente verificato la indisponibilità organizzativa e politica a vedere riconosciuto l'intero attuale gruppo dirigente. Tenuto conto che già nei congressi e nelle assisi statutarie era stato assunta la decisione di dare discontinuità giuridica al vecchio Partito e che anche ultimamente sono proseguite le notifiche di atti giudiziari relativi a presunti debiti del vecchio PSDI, ritengo utile, alla mia persona ed alla mia famiglia, nonchè per ciascuno di voi(trattandosi di associazione potrebbe insorgere, in linea di principio, un vincolo solidaristico, anche se molto improbabile) lasciare nelle mani del D'Andria la responsabilità giuridica del PSDI, anzichè intraprendere nuove e costose contrapposizioni giudiziarie. Nella riunione della Direzione, anche sulla base di colloqui intercorsi con gli altri vertici del Partito e semplici militanti, dovremmo prendere atto della sitruazione creatasi e contestualemnte dar vita ad un nuovo soggetto politico che nasca sulla base dello Statuto che ci siamo dati nel 2010 e del documento politico approvato a giugno scorso a Barletta, per l'assemblea programmatica. Ovviamente tale documento sarà aggiornato dal compagno Longo alla luce degli ultimi avvevimenti. Ritengo che i socialdemocratici- saragattiani- debbano diventare forza di denuncia degli sprechi della politica e richiedere un ritorno alla volontà dei costituenti anche attraverso un referendum, la cancellazione di tutte le leggi x la casta. I compagni presenti alla Direzione o presenti o Bari potranno sottoscrivere l'atto formativo che , comunque ,vi sarà anticipato con altra nota, unitamente alle proposte della denominazione da assumere ed al simbolo per i quali attendo i vostri consigli. Coloro i quali, pur assenti, condivideranno la proposta potranno inviare per posta elettronica o cartacea la loro adesione. La mia idea è che, nelle more del 1°Congresso -da svolgersi entro il 10 dicembre in caso di scioglimento delle camere o a metà gennaio, il gruppo dirigente rimamga inalterato ovvero che siano sostituiti coloro i quali non hanno rinnovato la tessera o non aderiranno all'iniziativa. I peccati dei padri non devono ricadere sui figli. Purtroppo in questi 5 anni il nostro percorso è stato sempre in salita perchè abbiamo dovuto indirizzare molti sforzi a sanare e giustificare quanti in nome del PSDI, honno depredato lo Stato e danneggiato il movimento. Ogni volta che si parla del PSDI il riferimento non è mai x Saragat (ignorato dalla grande stampa) ma ai Pietro Longo, ed ai Tanassi. Vi abbraccio . Mimmo
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