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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

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Di seguito tutti gli interventi pubblicati all'interno del sito, disposti in ordine cronologico.
 
 

E’ scomparso all’età di novant’ anni l’on. Alberto Ciampaglia.

Ciampaglia è stato per oltre quarant’anni uno degli esponenti di punta del PSDI. Più volte Sottosegretario di Stato, nonché Vice Segretario e Segretario Amministrativo del Partito.

I funerali si svolgeranno domani a Napoli, alle ore 12.00, presso la Parrocchia San Vitale.

Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, commemorando l’esponente del PSDI, ha affermato: “con Alberto Ciampaglia scompare un dirigente competente, equilibrato, lungimirante ed attento ai problemi dei cittadini. Avevo avuto il piacere di riabbracciarlo lo scorso anno a Napoli durante un convegno su Giuseppe Saragat e di lui avevo parlato, con il caro fratello Antonio, la scorsa settimana a Roma durante la commemorazione di Luigi Preti. A tutti i familiari ed in primo luogo al figlio Antonio, giungano sinceri sentimenti di partecipazione al lutto da parte di tutti i socialdemocratici italiani e mia personale.”

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di Ufficio Stampa (del 27/01/2011 alle 15:41:20, in Ufficio Stampa, linkato 605 volte)
Il leader Radicale MARCO PANNELLA sarà domani Venerdì 28 gennaio, ore 17:30 a Sulmona (AQ) presso il Nuovo Cinema Pacifico. L’occasione, promossa dalla “Gazzetta di Sulmona”, è la presentazione della sua biografia scritta dal giornalista RAI Valter Vecellio “Marco Pannella. Biografia di un irregolare” (Rubbettino Editore, 2010). All’incontro pubblico parteciperanno nella veste di relatori anche il Sen. Salvatore Bonadonna (Rifondazione Comunista), Ricardo Chiavaroli (PDL Abruzzo), Alessio Di Carlo (giustiziagiusta.info), Luigi Iorio (segretario nazionale FGS-Partito Socialista Italiano), Mimmo Magistro (segretario nazionale PSDI), Mario Staderini (segretario Radicali Italiani). Modera Devis Di Cioccio. L’incontro sarà registrato e trasmesso da Radio Radicale. Hanno inoltre confermato la loro presenza in sala numerosissimi cittadini e, tra questi, molti amministratori locali, provinciali e regionali di ogni parte politica.
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“Il richiamo di Giuseppe Saragat è ancora forte e la sua figura di statista si erge sontuosa a distanza di 64 anni dalla scissione di Palazzo Barberini”.

Lo ha dichiarato a conclusione della giornata del ricordo di Saragat ,il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, che ha aggiunto: “il convegno sull’attualità del pensiero di Saragat, tenuto alla Sala della Mercede della Camera dei Deputati, ha testimoniato per il numero e la qualità delle presenze e degli interventi , il forte radicamento dei saragattiani sul territorio.”

Al convegno – moderato da Magistro – sono intervenuti i due autori dei testi sulla vita di Saragat, On. Paolo Russo e Dott. Federico Fornaro, nonché, il Prof. Angelo Scavone, Presidente del Consiglio Nazionale del PSDI, oltre al Prof. Angelo Sabatini, Presidente della Fondazione Matteotti e  rappresentanti della Fondazione Saragat e della Fondazione Turati .

Massaggi di saluto sono pervenuti dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dal Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini, dal Presidente del Senato, Sen. Renato Schifani, dal Segretario del PD, On. Pier Luigi Bersani, dal Segretario del PLI , On. Stefano De Luca, dal Presidente di Confindustria, Dott.ssa Emma Marcegaglia, nonché, dal Presidente della Regione Lazio, Dott.ssa Renata Polverini e dal Sindaco di Roma, On. Gianni Alemanno. Al convegno, ha presenziato anche il Dott. Bruno Selva, Sindaco del Comune di Molinella, Comune che dal dopoguerra è sempre stato amministrato da socialdemocratici. Nella mattinata, invece, alla cerimonia commemorativa svoltasi a Palazzo Barberini – tra gli altri - è intervenuto l’On. Bobo Craxi.

Clicca qui per leggere il messaggio di saluto del Quirinale

Clicca qui per leggere il messaggio di saluto del Presidente del Senato

Clicca qui per leggere il messaggio di saluto del Presidente della Camera

Clicca qui per leggere il messaggio di saluto del Segretario del PD Pier Luigi Bersani

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di Ufficio Stampa (del 12/01/2011 alle 15:22:38, in Ufficio Stampa, linkato 610 volte)

Clicca qui per leggere l'articolo apparso su "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 10.01.2011

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di Ufficio Stampa (del 07/01/2011 alle 11:02:16, in Ufficio Stampa, linkato 597 volte)

Manifestazione socialdemocratica martedì 11 gennaio a Roma, per ricordare la Scissione di Palazzo Barberini. Alle ore 12.00, autorità e militanti, si ritroveranno all’esterno del Palazzo di Via delle IV Fontane ove una lapide ricorda il Congresso che nel 1947 avviò la rottura tra Saragat e Nenni e che cambiò la storia dell’Italia. Nel pomeriggio, inoltre, per ricordare l’avvenimento, alle ore 15.00, presso la Sala della Mercede della Camera dei Deputati si terrà un convegno con alcuni autori (On. Paolo Russo e Dott. Federico Fornaro) di saggi su Giuseppe Saragat, sull’attualità del suo pensiero.

Alla manifestazione sono state invitate le massime autorità dello Stato, nonché, Rino Formica, che in quell’11/1/1947, giovanissimo, era in prima fila e che, ancora oggi, considera quell’avvenimento “non l’ennesima lacerazione nel mondo socialista, ma la tappa più importante per la costruzione dell’Italia” .

Lo scorso anno il Presidente Napolitano nel suo indirizzo di saluto inviato al Segretario Nazionale, Mimmo Magistro, scrisse che ”la scelta politica di Palazzo Barberini, voluta da Saragat nella convinzione che avrebbe concorso alla migliore tutela degli interessi del mondo del lavoro ed allo sviluppo della democrazia e della pace, non fece mai venir meno in lui il fondamentale riferimento al movimento dei lavoratori, nel quadro di un più ampio impegno per l’affermazione del valore della solidarietà ed il pieno godimento da parte di tutti i cittadini delle libertà civili e politiche.”

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di Ufficio Stampa (del 07/01/2011 alle 11:01:11, in Ufficio Stampa, linkato 615 volte)

LA NUOVA FRONTIERA DELLA SPERANZA: LA REPUBBLICA PRESIDENZIALE

di Giuseppe Balice

L’inefficienza e la precarietà del sistema parlamentare italiano è sotto gli occhi di tutti. Dopo sessantanni di “regime” repubblicano abbiamo ancora un sistema elettorale che non permette una governabilità duratura e stabile; un potere esecutivo vincolato a compromessi, ricatti e conflittualità; un potere legislativo complesso e obsoleto, un potere giudiziario attanagliato da lungaggini procedurali, da protagonismo esasperante e che non assicura la certezza della pena; una burocrazia servile con i potenti e arrogante con i più deboli; un sistema economico che rimpingua le tasche a chi le ha già abbondantemente piene senza che ci sia un ritorno in investimenti e quindi in occupazione; una gestione fiscale che si accanisce sempre di più sui meno abbienti, che consente l’evasione ai più, che ha raggiunto cifre da capogiro che, se recuperate, permetterebbero l’azzeramento dell’oberante disavanzo pubblico; la disoccupazione dilagante che attanaglia non solo i giovani ma anche chi perde il proprio posto di lavoro; un sistema sanitario che favorisce ruberie e malasanità; la crisi di tutti i valori essenziali quali la famiglia,la scuola,il senso civico, il rispetto della persona, la solidarietà, il distacco sempre più evidente tra i cittadini e la “politica” intesa come gestione ottimale delle risorse umane economiche e del territorio. Sono queste le evidenti disfunzioni che già da tempo impediscono quel percorso di sviluppo sociale, politico, economico e amministrativo che, in questi termini, non può competere con le più avanzate democrazie mondiali. E’ giunto il tempo di invertire decisamente la rotta e avere il coraggio di porre mano ad una revisione sostanziale della Costituzione italiana e ricercare quelle forme di governabilità che assicurino stabiltà e progresso. Una Costituzione che non permette ai cittadini di abrogare o riformarne gli articoli non è una istituzione compiutamente democratica, ma di “regime”. Possono gli attuali uomini politici, che ci ossessionano con la loro presenza da circa mezzo secolo e che sono facce della stessa medaglia, porre mano a riforme che compromettano il loro futuro? Assolutamente no! La conferma di ciò è che, mentre il sistema Italia attraversa un periodo di crisi che rasenta la bancarotta, sia a sinistra che a destra si pensa a formare nuove aggregazioni partitiche, a costituire cordate, che rasentano il malaffare, per impadronirsi di banche ed enti appetibili, ad approvare leggi “ad personam”, a “foraggiare e favorire” il milione e passa di individui che ruotano intorno alla “politica”. Perciò si rende necessaria una riforma istituzionale che incida fortemente sulla gestione politica ed economica del Paese. Il sistema presidenziale americano e quello semipresidenziale francese possono essere i punti di riferimento apprezzabili da prendere in considerazione per uno snellimento della macchina burocratica, della pratica decisionale, del riavvicinamento dei cittadini alla politica, del loro coinvolgimento, per la durata della legislatura e per il rinnovamento della classe politica. L’elezione del “Presidente” sia negli Stati Uniti che in Francia coinvolge tutti i cittadini in modo “festoso” e nel contempo oculato e responsabile in quanto l’elettorato “sceglie” il proprio Presidente che sente “suo”. Ecco la necessità di porre mano ad una riforma elettorale seria che permetta ai cittadini di scegliere i propri amministratori, di limitare a due i mandati governativi per le più alte cariche dello Stato, per deputati e senatori. Solo il ricambio “generazionale” e lo “svecchiamento” di posizioni consolidate può consentire, con idee e proposte nuove al passo con i tempi, l’accelerazione positiva del sistema Italia in tutti i settori e coltivare ancora la speranza di un domani migliore per tutti ma soprattutto per i giovani. Altrimenti il nostro futuro democratico è compromesso e può attecchire una malapianta: la dittatura.

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Ai componenti del Consiglio Nazionale del PSDI

Loro Indirizzi

Roma, lì 02.01.2011

Carissimi, d’intesa con la Segreteria Nazionale è stato stabilito che il Consiglio Nazionale sarà convocato nel mese di febbraio-marzo 2011 in relazione agli sviluppi della politica nazionale, attualmente quanto mai incerti e non appena nota la data delle elezioni amministrative.

Come deciso nel corso della ultima riunione di direzione, l’11 gennaio 2011 ricorderemo il 64° anniversario della scissione di Palazzo Barberini, cui interverrà anche un rappresentante della Fondazione Saragat.

Alle ore 12:00 deporremo una corona presso la lapide che ricorda lo storico evento presso Palazzo Barberini, Via delle IV Fontane, 13 - Roma.

Alle ore 15:00 presso la Sala della Mercede della Camera dei Deputati terremo un convegno sull’attualità di Giuseppe Saragat, al quale prenderanno parte gli esponenti socialdemocratici che hanno pubblicato i loro approfondimenti storiografici sul nostro fondatore, entrambi provenienti dalla Socialdemocrazia, On. Dott. Paolo Russo e il Dott. Federico Fornaro.

Inutile sottolineare l’importanza della partecipazione a tali eventi cui abbiamo invitato anche esponenti delle istituzioni nazionali e rappresentanti delle fondazioni e dei movimenti che si richiamano alla socialdemocrazia.

Con l’occasione, in attesa di incontrarVi a Roma il prossimo 11 gennaio, formulo per noi tutti, per il Partito e per le Vostre famiglie i migliori auguri di un felice anno nuovo.

Avv. Prof. Angelo Scavone

Presidente del Consiglio Nazionale del PSDI

 

P.S. Poiché è necessario fornire alla segreteria della Camera dei Deputati l’elenco dei partecipanti al Convegno, è necessario comunicare la propria presenza entro e non oltre le ore 10.00 di lunedì 10/01/2011 all’indirizzo e mail: psdinazionale@libero.it – a mezzo fax al numero 080/5610038 o al numero di cellulare 347/1706344.

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di Ufficio Stampa (del 04/01/2011 alle 12:08:31, in Ufficio Stampa, linkato 619 volte)

NEL 64° ANNIVERSARIO DELLA SCISSIONE DI PALAZZO BARBERINI

"L'ATTUALITA' DI GIUSEPPE SARAGAT"

introduce

MIMMO MAGISTRO

Segretario Nazionale PSDI

ne discutono

PAOLO RUSSO

Presidente Commissione Agricoltura Camera dei Deputati

autore del libro "Giuseppe Saragat. Da Palazzo Barberini alla casa dei moderati"

FEDERICO FORNARO

Vice Segretario Regionale PD Piemonte autore del libro "Giuseppe Saragat"

ANGELO SCAVONE

Docente di Diritto Costituzionale

Università di Bologna

Presidente del Consiglio Nazionale PSDI

ROMA

11 GENNAIO 2011 ORE 15:00

Camera dei Deputati- Sala della Mercede

via della Mercede, n. 55

Alle ore 12,00 commemoreremo Saragat dinanzi alla lapide che ricorda la scissione, nel giardino

di Palazzo Barberini

Roma - Via delle IV Fontane, 13

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di Ufficio Stampa (del 04/01/2011 alle 11:58:00, in Ufficio Stampa, linkato 634 volte)

di Antonello Longo

“NON VI SONO PIÙ LOMBARDI, NÉ PIEMONTESI, NÉ TOSCANI, NÉ ROMAGNOLI, NÉ MARCHIGIANI, NÉ UMBRI; NOI SIAMO TUTTI ITALIANI!

MA VI SONO ANCORA I NAPOLETANI. OH, VI È MOLTA CORRUZIONE NEL LORO PAESE...MA NON È COLPA LORO; SONO STATI COSÌ MALGOVERNATI! È QUEL BRICCONE DI FERDINANDO!

BISOGNA MORALIZZARE IL PAESE, EDUCARE L'INFANZIA E LA GIOVENTÙ, COSTRUIRE ASILI, SCUOLE, OSPEDALI.

MA NON SI PENSI DI CAMBIARE IL MEZZOGIORNO CON LO STATO D'ASSEDIO. TUTTI SON BUONI DI GOVERNARE CON LO STATO D'ASSEDIO!

IO GOVERNERÒ IL MEZZOGIORNO CON LA LIBERTÀ E MOSTRERÒ CIÒ CHE POSSONO FARE DI QUEL BEL PAESE VENT'ANNI DI LIBERTÀ... IN VENT'ANNI SARANNO LE PROVINCE PIÙ RICCHE D'ITALIA!”

SONO LE PAROLE PRONUNCIATE – COME VUOLE LA TRADIZIONE – DAL CAVOUR SUL SUO LETTO DI MORTE, IL 6 GIUGNO 1861.

NON SONO PASSATI VENT'ANNI MA CENTOCINQUANTA E QUALI SIANO DIVENTATE LE PROVINCIE PIÙ RICCHE OGNUNO VEDE. È ACCADUTO CHE NELL'ITALIETTA SABAUDA, NELL'ITALIA FASCISTA, NELL'ITALIA REPUBBLICANA LE SCELTE CHE HANNO DETERMINATO LO SVILUPPO ECONOMICO DEL MEZZOGIORNO NON SONO STATE MAI LIBERALI, COME SPERÒ CAVOUR, MAI SOCIALI, COME SOGNÒ GARIBALDI, MA SEMPRE DI TIPO COLONIALE.

IL 16 MARZO 1911, GAETANO SALVEMINI SCRIVE – NON SENZA IRONIA – ALL'AMICO (E COMPAGNO, ROMAGNOLO) ALESSANDRO SCHIAVI:

“OGNI GIORNO CHE PASSA DIVENTA SEMPRE PIÙ VIVO IN ME IL DUBBIO, SE NON SIA IL CASO DI SOLENNIZZARE IL CINQUANTENNIO (DELL'UNITÀ) LANCIANDO NEL MEZZOGIORNO LA FORMULA DELLA SEPARAZIONE POLITICA. A CHE SCOPO CONTINUARE CON QUESTA UNITÀ IN CUI SIAMO DESTINATI A FUNZIONARE DA COLONIA D'AMERICA PER LE INDUSTRIE DEL NORD, E A FORNIRE COLLEGI ELETTORALI AI CHIARAVIGLIO DEL NORD; E IN CUI NON POSSIAMO ATTENDERCI NESSUN AIUTO SERIO NÉ DAI PARTITI CONSERVATORI, NÉ DALLA DEMOCRAZIA DEL NORD, NEL NOSTRO PENOSO LAVORO DI RESURREZIONE, ANZI TUTTI LAVORANO A DEPRIMERCI PIÙ E A RENDER PIÙ DIFFICILE IL NOSTRO LAVORO?

UNA BUONA BARRIERA DOGANALE AL TRONTO E AL CARIGLIANO. VOI VI CONSUMATE LE VOSTRE COTONATE SUL LUOGO. NOI VENDIAMO I NOSTRI PRODOTTI AGRICOLI AGLI INGLESI, E COMPERIAMO I LORO PRODOTTI INDUSTRIALI A METÀ PREZZO. IN CINQUANT'ANNI, ABBANDONATI A NOI, DIVENTIAMO UN ALTRO POPOLO. E SE NON SIAMO CAPACI DI GOVERNARCI DA NOI, CI DAREMO IN COLONIA AGLI INGLESI, I QUALI È SPERABILE CI AMMINISTRINO ALMENO COME AMMINISTRANO L'EGITTO, E CERTO CI TRATTERANNO MEGLIO CHE NON CI ABBIANO TRATTATO NEI CINQUANT'ANNI PASSATI I PARTITI CONSERVATORI, CHE NON SI DISPONGANO A TRATARCI NEI PROSSIMI CINQUANT'ANNI I COSIDDETTI DEMOCRATICI.”

I “PROSSIMI CINQUANTA” SONO PASSATI TUTTI, NON COL POTERE DEI “COSIDDETTI DEMOCRATICI”, COME SALVEMINI ALLORA PREVEDEVA, BENSÌ COL FASCISMO TRA LE DUE GRANDI GUERRE, COL PIANO MARSHALL E LA RICOSTRUZIONE, CON LA FINE DELLA MONARCHIA. POI NE SONO PASSATI ALTRI CINQUANTA SUCCESSIVI DI STORIA REPUBBLICANA, FINO ALL'OGGI; UN OGGI IN CUI L'ITALIA È ANCORA UN PAESE DIVISO.

NEL RAPPORTO SVIMEZ DEL 2010 SI TROVANO LE CIFRE DEL TRACOLLO ECONOMICO DEL MEZZOGIORNO MISURATO CON I LIVELLI OCCUPAZIONALI, LE PROSPETTIVE DEI GIOVANI, LA POVERTÀ DELLE FAMIGLIE. LA POLITICA NAZIONALE HA TRASFORMATO IL SUD IN UN COLLETTORE DI VOTI DA USARE PER DISEGNI DI POLITICA ECONOMICA ESTRANEI, E SPESSO CONTRARI, AL SUO SVILUPPO. UN BRODO DI COLTURA DOVE ALLIGNANO LE MAFIE, LE CRIMINALITÀ, I PARASSITISMI, LE CORRUZIONI, LE COLLUSIONI, COSÌ FORTI DA CONTAMINARE L'INTERO TERRITORIO NAZIONALE.

È IL 150° ANNIVERSARIO, SÌ; E NON SI È AVVERATA LA PROFEZIA DEL CONTE DI CAVOUR MA QUELLA DEL PRINCIPE DI SALINA, “NOI (I FEUDATARI DI UN TEMPO) FUMMO I GATTOPARDI, I LEONI: CHI CI SOSTITUIRÀ SARANNO GLI SCIACALLETTI, LE IENE; E TUTTI QUANTI, GATTOPARDI, SCIACALLI E PECORE, CONTINUEREMO A CREDERCI IL SALE DELLA TERRA.” È IL 2011, SÌ; E “FORSE TUTTA L'ITALIA STA DIVENTANDO SICILIA... GLI SCIENZIATI DICONO CHE LA LINEA DELLA PALMA, CIOÈ IL CLIMA CHE È PROPIZIO ALLA VEGETAZIONE DELLA PALMA, VIENE SU, VERSO IL NORD, DI CINQUECENTO METRI, MI PARE, OGNI ANNO... LA LINEA DELLA PALMA... IO (LEONARDO SCIASCIA, NEL 1971) INVECE DICO: LA LINEA DEL CAFFÈ RISTRETTO, DEL CAFFÈ CONCENTRATO... E SALE COME L'AGO DI MERCURIO DI UN TERMOMETRO, QUESTA LINEA DELLA PALMA, DEL CAFFÈ FORTE, DEGLI SCANDALI: SU SU PER L'ITALIA, ED È GIÀ OLTRE ROMA...H

ECCO UN PROCESSO UNITARIO CHE VA AVANTI. IL RESTO È DISGREGAZIONE, SOPRAFFAZIONE, DISTANZA CHE SI ALLARGA SEMPRE PIÙ. E ALLORA? ALLORA È GIUSTO VALORIZZARE IL RICORDO DELLA NOSTRA STORIA, DARE SIGNIFICATO AL SACRIFICIO ED AL LAVORO COMUNI, APPREZZARE TUTTI I TRAGUARDI – E NON SONO POCHI –DI BENESSERE, DI UMANITÀ, DI CIVILTÀ, DI CULTURA CHE IL POPOLO, COMUNQUE, HA RAGGIUNTO NEL SEGNO DI UNA SUA CONQUISTATA IDENTITÀ NAZIONALE.

MA NEL CELEBRARE L'ANNIVERSARIO CHE CADE IN QUEST'ANNO NUOVO È MEGLIO EVITARE GLI STEREOTIPI DELL'UNITÀ A RISCHIO, MINACCIATA DA SPINTE CENTRIFUGHE E PARLARE SENZA IPOCRISIE DI UNITÀ CHE NON C'È SUL TERRENO ECONOMICO E SOCIALE E, SEMMAI, VA RICERCATA FONDANDOLA SU BASI NUOVE.

ANTONIO GRAMSCI, GIUSTAMENTE, CONSIDERÒ LA POVERTÀ DEL SUD UN PROBLEMA DI CARATTERE NAZIONALE E NON SOLO LOCALE, CONSEGUENZA DEL FALLIMENTO DELL'INTERO CAPITALISMO ITALIANO, FRUTTO DELLO SFRUTTAMENTO DA PARTE DEI CAPITALISTI DEL NORD, CHE PROSPERAVANO ALLEANDOSI CON LA BORGHESIA AGRARIA MERIDIONALE. SE EGLI FOSSE SOPRAVVISSUTO AL FASCISMO AVREBBE FORSE CAPITO ANCHE L'ERRORE, PORTATO DELLA FILOSOFIA MARXISTA, DI CREDERE CHE ESSENDO IL MEZZOGIORNO UNA QUESTIONE NAZIONALE, LA SUA EMERGENZA AVREBBE FATALMENTE PORTATO L’INTERO PAESE SU POSIZIONI RIVOLUZIONARIE.

ORA LASCIAMO STARE LE RIVOLUZIONI, CHÉ SIAMO IN UN ALTRO SECOLO E IN UN ALTRO MILLENNIO, MA COSTRUIRE UNA FORMA DIVERSA DI STATO E DI DEMOCRAZIA NON È IMPEGNO DI POCO CONTO ED È UN DISEGNO, UNA NUOVA IDEA FORZA IRREALIZZABILE SU “SCALA NAZIONALE” ITALIANA MA CHE VA DISPIEGATO SU SCALA “GLOCALE” CIOÈ GLOBALE E LOCALE, COME SONO OGGI LE ECONOMIE, LE COMUNICAZIONI, LA CULTURA, LE FEDI E LE SPERANZE DEGLI UOMINI.

CELEBRARE L'UNITÀ D'ITALIA IN MODO UTILE VUOL DIRE METTERE A FUOCO LE VERITÀ STORICHE SULLE CAUSE DELL'ARRETRATEZZA DEL MERIDIONE E DEL DIVARIO TRA NORD E SUD, MA SOPRATTUTTO APPROFONDIRE LE PROPOSTE DI FEDERALISMO PRESENTI DA SEMPRE NEL PENSIERO POLITICO ED ECONOMICO ITALIANO, DAL RISORGIMENTO (DI CUI VINCENZO GIOBERTI, CESARE BALBO, CARLO CATTANEO, GIUSEPPE FERRARI, ALBERTO MARIO FURONO UNA COMPONENTE IMPORTANTE ANCHE SE NON VINCENTE) AL MONDO SOCIALISTA (SOPRATTUTTO CON SALVEMINI ED IL GRUPPO DELLA SUA RIVISTA, L'UNITÀ), E POI METTERE IN RELAZIONE UN PROGETTO DI FEDERAZIONE ITALIANA COL GRANDE RESPIRO DEL FEDERALISMO EUROPEO (QUELLO CHE GLI ESILIATI DI VENTOTENE, ALTIERO SPINELLI, ERNESTO ROSSI, EUGENIO COLORNI, SOGNARONO NEL FOSCO 1941) NELLA DIMENSIONE CHE FU NOSTRA E ANCORA CI APPARTIENE: LA COMUNITÀ EUROMEDITERRANEA.

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