Immagine
 ufficiostampa.isd@gmail.com - segreteria.isocialdemocratici@gmail.com... di Ufficio Stampa
 
"
Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

BELINSKIJ
"
 
\\ Home Page : Storico per mese (inverti l'ordine)
Di seguito tutti gli interventi pubblicati all'interno del sito, disposti in ordine cronologico.
 
 
di Ufficio Stampa (del 28/04/2010 alle 10:44:36, in Ufficio Stampa, linkato 635 volte)

I socialisti democratici Atripaldesi , comunicano   che la sezione ha eletto in modo unitario , il nuovo direttivo . Lo stesso è formato , dai compagni : Musto , Formicola e Spagnuolo . Il nostro impegno politico continuerà a fianco dei lavoratori , come da nostra tradizione ,ma anche al fianco di tutti quei cittadini che , per varie ragioni, hanno spesso “poca voce”. Ci batteremo contro il sopruso e la discriminazione sociale; saremo al fianco di chi s'impegnerà per il lavoro, la giustizia e la solidarietà.

Politicamente parlando ed a livello comunale, la nostra Sezione si riconosce nel gruppo “Al centro per Atripalda” guidato dal compagno Arturo Iaione, socialdemocratico da sempre.

Inoltre, in tempi brevi, contiamo di poter organizzare una “tavola rotonda” pubblica con i capi-gruppo consiliari onde poter dibattere dei gravi problemi che attanagliano la nostra Comunità.

Atripalda, aprile 2010

IL DIRETTIVO DI SEZIONE

Articolo Dettaglio   Storico Storico  Stampa Stampa
 

Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, ha dichiarato:

“E’ una giornata funesta per la Puglia. Nasce la Giunta più comunista del mondo occidentale e nasce con scarsa democrazia, con uno schiaffo sonoro a tutti gli elettori. Vendola non chiama dall’esterno sette esperti di chiara fama ma, almeno cinque amici che non si sono sottoposti al vaglio del voto. Il diritto di scegliere gli assessori assegnatogli dalla legge doveva coniugarsi con l’obbligo morale di tener conto dei voti dei cittadini, soprattutto perché, tra l’altro, Vendola non ha superato neanche il 50% dei voti espressi. Mi sento umiliato come cittadino ed esprimo sinceri sentimenti di solidarietà nei confronti dei primi degli eletti e dei partiti di maggioranza umiliati dal diktat di Vendola. Va, comunque, respinto il tentativo – in voga nei regimi totalitari – di occuparsi di spazi che non gli appartengono come quello del Presidente del Consiglio Regionale. Introna, già Segretario Provinciale del PSDI, non può che essere un ottimo Presidente ma, non se imposto da chi non ne ha il diritto e che, pertanto, mortifica ed umilia la democrazia. Il camaleontismo di Vendola non ha uguali in Italia. E’ sulla scena politica da 36-37 anni, eppure, si presenta come il nuovo. Vive dai partiti, dalla politica, grazie alla politica, ma tenta di rappresentare l’antipolitica.”

Articolo Dettaglio   Storico Storico  Stampa Stampa
 

Ci voleva un Presidente della Repubblica, dal passato comunista, per correggere una pur piccola parte della storiografia del nostro Paese. La festa della Liberazione, il 25 aprile, non è più e solo la festa dei Partigiani, ma di tutti gli italiani, anche di coloro i quali, da soldati, dopo l’8 settembre del 1943, si schierarono con americani ed inglesi per combattere il nazismo, ovunque allignasse. Petacco, Panza, Mazzucca sono studiosi e giornalisti che negli ultimi anni hanno svelato non solo le malefatte di alcuni pseudo-partigiani, che hanno usato violenza su altri partigiani rei di non essere abbastanza comunisti, ma di come, a parte la lotta partigiana, la festa di Liberazione appartenga a tutti quei soldati che, nel nome della Patria, hanno combattuto, sofferto e spesso sono morti come deportati nei lager tedeschi o in combattimento, lontano dall’Italia, come accaduto a Cefalonia. A 90 anni è tornato a sorridere mio padre il “soldato Ciccillo”, come era chiamato dai suoi commilitoni. Insignito dallo Stato con 2 Croci di Guerra, la prima per i meriti sui campi di battaglia, la seconda per l’internamento. Dopo 40 dalla fine della guerra ebbe un riconoscimento di Cavaliere dall’indimenticabile Presidente della Repubblica, Sandro Pertini. In realtà lui non fu mai internato in Germania, ma nell’isoletta greca di Coo, fatto prigioniero dai tedeschi, poche ore dopo la sottoscrizione dell’armistizio ed una cruenta battaglia. Dopo cinque giorni di prigionia, stava per essere imbarcato su una nave tedesca che, attraverso Trieste, lo avrebbe condotto in Germania. Scappò con altri 5 soldati. Ad aiutarlo fu la resistenza greca che gli mise a disposizione una zattera formata da due portoni incrociati ed inchiodati. Si lasciarono andare in mare aperto portati dalla corrente. Furono salvati solo in tre da una motovedetta inglese. Il 14 settembre si ricongiunsero ad altri soldati italiani, provenienti da Albania e Grecia, che ingrossavano il nuovo esercito. Con inglesi ed americani, sempre guardinghi perché - racconta mio padre - “non si sono mai fidati di noi sino in fondo”, iniziarono a girare il Mediterraneo. Dalla Grecia in Turchia e poi il Medio Oriente, Egitto, Libia, Palestina (Israele non esisteva). Lui non ha mai festeggiato il 25 aprile perché lo Stato non aveva mai considerato quei soldati “patrioti”. Era partito in servizio di leva nel 1938 nonostante fosse figlio unico ed orfano di padre dall’età di 6 anni. Fece ritorno in Italia, tra gli ultimi, a gennaio del ’46. Una scheggia nella spalla ed un occhio compromesso sono i suoi ricordi rimasti sul corpo, insieme alle tante foto –ora sempre più sbiadite- che periodicamente mandava a mia nonna. Mi diceva emozionato l’altra sera dopo aver visto “Porta a Porta”, la trasmissione in cui Bruno Vespa ha ospitato Petacco, Mazzucca e Vacca per parlare di loro: “ho dovuto aspettare quasi 65 anni perché quegli 8 anni dedicati alla Patria fossero riabilitati.”. Sino allo scorso anno non aveva voluto mancare una sola volta alle manifestazioni del 4 novembre al Sacrario d’Oltremare, ove riposano i suoi commilitoni, compagni di tante battaglie. Tra loro anche il tenentino, cui faceva quasi da “balia”, poiché, tra quei giovani, mio padre, era il più esperto di guerra. Albania, Grecia, Libia, Eritrea, Palestina, Egitto, furono le tappe dei suoi combattimenti. Dopo ciascuno mancavano alcuni amici di branda. “Sono stato solo fortunato e restare in vita” ha sempre affermato, quando emozionato smetteva di parlare di guerra. Hanno ragione i cinesi che affermano che quando muore un anziano è come se bruciasse una enciclopedia. Prima ai figli e dopo ai nipoti, ha parlato dei disastri della guerra. Lo faceva solo per farci apprezzare ed amare il piacere ed il sapore della Pace. Ora è contento perche, ha detto ieri, “saranno felici anche il 25 aprile i miei amici che riposano al Sacrario di Bari. La loro morte non è stata vana se qualcuno finalmente si è ricordato di loro che hanno donato la vita alla Patria, come tanti partigiani, anche se lontani da casa e dai loro cari”.

Mimmo Magistro

Articolo Dettaglio   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Ufficio Stampa (del 23/04/2010 alle 17:06:12, in Ufficio Stampa, linkato 664 volte)

LA CORTE DEI CONTI BOCCIA VENDOLA NONOSTANTE ABBIA NASCOSTO LE 517 CONSULENZE . ABBIA LA DECENZA DI RINUNCIARE ANCHE AD INSEDIARSI.

Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, ha dichiarato:

“La notizia apparsa “timidamente” sulla stampa , circa le bacchettate della Corte dei Conti sulle spese promozionali e sulle consulenze alla Regione Puglia, è di una gravità inaudita e rende giustizia a chi – da mesi – aveva posto interrogativi leggendo anche i dati del Ministero della Funzione Pubblica sulla triplicazione dei costi della Puglia per le consulenze. Non siamo contro le consulenze ma, contro 517 consulenze (quelle apparse negli ultimi 30 mesi sul sito della Regione Puglia cliccando il link “trasparenza”) senza apparente forte giustificazione, senza criteri obiettivi, senza un curriculum professionale adeguato, anzi, con situazioni paradossali. Ad un docente universitario, penso titolare di cattedra, a cui si chiede una presenza anche fisica in Ateneo, esponente di rilievo del PD e “vendoliano di ferro” nelle primarie, sono state assegnate ben due consulenze (anzi, contratti co.co.co.) da 40.000 euro ciascuna per un identico periodo. Ai consulenti giuridici di Vendola, omaggiati di 80.000 euro l’anno, sono stati affidati anche incarichi legali di rilievo con altre parcelle ragguardevoli. Che fine ha fatto l’etica cui si richiama continuamente Vendola? Quanto le spese promozionali indiscriminate, che la Corte dei Conti ha valutato sino ad ora in 16 milioni di euro (noi in 36 milioni negli ultimi 30 mesi), hanno condizionato anche i risultati elettorali? Non credo che la Corte dei Conti abbia ancora piena contezza della montagna di impegni assunti da strutture ed enti collegati e finanziati a piè di lista dalla Regione Puglia. Così forse si spiega il desiderio di Vendola di non avere in Giunta assessori “scomodi” o, almeno, è questo quello che il suo atteggiamento lascia immaginare. Invito i santoni del giornalismo, Giovanni Floris, Lucia Annunziata, Michele Santoro e Gad Lerner – che lo hanno fatto assorgere in cielo – a reintervistare Vendola per chiedergli conto delle malefatte, almeno politiche, ora accertate anche dalla Corte dei Conti. Nelle more farebbe bene, per decenza, a non insediarsi. “

Articolo Dettaglio   Storico Storico  Stampa Stampa
 

Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, ha dichiarato:

 “Se abbiamo capito bene, Vendola sulla scelta degli Assessori, vuole “fare cappotto” decidendo non sulla base delle indicazioni degli elettori e dei partiti ma, in relazione all’indice di solidarietà espresso nelle primarie sulla sua persona. Cioè, resteranno esclusi gli esponenti del PD che, lealmente, hanno sostenuto il candidato ufficiale, Francesco Boccia. Basterebbe questo per mandare a “carte quarantotto” il Governatore, che vuole utilizzare i 30 mesi che ci separano dalle elezioni politiche, solo per affinare la sua macchina da guerra elettorale per sfidare il mondo della sinistra. Nelle more, deve chiarire perché revoca un milione di euro per la pulizia di tutte le spiagge pubbliche della Puglia e rimpingua il budget del Teatro Pubblico Pugliese, con una somma di pari entità, per pagare le fatture di manifesti e spot per manifestazioni fatte - secondo noi - illegittimamente durante la campagna elettorale. La stampa ci informa che ieri sarebbe stato in visita dal Procuratore della Corte dei Conti. Speriamo abbia chiarito i criteri delle 517 consulenze del biennio 2008/2009, i motivi dello sforamento del patto di stabilità ed il marchingegno con cui ha aggirato il patto, nel prorogare di altri nove mesi i contratti dei dirigenti di area di cui – tranne qualche rara eccezione – pochi avrebbero notato la mancanza. Dirigenti scelti in modo discrezionale e clientelare che costeranno più di un milione di euro, quello revocato ad un migliaio di società sportive pugliesi per l’attività sociale e giovanile, già programmata e svolta.”

Articolo Dettaglio   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Ufficio Stampa (del 21/04/2010 alle 17:26:57, in Ufficio Stampa, linkato 702 volte)

Il compagno Umberto Granato informa che l 'Associazione culturale da Turati a Saragat (sede in Somma Ves.) organizza per il giorno 22.04.2010 un incontro sul tema:

La famiglia, i figli, gli anziani. Quale futuro?

 Interverranno: - Giovanni Crisci Frate cappuccino - Alfonso Esposito, Teologo, - Cristina Franzino Cagnazzi, resp. reg./le donna, ambiente, problematiche sociali, - Enrico Di Lorenzo, Docente di Lettere e Filosofia

Saluti: - Don Peppino Mastronardo, Parroco, - Anna Cuomo, Ass. ai servizi sociali Comune Somma Vesuviana, - Antonio Granato, Consigliere comunale Somma Vesuviana, - Raffaele Allocca, Sindaco di Somma Vesuviana

Coordina i lavori: rag. Raffaella Di Palma

 

Articolo Dettaglio   Storico Storico  Stampa Stampa
 
di Ufficio Stampa (del 21/04/2010 alle 17:00:06, in Ufficio Stampa, linkato 874 volte)

25 APRILE CON TANTI RICORDI E MOLTI COMPROMESSI

di Carmelo Bonarrigo

Occorre far riscoprire ai giovani la storia della nostra patria e quindi ritornare ai valori della Resistenza ed è importante riproporre il legame tra il Risorgimento e la Repubblica.

Ci piace introdurre questa riflessione sul sessantacinquesimo anniversario del 25 Aprile ricordando la descrizione del tricolore che ha scritto il poeta risorgimentale Giovanni Berchet:

“ il verde la speme tant’anni vissuta

 Il rosso la gioia di averla compiuta

Il bianco la fede fraterna d’amor.”

 Due sono stati gli avvenimenti-8 settembre e 25 aprile- che hanno contribuito alla svolta della storia nazionale:”il giorno dell’armistizio” ( il liberatorio Tutti a casa), e la liberazione dal nazi-fascismo che nel passato e nel presente alcuni storici e politici, forzando la logica, hanno letto e leggono in chiave contrapposta contribuendo ad alimentare intermittenti polemiche che sono sfociate in reciproche accuse di un uso politico della storia.

Le ultime elezioni regionali, specialmente nel Mezzogiorno, hanno ricordato che le città, i paesi ed i cittadini tutti sentono un forte bisogno di patria e di unità e pretendono un riconoscimento comune in radici comini ed un bisogno di riconciliazione senza amnesie.

Diceva Carlo Marx che la storia ritorna due volte: “ la prima come forza, la seconda come tragedia.”

Nel Lazio,dove il 25 Aprile sarà ricordato da un Presidente di destra, dal Sindaco di Roma di destra, dal Presidente della Provincia di Viterbo di destra, la storia ritorna come “ farsa”.

Molti di noi ricordano i versi del Manzoni:

“ una d’arme, di lingua, d’altare

di memorie, di sangue, di cor” ( Marzo 1821)

Versi che ancora servono per rilegittimare le basi morali della lotta di liberazione e riproporre il legame tra o Stato, nato dal Risorgimento, e la Repubblica di oggi.

In questi ultimi anni la memoria della Resistenza, la cultura del rispetto reciproco si sono raffreddate, spolverando un rituale senza calore né passione.

Adesso è necessario imporsi di rianimare i valori del patriottismo, del Risorgimento e della Resistenza nelle coscienze degli italiani e soprattutto nelle generazioni più giovani. Queste pagine di storia sono state originate dal basso e realizzate dalle masse secondo la tesi tolstoiana e quindi non possono coincidere con la concezione “eroica” di una storia fatta, invece, da pochi e, nel caso dell’Italia, soprattutto da avanguardie.

Articolo Dettaglio   Storico Storico  Stampa Stampa
 

MARIO ENTITA' nuovo Segretario Regionale del PSDI della Sicilia

di A. Petrosino


Mentre si leva, alto, il canto dell'Internazionale, Mimmo Magistro, Segretario Nazionale del PSDI, varca la soglia della sala “Leonardo” del Jolly Hotel di Catania, e non crede ai suoi occhi.

Vivida, l'immagine di Saragat esce dall'ingrandimento di un'istantanea e sembra venire incontro a quelli che entrano. Accanto, il grande poster con la vecchia foto sgranata del palco della presidenza nel giorno della rinascita del Partito Socialista dei Lavoratori Italiani.

Ed ecco, d'incanto, nella tiepida primavera siciliana si materializza Palazzo Barberini, il simulacro della Sala Borromeo proprio così come i ragazzi della FGSI di Matteo Matteotti e Leo Solari l'addobbarono in quel freddo gennaio del '47. Ecco i ritratti di Filippo Turati, col cappello di feltro dalle larghe falde, di Bruno Buozzi e Giacomo Matteotti, (tutti e tre) i grandi martiri socialisti. Ecco la barbuta oleografia di Marx, che all'assise un po' spaesata dei socialdemocratici siciliani di un nuovo millennio, forse ricorda il “vecchio dio” di Pirandello.

C'è qualche occhio lucido, vecchi compagni che non si vedevano da tempo si abbracciano, un cartello detta lo slogan “Una nuova sinistra è possibile”, un altro informa: “Assemblea Congressuale Regionale straordinaria del PSDI della Sicilia - Catania, 11 aprile 2010”. Applausi accolgono l'elezione della presidenza del Congresso e delle commissioni, poi si fa silenzio, ed Antonello Longo, responsabile regionale del Partito, inizia la sua relazione.

Il Partito Socialista Democratico Italiano è molto piccolo ma è un partito vero, perché collega la sua politica di oggi ad un sistema di idee, di ideali, di riferimenti storici e culturali che ha radici profonde nell'Europa anche se è scarsamente rappresentato nella società italiana.

È la visione del Socialismo, non un residuato dell'ottocento ma un elemento politico vivo ed attivo che ha determinato, o ha concorso a determinare, tutte, nessuna esclusa, le conquiste di civiltà, di progresso, di umanità, di giustizia che hanno portato, nel corso di poco più di un secolo, l'elevazione morale e materiale – come una volta si diceva – dei popoli.

Se i compagni di Catania ancora una volta hanno passato la notte in bianco per ciclostilare vecchi discorsi e riprodurre in questa sala l'iconografia di Palazzo Barberini, non vuol dire che vogliamo diventare una setta di nostalgici tardo-marxisti ma che qui tra noi c'è un fortissimo senso di appartenenza e una straordinaria passione politica. E quando la passione e gli ideali vengono relegati negli angoli bui della politica, viene da chiedersi cosa mai sia diventata la democrazia italiana.”

Ma oggi siamo qui per parlare della Sicilia...

E comincia a parlarne, Antonello Longo, in un profluvio di parole che dura due intere ore. Eppure i delegati ascoltano pazienti, perché c'è voglia di sentire, di sapere, di capire su quali posizioni, con quale proposta, usando quali strumenti una pattuglia di coraggiosi può rendersi visibile, può sfidare il sistema dei grandi partiti, può portare un contributo effettivo a cambiare le cose – troppe – che non vanno.


NELLA FOTO: I delegati al Congresso durante la relazione di Antonello Longo

Rimproveriamo ai governi nazionali di centrodestra e centrosinistra di avere danneggiato il Mezzogiorno d'Italia e la Sicilia con scelte di politica economica scellerate, che hanno sottratto grandi fette delle risorse destinate dalle politiche di coesione sociale dell'Unione Europea alle aree più svantaggiate. Ammettiamo le colpe e i ritardi delle classi dirigenti siciliane ma adesso è tempo di reagire, di difendere gli interessi di un popolo che rischia di non entrare mai in sintonia con i grandi processi di sviluppo, di salvaguardare le prerogative dello Statuto speciale nell'attuazione del federalismo fiscale.”

L'affermazione di una forte componente autonomista rende il quadro politico siciliano molto diverso da quello nazionale. Noi condividiamo la necessità di riequilibrare a favore del Sud i rapporti di forza nel Parlamento e ci proponiamo di portare al movimento delle autonomie il contributo indipendente ed autorevole di una componente laica, riformista e socialista.”

Immaginiamo per la Sicilia un diverso modello di sviluppo, valorizzando le vocazioni vere di questa terra: una nuova agricoltura, con le coltivazioni biologiche e l'agriturismo, il recupero e la salvaguardia dell'ambiente naturale e dei centri urbani, il turismo, la cultura, l'istruzione, la ricerca, i servizi, lo snodo dei commerci nel Mediterraneo, le piccole imprese artigiane e l'industria leggera elettronica e componentistica, l'informatica, lo sviluppo delle fonti di energia alternativa. Mai più industrie pesanti e inquinanti, mai più cementificazione selvaggia, mai più degrado dei centri storici, mai più campagne abbandonate.”

Ma queste rimarranno vuote parole se non si verificheranno le due pre-condizioni indispensabili perché possa essere scelto e avviato qualsiasi tipo di sviluppo economico: la realizzazione delle infrastrutture per un sistema moderno (o quantomeno civile) di mobilità e trasporti, a cominciare dal famoso ponte sullo Stretto di Messina, e la garanzia della sicurezza delle persone e dei loro beni nel nostro territorio.

Contrastare la mafia e allentare la morsa spietata del crimine che soffocano ogni afflato civile ed economico deve essere impegno assoluto e pregiudiziale della politica, della società, dello Stato. Ma è altrettanto importante fermare e ribaltare i pregiudizi e i giudizi sommari prodotti dalla cattiva politica e dall'informazione strumentale, che toglie dignità e allontana opportunità.”


NELLA FOTO: L'On. Salvatore Lo Turco, a fianco del Segretario Nazionale Mimmo Magistro, risponde al saluto  dei delegati che lo acclamano alla presidenza. Sullo sfondo i ritratti di Turati, Matteotti e Buozzi ed il manifesto del Congresso, che riproduce la prima tessera PSLI del 1947.

Adesso è la volta del Segretario Nazionale. Mimmo Magistro parla della sua emozione nel vedere i simboli della storia socialista e come attorno a questi si unisce il Partito siciliano: “Il PSDI è vivo in tutta Italia, pur tra mille difficoltà, ogni giorno ci sono adesioni nuove, anche da parte di giovani. Non siamo stati assenti dalle elezioni regionali di marzo e dobbiamo prepararci per riportare il nostro simbolo sulle schede in tutti gli appuntamenti elettorali del prossimo futuro.”

Difendere l'identità socialista, riformista, federalista del PSDI, lottare per il Sud, pretendere le riforme che servono al Paese per uscire da un'eterna transizione, a partire dal fisco e dalla giustizia, aprire una grande offensiva di verità e di libertà per stanare un centrosinistra sempre più prigioniero di una vocazione conservatrice e giustizialista; ecco la nostra linea politica.”

Fra pochi mesi celebreremo il XXVIII Congresso nazionale: il mio impegno è rivolto a costruire quel modello di partito organizzato su base federalista che ha segnato l'alleanza, la forte intesa tra me, i compagni siciliani e quelli della Puglia che portò all'approvazione del nuovo Statuto e alla definizione dell'attuale gruppo dirigente nazionale che vede ora il compagno Antonello Longo tornare a dedicarsi pienamente al suo ruolo di vice-segretario vicario, lasciando l'incarico commissariale in Sicilia con la democratica ricostituzione degli organismi regionali.”


NELLA FOTO: Stefano Gullo, Presidente della Commissione Regionale di Garanzia del Congresso; il Commissario regionale Antonello Longo; il Segretario Nazionale del PSDI Mimmo Magistro e l'On. Salvatore Lo Turco.

S'è fatta ora di pranzo, Magistro si aspetta che i lavori proseguano senza badare all'orologio, secondo il costume del PSDI romano. Ma ha ancora modo di soprendersi perché i "compagni" siciliani affidano un significato importante, nei loro lavori, anche ai momenti conviviali. Perciò è ora di continuare la riunione intorno alla tavola, rinviando al dopo caffè l'apertura del dibattito.

Poi di nuovo in sala congressi; Antonio Consoli porta il saluto dei Circoli della città di Catania: “vogliamo un Partito attivo e organizzato, una politica che sappia concentrarsi su fatti concreti.” “Non può esistere una moderna democrazia occidentale senza un forte ed autorevole partito socialista riformista che abbia fra i suoi principi l'idea del Presidente Saragat del legame indissolubile fra giustizia sociale e libertà. Per questo motivo noi non possiamo mai essere organici compagni di strada degli eredi del comunismo filosovietico e della vecchia sinistra democristiana che basano la loro politica sulla visione consociativa e giustizialista della società e dello stato.”

Toti Dragotto parla del suo credo religioso che si fonde con l'impegno politico: “nella socialdemocrazia vedo riflettersi i valori più profondi della vita, quelli legati al messaggio cristiano. A Palermo sta sorgendo un bel gruppo di persone nuove, capaci, disinteressate.”

Onofrio Cannavò, neo Segretario del Circolo Saragat di Catania, ripercorre le tappe che hanno portato al Congresso Regionale, sottolinea la necessità di non lasciare cadere il filo di una politica che può rendere incisiva l'azione del Partito: “il Presidente Lombardo, la cui azione rinnovatrice merita tutto il nostro sostegno, sottoposto al tiro incrociato dei suoi nemici politici e delle notizie sull'indagine giudiziaria per presunte frequentazioni mafiose, rischia di cadere ad ogni passo politico significativo, a cominciare dal bilancio e dalla finanziaria regionali. Il verificarsi di questa eventualità ci porterebbe a nuove elezioni regionali, ed il PSDI non può farsi trovare impreparato.”

Antonio Como del Circolo di Castellammare del Golfo descrive una roccaforte importante della socialdemocrazia siciliana, dove la lista del Sole Nascente ha preso il 9% alle elezioni comunali, con un seggio: “per 14 voti non è stato eletto un secondo consigliere comunale. Il nostro circolo è punto di riferimento per molti giovani. Perché non organizzare un convegno nazionale del PSDI nella nostra zona, ricca di strutture ricettive?”

Mario Entità ha un nodo in gola: “Mi sento vecchio e stanco, sono iscritto al PSDI dal 1952, dopo tanti anni meditavo di non far più politica.” Ma nessuno gli crede, perché Entità è uno di quelli che nell'immaginario collettivo restano giovani per tutta la vita. “Mi preoccupo per questi giovani che vedo per strada, abbandonati a se stessi, che magari completano gli studi ma non trovano prospettive di lavoro. Che differenza con il sistema dell'istruzione di quei paesi europei dove è più forte la presenza socialista, in cui i meritevoli vengono aiutati a studiare e ad inserirsi nel mondo del lavoro prima ancora di arrivare alla laurea.”

Stefano Gullo ha l'aspetto, la dialettica, il tratto dei vecchi dirigenti del movimento operaio e contadino che guidarono l'occupazione delle terre in Sicilia nel dopoguerra ed imposero, con la riforma agraria, la fine del latifondo: “Il diritto e la pratica giudiziaria si servono oggi di strumenti, come la legislazione di emergenza e l'uso di pentiti, per contrastare il fenomeno mafioso, che devono essere utilizzati con una prudenza ed un equilibrio che non sempre possiamo riscontrare. Come si fa a distinguere, in certi casi, la mafia dalla normale criminalità, quando vengono consumate violenze e grassazioni contro i cittadini e le attività economiche? La Sicilia corre il pericolo di vedere confondersi la concreta attività delle forze dell'ordine e della magistratura con opinioni e ricostruzioni storiche che appartengono alla categoria dei giudizi e dei pregiudizi politici. L'effetto può anche essere quello di non creare un contrasto veramente efficace contro la forza economica e militare delle bande criminali e di costruire teoremi che indeboliscono non solo la credibilità del ceto politico ma gli interessi economici e civili di una intera comunità. Il socialismo democratico è la risposta, la rivalutazione della dignità e del valore del lavoro produttivo. E' sconfortante vedere oggi una sedicente sinistra ridotta alla rappresentanza di apparati burocratici e parassitari e degli interessi dei settori meno meritevoli del capitalismo italiano.”

L'assemblea è giunta alla fine, non resta che tirare le somme: non ci sono proposte politiche alternative, la relazione del Commissario regionale Antonello Longo viene approvata all'unanimità. Ma è urgente tracciare un programma organizzativo, dotare i nuovi dirigenti di un orientamento preciso sulle cose da fare per rilanciare il Partito, e Nino Gennaro a nome della Commissione per le risoluzioni presenta il documento finale del Congresso, che impegna il PSDI siciliano a muoversi, a comunicare, a produrre politica, a riorganizzarsi con i modi e le forme più consoni ad una vita interna del Partito basata sul metodo democratico e sul rigore della militanza. Anche su questo non ci sono alternative, l'assemblea acclama. (Per leggere e scaricare il testo completo del documento conclusivo, dal titolo "UN PARTITO DI IDEE, DI MILITANZA E DI PASSIONE POLITICA" fate click qui.)

Alla linea politica ed al progetto organizzativo daranno corpo i nuovi dirigenti, la cui elezione si collega ai documenti approvati. Nuovo Segretario regionale del PSDI siciliano è il catanese Mario Entità, che ringrazia tutti con la voce rotta da una sincera emozione: “Pensavo di disimpegnarmi dalla politica attiva ed invece mi chiamate ad un compito così gravoso, che accetto con spirito di servizio verso un Partito nel quale milito da cinquantasette anni, perché già mio padre era fra quelli che diedero vita a Palazzo Barberini. Esistono principi morali di cui è portatrice l'etica socialista, che la società sembra avere smarrito, soprattutto fra le giovani generazioni cresce un senso di incertezza e di vuoto. Avviciniamo i giovani alle nostre grandi idee ed anche ad una proposta politica concreta che faccia capire loro che, col sistema riformista, la società si può cambiare intervenendo nelle sue criticità. La grande finanza, le banche, il fisco. E poi la scuola, i meccanismi di inserimento nel lavoro, le reti di protezione sociale, il sostegno alle famiglie, la dimensione anche culturale e ludica della vita. Sono tutte cose che non nascono per caso ma richiedono una politica corretta e propositiva, istituzioni trasparenti e che funzionano, cittadini che rispettano le regole. Impegniamoci a costruire un Partito organizzato, che ritrovi il gusto dello stare insieme e dello sviluppare un comune linguaggio politico per portarlo nel vivo della società, tra gli operai, i contadini, le forze del lavoro e della produzione.”

Stefano Gullo è acclamato, per la sua storia e per lo straordinario messaggio umano e culturale di cui è portatore, Presidente del PSDI siciliano. L'On. Salvatore Lo Turco, già deputato all'ARS ed assessore regionale, che era stato accolto con festoso affetto da tutta l'assemblea ed aveva portato nel corso dei lavori il suo caloroso saluto, è proclamato Presidente Onorario. Il delicato, e davvero difficile, compito di segretario amministrativo viene messo nelle mani di Gaspare Strano, uno dei più giovani del nuovo gruppo dirigente, ex responsabile della GSDI.

Ed infine si elegge un coordinamento regionale di sette componenti in rappresentanza di varie provincie della Sicilia: Onofrio Cannavò, Gregorio Enrico Chiarenza, Antonio Consoli, Leonardo D'Angelo, Salvatore Dragotto, Carmelo Maugeri e Massimo Messina. Probiviri, i "giudici" del Partito, sono Nicola Castana, Natale Mazza e Filippo Zuccarello.

E' tardi, l'assemblea si può concludere; il giovane tesoriere, che all'inizio della riunione aveva la faccia seria e compassata - forse perché non riusciva a non pensare alla ricevuta della sala, al conto del ristorante, a quello della tipografia ed alle mille piccole spese che un congresso comporta - alla fine sorride e sprizza gioia da tutti i pori, annunciando un incredibile "avanzo" di ben 42 Euro nella gestione del Congresso; sì, perché ai delegati ed a tutti gli intervenuti, Segretario Nazionale compreso, è stato chiesto di versare - al momento di registrare la loro partecipazione - un contributo-spese di 25 Euro a testa. Come dire - parafrasando l'azzeccato slogan del Congresso - che anche un nuovo costume politico è possibile, a partire dalle piccole cose.

Intanto la scenografia così ammirata diventa oggetto del desiderio dei delegati, che prima di lasciare la sala si avventano su locandine e gigantografie, lasciando in pochi istanti i muri spogli. “Finalmente - dice qualcuno - abbiamo dei manifesti da esporre nei nostri Circoli!”

I socialdemocratici siciliani si danno appuntamento al prossimo congresso regionale, fra poche settimane, per affrontare i problemi nella dimensione nazionale ed eleggere i delegati al XXVIII Congresso ed i consiglieri nazionali che rappresenteranno la Sicilia, come prevede il nuovo Statuto approvato a Bellaria dal precedente Congresso del 2007.

(A. Petrosino)

Articolo Dettaglio   Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1
Ci sono 100 persone collegate

< febbraio 2017 >
Lu
Ma
Me
Gi
Ve
Sa
Do
  
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
         
             

Cerca per parola chiave
 

Titolo
ARCHIVIO STORICO (1)
Articoli Magistro (37)
Curiosità (2)
Eventi (28)
Lettere Aperte (88)
politica (29)
Ufficio Stampa (506)
Verso il XXVIII Congresso Nazionale del PSDI (8)
W il Blog (1)

Catalogati per mese:
Gennaio 2007
Febbraio 2007
Marzo 2007
Aprile 2007
Maggio 2007
Giugno 2007
Luglio 2007
Agosto 2007
Settembre 2007
Ottobre 2007
Novembre 2007
Dicembre 2007
Gennaio 2008
Febbraio 2008
Marzo 2008
Aprile 2008
Maggio 2008
Giugno 2008
Luglio 2008
Agosto 2008
Settembre 2008
Ottobre 2008
Novembre 2008
Dicembre 2008
Gennaio 2009
Febbraio 2009
Marzo 2009
Aprile 2009
Maggio 2009
Giugno 2009
Luglio 2009
Agosto 2009
Settembre 2009
Ottobre 2009
Novembre 2009
Dicembre 2009
Gennaio 2010
Febbraio 2010
Marzo 2010
Aprile 2010
Maggio 2010
Giugno 2010
Luglio 2010
Agosto 2010
Settembre 2010
Ottobre 2010
Novembre 2010
Dicembre 2010
Gennaio 2011
Febbraio 2011
Marzo 2011
Aprile 2011
Maggio 2011
Giugno 2011
Luglio 2011
Agosto 2011
Settembre 2011
Ottobre 2011
Novembre 2011
Dicembre 2011
Gennaio 2012
Febbraio 2012
Marzo 2012
Aprile 2012
Maggio 2012
Giugno 2012
Luglio 2012
Agosto 2012
Settembre 2012
Ottobre 2012
Novembre 2012
Dicembre 2012
Gennaio 2013
Febbraio 2013
Marzo 2013
Aprile 2013
Maggio 2013
Giugno 2013
Luglio 2013
Agosto 2013
Settembre 2013
Ottobre 2013
Novembre 2013
Dicembre 2013
Gennaio 2014
Febbraio 2014
Marzo 2014
Aprile 2014
Maggio 2014
Giugno 2014
Luglio 2014
Agosto 2014
Settembre 2014
Ottobre 2014
Novembre 2014
Dicembre 2014
Gennaio 2015
Febbraio 2015
Marzo 2015
Aprile 2015
Maggio 2015
Giugno 2015
Luglio 2015
Agosto 2015
Settembre 2015
Ottobre 2015
Novembre 2015
Dicembre 2015
Gennaio 2016
Febbraio 2016
Marzo 2016
Aprile 2016
Maggio 2016
Giugno 2016
Luglio 2016
Agosto 2016
Settembre 2016
Ottobre 2016
Novembre 2016
Dicembre 2016
Gennaio 2017
Febbraio 2017

Gli interventi più cliccati


Titolo
Archivio (12)
Rassegna Stampa (28)

Le fotografie più cliccate

Titolo
Il disegno di Legge sul Federalismo, cosa ne pensi?

 Buono
 Passabile
 Indecente

Titolo
Collabora con NOI
Registrati subito al nostro blog e potrai scrivere articoli, pubblicare foto e demo mp3...
Clicca qui

Login (Area Riservata)
Ingresso dedicato a tutti gli Autori del blog...
Clicca qui

Contattaci
Invia pure un messaggio al seguente indirizzo e-mail
PSDI (Direzione Nazionale)




25/02/2017 @ 00:59:55
script eseguito in 109 ms