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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

BELINSKIJ
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati all'interno del sito, disposti in ordine cronologico.
 
 
di Ufficio Stampa (del 30/01/2009 alle 18:20:06, in politica, linkato 830 volte)

Anche il PSDI parteciperà - martedì 3 febbraio p.v. - alla manifestazione di protesta contro lo sbarramento al 4% imposto da Berlusconi e Veltroni.

L’appuntamento è fissato per le ore 12.00 al Quirinale e per le ore 14.00 a Montecitorio. Tutti i compagni dirigenti disponibili sono invitati a partecipare.

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di Ufficio Stampa (del 30/01/2009 alle 17:55:55, in politica, linkato 798 volte)

Anche il PSDI parteciperà - martedì 3 febbraio p.v. - alla manifestazione di protesta contro lo sbarramento al 4% imposto da Berlusconi e Veltroni.

L’appuntamento è fissato per le ore 12.00 al Quirinale e per le ore 14.00 a Montecitorio. Tutti i compagni dirigenti disponibili sono invitati a partecipare.

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Il segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, ha dichiarato:

“La mobilitazione dei Partiti che hanno dato vita al “Comitato per la Democrazia” avrà successo solo se i partiti sottoscrittori non si limiteranno a minacciare l’uscita dalle amministrazioni locali, ma avranno il coraggio di imporre le dimissioni di massa dai governi locali con il PD, e cancelleranno tutte le trattative in corso con PD e PDL. Ma un appello lo rivolgiamo anche ai vertici dell’UDC che subisce in silenzio (anche per un proprio piccolo interesse) l’intesa tra Berlusconi e Veltroni, ma che invece dovrebbe ergersi a vero baluardo della democrazia in Italia se solo trovasse il coraggio di mettersi di traverso ad una legge liberticida”.

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Nella scorsa settimana Mimmo Magistro, Segretario Nazionale del PSDI e candidato Sindaco a Bari, aveva sollecitato il Governatore Vendola, il Presidente del Consiglio Regionale, Prof. Pepe, e l’Assessore alla Trasparenza, Guglielmo Minervini, ad istituire l’Ufficio della Difesa Civica. Solo il Presidente Pepe, con una nota ha assicurato Magistro che, “porrò in essere ogni eventuale iniziativa affinchè anche questo organismo statutario possa divenire realtà nell’interesse della Comunità pugliese”.

 “Lo Statuto della Regione Puglia – conferma Magistro – (che ha ringraziato il Prof. Pepe), approvato il 12.05.2004, tra l’altro prevedeva all’art. 50 l’istituzione di tre Autorità di garanzia, due delle quali, il Comitato per “l’informazione e la comunicazione” (CO.RE.COM.) ed il “Consiglio dei Pugliesi nel mondo”, hanno visto la luce da tempo. Il terzo - il più importante – “Ufficio della difesa civica”, tarda ad essere approvato”. “Si tratta – per Magistro - dell’Ufficio che dovrebbe garantire l’imparzialità, il buon andamento e la trasparenza nell’azione amministrativa nonché la tutela dei diritti degli adolescenti e dei minori, delle libertà fondamentali degli immigrati, dei consumatori e degli utenti”. Magistro si dice confortato dall’impegno del Prof. Pepe – ma “amareggiato dal silenzio di chi come Vendola e Minervini, professano trasparenza ma eludono i doveri della legge”.

Sono certo che – conclude Magistro - recuperando il tempo sin qui perso, ciascuno secondo le proprie competenze, avvii l’iter burocratico per l’insediamento dell’Ufficio. Un atto di rispetto e considerazione nei confronti di tutti i pugliesi”.

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di Ufficio Stampa (del 29/01/2009 alle 18:57:13, in politica, linkato 878 volte)

Si riporta di seguito il docomento stilato questa mattina dal Comitato per la Democrazia , alla cui riunione ha partecipato, per il PSDI, il Presidente Nazionale, Alberto Tomassini.

Il Segretario Nazionale, Mimmo Magistro , conferma che il PSDI ha deciso di aderire alla mobilitazione - martedì 03 febbraio - alle ore 12.00 presso il Quirinale ed alle ore 14.00 a Montecitorio.

 

Un grave attentato alla democrazia

Si è riunito il Comitato per la democrazia con la presenza dei rappresentanti di Rifondazione comunista, Partito socialista, Sinistra democratica, Radicali italiani, Pri, Psdi, Verdi, Partito d’Azione, Pli, Udeur, Liberaldemocratici, I socialisti. Il Comitato ha approvato questo documento:

1) Il Parlamento si appresta a iniziare l’iter di approvazione di una legge per le elezioni europee che contrasta non tanto con le pur legittime aspirazioni di esistenza di partiti politici che vivono di tradizioni storiche e di progetti politici di interesse nazionale, ma con i diritti di democrazia sanciti dalla Carta costituzionale. Cambiare la legge elettorale e le norme di accesso al Parlamento europeo mentre è già da tempo in corso la preparazione delle liste e in qualche caso, dopo aver definito le stesse, anche la raccolta delle firme, caso unico in tutta Europa, rappresenta un grave attentato alla democrazia.

2) Questo avviene non alla luce di una esigenza di maggior equilibrio democratico e di minor frammentazione politica al Parlamento di Strasburgo, che peraltro non deve eleggere alcun governo, ma come esigenza dei due partiti maggiori del nostro paese che vogliono costruire un sistema fondato sulla loro assoluta supremazia forzando l’interpretazione delle norme come è avvenuto ad aprile, o cambiando improvvisamente, come sta avvenendo oggi, la legge elettorale europea. La responsabilità maggiore cade sul Pd e sul suo segretario Veltroni che tenta, con lo sbarramento elettorale al 4%, di frenare la sua caduta libera di consensi registrata in tutti i sondaggi. Questo cambiamento di legge avviene nel contesto di un grande baratto tra Pd e Pdl che investe anche altri atteggiamenti parlamentari e spartizioni di potere.

3) Si consolida così quel regime antidemocratico fondato sul falso bipartitismo all’italiana che tenta di spartirsi il finanziamento pubblico con denari degli italiani che non risparmieranno un euro, mentre i protagonisti sono forze politiche oligarchiche, con vertici non eletti democraticamente attraverso congressi e senza vita democratica al loro interno, che si pongono in netto contrasto con i principi stabiliti dall’articolo 49 della Costituzione.

4) Il Comitato per la democrazia indice dunque per la giornata di martedì due iniziative di lotta. L’una con inizio alle ore 12 dinanzi al Quirinale e l’altra con inizio alle ore 14 a Montecitorio. Promuove nel contempo iniziative di protesta in tutte le città capoluogo e nei consigli regionali, provinciali e comunali. E sottopone a verifica tutte le alleanze locali.

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di Ufficio Stampa (del 29/01/2009 alle 18:44:20, in Lettere Aperte, linkato 926 volte)
EUTANASIA DI UN SOCIALDEMOCRATICO

Socialdemocratici si nasce …..

Voglio morire Socialdemocratico…., il più tardi possibile! Per chi, come me, aveva scelto di iscriversi al PSDI nel momento del processo “senza appello” e della successiva condanna per Mario Tanassi”, SOCIALDEMOCRAZIA vuol dire veramente tutto. Vuol dire Giustizia Sociale, Eguaglianza senza nessuna distinzione, Libertà senza condizionamenti, Lontananza dagli opposti estremismi, Orgoglio di non dover prendere mai le distanze dai propri padri fondatori e di non dover abiurare dai propri princìpi . Eppure oggi scopro che questi valori non hanno più senso, che l’indignazione verso le ingiustizie non esiste più, che altri e più prosaici valori hanno soppiantato quelli che hanno nutrita la nostra generazione. Non ci si ribella più a niente; si ascoltano proclami di integrità morale da parte di chi ha un casellario giudiziario zeppo e non si prova più ripugnanza; si ascoltano personaggi che hanno cambiato colore politico svariate volte e rivendicano linearità e coerenza dei loro comportamenti e non si batte ciglio; si ascoltano “barzellettieri di seconda mano” che guidano una nazione e gli si battono le mani; si incontrano personaggi che ringraziano il padreterno che gli ha mandato il nuovo Salvatore ( ricordate lo spot elettorale “..e meno male che c’è Silvio?”) e non si prova più disgusto verso di loro. E non finisce qui! Lo sbigottimento più forte ci prende quando ci troviamo di fronte al leader di una coalizione (che non sarà mai un partito), che ha la sfacciataggine di aspirare alla leadership indisturbata dell’intera Sinistra italiana, pretendendo che ci si dimentichi che : · salvò gli avversari politici della Destra che, nel novembre del 2007 erano sull’orlo della bancarotta (erano tutti contro tutti); · affossò il Governo Prodi, che oggi in molti rimpiangono, con la proposta della riforma elettorale con lo sbarramento, costringendo i partiti più piccoli ad una giustificata reazione; · non contento di tanto, caduto Prodi, diede fondo a tutte le sue dubbie capacità politiche e sfornò la geniale trovata di rifiutare l’apparentamento ai vecchi e possibili futuri partiti alleati, facendo spazio, in ragione di una pseudo spinta moralizzatrice e di un debito di riconoscenza per Di Pietro che si era fermato alle soglie del portone di Botteghe oscure quando inseguiva una valigia zeppa di banconote e che ora lo sta ripagando come merita. Il risultato di tanto acume politico è sotto gli occhi di tutti. La Sinistra vera è fuori dal Parlamento, la classe operaia è priva di rappresentanza politica ed è alla mercè di un governo e di una confindustria che la fanno da “padrone”. Dopo tutto questo, ci si aspetterebbe che avesse capito la lezione e cambiasse strategia, rivedendo i suoi errori. Macché ! è, più duro di un coccio. È caduto nel trabocchetto del Pdl , che non ha alleati da fagocitare e risponde signorsì ( non gli pare vero quando può farlo) al richiamo del Cavaliere, che gli offre la riforma elettorale con lo sbarramento al 4%. Pervicacemente il nostro leader “minimo”, segretario di un PD attestato ormai al 25% (complimenti) prefigura un recupero elettorale ancora una volta a danno dei suoi ipotetici futuri alleati. Follia pura! Per fortuna la linea politica del nostro leader “minimo” non è incontrastata e nel PD ci sono personaggi che non la pensano come lui, come D’Alema, Bersani, Chiamparino, che purtroppo però verso i Socialisti non sono mai stati teneri. A chi nel nostro partito stravedeva per il partito dell’ex portaborse di Forlani e di Cuffaro ricordo solamente che essi si sono subito dichiarati favorevoli allo sbarramento, purchè, dice Buttiglione, lo si abbassi alla nostra portata. Quanto ci vogliono bene questi amici dell’UDC!! Ci hanno schifati alle politiche e continuano a farlo per le elezioni europee. Concordo con chi chiede con urgenza la convocazione di un consiglio nazionale e chiedo alla segreteria nazionale di esperire ogni tentativo possibile per recuperare un rapporto stretto con i partiti della Sinistra ed in particolare con i compagni del PS. Per quanto mi riguarda preferisco una EUTANASIA da SOCIALdemocratico piuttosto che un omicidio nel partito democratico o ancor meno nel Pdl. A quel “SOCIAL” che ci distingue ci tengo troppo. è stata la cifra di tutta la mia vita politica e non vi rinuncerei per nessuna ragione al mondo

29.01.09 Mimmo Cuomo

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di Ufficio Stampa (del 29/01/2009 alle 18:35:18, in Ufficio Stampa, linkato 1080 volte)

Ampia partecipazione, soprattutto di molti giovani, all’assemblea degli iscritti e dei simpatizzanti del Psdi di Rieti avvenuta domenica 25 gennaio 2009 presso la sala consiliare della 5° Comunità Montana di Rieti.

Il commissario vicario della federazione di Rieti, Pietro Agostinelli ha aperto i lavori con un breve intervento elencando i punti messi all’o.d.g.:

1) informativa sul commissariamento della segreteria provinciale di Rieti,

2) organizzazione e rilancio del partito nel territorio,

3) tesseramento 2009,

4) costituzione di una lista provinciale,

5) eventuali apparentamenti politici.

L’intervento del commissario del Psdi, Carmelo Bonarrigo, ha ricordato gli ideali e i valori della socialdemocrazia e le importanti battaglie parlamentari che hanno aiutato concretamente a costruire la nostra Italia. Alto è stato il discorso del Presidente nazionale del Psdi, Alberto Tomassini, che ha parlato in modo diretto e concreto della politica nazionale, denunciando le varie problematiche gestionali che colpiscono i partiti. La critica è stata rivolta in modo particolare verso quei politici che dimenticandosi degli ideali e dei valori dei partiti, concentrano il tutto solo sulla loro figura personale. Inoltre, il Presidente Tomassini ha constatato che il Psdi di Rieti è in forte crescita, grazie anche ad un nutrito numero di nuovi iscritti, tra questi molti giovani socialdemocratici che spingeranno il partito verso una nuova fase generazionale che si riconosca nei reali valori e negli ideali del socialismo democratico, strumento importantissimo per la soluzione di molti problemi nella nostra società civile, imprenditoriale e lavorativa. La socialdemocrazia è la forma di sistema che garantisce tutti gli strati sociali; ecco perché il progetto politico dei socialdemocratici si è consolidato e sta crescendo in molti paesi d’Europa. Lo stesso Presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, ha intrapreso la strada socialdemocratica, che guarda dal basso verso l’alto i bisogni dei cittadini delle associazioni e delle imprese (giovani, lavoro, economia, volontariato, processo di pace), imponendo un cambiamento di stile non solo a livello di politica e dell’economia, ma anche della vita quotidiana. Sin dal 1947 il nostro partito è storicamente la vera e unica rappresentatività socialdemocratica nel nostro paese e vanta uno dei più prestigiosi Presidenti della Repubblica Italiana, Giuseppe Saragat, fondatore del Psdi. In conclusione i socialdemocratici di Rieti riuniti in assemblea alla presenza del commissario straordinario, Carmelo Bonarrigo e del presidente nazionale del partito, Alberto Tomassini deliberano di partecipare alle elezioni amministrative provinciali di Rieti con una propria lista autonoma scegliendo di appoggiare il centro-sinistra previa verifica programmatica di compatibilità. A tal proposito viene costituito un comitato di elaborazione e proposta programmatica. Si invitano tutti gli autentici socialdemocratici a partecipare alla vita democratica del partito aderendo e rinnovando l’iscrizione al Partito Socialista Democratico Italiano entro e non oltre il 31 marzo 2009 così come previsto dalla Direzione Nazionale del Psdi. Altresì, coloro i quali non si dovessero riconoscere nella risultanza del Congresso Nazionale di Bellaria e nelle iniziative dei socialdemocratici reatini si collocano fuori dalla rappresentatività politica del Psdi. L’assemblea approva all’unanimità l’operato del commissario straordinario Carmelo Bonarrigo e del vicario Pietro Agostinelli invitandoli a proseguire l’ opera intrapresa.

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di Ufficio Stampa (del 29/01/2009 alle 14:50:06, in Ufficio Stampa, linkato 747 volte)
Piena e sincera solidarietà è stata espressa al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dal Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, in relazione all’attacco “ingiustificato ed immotivato” da parte del leader dell’Italia dei Valori, On. Antonio Di Pietro. “A Di Pietro, dopo la vicenda che ha coinvolto il figlio (per molto meno lui, da PM, fece sentire a molti cittadini, il tintinnio delle manette) ed alcuni esponenti campani del suo Partito, sono saltati i nervi. Da oltre un decennio cavalca l’ondata giustizialista nel nostro Paese, ondata che gli ha consentito di avere un ruolo politico, in Italia, senza alcun merito né sul piano politico né su quello dei programmi. E’ fuori dubbio che sono destinati a non sopravvivere, tutti quei Partiti e Movimenti che non hanno alle spalle alcuna storia ed alcuna cultura. Pensare di acquisire consensi, questa volta attaccando, frontalmente, una persona leale ed equilibrata come il Presidente Napolitano è stato un errore, crediamo decisivo, per il futuro del suo Partito. La televisione di Stato, d’altro canto, la smetta di fare da “cassa di risonanza” a Di Pietro, mettendolo in ogni “minestra”. Non è possibile che l’Italia dei Valori non abbia altri esponenti da invitare ai dibattiti televisivi. Ora ci aspettiamo da Veltroni qualcosa più di una semplice presa di distanza. Chieda scusa agli italiani per aver dato rifugio e sostegno elettorale a Di Pietro”.
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PSDI .
I cinque gruppi presenti nel Parlamento - PdL, Lega, IdV, UDC e PD - hanno raggiunto una intesa unanime, caldeggiata con forza dal Partito Democratico che ne sarà il vero beneficiario, per modificare un solo punto della legge elettorale attualmente vigente per le elezioni europee. Fermo restando l'impianto della legge - incluse le preferenze ed i 5 collegi attuali - verrà introdotto lo sbarramento al 4 per cento.

Le uniche voci dissonanti sono venute dal Gruppo Misto, dove sono rappresentati il Movimento per l'Autonomia e le minoranze linguistiche.

Il Presidente dell'UDC, Rocco Buttiglione, ha dato ampie assicurazioni che il suo partito, lieto peraltro di aver contribuito a "salvare" il voto di preferenza, non ostacolerà l'accordo raggiunto.

Vengono di conseguenza meno per il PSDI le fondamenta stesse di qualunque possibile dialogo con l'UDC.

Il PSDI - che fa parte del "Comitato per la Democrazia" insieme al Partito Socialista, a Sinistra Democratica, ai Verdi ed a Rifondazione Comunista, ha denunciato l'accordo per lo sbarramento come il "tentativo di un colpo di mano dell’ultima ora sulla legge elettorale" ed un "attentato alle regole di una civile convivenza democratica" ed ha annunciato la partecipazione a manifestazioni ed iniziative clamorose come quella davanti alla RAI - non può al contempo ipotizzare di essere alleato col partito di Mannino, di Cuffaro e di Casini che allo sbarramento anti-pluralismo è pienamente concorde.

Il prossimo Consiglio Nazionale del Partito, la cui convocazione non è ulteriormente rinviabile, dovrà riesaminare con realismo e con spirito aperto il tema dei rapporti del PSDI con le altre forze politiche; e finalmente porre mano al vero punto dolente del Partito, e cioè l'organizzazione e l'autofinanziamento. Senza ulteriori indugi il Partito deve dotarsi di una idonea sede nazionale e di un organo di stampa, dei cui costi il gruppo dirigente nazionale deve farsi direttamente carico senza più accampare peregrine scuse: il turno delle elezioni amministrative di giugno e le elezioni europee sono ormai alle porte.
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Il Comitato per la democrazia, alla luce della notizia diffusa secondo la quale sarebbe stato sancito un accordo tra PD e PdL per riformare la legge elettorale delle Europee, introducendo uno sbarramento al 4%, manifesta stupore e sconcerto.

Il fatto che a tre mesi dall’inizio della campagna elettorale, quando già le forze politiche hanno cominciato la raccolta delle firme per la presentazione delle liste, così come previsto dall’attuale normativa, prenda corpo la tentazione di por mano a rivedere sostanzialmente la legge elettorale, non può che suscitare forte preoccupazione e ferma protesta.

Piegare la legge elettorale all’interesse dei due partiti maggiori e soprattutto alla necessità del PD di porre un freno alla caduta di consenso registrata nel Paese, altro non è che attentare alle regole di una civile convivenza democratica nel rispetto delle idee e delle posizioni di tutti.

Uno sbarramento elettorale al 4%, che è il doppio rispetto a quello previsto per le liste apparentate alle elezioni politiche, non ha ragione di essere nel contesto europeo, dove le singole identità vanno a rappresentare storie e tradizioni politiche e non a formare un esecutivo, e non sono perciò passibili nemmeno delle assurde critiche rivolte durante la recente campagna elettorale, di “voto inutile” ai fini degli equilibri di governo.

Qualora la notizia del tentativo di un colpo di mano dell’ultima ora sulla legge elettorale fosse confermata il Comitato per la democrazia annuncia fin d’ora che penserà a produrre forme di protesta e azioni politiche clamorose.

Mauro Del Bue (Partito Socialista)
Franco Russo (Rifondazione Comunista)
Clemente Mastella (Udeur)
Carlo Leoni (Sinistra Democratica)
Paola Balducci (Verdi)
Mimmo Magistro (PSDI)
Stefano De Luca (PLI)
Pino Quartana (Partito d’Azione)
Nicola Cariglia (Comitato dei 101)
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