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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

BELINSKIJ
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati all'interno del sito, disposti in ordine cronologico.
 
 

Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, ha dichiarato: “ Ha ragione Vendola. E’ vero, la Ditta Romeo non è stata scelta dalla Regione Puglia. Quello che va chiarito è: 1- perché alcune gare regionali – pur bandite – sono state annullate per dar luogo ad affidamenti diretti con la Consip e se era noto a qualcuno che questo avrebbe comportato – contestualmente- il subaffidamento alla Romeo. Va, infatti, sottolineato che gli enti pubblici non hanno l’obbligo di affidare i loro appalti alla Consip, ma solo di tener conto delle tariffe più vantaggiose Consip quale base per le gare pubbliche; 2-perché, rispetto alle tariffe base, i costi previsti sarebbero più che raddoppiati rispetto alle gare precedenti, così come già avvenuto per quella bandita dal Ministero della Pubblica Istruzione ed affidata dalla Consip ad una azienda di Trento che, a sua volta, l’ha subappaltata a prezzi da fame; 3-se corrisponde al vero che su ogni gara la Consip “costa” il 5% dell’ammontare dei servizi; 4-se la Romeo – che anzichè gestire i lavori li subappalta - a sua volta chiede ufficialmente su ogni gara un utile del 20% a cui aggiunge un ulteriore 15% per presunte consulenze, talchè, le imprese locali che realmente svolgono i lavori vengono letteralmente “saccheggiate”. In rapporto alle risposte, Vendola dovrà valutare la sua azione. Ovviamente, partiamo dal presupposto che tutti, Presidente, Assessori e Dirigenti, abbiano agito in buona fede, ma – sia chiaro a tutti – che se non si bloccano gli affidamenti alla Consip e alla Romeo, la Puglia sarà sempre più povera e le nostre imprese destinate alla chiusura”.

UFFICIO STAMPA - 23.12.2008

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di Ufficio Stampa (del 15/12/2008 alle 13:34:01, in Ufficio Stampa, linkato 728 volte)

Chiunque possegga un minimo di buonsenso avrebbe preventivato la sconfitta del centro sinistra in Abruzzo, dove i principi etici avevano subito la più vergognosa ignominia! Analizzando il voto possiamo ipotizzare l’astensione di gran parte dell’elettorato di sinistra per una miriade di fattori, non ultima la diatriba se il PD debba continuare o no a fare parte del PSE. A mio modestissimo giudizio, come già ho avuto modo di esprimermi, il Partito Democratico avrebbe dovuto nascere federato con le variegate componenti, che avrebbero conservato la propria identità, e non come assemblaggio egemone dei due maggiori partiti. Un’altra valutazione graffiante è rappresentata dalla persistente litigiosità delle componenti l’area della sinistra, retaggio della atavica idiosincrasia tra socialisti e comunisti. Finche perdureranno queste condizioni di chiusura potremo parlare di fallimento della sinistra e dare libero sfogo alla derisione del centro destra. L’attuale governo, in particolare i maggiori esponenti, conoscendo le debolezze del centro sinistra, continua a legiferare autonomamente su problemi che richiederebbero la collaborazione di tutte le componenti parlamentari e non avrebbero la possibilità di sconvolgere la Costituzione! Al presente l’unico baluardo è il Presidente Napolitano! Tutti gli appartenenti all’area di sinistra siamo responsabili della sua presente debolezza e irresponsabilmente continuiamo a minare qualsiasi percorso di comprensione, collaborazione e buonsenso, concedendo maggiore spazio al rampantismo e al populismo. Parte del centro, tutti noi conosciamo la diaspora della DC a dx e sx, continua a porre, per differente ideologia, paletti alla realizzazione del grande partito che dovrebbe contrapporsi allo strapotere economico della destra. Ciò potrebbe essere superato solo se l’area di sinistra dimostrasse una tetragona compattezza e il PD potrebbe continuare con la sua appartenenza al PSE le grandi battaglie per le conquiste sociali, di cui l’Italia e l’Europa hanno estrema necessità. La Waterloo di oggi e di ieri dovrebbero essere assordanti campane nel cervello dei massimi esponenti del centro sinistra e spingerli a trovare, con qualunque mezzo razionale, la convivenza civile fra le varie componenti senza alcuna preclusione per il raggiungimento dell’obbiettivo comune: la caduta del muro dell’ignominia e il ristabilimento dei grandi valori etici, suo atavico patrimonio. Mai dire mai! Imponiamoci delle scadenze, ma mettiamo tutta la nostra volontà per la riuscita di un grande partito federato della sinistra che possa ricostruire il tessuto connettivo ignominiosamente perduto. Consideriamo l’area come un grande puzzle che per essere completato ha necessità di tutti i suoi tasselli, tenendo in debito conto che ogni tassello ha la medesima importanza. Io mi includo in quel 20% di coloro che schifati dai comportamenti illeciti dei governanti di centro sinistra hanno disertato le urne e hanno inferto una durissima lezione alla loro supponenza e spero, per l’ennesima volta, di non essere deluso! Errare humanum est, perseverare diabolicus! Quanto su riportato potrebbe essere interpretato come possibile diserzione, invece è mia intenzione infondere negli animi dei compagni delusi, amareggiati, schifati, ondivaghi la volontà di continuare la battaglia per la riaffermazione dei valori etici e dell’esistenza del PSDI nel grande scenario di una sinistra vincente, portatrice di stabilità e benessere. Un vero socialdemocratico vive la storia e nella storia e ha il dovere di insegnare agli altri che i valori di cui è il possessore contribuiscano a rendere la vita migliore in ogni settore della società ed un futuro prospero e accettabile per le future generazioni.

Ciro Tinè 16 XII 2008

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di Ufficio Stampa (del 05/12/2008 alle 14:40:39, in Ufficio Stampa, linkato 792 volte)

Quello che mi accingo a scrivere, dal titolo altisonante, rappresenta i sentimenti e i sogni repressi di un “separato in casa” che ha sempre seguito gli insegnamenti di chi fa politica al servizio del cittadino e che troppo spesso non ottiene alcuna considerazione perché considerato un “illuso”, un “visionario”. Spero che non venga cestinata come insignificante e menzognera, ma venga esaminata con attenzione e possibilmente ottenga un giusto riscontro.

È un PUZZLE al quale va aggiunto qualche tassello da chi la politica rappresenta un mezzo per l’ottenimento di privilegi da qualunque “sponda” essi provengano! L’intuizione di Saragat, dettata da altissimi valori etici, è stata costantemente disattesa dai comportamenti, spesso inverecondi, dei responsabili dei vertici che l’hanno assoggettata ai loro interessi personali e svuotata dei suoi contenuti. Non posso nascondere la rabbia e l’amarezza nel constatare la lenta, progressiva, inarrestabile agonia del partito che avrebbe dovuto rappresentare e risolvere gli interessi del ceto medio e dei lavoratori. Dal 1974, anno nel quale l’ho scelto, ho dovuto annotare il netto distacco tra la classe dirigente e la base, spesso recalcitrante perché inascoltata, dinanzi alle problematiche costantemente disattese. I moltissimi rappresentanti del vertice, una volta raggiunta la posizione dominante, si sono adoperati con ogni mezzo a consolidare i propri privilegi, frutto di egoismo ed opportunismo, in netto contrasto con gli insegnamenti propugnati dal saggio fondatore. Quante lotte intestine per l’accaparramento dei tesserati! Correnti eternamente litigiose per il predominio al tavolo del potere hanno prodotto negli anni un profondo fossato tra i militanti puri e quelli in cerca di maggiore visibilità. Era un partito del 10/14% e avrebbe avuto un sicuro successo se avesse continuato a difendere le proprie idealità e non avesse preferito svenderle per il privilegio dei soliti noti. Chi militava ai tempi d’oro nel PSDI, con spirito di servizio, aveva previsto la futura decomposizione se non fossero mutati i comportamenti e se non si fosse cercato di ringiovanire i quadri con una severa selezione del materiale umano a disposizione. Quante giovani promesse sono state sacrificate sull’altare dell’opportunismo! Siamo stati partner in molti governi, ma la nostra presenza, per la immodestia dei componenti, non ha inciso minimamente sulle scelte che provenivano dalla base. Le riforme che sono state emanate, spesso con il ragionevole dissenso delle cassandre, hanno con il tempo mostrato la loro fragilità e la loro dispendiosità. Con il perdurare della supponenza verticistica, la base, divenuta silenziosa e cosciente che nulla sarebbe cambiato, ha iniziato ad abbandonare il partito ed approdare in altre strutture politiche che le hanno permesso di partecipare alla realizzazione di alcune problematiche per troppi anni inascoltate. Ancora oggi, alcuni personaggi in molte regioni continuano a rifiutare il malessere dei militanti e dei simpatizzanti e impartire condizioni inaccettabili, alla stregua dei generali senza esercito. Non vogliono capire che, senza terapie efficaci, qualsiasi iniziativa è perdente ed inascoltata. Quei pochi compagni, fedeli per convincimento personale, che tentano di ricucire il difficilissimo tessuto socio politico residuo sono osteggiati e, a volte, denigrati. Fiducia e trasparenza rappresentano il binomio inscindibile per potere nuovamente riavvicinare i delusi, gli amareggiati, gli emarginati, ma a tutt’oggi le difficoltà sono insormontabili per la presenza dei soliti generali! Siamo all’oscuro di qualsiasi iniziativa del partito e non ci è permesso conoscere la sua posizione sulla miriade di problematiche che suscitano il dissenso di molteplici settori della società, dalla scuola alla sanità, dall’ambiente alla giustizia, dalla sicurezza all’immigrazione ed ancora………. La gente non vuole più ascoltare progetti fumosi e irrisolvibili, chiede concretezza e urgenti provvedimenti. Qual è la posizione del PSDI sulle elucubrazioni economiche del governo? Esse, a ragion veduta, rappresentano un inutile e dispendioso palliativo, inefficace ai fini del miglioramento della condizioni di vita delle fasce sociali più deboli cittadini! Questa è la domanda che ognuno di noi si pone e ad ognuno di noi viene proposta! siamo in grado di farlo? Allora muoviamo le nostre pedine e ripristineremo la credibilità perduta e sotterrata. Necessita molta umiltà ed iniziative efficaci per rinverdire il contatto epidermico con la gente. Tentiamo di affermare la nostra presenza proponendo progetti risolutivi per le gravissime problematiche che attanagliano le famiglie, intervenendo con idee di fattibilità sul precariato nel lavoro, partecipando attivamente alle proteste civili degli studenti, combattendo per il riconoscimento e l’indispensabilità della ricerca, respingendo al mittente le iniziative populistiche della Povery Card. Inoltre è indispensabile la nostra presenza nelle piazze per capire le esigenze della gente, pensionati, lavoratori in cig e monitorare quotidianamente le difficoltà del mondo del lavoro. Basta egoismi, opportunismi ed ambiguita’. chi e’ scelto per rappresentare i cittadini deve essere disponibile sempre a risolvere i suoi problemi, senza approfittare del proprio status per il proprio tornaconto. Queste sono le nuove basi su cui il partito è chiamato al confronto, identiche a quelle che hanno codificato i nostri padri fondatori nella storia del socialismo riformista. Forse con queste premesse riusciremo a convincere i giovani che il capitalismo, così come illustrato dall’attuale governo, non rappresenta la panacea al disastro socio economico presente e che le ideologie in difesa della libertà di pensiero sono ancora efficienti ed efficaci. Chi è disponibile a queste condizioni? Gli sforzi sovrumani messi in cantiere dai compagni pugliesi dovrebbero indicare a tutte le altre regioni la via da percorrere senza ma e senza se, perché senza alcun sacrificio il futuro è irraggiungibile. A Magistro rivolgo il mio pensiero di stima ed affetto per la incrollabile volontà di ridare al PSDI la dignitosa presenza che gli compete nel panorama politico nazionale ed europeo, ribadendo che la nostra presenza fra la gente è indispensabile per capire in tempo reale le esigenze ormai ineludibili.

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di Ufficio Stampa (del 05/12/2008 alle 14:22:18, in Ufficio Stampa, linkato 1007 volte)

MAGISTRO: CARO ASSESSORE OSTILLIO, ZIO BRUNO E ZIO GUIDO, SONO A BARI PER ANDARE AL CIMITERO E PER PORTARE A BRESCIA E PADOVA LE CARTELLATE, NON PER LE NOTTI BIANCHE !

Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, ha inviato una lettera “semiseria” all’Assessore Regionale al Turismo, Massimo Ostillio.

“Caro Massimo, se ci sarà pioggia, la colpa non è né mia, né di Rocco Palese. E’ Onofrio Introna che per alzare il livello delle sue dighe ha obbligato i suoi collaboratori a dedicare almeno un’ora della loro giornata alla “danza della pioggia”. Brutta giornata per il tuo Presidente Vendola tirato per la giacca da Introna ( è quasi monco per come Introna gli tira il braccio) che auspica pioggia per tutto il week-end e da te che hai fatto bombardare il cielo per allontanarla.

Devo dire che non è la fantasia che ti manca! In questi giorni hai stravolto tutte le tecniche delle comunicazioni, della programmazione, del diritto amministrativo, tutti i record di velocità nella pubblica amministrazione. La facoltà di Scienze dell’Informazione è in crisi perché dovrà mandare al macero tutti i testi in circolazione e le tue “performances” sono su tutti i siti internet. Si ha notizia che a Pasadina, i tecnici della Nasa studiano come sia stato possibile anche retrodatare le pubblicazioni di atti che avrebbero dovuto essere affisse dal 22/10/08 al 02/11/08, ed invece risultano essere state pubblicate dal 22/10/08 al 04/10/08!

Condivido la tua decisione di contare le presenze in più di questi giorni nelle strutture alberghiere, però, mi raccomando, nel conteggio dei turisti attratti dal tuo programma di “Notti Bianche” (record mondiale perché sino ad oggi si conosceva la “Notte Bianca”) non conteggiare, oltre che il Presidente russo Medvedev e la sua scorta, zio Bruno e zio Guido.

 Ti assicuro che loro vengono ogni anno per l’Immacolata. Uno vive a Brescia da vent’anni e l’altro è a Padova da trenta. Preferiscono venire all’Immacolata per mettere insieme i loro obblighi nei confronti dei morti e dei vivi. A novembre il cimitero di Bari è quasi impraticabile, troppo chiasso per chi vuole stare in meditazione dinanzi ai propri cari e, quindi, aproffittano di questo weekend che (e qui è la loro furbizia) consente loro di andare sia al cimitero sia a Barivecchia, a “jarc-vasc” ove le vecchiette, oltre alle orecchiette, hanno già preparato le cartellate da portare su a Brescia e Padova, dove festeggeranno il Santo Natale con le loro nuove famiglie.

Però, zio Guido e zio Bruno , non devi contarli, come non devi contare i venti/trenta collaboratori di Venditti e tutti gli altri (tanti, ma tanti) che scendono a Bari ed in Puglia in questi giorni per prendere le grosse prebende, non certo per lasciare soldi e prosperità.

Agli imprenditori alberghieri di Ugento o di Otranto che a maggio riapriranno ed a cui, ancora una volta, mancherà l’acqua e la fogna cosa racconteremo? Gli faremo sentire un bel “cd” , magari duplicati in cento milioni di copie da mandare in giro per il mondo (a carico del prossimo POR?) delle esibizioni dei tanti, ma tanti, tantissimi artisti (e presunti tali) che in Puglia hanno trovato “l’albero della cuccagna” e che, ne sono certo, torneranno in Puglia il prossimo dicembre a festeggiare la ricorrenza. Una ricorrenza che, certo, non ricorderanno i pugliesi disoccupati, precari, cassintegrati ed in mobilità, che al cenone di questo Natale – se ci arriveranno- saranno costretti a stringere ancora la cinghia”.

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di Ufficio Stampa (del 03/12/2008 alle 14:47:28, in Ufficio Stampa, linkato 907 volte)

COMUNICATO STAMPA DELLA DIREZIONE PROVINCIALE

Dopo anni di assenza dalla scena politica i socialdemocratici-P.S.D.I. che a Brescia sono riusciti a presentare una propria lista per le Elezioni Comunali, contribuendo ad eleggere l’On. Paroli Sindaco della Città hanno riunito la Direzione Provinciale sotto la presidenza del Coordinatore Vito Robles ed alla presenza del Segretario Regionale per esaminare la situazione politico-amministrativa in vista delle Elezioni Provinciali ed Europee rilasciando la seguente intervista.

I socialdemocratici di Lombardia esprimono solidarietà ed incondizionato appoggio ai pensionati, ai lavoratori, alle piccole e medie imprese che, a causa del deterioramento del quadro economico italiano, versano in uno stato di crisi. La congiuntura italiana risulta indebolita in un contesto di elevata incertezza e di grossa instabilità con due gruppi politici P.D.L. e P.D. contrapposti che, ad ogni costo, cercano lo scontro che porta alla disgregazione del Paese sia istituzionale che sociale.

Per questo la sintesi socialdemocratica libertà e giustizia sociale, traccia lungo la quale il P.S.D.I. da sempre s’impegna per il raggiungimento dell’equità fiscale a tutti i livelli, per consentire sviluppo alle piccole e medie imprese che creano nuove opportunità di progresso e per salari dignitosi alle famiglie, ai pensionati che oggi non arrivano alla metà del mese.

 Il fallimento del comunismo e del capitalismo, non lascia alcun dubbio l’unica forma di governo possibile, in uno Stato democratico, è e rimane la socialdemocrazia.

I socialdemocratici oggi ritengono necessario rafforzare la propria organizzazione e, nei contenuti, mantenere una posizione autonoma che assicuri la loro presenza nel dibattito politico in una dimensione di dignità e di coraggio per dare un contributi di idee, di proposte e di iniziativa politica per riforme serie e coraggiose come quelle per la Scuola attuate con il Decreto del Ministro bresciano Maria Stella Gelmini, alla quale va la nostra stima ed ammirazione, per una maggiore autonomia, per la meritocrazia e contro le baronie ed i fannulloni. Siamo per città più sicure, per l’accoglienza ma nel pieno rispetto della legalità per chi viene in Italia per lavorare, ma per il massimo rigore, anche giudiziario, con certezza delle pene per chi delinque.

Il P.S.D.I. ribadisce la ferma volontà d’essere al servizio della Città di Brescia e dei suoi cittadini, in quanto i punti del programma elettorale, che la Giunta Paroli sta realizzando, sono quelli condivisi dal P.S.D.I. sottoscritti in campagna elettorale.

Il P.S.D.I. giudica positivamente la risoluzione dei problemi della sicurezza in citta ed alla stazione ferroviaria, dei parcheggi nel centro storico e l’apertura della Z.T.L., problemi che, in passato, hanno messo in ginocchio commercianti ed artigiani che, da sempre, offrono un servizio qualificato ai cittadini. Così come esprimono apprezzamento per l’asfaltatura di Via Cremona e di Via Crocifissa di Rosa e per la tolleranza zero verso gli extracomunitari non in regola e le prostitute.

Anche se rimane l’amarezza per l’arroganza del Sindaco che, ad oggi, non ha convocato i rappresentanti delle liste che non hanno rappresentanza in Consiglio Comunale, ma che hanno contribuito alla sua elezione al primo turno.

Entusiasmo dei presenti all’annuncio che il Partito sarà presente alle Elezioni Provinciali del 2009, con il proprio simbolo e con i propri candidati, per questo ricercherà alleanze nell’area centrista per mantenere vive le tradizioni, i valori e gli ideali della socialdemocrazia.

Attorno al sole nascente oggi si ritrovano quanti s’identificano nella tradizione liberale e riformista per il gusto della battaglia politica, per conquistare la fiducia dei cittadini, dei giovani e delle donne ed insieme recuperare i valori e gli ideali della socialdemocrazia.

A livello bresciano l’organizzazione è affidata a Vito Robles

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di Ufficio Stampa (del 02/12/2008 alle 15:20:20, in Lettere Aperte, linkato 870 volte)

02 dicembre 2008

Caro Direttore,

avere la prima pagina su un quotidiano fa sempre impressione ed inorgoglisce. Non ti nego che stamani sono uscito di casa un po’ “petto in fuori”.Vorrei – consentimelo – per i 40 anni di affetto che ti porto, rassicurare i miei amici ed i miei elettori di tre cose.

La prima è che ho perso – rispetto alla foto pubblicata – dieci chili e guadagnato dieci anni di salute. La seconda è che Nichi da noi socialdemocratici per i prossimi cento anni, non sarà candidato né in Puglia e né in Italia perché rappresenta la delusione più grande della mia vita sia sul piano personale (sulla lealtà è una frana) che su quello politico (la sua pregiudicatezza nell’uso della discrezionalità amministrativa è allarmante per quelli che verranno dopo di lui). Insomma, ci ha fatti fessi una volta ma non può pensare che siamo scemi! Può essere candidato al Premio Oscar perché è diventato un attore eccezionale. Infine, terzo ma più importante aspetto che vorrei subito dissipare, avendone tu fatto accenno nel “corsivetto” è che io lavori per conto terzi.

Posso rassicurarti che così non è. Certo la politica è l’arte del possibile ma Mimmo Magistro sarà candidato Sindaco sino alla fine perché ritiene di poter rappresentare il giusto mix di esperienza politica, professionale ed amministrativa per ridare serenità, normalità, tranquillità e benessere ad una città che per colpa di sinistra e destra da mesi è in una sorta di guerra civile in cui il Teatro Petruzzelli è diventato l’unico argomento di confronto e scontro quando, invece, come ben sai tu che operi nella Zona Industriale di Bari, c’è il problema occupazionale che dovrebbe tenere tutti allarmati.

Se mi consenti sul problema Petruzzelli il centrodestra si è comportato da “dilettanti allo sbaraglio”. L’inaugurazione che, volendo o nolendo, sarà fatta dal Sindaco Emiliano, (nessuno pensi di farlo dopo le elezioni perché Emiliano avrebbe il 95% dei voti), andava anticipata il più possibile per sterilizzare gli effetti mediatici. Invece, il rinvio a marzo consente ad Emiliano di ottenere il più lungo spot elettorale nella storia della politica italiana.

 Ho detto e ripeto che, da barese, non voglio assuefarmi all’idea che Berlusconi ( o Fitto ) e D’Alema debbano scegliere il Sindaco di Bari.Voglio propormi sia a quei cittadini che si sentono progressisti, riformisti, laici e cattolici illuminati, sia a giovani, donne e pensionati che vorrebbero una città più solidale, più sicura, più vivibile.

Ti abbraccio con immutato affetto, stima e simpatia.

Mimmo Magistro

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di Ufficio Stampa (del 02/12/2008 alle 09:10:50, in Ufficio Stampa, linkato 1332 volte)

Cari compagni,
Vi informo che la Direzione Nazionale, riunitasi in Trani lo scorso 08/11/08 ha discusso e deliberato in ordine al rinnovo del tesseramento.

La Direzione ha confermato che il 31/12/2008 si chiuderà il tesseramento 2008, che – come sancito dal Congresso di Bellaria – sarà valido ai fini del prossimo Congresso Nazionale, nel quale si terrà conto della media dei tesserati degli ultimi tre anni. Poiché alcune Federazioni risultano prive di tesserati o con pochi tesserati, qualora vogliano mettersi in regola potranno farlo entro fine anno.

Il tesseramento 2009 si aprirà il 1° dicembre 2008 ed il gruppo dirigente (Direzione Nazionale, Consiglio Nazionale, Segretari Regionali, Provinciali ed Amministratori) dovrà rinnovarlo entro il 10 gennaio p.v., mentre per gli altri iscritti il rinnovo dovrà essere effettuato entro il 31 maggio. Il mancato rinnovo comporterà la decadenza dagli organi nazionali e dall’attività che inizierà l’11 gennaio con la commemorazione di Palazzo Barberini e contemporanea possibile riunione del Consiglio Nazionale, la cui convocazione, ove confermata, Vi perverrà dal Presidente, Alberto Tomassini.

La Direzione ha deliberato di confermare le stesse quote del 2008 che di seguito si riassumono:
- tesseramento ordinario: € 10,00
- tesseramento componenti il Consiglio Nazionale: € 20,00
- tesseramento Consiglieri Comunali: € 30,00
- tesseramento componenti la Direzione Nazionale: € 50,00
- tesseramento assessori ed eletti ad incarichi amministrativi locali: € 100,00
- tesseramento Consiglieri Regionali e rappresentanti per nomina in incarichi pubblici nazionali e regionali: € 500,00

Le quote dovranno essere bonificate sul C/C intestato a PSDI - Partito Socialista Democratico Italiano, in essere presso la Banca di Credito Cooperativo di Bari IBAN: IT61 J 07012 04000 000000013671.

Grato per l’attenzione, Vi ringrazio e Vi invio cari saluti.

Il Segretario Nazionale PSDI
Mimmo Magistro

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di Ufficio Stampa (del 01/12/2008 alle 12:51:41, in Ufficio Stampa, linkato 783 volte)

Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, ha dichiarato:

“Per Vendola il confronto, il dibattito, la condivisione delle scelte sono diventate un optional. Colpa- certo- del poco tempo a disposizione, ma, soprattutto, di una sentimento che - come la storia ci insegna - prende i comunisti e li fanno sentire èlite della cultura e della morale. Orbene, il nostro Governatore da alcuni mesi parla (sarebbe più esatto dire sparla) da solo. Si è fatta una “due ore” televisiva due settimane fa per spiegare che lui di soldi ne prende molto meno di quelli denunciati da Rizzo e Stella; a metà settimana ha convocato la stampa per difendere un provvedimento, quello sulle notti bianche indifendibile e che fa arrossire di vergogna chi si sente di sinistra. Da ultimo sabato, ha chiamato a raccolta la stampa, anziché il Consiglio Regionale a cui avrebbe dovuto relazionare sul buco di bilancio all’Acquedotto Pugliese. Questa volta ha difeso gli attuali vertici di Acquedotto Pugliese omettendo di rammentare il suo scivolone di 3 anni fa (ed i relativi costi) quando nominò al suo vertice un certo Petrella che sarà uno scienziato dell’acqua ma che difficilmente capiva qualcosa di bond e di derivati. Ma l’occasione è stata propizia per “sculacciare” Francesco Divella- che ha risposto già per le rime ricambiando un “calcione agli stinchi”- e Francesco Boccia, condannato all’inferi senza processo, accusato di essere amico dei banchieri. Questo ha detto Vendola in quello che è sembrato un messaggio trasversale all’on. Boccia , dimenticando che grazie anche a Boccia – ed agli stolti come noi socialdemocratici, rimasti abbindolati dalle sue poesie- oggi si trova a quell’ incarico! Altro che interessi della collettività da salvaguardare! Quali scelte ha fatto Vendola lo abbiamo visto. Alla suo corte sono approdati (tranne rare eccezioni) una classe di dirigenti senza titolo,un po’ alla volta rimandati a casa(ma quanto sono costati?) consulenti, stagisti chiamati per appartenenza politica e partitica ( denunciata dagli stessi avversari di Vendola nei congressi di R.C.). Tutto mi sarei atteso ma non un attacco così cattivo e veemente contro Boccia, che pure di risentimenti giustificati , come i socialdemocratici, avrebbe diritto ad averne nei confronti di Vendola, di cui – secondo le intese della vigilia elettorale - avrebbe dovuto essere il Vice Presidente, o, almeno, l’assessore al Bilancio ed alla Programmazione , ma dal quale fu subito emarginato perché – si disse all’epoca- poteva fargli ombra. Ed i comunisti , la storia lo ha insegnato, non perdonano mai e riservano ai nemici l’inferno eterno, quello che ieri Vendola ha pronosticato per Boccia, presunto servo dei padroni. E così sia!”

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