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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

BELINSKIJ
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Di seguito tutti gli interventi pubblicati all'interno del sito, disposti in ordine cronologico.
 
 
di Ufficio Stampa (del 29/05/2008 alle 12:59:05, in Articoli Magistro, linkato 934 volte)

Oltre ! Il baratro.

Mi è stato insegnato che per ricoprire cariche importanti era necessario un inestimabile bagaglio culturale ed una predisposizione al rispetto delle istituzioni al servizio del cittadino, ma con il passare degli anni, in particolare dell'ultimo decennio, ho clamorosamente inanellato una sequela di disillusioni. Basta guardare la composizione dei due rami del Parlamento Italiano e delle presenze " nostrane " a Bruxelles per rendersi conto che gli insegnamenti del passato rappresentavano una utopia. Abbiamo sempre cercato di capire le problematiche quotidiane della gente con l'onestà e la rettitudine che ci contraddistingueva e abbiamo sbagliato, perchè essa preferisce incondizionatamente il fine dicitore di frottole o le rappresentazioni teatrali di presentatrici, veline, venditori di spot e di attori di bassa lega. cosa dobbiamo aspettarci di più di quello che accade in questo periodo ? Sembra che il mondo sia impazzito improvvisamente e che la gente sia invasa dal sacro fuoco della violenza, del vituperio e della indifferenza, alla semplice ricerca del bene personale ad ogni costo. Il buonismo di facciata è la vera causa del marasma mediatico, nel quale stiamo inesorabilmente scivolando, senza che le forze della scienza e della cultura siano in grado di arginare. L'ignoranza, il malcostume, il bullismo, la violenza, la disinformazione sono alla base della nuova società, nella quale sembra si diletti e si crugioli infischiandosene delle leggi della democrazia e della libertà. Io, la razza eccelsa, che sul proprio corpo ricalca con simboli esecrabili la propria (in)potenza, le proprie frustrazioni, le proprie ansie represse, colpendo i più deboli ed indifesi. A questo mondo dobbiamo opporre i dettati del vivere civile, della libertà e riscoprire le regole della tolleranza, della democrazia. Le forze sane della società, che rappresentano la maggioranza dei cittadini, devono urlare basta violenza becera, ignobile, gratuita e insegnare agli incolti che la vita e' democrazia.

Ciro Tinè

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di Ufficio Stampa (del 27/05/2008 alle 15:10:28, in Lettere Aperte, linkato 877 volte)

Gentile Direttore,

in qualità di Segretario Nazionale del PSDI – Partito Socialista Democratico Italiano – ai sensi dell’ art. 8 della Legge n. 47/1948, La invito a voler pubblicare integralmente – “non oltre due giorni dalla presente richiesta e comunque nel prossimo numero in edicola”, “con lo stesso rilievo e con le medesime caratteristiche tipografiche” – la seguente dichiarazione volta a rettificare quanto da codesto settimanale erroneamente affermato nell’articolo pubblicato nell’edizione del 29 maggio 2008 nelle pagg. 75 e 76, intitolato “TSUNAMI EOLICO”.

“Contrariamente a quanto affermato nell’articolo pubblicato, il Dott. Renato D’Andria non ricopre alcun incarico nel PSDI, né vi risulta iscritto dal 2007. Peraltro, il Tribunale di Roma più volte ed in più occasioni dal 2006 ha dichiarato illegittimi – privandoli di efficacia – tutti i provvedimenti adottati dal Dott. D’Andria, compresa la sua presunta elezione a Segretario”.

Affiancare al predetto signore un titolo non posseduto, oltre che contenere notizie false, produce un danno enorme al Partito fondato da Saragat che ho l’onore di presiedere.

Cordialità.

IL SEGRETARIO NAZIONALE - Mimmo Magistro

Analoga richiesta di rettifica è stata chiesta da Magistro all'Ufficio Stampa del Presidente della Regione Calabria ed all'AGI, che avevano pubblicato notizie false e tendenziose circa il ruolo nel PSDI del Dott. Renato D'Andria.

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Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro ha dichiarato:

“sono tra coloro i quali avevano sperato in una maggiore presenza di Ministri e Sottosegretari pugliesi – e comunque del Sud – nel Governo Berlusconi. Ma che le critiche a questo dovessero pervenire dal P.D. pugliese – che ha inondato la Regione di manifesti in cui critica Berlusconi per l’esiguità della presenza pugliese al Governo – è assolutamente intollerabile. Infatti non un solo pugliese è stato inserito nel governo ombra che il P.D. ha presentato. Insomma, c’è un limite a tutto, non si può tentare di carpire la buona fede dei cittadini sino a questo punto con una sorta di gioco delle tre carte”.

Roma, lì 19/05/2008 - UFFICIO STAMPA PSDI

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di Ufficio Stampa (del 14/05/2008 alle 16:16:39, in Articoli Magistro, linkato 904 volte)
La Segreteria Regionale del PSDI ha dichiarato: “La decisione di Vendola di procedere rapidamente ad una verifica alla Regione Puglia va nel senso auspicato dal PSDI che, così come intende fare Vendola, deve anche dar conto ai propri elettori di come siano stati utilizzati gli oltre 12.000 voti indirizzati verso il governatore, oltre che verso i propri candidati al Consiglio , nelle ultime elezioni regionali. Ovviamente il PSDI chiede a Vendola che la verifica non si faccia “a modo suo” – come minaccia sulla stampa, ma come si fa tra persone civili. Se – come in passato – deve essere un incontro a “perdere tempo” lasci stare. Soprattutto se è ancora “innamorato pazzo” della sua Giunta. Giunta con tanti amici, tecnici e non, di dirigenti assunti senza che abbiano i requisiti per poter esserlo, di top manager scelti prima che fosse pubblicato il bando, di settori ove gli assessori hanno invaso le competenze istruttorie dei funzionari, di strutture ove la predisposizione degli atti è lasciata all’arbitrio e non al rispetto della data di protocollo, di enti ed assessorati che continuano ad assumere precari, di commissari EDISU, APT, IACP, Consorzi di bonifica che avrebbero dovuto chiudere gli enti in sei mesi e che sopravvivono da tre anni – con gioia dei rispettivi assessori che così ne anno un controllo diretto (in barba alla doverosa presenza di associazioni sindacali e di consumatori). Ci deve dire cosa accade al Settore Legale ed a quello della Formazione Professionale ove ci sarebbero professionalità interne che vengono regolarmente mortificate a favore, di amici e di amici di parenti. Per non parlare di Acquedotto Pugliese e dell’inopportunità di chiamare figure professionali al di fuori della Regione Puglia – come per il suo nuovo Capo di Gabinetto – figura che nella storia della Regione (a costo zero per la collettività), è stata sempre ricoperta da dirigenti interni. Quanto alla sua ricandidatura , ci vada piano! Va posta ai partners e non imposta attraverso la stampa. Se dovessimo dare un giudizio sulla sua personale gestione, questo sarebbe ampiamente negativo. L’eventuale elezione a leader di Rifondazione Comunista non aiuterebbe certo a risolvere i problemi. Ci piace più Vendola filosofo che Vendola attore, anche perché , nonostante lo avessimo posto sul tavolo politico più volte – ancora oggi non riusciamo a comprendere il motivo dello spreco di risorse a favore della Puglia Film e l’evidentissimo conflitto d’interesse tra l’assessore competente e la sua presenza nel Consiglio di Amministrazione, prima come Presidente ed ora come Consigliere. Invitiamo Vendola a rileggersi la favola di Fedro sulle bisacce. Che dire poi delle decisioni, assunte sempre con pochi intimi, sulla nomina della nuova società “Acqua Spa” o dell’ultima creatura nata dalla fusione tra Tecnopolis e Finpuglia? Ove nei prossimi giorni, non si dovesse iniziare a dare discontinuità al governo complessivo regionale, il PSDI, il cui Direttivo si riunirà nella prossima settimana, prenderà atto che gli impegni politici assunti tre anni fa sono carta straccia e che prevale la logica della Giungla dove comanda il più forte o chi detiene il potere come giustamente denunciato al Comune di Bari dai consiglieri di Rifondazione Comunista contro il sindaco Emiliano. “Pacta sunt servanda” – gli accordi vanno rispettati - dicevano i latini e lui non può continuare a disattenderli , anche quando, tali impegni sono stati sanciti da una semplice stretta di mano”.
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di Ufficio Stampa (del 14/05/2008 alle 16:16:36, in Articoli Magistro, linkato 961 volte)

“ Non si può gioire dei problemi che bloccano l’attività della Giunta Emiliano – ha dichiarato il Segretario Cittadino, prof Giuseppe Balice - ma il PSDI non può che ribadire le proposte fatte al primo cittadino . Innanzitutto rinunci a fare il Segretario Regionale del PD, si dedichi a tempo pieno al mandato ricevuto dagli elettori, come si evidenzia, tra l’altro, dalla petizione popolare (2.500 firme circa) presentata dai cittadini baresi e sulla quale il Sindaco in tandem col Presidente del Consiglio Comunale ed il Capogruppo del PD ne rinviano la discussione in Aula sine die, violando lo spirito e la sostanza dello Statuto Comunale. Poi faccia una Giunta rappresentativa di tutte le forze politiche che dovrebbero sostenere la sua eventuale candidatura, perché quella attuale, in cui ci sono ben 12 assessori del PD su 14 complessivi, è l’antitesi della partecipazione e della democrazia che avrebbe fatto arrossire di vergogna anche i “podestà” del ventennio fascista. Non si può stare con il diavolo e l’acqua santa, neanche per chi, come lui si considera “Nembo Kid ”.

 IL SEGRETARIO CITTADINO DI BARI

(Prof. Giuseppe Balice)

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di Ufficio Stampa (del 13/05/2008 alle 10:39:45, in Ufficio Stampa, linkato 812 volte)

Lo scenario politico e parlamentare che si presenta oggi, in Italia, assume aspetti sconcertanti perché storiche compagini partitiche della sinistra radicale e moderata sono scomparse falcidiate dai risultati elettorali del 13 e 14 aprile scorsi. Scomparse con un colpo di spugna a seguito di un’amara sconfitta determinata soprattutto dagli stessi elettori che da sempre ne hanno rappresentato lo zoccolo duro.

Questo evento epocale deve indurre alla riflessione, ad una analisi profonda per capire quali siano state le motivazioni che hanno causato questo sconvolgimento.

E’ evidente che sono stati commessi degli errori sul piano politico e strategico.

La sinistra radicale si è suicidata con l’intransigente e spesso irritante politica del “no”, mentre il PD ha commesso errori di presunzione ritenendosi la sola controparte politica del PDL umiliando e mortificando tante forze politiche come i socialdemocratici che hanno garantito sessant’anni di democrazia e libertà, apparentandosi poi con radicali e Di Pietro con un metro di valutazione politica che, alla luce dei risultati elettorali e dei fatti di questi giorni, non ha pagato.

L’elettore italiano ha capito che l’attuale classe politica dominante gli ha sottratto il diritto di scelta dei propri rappresentanti in Parlamento affidandola alle segreterie dei maggiori partiti.

 Il 13 e 14 aprile 2008 la manifestazione di dissenso a tale scelta oligarchica è stata attuata sia con una minore affluenza alle urne (l’80% non deve trarre in inganno) sia anche affidando il consenso a partiti con insediamento territoriale, vedi la Lega al nord ed il Movimento per l’Autonomia per il centro-sud.

Non è detto che sia del tutto un voto stabilizzato, probabilmente trattasi in buona parte una fiducia a termine, legata anche a questa legge elettorale, perché si è capito bene l’intreccio perverso di un sistema oligarchico che offende la democrazia e il buon senso dei cittadini. Ne è prova di tanto l’esito elettorale delle amministrative romane, laddove il cittadino elettore ha disgiunto il suo suffragio votando per il PD alla Provincia e per il PDL al Comune, evidenziando, in tal senso , che non accetta più la contrapposizione ideologica, la demonizzazione dell’avversario politico, la ambiguità di comportamenti. Egli vuole una politica che sia mediazione, confronto, rispetto delle regole democratiche e soprattutto operatività sulla base di un programma che realizzi, con riforme incisive, le aspettative degli italiani e la soluzione dei loro problemi. Il PSDI ha sollecitato aggregazioni con altri partiti con i quali ha un comune denominatore politico, convinto che nell’unita si sarebbe potuto costruire un soggetto politico forte e propositivo. Ma la cecità di alcuni dirigenti di partito, alimentata dall’arroganza, dalla presunzione e, perché no, dalla slealtà, hanno fatto fallire ogni tentativo in tal senso con grave danno sia per i socialdemocratici, che hanno rinunciato alle elezioni politiche, sia per gli stessi cinici autori dell’inganno.

“Non omnia mala nociunt” afferma una massima latina, “Non tutti i mali vengono per nuocere”.

Infatti, il PSDI in questa tornata elettorale non ha né gioito e né penato. Ha conseguito, però, un grande risultato: ha consolidato la propria dignità, ha verificato la giustezza delle proprie intuizioni e confermato di essere un partito con una propria identità, consolidata in passato, in una collaborazione di governo con forze riformiste, laiche e cattoliche. Sulla scorta di questa esperienza vissuta abbiamo titolo a proporre la riorganizzazione del partito in un ottica fortemente federale, rifuggendo da avventurose fusioni.

 La proposta congressuale dell’alleanza programmatica tra le forze socialiste, laiche, cattoliche, autonomiste, riformiste e di tutte le altre interessate al cambiamento per la creazione di un’area politica nuova, moderna, alternativa e fortemente propositiva rispetto al duopolio PD-PDL, che salvaguardi il patrimonio di una realtà politica e culturale pluralista ed articolata, quale è la nostra, pur mantenendo l’identità organizzativa, manifesta ad oggi la piena validità nella sua interezza.

L’aggregazione delle componenti cattoliche riformiste e laiche ( socialdemocratici, socialisti autonomisti, liberali, repubblicani e altri ) della politica italiana possono mettere insieme le loro energie non solo in sede nazionale, ma anche per sostenere battaglie territoriali, e dare una versione solidale e riformista del federalismo ( europeo, regionale, fiscale ).

 Nondimeno, resta preminente la necessità di apportare modifiche alla legge elettorale, elaborate dal Parlamento, dopo l’effettuazione del referendum, e non da gruppi di potere e di pressione mediatica ed economico-finanziaria esterni, che assecondino il collegamento programmatico dei partiti e introducano, tra l’altro, l’indicazione di un’unica preferenza.

E’ evidente la necessità e l’opportunità di una nostra palingenesi politica, volgendo il nostro riformismo verso noi stessi, verso il partito, per ammodernarlo, per renderlo agile e funzionale, attivo e reattivo al suo interno e verso l’esterno in un dialogo permanente con l’opinione pubblica.

 Conseguentemente, pure la necessità di esprimere un’organizzazione, una programmazione ed una comunicazione di ampio respiro ed innovative in un’ottica fortemente federale, anche nelle forme che consentono la rete informatica e di internet.

Tutto ciò comporta un’apertura incondizionata a nuove potenzialità favorendo il coinvolgimento dei giovani ed utilizzando tutti gli apporti che possono derivare dalle varie forme di aggregazione sociale e culturale (fondazioni, associazioni culturali, artistiche, sindacali e sportive).

 A loro dobbiamo riservare massima credibilità e fiducia in quanto latori di nuove forze e di nuove idee ponendoci come fine primario la problematica del lavoro e che li veda, insieme, attori e protagonisti del proprio futuro.

Premesso che obiettivo principale della nostra azione politica è concorrere a riportare a normalità la vita democratica del Paese, il PSDI ritiene indispensabile l’abbattimento del debito pubblico quale premessa per poter liberare risorse e poter sviluppare una politica socialista e democratica di stampo europeo.

 L’obbligo primario è quindi la riduzione delle spese correnti per salvaguardare quelle di investimento, considerando tali anche le spese sociali.

Peraltro, non va sottaciuta la fondamentale tematica del riequilibrio territoriale tra nord e sud del Paese, così come le altre problematiche quali, il fisco, la sicurezza in generale, sia nei luoghi di vita che di lavoro, la lotta alla criminalità per recuperare alla piena legalità intere aree del mezzogiorno d’Italia, l’energia, la famiglia, l’economia, la giustizia, la scuola, l’innovazione e la competitività delle imprese.

Il Consiglio Nazionale esprime fiducia nell’operato del Segretario Nazionale e del Presidente Nazionale ed approva il presente documento, convocando il Consiglio Nazionale, nella stessa attuale sede di riunione per il 5 o 12 luglio p.v in relazione alle disponibilità logistiche, al fine di definire la proposta programmatica del PSDI.

Votato all’unanimità.

Roma, 10 maggio 2008.

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di paolo (del 07/05/2008 alle 10:07:53, in politica, linkato 814 volte)
E' davvero dura! Per chi ha creduto che la politica avesse il compito di indirizzare i cambiamenti della società attingendo a valori ed idee. Per chi ha ritenuto che le grandi dottrine politiche,tutte,avessero un ruolo nelle scelte da fare ed oggi assiste ad una politica fatta solo di strategie per sopravvivere. Non più al tentativo di formare le coscienze ma il contingente che influenza le scelte per qualche voto in più. Leggevo su questo Blog un intervento in cui si diceva che occorre passare dalla politica del'"ESSERE" alla politica del "FARE" e mi è difficile comprendere come il FARE non venga influenzato dall'ESSERE. Credo quindi che occorra chiarezza soprattutto su cosa si vuole essere. Chiarezza che ci permetta di dire alla nostra gente cosa vogliamo ed il perchè di una loro partecipazione e di un loro impegno. Non credo possibile ridurre il tutto a soli accordi strategici autoreferenziali. Occorre capire come le attuali leggi ci possono permettere di esistere. Grandi gli errori del PD e di Veltroni ma sarebbe un errore cercare un clima di normalizzazione limitandosi a scaricare colpe e non fare una analisi approfondita della realtà in cui siamo chiamati ad operare. Traghettare i valori della socialdemocrazia nel terzo millennio signi fica capire in primis le grandi trasformazioni sociali e non continuare a ragionare su categorie forse superate. Occorre capire se l'autonomia sia ancora un valore possibile o se sarebbe auspicabile partecipare alla costruzione di qualcosa di diverso. Paolo Bigliocchi
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