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Un ideale ci deve esser caro soltanto perché è vero, e non perché è nostro.

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Di seguito tutti gli interventi pubblicati all'interno del sito, disposti in ordine cronologico.
 
 
di Ufficio Stampa (del 26/11/2007 alle 17:50:31, in Ufficio Stampa, linkato 931 volte)

di Mimmo Magistro

Nel rispetto del mandato ricevuto dal Congresso, il nuovo gruppo dirigente del PSDI è stato impegnato, in queste settimane, nella ricerca di un confronto approfondito e costruttivo con la Costituente Socialista, anche nella prospettiva di una politica unitaria. Ci sono stati incontri e colloqui, non soltanto richiesti da noi, a diversi livelli e con vari angoli di visuale. Se ne può adesso tracciare un bilancio. In sintesi i maggiori dirigenti socialisti ci hanno sostanzialmente confermato che il processo costituente era ormai in dirittura d’arrivo e si era già avviata una nuova fase operativa. Infatti, con atto notarile era già stato costituito il “Partito Socialista” col simbolo della rosa nel quadrato e dal primo novembre è stata già aperta la campagna tesseramento che si concluderà alla vigilia della celebrazione del primo congresso, programmato per febbraio 2008. “Il PSDI - ci hanno confidato con grande franchezza - è gradito e desiderato purché si sciolga subito. In caso contrario – hanno concluso - non è dal PS che il PSDI potrà essere aiutato a trovare spazi di visibilità, poiché, un partito organizzato che si colloca nella stessa area politica, non è visto come potenziale alleato ma, piuttosto, come scomodo concorrente”. Ovviamente, a chi ci prospetta – di fatto – solo una confluenza, senza rispetto per la nostra storia, diciamo “no grazie” e andiamo autonomamente per la nostra strada. Se, come, dove e quando ci saranno altre forme di collaborazione, basate sul rispetto e sul riconoscimento reciproco, con i compagni socialisti si vedrà: in politica – diceva Pietro Nenni – si discute sempre. Enrico Boselli, forte – si fa per dire – dell'1 % (uno per cento) di cui lo accreditano i sondaggi, non ritiene prioritario raccordarsi con altre forze dell'area laica e socialdemocratica ed anzi sconfessa e capovolge la lettera e lo spirito dei due convegni di Bertinoro, che avevano aperto molte speranze in tal senso. Ne prendiamo atto; né sorprende quest'ennesimo, repentino cambio di direzione politica. La nuova legge elettorale svelerà quali e quanti calcoli reggeranno all'impatto con la realtà tenuto conto che il popolo di Bertinoro strada facendo si è disperso. Ci sia soltanto consentito di avvertire i compagni del PS del pericolo rappresentato dal fare della “cosa socialista” un partito vecchio stampo, senza ricambio, esasperatamente verticistico, colmo solo di “generali senza esercito”, imposti nel territorio a scapito della base, dei suoi sacrifici, delle sue attese. Quando il gruppo dirigente non rischia di mettersi in discussione ed in gioco, resta poco spazio per i giovani. Il tentativo di questi giorni di utilizzare il dibattito parlamentare sul Walfare per recuperare uno spazio politico è sembrato solo un tentativo – per certi versi patetico – per recuperare un ruolo ormai perso e travolto dal duo Berlusconi-Veltroni. La preoccupazione, la disillusione e l'insofferenza verso questa mentalità, che pure sembra guidare le mosse dei vertici del PS, si fa strada e, andando in giro per l'Italia, abbiamo potuto constatare de visu che sono numerosi ed autorevoli i compagni ed i gruppi di compagni che, pur riconoscendosi nella Costituente Socialista, chiedono regole e rispetto delle regole per il PS. Non è un caso se, in Sicilia, Puglia e Basilicata come altrove, si formano gruppi per chiedere una “regionalizzazione” della Costituente e questi compagni, guarda caso, vedono nel PSDI un interlocutore privilegiato ed anzi, anche nella più immediata prospettiva politica, preferiscono dialogare con noi piuttosto che con gli attuali vertici del PS. L’incontro con le altre forze laico-socialiste ed autonomistiche, già in atto, magari con l’aggiunta di personaggi come Pezzotta e Montezemolo (quest’ ultimo, peraltro, sollecitato ad avvicinarsi al PSDI tre anni fa dal Capogruppo Regionale Beppe Cioce) in rappresentanza del mondo sindacale e di questo imprenditoriale (che potrebbero dare vita ad un compromesso socialdemocratico di stampo saragattiano) può costituire – sia pure senza il clamore che accompagna Berlusconi e Veltroni – il vero fatto nuovo della politica italiana in questo fine 2007.

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Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro ha dichiarato: “non possiamo che apprezzare la decisione del Ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro di bloccare il trasferimento di fondi per 1 miliardo di Euro destinati alle Ferrovie dello Stato. E’ davanti agli occhi di tutti la sciatteria e la trascuratezza delle Ferrovie dello Stato, soprattutto nei confronti del Sud. Ci sono voluti cinquant’anni per raddoppiare la tratta Lecce-Bari e quando i lavori si sono conclusi, sono state dimezzate, anziché aumentate le corse verso il Nord Italia. Per percorrere i 240 chilometri da Bari a Napoli ci vogliono ancora 5 ore! Di Pietro fa bene a dare una scossa a tutto l’ambiente ed a mandare a casa gli incapaci, ovunque siano ed a chiunque appartengano”.
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di Ufficio Stampa (del 26/11/2007 alle 16:03:36, in Ufficio Stampa, linkato 1810 volte)
Sabato 17 novembre è tornato a riunirsi a Catania il Congresso Regionale del PSDI Sicilia, i cui lavori erano iniziati il 30 settembre scorso, con l'elezione dei delegati al Congresso Nazionale, ed aggiornati per quanto riguarda la parte organizzativa, consistente nell'approvazione dello Statuto Regionale e nell'elezione degli organi dirigenti regionali. Mantenendo la promessa fatta ai compagni della Sicilia, il Segretario Nazionale, Mimmo Magistro, dopo aver presieduto – allora da Vice Segretario – la prima parte del Congresso, è tornato nella città etnea, dando prova di voler seguire da vicino il processo di costruzione del nuovo impianto federale del Partito e di essere sempre disponibile a sostenere in prima persona l'impegno politico delle compagne e dei compagni nel territorio. I lavori del Congresso, coordinati dal responsabile del dipartimento per le relazioni internazionali della Direzione Nazionale, Antonino Gennaro, sono stati introdotti dalla relazione di Mimmo Magistro che, in modo particolare, si è soffermato sul testo della legge finanziaria varato dal Senato, “un testo deludente – ha detto Magistro – che non avvia quelle riforme strutturali del sistema economico di cui il Paese ha bisogno” e sull'analisi delle attuali condizioni infrastrutturali delle regioni meridionali. “ Il Sud – ha continuato il Segretario del PSDI – è ormai un'area tagliata fuori dal moderno sistema di comunicazioni in Europa. E me ne rendo conto sempre più ogni volta che vengo, in automobile, a trovare i compagni della Sicilia. La rinuncia al ponte sullo Stretto di Messina e, quindi, a portare l'alta velocità ferroviaria nell'Isola, la scelta mancata, dal centro-destra come dal governo di centrosinistra in carica, di una politica economica rivolta a rimettere in equilibrio territoriale il sistema Italia dal punto di vista degli investimenti e della liberazione delle migliori risorse locali, di cui il Mezzogiorno possiede in potenza un'eccezionale ricchezza, verso la costruzione di lavoro e di reddito per i giovani e per le famiglie. Sono questi i grandi limiti che una forte politica riformista deve oggi proporsi di superare.” Hanno quindi preso la parola i tre compagni cui il Congresso Regionale, nell'assemblea del 30 settembre, aveva affidato la reggenza del Partito in Sicilia fino al rinnovo degli organismi. Vincenzo Castiglione ha illustrato le nuove regole contenute nella bozza di Statuto Regionale sottoposta alla discussione del Congresso, incentrata sulla creazione dei Circoli come momento centrale ed elemento propulsore della vita del Partito in Sicilia. “Un partito di iscritti e di militanti secondo un modello nuovo – ha detto, con la sua consueta spinta passionale, Castiglione – di democrazia e di partecipazione nella modernità”. Enzo Coco ha illustrato l'impegno del Partito per partecipare a pieno titolo alla prossima tornata di elezioni amministrative in Sicilia, a partire dalla città di Messina, chiamata a rinnovare anzitempo il Sindaco e il Consiglio Comunale, ed alle sette provincie che dovranno rinnovare Presidenti e consigli. Il Vice Segretario Nazionale Antonello Longo, dal canto suo, ha tracciato un quadro della situazione politica siciliana, evidenziando la crisi del sistema bipolare in molti dei principali enti locali ed il sostanziale abbandono dell'Isola al suo destino da parte delle grandi forze egemoni dell'economia e della politica nazionale. “L'emergere – ha detto Antonello Longo – di una forte presenza autonomista in Sicilia non può essere ridotta a mero fatto clientelare. La spinta autonomista risponde all'esigenza vera di cercare un nuovo metodo di selezione dei ceti dirigenti, di accettare la sfida del federalismo, ed è causata da decenni di politica economica nazionale estranea e sostanzialmente contraria agli interessi del Mezzogiorno. Si tratta quindi, per il governo Prodi e per l'intera classe politica, di dare risposte urgenti e concrete alle questioni avanzate dai siciliani sul terreno di un sistema inter-modale di trasporti, dello smaltimento dei rifiuti e delle scorie tossiche nella salvaguardia dell'ambiente, della fiscalità di vantaggio, del sostegno alle produzioni agricole, del rilancio dell'economia isolana, della difesa della società dalla penetrazione mafiosa e di un debole tessuto economico dal denaro riciclato.” È stata poi la volta dei saluti e degli interventi da parte dei numerosi ospiti presenti. Hanno preso la parola: l'On. Salvino Fagone per “Italiani nel Mondo”; il consigliere provinciale Mario Grancagnolo per l'UDEUR; il compagno Antonio Leanza per “I socialisti”; il coordinatore della “lista laica” Santo Milici; il dirigente regionale del PRI e dell'AGCI Nicola Di Martino. I lavori, interrotti per pranzare tutti insieme, sono ripresi nel pomeriggio con l'ampio, intenso dibattito dei delegati. Al termine è stato dato mandato al nuovo Coordinamento Regionale di elaborare il documento politico conclusivo del Congresso, mettendo in risalto l'impegno del Partito in Sicilia a partecipare al prossimo turno di elezioni amministrative puntando sulla propria autonomia e sulla visibilità del simbolo del Sole Nascente. Al Coordinamento Regionale è stato dato anche il mandato di coordinare la bozza di Statuto Regionale proposta da Vincenzo Castiglione, che si intende approvata con le numerose proposte di emendamento presentate dai delegati al Congresso ed avanzate da alcuni Coordinamenti Provinciali. Il Coordinamento Regionale, nella sua riunione di insediamento, approverà dunque il testo definitivo da trasmettere alla Direzione Nazionale ai sensi dello Statuto Federale e da pubblicare sul sito del Partito. Il Congresso, all'unanimità, ha deciso che di dare mandato alla nuova Segreteria Regionale di curare la realizzazione e la messa in rete del sito Internet ufficiale del Coordinamento Regionale del PSDI della Sicilia. A titolo di norma transitoria e finale il Congresso ha deciso che il Coordinamento Regionale della Sicilia sia formato: dal Segretario Regionale; dal Presidente; dal Tesoriere; da 21 componenti eletti dal Congresso Regionale; dai membri della Direzione Nazionale residenti e iscritti in Sicilia; dai Segretari Provinciali della Sicilia; dal Presidente della Consulta Regionale per le Pari Opportunità; dal Segretario Regionale della GSDI; i Parlamentari nazionali e regionali in carica residenti e iscritti in Sicilia; i Consiglieri in carica delle nove Provincie della Sicilia iscritti al PSDI e che hanno reso nei rispettivi consigli pubblica e verbalizzata dichiarazione di appartenenza al Partito; dai Consiglieri comunali in carica eletti nei Comuni della Sicilia col sistema proporzionale, iscritti al PSDI e che hanno reso nei rispettivi consigli pubblica e verbalizzata dichiarazione di appartenenza al Partito. Partecipano alle riunioni del Coordinamento Regionale con voto consultivo: il Presidente del Collegio Regionale dei Probiviri; gli ex Parlamentari nazionali e regionali iscritti al PSDI e residenti in Sicilia; gli ex Consiglieri e Assessori provinciali iscritti al PSDI e residenti in Sicilia; gli ex Consiglieri e Assessori dei nove comuni capoluogo di provincia della Sicilia iscritti al PSDI e residenti in Sicilia. Sulla scorta di questi criteri si è passati quindi all'elezione dei nuovi organi dirigenti regionali della Sicilia, che, per acclamazione, risultano così composti: Segretario Regionale: Vincenzo Castiglione; Presidente: Enzo Coco. Coordinamento Regionale della Sicilia: Vice Segretario vicario: Gregorio Enrico Chiarenza (Trapani); Vice Segretario, politiche giovanili e pari opportunità: Lucia Angelico (Siracusa); Vicesegretario, politiche del lavoro e innovazione: Valentino Ricciutelli (Messina); Tesoriere: Nicola Castana (Catania); Responsabile Enti Locali: Onofrio Cannavò (Catania); Responsabile Organizzazione: Leonardo Ganci (Agrigento); Responsabile Comunicazione e rapporti con la stampa: Marcantonio Pinto Vraca (Palermo). Componenti: Concetto Renzo Vinci, Edoardo Pocchi e Gianni Nodo (Siracusa); Giacomo Asaro e Vito Galbo (Trapani); Benedetto Alcoraci, Giacomo Coppola e Salvatore Filippone (Agrigento); Antonino Gennaro e Salvatore Andolina (Catania); Luigi Messina (Caltanissetta). Gli altri componenti saranno indicati, entro la seduta di insediamento, dal Coordinamento Provinciale di Messina. È dato mandato al Coordinamento Regionale di cooptare, appena se ne presenteranno le condizioni, un componente ciascuno per le provincie di Enna e di Ragusa. Infine il Congresso, come norma transitoria, esclusivamente per questa prima volta, ha dato mandato al Coordinamento Regionale, a condizione che la decisione venga presa all'unanimità, di definire la composizione del Collegio Regionale dei Probiviri, designando come Presidente il compagno Renato Fazzone, avvocato e docente di diritto, in atto Segretario Provinciale di Messina.
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di Ufficio Stampa (del 26/11/2007 alle 12:07:09, in Ufficio Stampa, linkato 903 volte)
Il Segretario Nazionale del PSDI ,Mimmo Magistro, ha dichiarato: “La morte eroica del Maresciallo Paladini avrebbe dovuto indurre l’intera classe politica ad una comune profonda partecipazione di dolore e di apprezzamento per la quotidiana azione sociale – più che militare - portata avanti dal nostro contingente in Afghanistan. D’altro canto sarebbe bastato conoscere compiti e funzione del reparto “genio-pionieri” per comprendere l’importanza dell’impegno dei nostri soldati che, occorre ribadirlo, agiscono nell’ambito di una missione di Pace sotto l’egida dell’ONU. Per tali motivi è veramente disdicevole, strumentale e sconsiderato l’intervento di alcuni esponenti della sinistra radicale, anche di alto livello istituzionale, di critica alla missione e di conseguente ritiro dalla stessa. Tali affermazioni indeboliscono la sicurezza dei nostri soldati, perché rafforzano i talebani e quelle forze terroristiche che vogliono far saltare la politica di stabilizzazione e di democrazia dell’area”.
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di Ufficio Stampa (del 26/11/2007 alle 12:02:48, in Lettere Aperte, linkato 880 volte)

I compagni della periferia continuano a porre domande sulla posizione del Partito in merito alla “nascitura” legge elettorale o sul probabile referendum e nessuno di noi è in grado di dare risposte esaustive. Facendo un passo indietro nel tempo ci accorgiamo che i quesiti posti nel Referendum Segni maggioritario o proporzionale hanno creato nel panorama politico uno stato di confusione e la nascita di micro formazioni che hanno polverizzato l’idea stessa di Partito. Se invece i quesiti da sottoporre al voto dei cittadini fossero stati sul proporzionale o proporzionale corretto sono certo che il marasma in cui nuotiamo non si sarebbe instaurato e i partiti avrebbero potuto continuare ad esercitare la loro influenza con proposte soddisfacenti le esigenze del proprio elettorato. Gli assemblaggi che sono nati, dopo la vittoria del maggioritario, per dare vita ad un governo stabile hanno dato luogo a connubi contro natura e hanno messo in crisi mortale l’idea stessa di socialismo. Adesso cosa fare? Questa è la domanda che da più parti ci viene posta e la nostra risposta è di attendismo. Ma cosa facciamo? Dove andiamo? Siamo ancora in grado di continuare la nostra opera moderatrice in difesa del ceto medio e del popolo in difficoltà di sopravvivenza? Personalmente sono sicuro che il nostro ruolo è necessario e se ha solo perso credibilità, per l’amarezza e disillusione dei nostri militanti e simpatizzanti, a noi è richiesto il compito di rivitalizzarlo con proposte sostenibili in ogni settore della vita pubblica e privata. Per potere procedere nel nostro compito è necessario però conoscere quali sono le proposte e il tipo di indirizzo: maggioritario, proporzionale spagnolo, proporzionale tedesco o come al solito un’altra legge porcata? Il Congresso di Bellaria ha sancito e ribadito la collocazione del Partito nel centro sinistra e il concorso alla creazione di un’area Socialista, molto tortuosa per la gelosia di alcuni che non vogliono riconoscere il ruolo riformatore che il PSDI ha sempre perseguito sin dalla sua costituzione. Sento il dovere di sottoporre all’attenzione di tutti le mie riflessioni, perché esse contengono le perplessità di quanti ancora amano questo Partito e vorrebbero continuare a rappresentarlo con autorevolezza.

Ciro Tinè

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di Ufficio Stampa (del 25/11/2007 alle 11:48:57, in Lettere Aperte, linkato 873 volte)

di Ciro Tinè

Qualcuno potrebbe obbiettare che i problemi italiani sono tanti, cosa c’entra l’Europa? Concluso il Congresso di Bellaria, durante il quale ho cercato di raccogliere firme per la richiesta di referendum per una nuova costituzione per l’Europa, promossa dal Movimento Federalista Europeo di Altiero Spinelli, e con mia somma amarezza ho constatato, tranne il compagno On. Giorgio Carta, On.Paolo De Paoli e un esiguo numero di compagni, che il problema Europa è lontano anni luce nel pensiero dei Socialdemocratici. In questi giorni sono esplosi episodi di intolleranza, promossi da alcuni Sindaci, volentesosi di apparire, che spero siano stati ispirati da ignoranza e pressappochismo e che essi volutamente disconoscano la carta dei diritti approvata dal parlamento Europeo, compresi i nostri delegati! Forse pochi conoscono la mia appartenenza al MFE, voluta e sostenuta da un vecchio compagno di Treviso, seguendo le orme di un grande europeista di cui onoriamo il nome e la statura politica per le sue intuizioni: Giuseppe  Saragat. La richiesta avanzata per una nuova Costituzioneche garantisca pieni poteri decisionaliper alcuni importanti settori , come Esteri, Difesa, Sicurezza, Immigrazione e Politica Economica, al Parlamento Europeo a me sembra che debba essere condivisa da tutti coloro che si definiscono socialdemocratici ( e non snobbata come fatto da alcuni). L’Europa esiste Volenti O Nolenti, l’Euro è la moneta unica Volenti o nolenti, quello che manca è il potere politico, che noi chiediamo a gran voce con la partecipazione al voto referendario di tutti i cittadini. Nel 2009 saranno indette le elezioni per il rinnovo dei parlamentari europei e auspicherei che ad esse partecipassero elementi sicuramente con sentimenti comunitari, per non trovarci nella continua “empasse” provocata ad arte da quegli elementi in eterno parcheggio dei partiti euroscettici. L’era della globalizzazione dovrebbe farci capire che gli egoismi nazionalistici rappresentano la parte più retriva della società e che i principi, da sempre sostenuti dai socialdemocratici veri, debbano essere condivisi da tutti coloro che hanno contribuito alla caduta DEI MURI e l’apertura delle frontiere. Credo fermamente che un governo forte europeo contribuirà alla stabilità dei governi dei paesi federati e che finalmente, con informazioni su tutte le iniziative reali e non con notizie manipolate ad arte, i cittadini europei partecipino attivamente alla sua realizzazione. L’Europa oggi è vista, dalla stragrande maggioranza dei cittadini, come responsabile delle crisi economiche dovuta all’euro, senza rendersi conto che invece l’euro ci ha salvati dalle inflazioni nelle quali si era sprofondati. Ci sono state delle colpevolezze della passata gestione amministrativa, mancanza di controlli e permissivismo in molti settori dell’economia a discapito delle fasce più deboli della società. Ma la colpa più grave risiede nella volontà denigratoria di addossare ad altri le manchevolezze: in particolare l'Euro! Io cittadino europeo voglio essere difeso da un esercito comunitario, dove tutti i paesi rappresentati abbiano pari dignità, voglio dialogare con la gente di tutti i paesi comunitari, voglio che mi sia garantita la sicurezza in tutte le sue forme, voglio la scomparsa dell’intolleranza cavalcata dai soliti xenofobi e la vittoria della pace e della solidarietà, voglio leggi che siano veramente uguali per tutti, voglio la sconfitta della furberia e il ripristino della chiarezza e della trasparenza. Voglio un Partito che si assuma l'obbligo di impartire questi principi su enunciati, che poi sono stati sempre socialdemocratici.

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di Ufficio Stampa (del 22/11/2007 alle 17:26:04, in Lettere Aperte, linkato 901 volte)

L’improvvisazione estemporanea del novello Nostradamus ha colpito ulteriormente la fantasia di una parte degli italiani con il solito cabarettismo da Bagaglino! L’ultima sceneggiata ci porta a considerare la lettura di un copione già sfruttato e cioè la volontà di riaccaparrarsi della platea, un po’ in affanno per le posizioni assunte dagli alleati, con un colpo d’ingegno che sicuramente nasconde qualche disegno sconosciuto e incomprensibile, ma che è riuscito ad attirare l’attenzione degli illusi e di quella parte della popolazione che continua ad osannarlo. Spero ardentemente nella capacità di reazione intelligente dei componenti il governo di non farsi trascinare nell’ennesima boutade del Cavaliere errante nella sconfinata prateria della fantasia mediatica . Ha spiazzato i suoi fidi compagni di percorso, relegandoli in un angolo del ring, come pugili suonati, e ripagandoli con moneta “bolsa” dopo averne sfruttato le capacità politiche a suo uso e consumo. Continuando l’esame dell’avvenimento c’è da rilevare la “quasi certezza” della tentazione di eliminare tutte le piccole compagini che rappresentano la volontà dei cittadini all’esistenza di un ampio pluralismo politico. Credo che questo sia l’obbiettivo- verità della mossa imprevista del cavaliere e della sua rossa Conduttrice dei circoli della libertà, monotematica e non pluralista visto che il logo ha perso la casa e il rimanente delle libertà. È certo che l’attenzione di tutti noi deve registrare un grado d’allerta rosso se vogliamo continuare ad essere presenti sulla scena politica nazionale ed europea e di scegliere compagnie fidate per le nostre perenni battaglie sociali. Pacta serranda sunt! L’attuale situazione creata ad arte dal solito noto rende ancora più ardua la possibilità di ottenere la pari dignità che ci spetta di diritto essendo gli artefici del consolidamento della democrazia e della libertà in Italia ed è giunto il momento che il PSDI, compatto, agisca contro l’ennesimo tentativo di egemonizzare la politica con atti cabarettistici e la riconduca nei luoghi sacri della cultura e della chiarezza.

Ciro Tinè

Treviso 21.11.2007

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di Ufficio Stampa (del 21/11/2007 alle 20:07:45, in Eventi, linkato 1059 volte)
Il compagno On. Giorgio Carta sarà ospite, questa sera alle ore 20.00, su NESSUNO.TV al canale SKY 890.
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di Ufficio Stampa (del 21/11/2007 alle 13:21:15, in Ufficio Stampa, linkato 838 volte)

La Commissione Nazionale di Pari Opportunità del PSDI aderisce con entusiasmo alla manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne che si terrà a Roma il 24 novembre prossimo. L'iniziativa, che segue altri importanti appuntamenti nazionali o locali che hanno consentito alle donne di ritrovare coraggio e coesione, non può non coinvolgere tutte quelle espressioni democratiche, siano esse Partiti o Associazioni, che credono nella libertà, nella certezza del diritto, nella consapevolezza dei valori. L'impegno della Commissione Nazionale di Pari Opportunità del PSDI sarà costante e permanente, fino a che la violenza contro le donne non sarà più un fenomeno rilevante e sconvolgente e la parità dei diritti, ivi compreso quello più importante della sicurezza personale, diventerà patrimonio culturale di tutti gli italiani. 

Norina Mercuri -  Presidente Nazionale Pari Opportunità PSDI

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MARTEDI A GRAVINA INCONTRO SU “LAVORO, GIOVANI E SVILUPPO DEL TERRITORIO”

“Lavoro, giovani e sviluppo del territorio”: così s’intitola il convegno organizzato dai giovani socialdemocratici della Fondazione Michele Digiesi per martedì prossimo, 20 novembre, alle ore 18, nell’auditorium San Sebastiano di Gravina in Puglia. L’incontro sarà moderato da Oronzo Rifino, vice presidente della Fondazione Digiesi. Dopo i saluti del sindaco Rino Vendola interverranno Francesco Gargano, presidente della Fondazione e segretario del Psdi a Gravina, Mimmo Magistro, segretario nazionale del Psdi e presidente onorario della Fondazione Michele Digiesi, Gian Maria Fara, presidente nazionale Eurispes e Beppe Cioce, capogruppo del Psdi alla Regione Puglia e segretario del consiglio regionale.

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