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Le regole della democrazia: amnesia o prepotenza?
di Ufficio Stampa (del 14/03/2007 alle 18:39:24, in Lettere Aperte, linkato 915 volte)

Il Sig Renato d’Andria deve avere una personalissima opinione delle regole, della democrazia, della politica e del ridicolo.

Dopo aver ribadito, ancora una volta, che – dal suo punto di vista - Cioce e Magistro sono stati espulsi dal PSDI, ci informa oggi, attraverso il suo sito,  che l’on. Carta non c'entra nulla con il PSDI e che gli incontri tenuti a Bari e a Trani devono intendersi di carattere personale.

Ci siamo sorbiti in queste settimane le sue solenni dichiarazioni su tutto lo scibile umano. Probabilmente mal consigliato, egli si è pronunciato su tutte le leggi tranne che quelle della fisica.

Abbiamo letto dell’interminabile elenco delle personalità che avrebbero dovuto presenziare al “raduno” di Fiuggi, scoprendo poi che né Pannella, né Pecoraro Scanio, nè Craxi, né Di Pietro, né Cesa, né i loro numeri 2, 3 o 4, pur annunciati, li ha degnati della loro presenza. Qualsiasi persona con un po’ di amor proprio sarebbe stata portata a fare una riflessione ed un mea culpa. Invece, niente, lui a testa bassa è andato ad uno scontro, impopolare ed impolitico, che non appartiene alla storia ed alla tradizione dei partiti e della democrazia, meno che meno alla pur travagliata storia del PSDI.

Dichiarare che il PSDI non ha un deputato, né un consigliere regionale, e rinnegare i dirigenti di una grossa realtà elettorale come quella pugliese, significa ridimensionare la forza e le prospettive future del PSDI. Un po’ come emulare quel marito che nelle barzellette ritiene di fare un dispetto alla moglie tagliandosi .. gli attributi.

Ci permettiamo di ricordare al Sig. d’Andria che il PSDI non è una sua azienda e che:

1) a tutt’oggi non è dato sapere dove, come e quando si è iscritto al Partito e, soprattutto, chi ha accettato la sua iscrizione;

 2) a Bari – Trani c’erano i 2/3 della Direzione Nazionale, i rappresentanti delle regioni con i 2/3 dei voti politici acquisiti dal PSDI al Senato ed il 100% dei compagni pugliesi del nuovo direttivo regionale, il 100% dei consiglieri regionali, provinciali e comunali eletti in Puglia in liste socialdemocratiche;

3) I vertici istituzionali di Regione, Provincia di Bari (che hanno fatto pervenire il loro saluto e la loro stima) e dei comuni pugliesi, i dirigenti regionali, provinciali e comunali dei partiti del centrosinistra, riconoscono come espressione del PSDI i compagni Cioce e Magistro oltre, naturalmente, ai compagni, Abbati, Ventura, Coppi, Scardicchio, De Finis, etc.., perché democraticamente eletti e li riconoscerebbero come tali, comunque e sempre, perché conoscono la loro storia e quella del PSDI e, purtroppo, stanno imparando a conoscere anche quella dei presunti nuovi vertici;

4) sarà il Tribunale di Roma, il prossimo 20 marzo, a stabilire chi è legittimato all’uso del simbolo. Sino ad allora ci sentiremo, sempre, con orgoglio rappresentanti del PSDI e considereremo la segreteria del sig. d’Andria abusiva ed illegittima, come ogni sua decisione.

Ancora qualche giorno e festeggeremo il nostro “25 aprile”.

I Socialdecratici Europei