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Documento approvato all'unanimità dalla Direzione Regionale del 28 febbraio 2007
di Ufficio Stampa (del 28/02/2007 alle 16:40:02, in Ufficio Stampa, linkato 1008 volte)
La Direzione regionale del PSDI sentite la relazione politica del Segretario Regionale, Mimmo Magistro e l’informativa del Capogruppo Regionale, Beppe Cioce, sullo stato dei rapporti alla Regione Puglia, esprime pieno consenso sulle iniziative da loro assunte. Sul piano politico individua, nell’alleanza delle forze che si richiamano al socialismo italiano ed alla socialdemocrazia, la strada per ridare slancio al riformismo ed alle battaglie di giustizia sociale, indicando nella piattaforma sottoscritta dai Segretari Regionali pugliesi, la via per rilanciare la cultura socialista. Solo unitariamente, le forze socialiste potranno dialogare con DS e Margherita per eventuali nuovi soggetti politici. Sul piano interno, per il governo della Regione, delle Province e dei Comuni, la direzione ritiene essenziale superare le contraddizioni false e fuorvianti tra politica, partiti e società civile. A tutti è affidato un compito diverso di gestione e di controllo della cosa pubblica. A nessuno è consentito strumentalizzare le carenze e le debolezze dei partiti, che restano il baluardo della democrazia. La vittoria di Vendola alla Regione Puglia, cui hanno contribuito con lealtà i socialdemocratici, dev’essere considerata la partenza e non il punto d’arrivo ed il limite del centro sinistra. Vanno trovate, però, forme di coinvolgimento al governo complessivo della regione per tutte le forze politiche, anche quelle escluse dalla Giunta. Pertanto il PSDI, affida al Presidente Vendola ed il Coordinatore Introna, il compito - di individuare i meccanismi affinché tutti si sentano attori e non spettatori delle scelte. In tal senso, la Direzione ribadisce pieno e sincero consenso alle scelte della Segreteria e del Gruppo Regionale. La Direzione, infine, preso atto con soddisfazione dell’unità del gruppo dirigente, conferma il pieno sostegno alle battaglie dei propri rappresentanti – a livello nazionale - per la difesa dei valori del socialismo democratico e fiducia che la magistratura saprà ripristinare, a breve, le più elementari regole di convivenza civile messe a repentaglio da atteggiamenti che nulla hanno a che fare con la tradizione “saragattiana”.