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Saragat l'11 gennaio 1947 ha visto giusto
di Ufficio Stampa (del 10/01/2015 alle 12:19:03, in Ufficio Stampa, linkato 539 volte)
“i Socialdemocratici” dedicano, ogni anno, la giornata dell'11 gennaio al ricordo della rinascita del PSLI (denominazione apparsa più volte nei momenti critici della storia del socialismo italiano. In seguito cambiata in PSDI) per opera (principalmente, non esclusivamente) di Giuseppe Saragat.
Quell'evento è passato alla storia come “scissione di Palazzo Barberini” ma di esso non desideriamo evidenziare il carattere scissionista né l'effetto, che ne conseguì, di isolamento forzatamente “elitario” nel contesto della sinistra italiana.
Ciò che oggi conta più che mai tener presente è il valore morale e politico di una scelta di campo, quella occidentale e riformista, che, vista, oggi, con il “senno di poi”, ha tracciato il solco fondamentale, l'alveo necessario, in cui gettare il seme dell'unico “socialismo” che la storia ha rivelato concretamente utile per migliorare le condizioni di vita di miliardi di persone nel mondo.
In questo senso il coraggio politico, l'intransigenza etica, il senso profetico (tipico di tutte le più grandi personalità della storia) di Giuseppe Saragat, hanno operato nel tempo, e continuano ad agire nel momento presente, come elementi unificanti, filo conduttore di una visione riformista e progressista della società italiana ed europea.
In tale spirito la città di Torino ha reso omaggio a Giuseppe Saragat nel giorno del cinquantesimo anniversario dalla sua elezione alla Presidenza della Repubblica (28 dicembre 1964). Ed il sindaco Piero Fassino, scoprendo una targa sul palazzo in cui nacque (il 19 settembre 1898) il primo Presidente della Repubblica socialista, ha voluto riconoscere che "Saragat ebbe il coraggio di affermare convinzioni che la storia avrebbe poi dimostrato essere giuste. E' stato l'uomo che più di tutti si è battuto per un socialismo che si coniugasse con democrazia e libertà. Giusto onorarlo non solo come uomo di Stato, ma anche come grande politico".
Questa ritrovata, conquistata consapevolezza, è significativa alla vigilia dell'elezione di un nuovo Presidente della Repubblica, in una fase della storia totalmente cambiata, in cui Europa ed Italia non sono più in presenza dei contrasti ideologici e geopolitici del Novecento ma devono affrontare la temperie nuova e profonda tra la visione di una “governance” mondiale basata sull'interesse dei grandi capitali finanziari ed una dimensione di difesa della libertà e del benessere delle persone, delle famiglie, dei territori, senza la quale il governo delle nazioni e la funzione delle forze politiche rischiano di diventare vuote di ogni significato e prospettiva.

La Segreteria Nazionale dell'Isd (i socialdemocratici)