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EPOLIS BARI: L’INTERVENTO di MIMMO MAGISTRO, PRESIDENTE PSDI, “Nichi fa il miracolo: ora si invoca la privacy per le intercettazioni"
di Ufficio Stampa (del 20/11/2013 alle 15:10:21, in Ufficio Stampa, linkato 563 volte)
Sulla vicenda Ilva-Vendola-Archinà riceviamo e pubblichiamo una nota del presidente de I socialdemocratici, Mimmo Magistro.

Vedi pag.9 EPOLIS BARI del 20 novembre 2013.

Le intercettazioni che vengono quotidianamente pubblicate sull’Ilva hanno diviso il mondo giornalistico e per certi versi ribaltato alcune storiche posizioni politiche ed ideologiche circa il loro uso.
Sono tra quanti da qualche decennio, come pubblicista iscritto all’Ordine dei Giornalisti dal lontanissimo ’72 e da politico in attività permanente, ha sempre ritenuto le intercettazioni, in generale, una invasione nella vita dei cittadini quando non finalizzate e indirizzate alla delinquenza organizzata e, comunque, non come tentativo di acquisire prove ma per la loro conferma, per irrobustirne le tesi.
E nei dibattiti e nei confronti pubblici e privati ho sempre trovato convinti assertori del sistema intercettazioni proprio tra esponenti della sinistra radicale, comunista e giustizialista. Diciamo pure, e lo confesso qui, che i miei tratti politici e le mie scelte nel corso degli anni sono state influenzate non poco dall’atteggiamento che talune forze politiche avevano rispetto alle politiche sulla Giustizia. I giustizialisti li ho considerati integralisti della politica che volevano introdurre, nella attività amministrativa ad ogni livello, elementi discrezionali che erano gestiti in modo militare da alcune categorie politicizzate interne al mondo dei magistrati e dei giornalisti. In questi giorni c’è un ribaltamento, sia pure strumentale, delle posizioni che non può non farmi piacere!
Il caso Vendola ha fatto il miracolo. Fazio che grida” basta alle intercettazioni” che riguardano il nostro Governatore è – ai miei occhi- “un grande”, perché sposa la mia primordiale idea sull’uso delle stesse. Anche il fondo che una collega di un importante quotidiano nazionale che nella edizione barese tuona contro le intercettazioni sono un segnale nuovo. Ovviamente, senza dimenticare che il suo giornale per mesi (forse anni) ha messo l’occhio nella serratura di Berlusconi e, soprattutto, tramite la Daddario, ci ha deliziato dei suoi vizi e delle sue virtù. Ora vuole convincerci che non è giusto giocare con la vita degli altri mettendo in piazza le sue telefonate private con una vera e propria abbuffata. Bene, anche a lei dico benvenuta nel mio club! C’è poi un altro collega, questo jonico, che scrive dalla sua Taranto tentando di dare giustificazioni a chi non è giustificabile.
Innanzitutto perché vorremmo attendere, prima di chiudere la pagina delle porcherie tarantine, l’elenco dei giornalisti sulla busta paga di Riva e Archinà, oltre quella di politici e prelati. Ma vorremmo anche rammentargli che sul suo quotidiano non più di 15 giorni fa sono stati pubblicati ampi stralci – su 9 colonne e per 3 giorni – su quello che Berlusconi ha dichiarato ai magistrati anche relativamente a cose private e di scarso valore giudiziario.
Bene, se tutti ora conveniamo, politici e giornalisti che occorre dire basta ai “gossip” sempre, contro chiunque siano usati, facciamola questa riforma della Giustizia, senza divisioni, alla unanimità. E se la stampa che ha sempre pubblicato le intercettazioni non sempre ottenute lecitamente, perché non vara un codice di comportamenti che deve valere sempre per i propri iscritti?
Ecco, la massima secondo cui “ non tutti i mali vengono per nuocere” potrebbe farci fare un salto di qualità tra i paesi occidentali e migliorare la nostra democrazia, ma verità va reclamata sempre non a giorni alterni!

Mimmo Magistro