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Mario Monti HA SCIOLTO LA SUA RISERVA...
di Ufficio Stampa (del 30/12/2012 alle 11:22:17, in Ufficio Stampa, linkato 644 volte)
Mario Monti ha sciolto la sua riserva: accetterà di essere candidato premier della coalizione di centro, che farà riferimento non esattamente al suo nome ma, sottigliezza morotea sfuggita ai più, al titolo della sua “agenda”. Egli dunque “sale in campo” malgrado che, con lo scopo apparente di sfruttare a pieno le opportunità offerte dal porcellum, alla Camera ogni formazione presenterà liste e simboli separati, così che nessuno dei leaderini che affollano l'area centrista dovrà lasciare il segno del comando al professore. Come esordio di una nuova politica “a vocazione maggioritaria” non c'è male.

Noi comunque consideriamo la fine del “tecnicismo” montiano e il suo ingresso nell'agone politico un fatto positivo: nessuno può imporre le proprie ricette – per miracolose che siano (o vengano descritte) – senza passare al vaglio del corpo elettorale.

Inoltre quest'evento rappresenta, secondo noi, un elemento di chiarezza: niente più “bipolarismo”: c'è una destra, un centro, una sinistra (?), poi ci sono i 5 Stelle, la Lega, gli Arancioni e così via. Il rischio dell'ingovernabilità c'è e non c'è, perché se il porcellum non dovesse dare al PD/SeL/PSI una maggioranza autosufficiente nei due rami del Parlamento, i centristi potranno dettare le condizioni di un'alleanza che è già nelle cose. Alleanza che Bersani stesso probabilmente preferisce all'autosufficienza in quanto gli darebbe una “copertura” ideale per governare con i contenuti dell'Agenda Monti, magari spedendo quest'ultimo al Quirinale.

Per quanto ci riguarda, è giusto che chi ha un seguito in questo Paese venga rappresentato e possa confrontarsi nelle aule parlamentari. Non è giusto, invece, non è accettabile, non è possibile che scompaiano, o vengano costrette a farsi fagocitare, componenti essenziali della tradizione democratica italiana, in particolare quelle del riformismo, degli interpreti storici del pensiero laico, liberale, socialdemocratico, dell'autonomia socialista.

Questo pensiero vive ancora e i socialdemocratici lotteremo fino in fondo per difendere il diritto di rappresentarlo, assieme alle amiche e agli amici, alle compagne e ai compagni che vorranno ritrovarsi in un cammino comune.