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Nota Stampa su Comune di Bari, Emiliano e le piattaforme
di Ufficio Stampa (del 19/06/2012 alle 18:49:34, in Ufficio Stampa, linkato 757 volte)
Ieri mattina ho avuto il piacere di chiacchierare per qualche minuto al telefono con il primo cittadino di Bari, Michele Emiliano. Da cittadino, ex amministratore ed ex responsabile del Demanio regionale volevo rappresentargli alcuni mie personali perplessità sull’iter autorizzativo per la realizzazione delle piattaforme a mare di cui da sei mesi parlava la stampa nonché sulle soluzioni adottate per la gestione di Torre Quetta. Sono stato rassicurato da Emiliano che testualmente ha detto: “non ho mai autorizzato alcun che, non sono d’accordo e non spenderò mai una lira”. Stamani leggo ancora sulla stampa di una riunione indetta dal Vice Sindaco del Comune di Bari (non di Canicattì) per questa mattina in una specie di lotta contro il tempo per le autorizzazioni per realizzare le piattaforme. Per non disturbare Emiliano gli ho inviato un  messaggino “Caro Michele sulle piattaforme o mi prendi in giro o ti prendono in giro!”. Non credo a chi afferma che Emiliano pensa solo alle sue ambizioni personali- e sono tante- Camera dei Deputati per avere la forza di imporsi alla testa della Regione Puglia con una paracadute nel parlamento europeo. Né penso che non abbia letto nei sei mesi l’abbondante rassegna stampa sull’argomento. Forse vuole solo tenersi fuori da problemi di discrezionalità amministrative (leggi il finanziamento dell’AMGAS delle piattaforme) salvo poi a presentarsi al taglio inaugurale. Voglio bene a questa Città e , per quelle che sono le mie conoscenze tecniche e giuridiche, vorrei riassumere , a futura memoria, quali sono i problemi che ostano al momento alla realizzazione delle piattaforme. Il riferimento, oltre che al Codice della Navigazione (che pochi conoscono e che essendo Legge Speciale sovrintende a qualsiasi altra norma) ed alla L.R.n.17/2006 sull’uso delle coste. Il primo riguarda la mancata approvazione del Piano Comunale delle Coste (PCC) che la Giunta comunale avrebbe dovuto approvare entro 4 mesi (art.4-comma 2) e che avrebbe dovuto indurre già la Regione da tempo (art.4. comma 8) alla nomina di un Commissario ad acta. Nelle more il Comune di Bari non può realizzare alcuna opera sul mare e, comunque la Regione non ha mai trasferito ed ha tenuto per se i poteri relativi alle autorizzazioni di concessioni e di beni demaniali ( come quello in oggetto) richiesti nell’uso dal Comune medesimo (art.5- comma 1-lett.f). A tutto ciò, trattandosi di opere a mare, devono aggiungersi i pareri delle autorità marittime, doganali , del demanio pubblico e della soprintendenza. Sin qui quanto prescrive la Legge. Nel merito credo che le piattaforme – fatta salva la verifica di sicurezza- sono utilizzate in tutto il mondo per favorire la balneazione dove  la scogliera non lo consente, ovvero l’accesso al mare dei portatori di handicap. Quanto alla vicenda Torre Quetta che conosco per  aver contribuito 9 anni fa alla sua chiusura per la necessaria bonifica, il bando di gara non appare legittimamente  indetto dal Comune che sull’area non ha alcuna concessione demaniale ma solo una responsabilità- come per tutte le altre aree pubbliche- per la sua pulizia. Il bar di Pane e Pomodoro ha chiesto ed ottenuto 10 anni fa una regolare concessione demaniale e paga regolarmente il canone. Il Comune non paga il canone, stante la mancata approvazione del PCC e quindi il blocco delle concessioni (che vale sia per i privati  che per il pubblico), non può neanche avvalersi dell’art.13 (affidamento in gestione e sub ingresso) che richiede anche ulteriori verifiche e requisiti.  In tutto quanto esposto si nota l’assenza dell’Ente Regione, il sui ufficio Demanio avrebbe dovuto  monitorare e verificare l’attività del Comune di Bari, commissariarlo per la mancata approvazione del PCC, pretendere il pagamento dei canoni demaniali e ottenere (art.6- comma 2) entro il 28 febbraio di ogni anno una relazione sull’esercizio delle funzioni amministrative conferite, con riferimento all’anno precedente. Non risulta mai depositato alcuna relazione in ben 7 anni! Insomma un ufficio regionale Demanio sempre  severo ed integralista con i piccoli comuni ed i concessionari balneari , ma omissivo con i grossi comuni e con qualche imprenditore del settore, (solo uno avrebbe avuto via libero per  porti turistici i cui progetti, pur finanziati dalla stessa Regione sono abbandonati come se fossero il demonio)! Quanto all’Assessore  Pelillo , che aveva magnificato l’ordinanza balneare, vogliamo tranquillizzarlo. Quello preparato dai suoi collaboratori era ben altro ed avrebbe riportato la Puglia indietro di un secolo ai margini del turismo balneare. Se è venuto fuori un atto di ampio respiro ed innovativo è merito delle associazioni balneari , delle associazioni ambientalistiche e della competente presenza della Direzione Marittima regionale che, essendo un corpo dello Stato, potrebbe e dovrebbe essere maggiormente e – direi- quotidianamente utilizzata per le capacità dei propri rappresentanti.

Mimmo Magistro (Presidente de i Socialdemocratici- iSD)
Bari 19.06.2012