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MAGISTRO (iSD): PERCHE’ SAREMO DOMENICA A FIRENZE. LA CASTA NON MOLLA L'OSSO DEL PRESENTE E RINVIA AL FUTURO I PROPRI SACRIFICI. PERCHÉ NON CANCELLARE IL RETAGGIO FEUDALE DEI SENATORI A VITA?
di Ufficio Stampa (del 10/04/2012 alle 18:11:17, in Ufficio Stampa, linkato 789 volte)

Il Presidente Nazionale de "i Socialdemocratici- Federalisti per l'Euromediterraneo” (iSD), Mimmo Magistro, (movimento al quale lo scorso dicembre hanno aderito 28 dei 31 componenti la Direzione Nazionale del PSDI) ha dichiarato:

“Saremo domenica a Firenze per far sentire alta e forte anche la nostra voce.
Sul tema dei finanziamenti pubblici Bersani, Alfano e Casini sembrano venire da un altro mondo, mentre Di Pietro non chiarisce perché i contributi - lui che vuole eliminarli- li ha messo in saccoccia. Tutti cadono dalle nuvole dinanzi agli scandali della Lega e della Margherita. Pochi ricordano che a dicembre 2005, nelle mille proroghe, due commi nascosti, sancirono , per legge, che i segretari dei partiti non hanno alcuna responsabilità (se non per dolo) sui loro bilanci e, soprattutto, che i debiti del passato venivano addebitati ai nuovi partiti con un meccanismo truffaldino da applausi a scena aperta.
Insomma,mentre centinaia di aziende e migliaia di esercizi commerciali chiudono, gli italiani aspettano di sapere quanto verranno a costare alle loro famiglie le “impressionanti” misure sulle pensioni, sulle tasse alla prima casa, sulla patrimoniale, sull'aumento dell'IVA e delle accise, sull'obbligo dei piccoli pagamenti tramite banca (con relative commissioni).
I Senatori della (nostra) Repubblica hanno eroicamente deciso di togliere il vitalizio ai loro successori mantenedendoli, invece, per se stessi e per chi li ha preceduti, anche se godono di altre pensioni ed altri redditi. Privilegi che hanno voluto mantenere alla Camera i Presidenti di quel ramo del Parlamento.
Resta così “blindata” una casta di circa quattromila persone, tra gli ex senatori e quelli oggi in carica, che costa all'erario più di 200 milioni, di cui solo 18 coperti da contributi versati.
Una scelta fatta, si dice, per non violare “diritti acquisiti, garantiti dalla Costituzione”. Una Costituzione che, evidentemente, “lor signori” non conoscono, perché la nostra Carta fondamentale esclude (art. 3) tutti i privilegi e dice solo (art. 51) che “chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il posto di lavoro” e che (art. 69) “I membri del Parlamento ricevono una indennità stabilita dalla legge” punto e basta. Peraltro, nel momento in cui si parla di riduzione dei costi dei deputati, occorrerebbe trovare il coraggio di metter mano a quel retaggio feudale che sono i senatori a vita, ognuno dei quali si porta dietro vita natural durante una serie di benefici che costano al contribuente non meno di 7/800.000,00 euro ciascuno l'anno tra vitalizi, auto, autista, scorta , spese per uffici e segretaria
I Socialdemocratici Federalisti per l'Euromediterraneo(iSD), movimento nato per aggregare tutti coloro che, sparsi in diverse formazioni politiche, si richiamano alla nobile e disinteressata idealità di Giuseppe Saragat, padre costituente tra i più insigni della nostra Italia, aprono invece una campagna per tagliare veramente i privilegi incostituzionali della casta parlamentare ed eliminare l'esoso finanziamento pubblico camuffato da rimborso delle spese elettorali dei partiti, che droga il dibattito democratico e mortifica la volontà espressa dagli italiani attraverso un referendum popolare.
Come non ricordare a quanti hanno la memoria corta che propri Saragat e Calamandrei nei lavori della Costituente  del 1947 levarono alto la loro protesta contro l’art. 49 che sanciva l’esistenza dei partiti ma non ne disciplinava né la vita interna né gli aspetti finanziaria. Oggi siamo tornati a quella data ed il problema va risolto alla radice no ncon i pannicelli caldi”-

Mimmo Magistro

Roma 10 aprile 2012