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MAGISTRO RACCONTA I SUOI 5 ANNI D’INFERNO DA SEGRETARIO NAZIONALE DEL PSDI
di Ufficio Stampa (del 13/02/2012 alle 13:11:40, in Ufficio Stampa, linkato 1108 volte)

LEGGETEVI IL DECRETO LEGGE N° 273 DEL 30-12-2005 ART. 39 QUARTER DIECES E COMPRENDERETE PERCHE’ TUTTI I VECCHI PARTITI HANNO SCHELETRI NELL’ARMADIO.

“Ci vuole faccia tosta! Le verginelle della politica in questi giorni giocano a scansarsi dai macigni che la vicenda Margherita (e forse AN e PDS-PCI) sta scaricando sulla politica italiana”
Mimmo Magistro, segretario nazionale del PSDI dal 2007 al giugno 2011, quando dopo 5 anni e  tre sentenze  cautelari favorevoli è stato scalzato  da una decisione del Tribunale di Roma di merito contro la quale ha deciso di non proporre appello anche perché la sua vita rischiava di diventare un inferno per quella maledetta partita IVA che collegava il suo PSDI al vecchio partito del Sole Nascente.

Magistro, che nei mesi scorsi con 27 dei 31 componenti della vecchia Direzione (espressione di due Congressi nazionali  mai contestati a Bellaria e poi  Barletta) ha dato vita ad un nuovo movimento “ISD- I socialdemocratici”, ora racconta qualcosa che rende ancor più incredibile e inverosimile certi comportamenti dei vertici di alcuni partiti italiani, soprattutto quelli di emanazione della prima Repubblica.
“Qualche mese dopo la mia elezione – afferma Magistro - comunicai all’Agenzia delle Entrate di Roma, come qualsiasi normale cittadino - di essere stato eletto segretario nazionale, segnalai la nuova sede a Roma e l’indirizzo a Bari della mia residenza. Da qual momento la mia casa è stata invasa da atti giudiziari di ogni genere per debiti contratti dal vecchio partito dal 1970 al 1994.
E’ arrivato di tutto, da ingiunzioni dell’ex IACP di Roma per i pagamenti di sezioni di Partito dal 1970 sino a qualche anno fa (locali da 20 anni sedi di autofficine, circoli di pensionati, ecc..) vertenze degli ex dipendenti, crediti di tipografie, sino a cartelle esattoriali di Equitalia per qualche milione di euro per contributi previdenziali omessi dal 1980 e mancati versamenti erariali vari.
Il top sono stati due atti, uno dell’ex segretario Pietro Longo che chiama in causa il Partito  per la restituzione di una tangente che sarebbe stata versata al PSDI e il secondo dell’ex segretario amministrativo Cuoiati che nel ’92 aveva sottoscritto un prestito mai onorato con alcune banche per qualche miliardo di vecchie lire.
E’ stata, però, un’ingiunzione di Equitalia per il pagamento entro 5 giorni della somma di € 840.000,00 ad allarmare me e la mia famiglia. Ho scoperto così che l’ultimo segretario noto agli uffici delle Entrate era Franco Nicolazzi e la sede ancora quella di via Santa Maria in Via (ora  dell’IDV) entrambi cessati nel 1988. 

Più sconcertante è stato apprendere che dietro al movimento giudiziario così intenso c’era  una norma nascosta, approvata dal Parlamento nel milleproroghe di dicembre 2005 (Legge 273 del 30.12.2005- l’art. 39/quater dieces) che – a parte qualcuno degli addetti ai lavori - era sfuggita a tutti, anche ai giornalisti più “scafati”.
Con il primo comma, i segretari dei partiti vengono esonerati dalle obbligazioni assunte purchè non abbiano agito con dolo e con il secondo, cito testualmente la legge: “per il soddisfacimento dei debiti dei partiti e movimenti politici maturati in epoca antecedente all’entrata in vigore della presente legge è istituito un fondo di garanzia alimentato dall’1% delle risorse stanziate (…..) le modalità di gestione sono stabilite dal Ministro dell’Economia” i crediti devono essere esigibili”.
Cioè i vecchi partiti, anche quelli ricchi che hanno trasferito beni ed averi nelle Fondazioni, hanno scaricato o scaricheranno sui nuovi partiti i loro vecchi debiti!
In bell’esempio di etica e di morale per tutti gli elettori!

Roma, 11 febbraio 2011

Mimmo Magistro