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NASCE “I SOCIALDEMOCRATICI – FEDERALISTI PER L’EUROMEDITERRANEO” (iSD)
di Admin (del 22/11/2011 alle 18:09:47, in Ufficio Stampa, linkato 2444 volte)

VI ADERISCONO 28 DEI 31 COMPONENTI LA DIREZIONE DEL PSDI, COMPRESO IL SEGRETARIO NAZIONALE, MIMMO MAGISTRO.

Lasciano il PSDI 28 dei 31 componenti la Direzione Nazionale (compreso il segretario Mimmo Magistro ed il Vice Segretario Vicario Mario Calì) per dar vita ad un movimento denominato”iSD”- “i Socialdemocratici – Federalisti per l’Euromediterraneo”. Questa l'ultima sfida dei socialdemocratici italiani, che hanno riunito a Bari gli organismi nazionali per rendere definitiva la svolta decisa dal 28° Congresso del PSDI, tenutosi nell'ottobre dell'anno scorso a Barletta.
“È per noi una scelta storica e rivoluzionaria” ha detto Mimmo Magistro, riconfermato segretario nazionale, aprendo i lavori con la sua relazione che ha ripercorso le tappe, “a volte esaltanti, ma sempre difficili, di cinque anni di battaglie per tenere viva la presenza organizzata del partito di Turati, Matteotti e Giuseppe Saragat nell'Italia della cosiddetta seconda Repubblica e del falso bipolarismo”. Per Magistro “non è l’ennesima scissione, ma un nuovo contenitore moderno, aperto ai giovani, a tutti i riformisti, laici, radicali e socialisti che non si riconoscono nei vecchi partiti e che da questi ultimi si sono allontanati”.
“La formazione di un governo tecnico imposto non dalla normale dialettica democratica ma da una fortissima pressione speculativa dei mercati finanziari internazionali, la drammatica recessione di un Paese la cui economia rischia di sprofondare verso il baratro, la fine ingloriosa del Governo, e forse dell'”epoca” di Berlusconi, hanno fatto capire chiaramente agli italiani che a fallire in tutti questi anni è stata la politica intesa come servizio ai cittadini e sistema di rappresentanza”.
Questa la riflessione di Magistro, che ha continuato: “Proprio così, la politica, questa politica, trasformata in casta, supportata da un sistema informativo e da un background culturale partigiano e superficiale, non ci rappresenta, non rappresenta più i cittadini e cattura le Istituzioni nel vortice dell'impotenza a rispondere alle domande e ai bisogni veri della società, dei giovani, delle categorie più deboli.
Vogliamo reagire ad un sistema che vorrebbe cancellare tutte le voci indipendenti dal potere economico. Per far questo, non serve più una minoranza come la nostra, pur portatrice di grande idealità, ma un vero progetto di società più libera e giusta. Non cambiamo le nostre idee socialiste, riformiste e federaliste, ma il modo di agire nella società e di proporci nel dibattito politico.
L'esplosione di vie alternative di comunicazione e di dialogo, offerte dal web e dai social networks, è effetto, non causa, della frattura fra politica e Paese reale, così come il grande bisogno di ascolto espresso nei territori da tanti, troppi cittadini che si sentono esclusi da ogni rappresentanza. Vogliamo rapportarci al mondo delle ragazze e dei ragazzi che studiano e cercano il lavoro, ai disoccupati, a chi ancora vuole scommettersi nel lavoro autonomo e nella piccola e micro impresa, alle donne il cui ruolo è ancora troppo spesso marginale, agli intellettuali che non accettano di farsi portavoce delle fazioni della politica urlata e vuota di identità, che ha ridotto lo spirito liberale a slogan pubblicitario e il socialismo a pezzo da museo.
A questi bisogni vogliamo rispondere creando nuove forme di partecipazione. Perciò iniziamo la nuova esperienza con una forte iniziativa per eliminare gli assurdi e intollerabili privilegi del ceto dominante, tagliando i costi e non il livello di rappresentatività della politica, ridimensionando il potere, palese e occulto, di tutte le caste che soffocano ogni anelito di riforma con la pratica del lobbysmo e la mentalità della conservazione presente ormai nella sedicente sinistra non meno che nella destra italiana”.
Sulla scorta di queste considerazioni, nella riunione di Bari, dopo avere verificato il consenso di tutte le espressioni territoriali del Partito, si è deciso di dare vita, al Movimento Politico “iSD -I Socialdemocratici  Federalisti per l’Euromediterraneo”. Il nuovo movimento eredita nella sua quasi interezza il gruppo dirigente del PSDI ed il patrimonio di militanza sparso nelle regioni italiane. La nuova sigla ed il nuovo simbolo saranno presentati nei prossimi giorni a Roma, presso la sede in piazza del Popolo, 14.
Infine, come ultimo atto, la Segreteria Nazionale guidata da Mimmo Magistro, assieme alla Direzione ed agli altri organismi di carattere nazionale, rassegnando le dimissioni da ogni incarico, ha deciso di non ostacolare quanti volessero continuare l'attività politica nella forma partitica tradizionale rinunciando a ricorsi che avrebbero solo l’effetto di bloccare l’operatività poiché per anni rimarrebbe sub judice la titolarità della sigla e del simbolo.

Roma 22.11.2011                                                                       

UFFICIO STAMPA iSD