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Ricordo di Enrico Dalfino
di Ufficio Stampa (del 04/08/2011 alle 11:04:54, in Articoli Magistro, linkato 1597 volte)
“In questi giorni la Città di Bari ricorda i 20 anni dallo sbarco della nave Flora piena di albanesi. E’ anche l’occasione per ricordare Enrico Dalfino, Sindaco di Bari, che seppe interpretare i sentimenti di solidarietà dei suoi cittadini. Stamani la signora Dalfino ha raccontato i sentimenti più intimi ed umani di Enrico. Io vorrei ricordare il Dalfino amministratore e le vicende oscure di quei mesi mai narrate. Ebbi l’onore, come capogruppo consiliare e delegato allo sport, di lavorare fianco a fianco con Enrico e fui tra i primi ad accorrere a Bari ed a vivere quelle giornate tanto intense con Enrico, con Peppino Calabrese, Vito Leccese e poi, via via, con gli altri assessori, Paolo Nitti, Emanuele Martinelli, ecc.. che, giorno dopo giorno, si strinsero ad Enrico Dalfino soprattutto quando il Presidente della Repubblica, anziché elogiare il suo impegno civile, lo redarguì. Ma non fu l’unica volta in cui lo Stato gli voltò le spalle. Dalfino soffrì non poco per un’altra vicenda in cui un organo dello Stato cercò di mettere in discussione una sua iniziativa. La Giunta comunale , su proposta congiunta di Dalfino e del sottoscritto, autorizzò nell’agosto del 1991 una spesa per la sistemazione in albergo delle famiglie dei due dipendenti comunali, custodi dello Stadio, Trisciuzzi e Roca, i cui alloggi di servizio erano stati occupati dagli albanesi. Orbene , a distanza di alcuni anni, alla vigilia della scomparsa di Enrico, furono notificate- a lui ed a me- due contestazioni dalla Procura della Corte dei Conti secondo cui, non potendo più il Comune di Bari disporre dello Stadio della Vittoria, nella disponibilità dello Stato,i due dipendenti non avevano diritto ad avvalersi di un alloggio di servizio. Una sofisticata e fredda valutazione di chi forse pensava di sostenere la tesi di Cossiga che, però, amareggiò non poco Enrico, la sua famiglia ed il sottoscritto, costretti a difenderci dall’accusa di aver causato un danno erariale. Ma i Giudici della Corte dei Conti dettero ragione a Dalfino ed al sottoscritto e le casse pubbliche furono costrette anche a pagare anche le nostre spese legali. Ma anche la giustizia civile riconobbe i danni subiti dalle due famiglie dei custodi che riebbero solo dopo sei mesi i loro appartamenti. Dopo 20 anni ho ritenuto doveroso ricordare quest’oscuro avvenimento anche per richiamare la lezione di Enrico Dalfino per il quale l’amministratore pubblico, se non ruba, non deve temere nulla se si lascia guidare dal buon senso nella gestione della cosa pubblica.” Il giudice penale – rilevava Dalfino- spesso guarda con strabismo solo all’abuso d’ufficio- cui possono cascare coloro i quali operano – e mai all’omissione di tanti funzionari, dirigenti ed amministratori che causano , con il non fare, tanti danni in più.” Non mi pare che qualcosa da allora sia cambiata. Bari 4.08.2011 Mimmo Magistro