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MAGISTRO. IL PSDI SOSTERRA’ LA BATTAGLIA PER ELIMINARE VITALIZI E BENEFIT A ROMA COME IN TUTTE LE REGIONI. LUNEDI IL CONSIGLIO REGIONALE PUGLIESE ASSUMA UN IMPEGNO ALMENO PER LA PROSSIMA LEGISLATURA
di Ufficio Stampa (del 27/06/2011 alle 16:03:49, in Ufficio Stampa, linkato 876 volte)

“La Regione Puglia non può assistere passivamente a quanto accade a Roma nel Governo in tema di eliminazione degli sprechi e fin da lunedì il Presidente del Consiglio, l’ex socialdemocratico Onofrio Introna, può e deve assumere precisi impegni per l’approvazione di una legge che preveda dalla prossima legislatura che chi viene eletto al Consiglio Regionale non sia un privilegiato a vita, ma percepisca le indennità solo per gli anni di nomina.

In verità, non so se veramente Tremonti riuscirà a proporre e cancellare vitalizi e benefit, a ridurre i finanziamenti pubblici, le auto blu ed i voli di Stato, ma i socialdemocratici a Bari come a Roma sosterranno questa battaglia, anche indicendo un referendum – se necessario, perche è innanzitutto una battaglia di giustizia sociale. I vitalizi, tra l’altro, con l’aumento delle aspettative di aumento della vita, rischiano di determinare (aggiungendoci i consiglieri regionali)  un buco nei bilanci dello Stato e delle regioni. Si tratta di un vero e proprio esercito di “pluri-pensionati” a carico dei nostri giovani che di pensione non ne prederanno neanche un pezzo. Era volontà dei nostri padri costituenti  garantire agli eletti al Parlamento unicamente un rimborso dei costi sostenuti per vivere a Roma ed una indennità pari ai redditi da lavoro dichiarati. Oggi ci sono esponenti politici, alcuni con una carriera opaca, che prendono più indennità, da funzionari dello Stato, consigliere regionale, deputato nazionale e deputato europeo. Per il futuro vanno tutte cancellate. Per il presente è moralmente necessario mettere un limite perchè 30-40.000,00 euro al mese sono uno schiaffo alla povertà.

In una situazione economica come quella attuale, vanno abrogati questi odiosi ed ingiusti privilegi che pesano sulla spesa pubblica e umiliamo le famiglie ed i cittadini costretti a fare i conti ogni giorno con grandi difficoltà. Ed è chiaro che se vengono cancellati i privilegi  al Parlamento Nazionale devono- a maggior ragione- essere cancellati nelle regioni ed in tutta la galassia dei piccoli e grandi enti del territorio nazionale, nessuno escluso.

Ma, non tocca solo alla politica fare un passo indietro. Devono capire che i tempi sono cambiati i gruppi e le corporazioni che ricevono forti privilegi dagli attuali squilibri sociali ed economici, i grandi monopolisti e i primi attori del sistema di relazioni industriali, le banche ed il sistema finanziario legato alla speculazione ed alla rendita parassitaria, gli stessi sindacati devono darsi una regolata e limitare al minimo aspettative e permessi.

Dobbiamo sapere che avremo contro la grande stampa ed i network televisivi legali allo Stato ed ai gruppi industriali del nord, tutti lontani anni luce dalla “cultura dei meriti e dei bisogni” e dall’esercizio del rischio d’impresa. Potrebbero essere proprio questi i formidabili avversari(qualche volta occulti) di una politica riformista di riforme strutturali e di riequilibrio degli assetti territoriali. Se vogliamo uscire dal  buio economico in cui ci siamo cacciati non ci sono alternative.

Roma 26.06.2011
                                                  
IL SEGRETARIO NAZIONALE
Mimmo Magistro