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TRIBUNA LIBERA
di Ufficio Stampa (del 07/01/2011 alle 11:01:11, in Ufficio Stampa, linkato 700 volte)

LA NUOVA FRONTIERA DELLA SPERANZA: LA REPUBBLICA PRESIDENZIALE

di Giuseppe Balice

L’inefficienza e la precarietà del sistema parlamentare italiano è sotto gli occhi di tutti. Dopo sessantanni di “regime” repubblicano abbiamo ancora un sistema elettorale che non permette una governabilità duratura e stabile; un potere esecutivo vincolato a compromessi, ricatti e conflittualità; un potere legislativo complesso e obsoleto, un potere giudiziario attanagliato da lungaggini procedurali, da protagonismo esasperante e che non assicura la certezza della pena; una burocrazia servile con i potenti e arrogante con i più deboli; un sistema economico che rimpingua le tasche a chi le ha già abbondantemente piene senza che ci sia un ritorno in investimenti e quindi in occupazione; una gestione fiscale che si accanisce sempre di più sui meno abbienti, che consente l’evasione ai più, che ha raggiunto cifre da capogiro che, se recuperate, permetterebbero l’azzeramento dell’oberante disavanzo pubblico; la disoccupazione dilagante che attanaglia non solo i giovani ma anche chi perde il proprio posto di lavoro; un sistema sanitario che favorisce ruberie e malasanità; la crisi di tutti i valori essenziali quali la famiglia,la scuola,il senso civico, il rispetto della persona, la solidarietà, il distacco sempre più evidente tra i cittadini e la “politica” intesa come gestione ottimale delle risorse umane economiche e del territorio. Sono queste le evidenti disfunzioni che già da tempo impediscono quel percorso di sviluppo sociale, politico, economico e amministrativo che, in questi termini, non può competere con le più avanzate democrazie mondiali. E’ giunto il tempo di invertire decisamente la rotta e avere il coraggio di porre mano ad una revisione sostanziale della Costituzione italiana e ricercare quelle forme di governabilità che assicurino stabiltà e progresso. Una Costituzione che non permette ai cittadini di abrogare o riformarne gli articoli non è una istituzione compiutamente democratica, ma di “regime”. Possono gli attuali uomini politici, che ci ossessionano con la loro presenza da circa mezzo secolo e che sono facce della stessa medaglia, porre mano a riforme che compromettano il loro futuro? Assolutamente no! La conferma di ciò è che, mentre il sistema Italia attraversa un periodo di crisi che rasenta la bancarotta, sia a sinistra che a destra si pensa a formare nuove aggregazioni partitiche, a costituire cordate, che rasentano il malaffare, per impadronirsi di banche ed enti appetibili, ad approvare leggi “ad personam”, a “foraggiare e favorire” il milione e passa di individui che ruotano intorno alla “politica”. Perciò si rende necessaria una riforma istituzionale che incida fortemente sulla gestione politica ed economica del Paese. Il sistema presidenziale americano e quello semipresidenziale francese possono essere i punti di riferimento apprezzabili da prendere in considerazione per uno snellimento della macchina burocratica, della pratica decisionale, del riavvicinamento dei cittadini alla politica, del loro coinvolgimento, per la durata della legislatura e per il rinnovamento della classe politica. L’elezione del “Presidente” sia negli Stati Uniti che in Francia coinvolge tutti i cittadini in modo “festoso” e nel contempo oculato e responsabile in quanto l’elettorato “sceglie” il proprio Presidente che sente “suo”. Ecco la necessità di porre mano ad una riforma elettorale seria che permetta ai cittadini di scegliere i propri amministratori, di limitare a due i mandati governativi per le più alte cariche dello Stato, per deputati e senatori. Solo il ricambio “generazionale” e lo “svecchiamento” di posizioni consolidate può consentire, con idee e proposte nuove al passo con i tempi, l’accelerazione positiva del sistema Italia in tutti i settori e coltivare ancora la speranza di un domani migliore per tutti ma soprattutto per i giovani. Altrimenti il nostro futuro democratico è compromesso e può attecchire una malapianta: la dittatura.