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Riflessioni di Capodanno
di Ufficio Stampa (del 04/01/2011 alle 11:58:00, in Ufficio Stampa, linkato 737 volte)

di Antonello Longo

“NON VI SONO PIÙ LOMBARDI, NÉ PIEMONTESI, NÉ TOSCANI, NÉ ROMAGNOLI, NÉ MARCHIGIANI, NÉ UMBRI; NOI SIAMO TUTTI ITALIANI!

MA VI SONO ANCORA I NAPOLETANI. OH, VI È MOLTA CORRUZIONE NEL LORO PAESE...MA NON È COLPA LORO; SONO STATI COSÌ MALGOVERNATI! È QUEL BRICCONE DI FERDINANDO!

BISOGNA MORALIZZARE IL PAESE, EDUCARE L'INFANZIA E LA GIOVENTÙ, COSTRUIRE ASILI, SCUOLE, OSPEDALI.

MA NON SI PENSI DI CAMBIARE IL MEZZOGIORNO CON LO STATO D'ASSEDIO. TUTTI SON BUONI DI GOVERNARE CON LO STATO D'ASSEDIO!

IO GOVERNERÒ IL MEZZOGIORNO CON LA LIBERTÀ E MOSTRERÒ CIÒ CHE POSSONO FARE DI QUEL BEL PAESE VENT'ANNI DI LIBERTÀ... IN VENT'ANNI SARANNO LE PROVINCE PIÙ RICCHE D'ITALIA!”

SONO LE PAROLE PRONUNCIATE – COME VUOLE LA TRADIZIONE – DAL CAVOUR SUL SUO LETTO DI MORTE, IL 6 GIUGNO 1861.

NON SONO PASSATI VENT'ANNI MA CENTOCINQUANTA E QUALI SIANO DIVENTATE LE PROVINCIE PIÙ RICCHE OGNUNO VEDE. È ACCADUTO CHE NELL'ITALIETTA SABAUDA, NELL'ITALIA FASCISTA, NELL'ITALIA REPUBBLICANA LE SCELTE CHE HANNO DETERMINATO LO SVILUPPO ECONOMICO DEL MEZZOGIORNO NON SONO STATE MAI LIBERALI, COME SPERÒ CAVOUR, MAI SOCIALI, COME SOGNÒ GARIBALDI, MA SEMPRE DI TIPO COLONIALE.

IL 16 MARZO 1911, GAETANO SALVEMINI SCRIVE – NON SENZA IRONIA – ALL'AMICO (E COMPAGNO, ROMAGNOLO) ALESSANDRO SCHIAVI:

“OGNI GIORNO CHE PASSA DIVENTA SEMPRE PIÙ VIVO IN ME IL DUBBIO, SE NON SIA IL CASO DI SOLENNIZZARE IL CINQUANTENNIO (DELL'UNITÀ) LANCIANDO NEL MEZZOGIORNO LA FORMULA DELLA SEPARAZIONE POLITICA. A CHE SCOPO CONTINUARE CON QUESTA UNITÀ IN CUI SIAMO DESTINATI A FUNZIONARE DA COLONIA D'AMERICA PER LE INDUSTRIE DEL NORD, E A FORNIRE COLLEGI ELETTORALI AI CHIARAVIGLIO DEL NORD; E IN CUI NON POSSIAMO ATTENDERCI NESSUN AIUTO SERIO NÉ DAI PARTITI CONSERVATORI, NÉ DALLA DEMOCRAZIA DEL NORD, NEL NOSTRO PENOSO LAVORO DI RESURREZIONE, ANZI TUTTI LAVORANO A DEPRIMERCI PIÙ E A RENDER PIÙ DIFFICILE IL NOSTRO LAVORO?

UNA BUONA BARRIERA DOGANALE AL TRONTO E AL CARIGLIANO. VOI VI CONSUMATE LE VOSTRE COTONATE SUL LUOGO. NOI VENDIAMO I NOSTRI PRODOTTI AGRICOLI AGLI INGLESI, E COMPERIAMO I LORO PRODOTTI INDUSTRIALI A METÀ PREZZO. IN CINQUANT'ANNI, ABBANDONATI A NOI, DIVENTIAMO UN ALTRO POPOLO. E SE NON SIAMO CAPACI DI GOVERNARCI DA NOI, CI DAREMO IN COLONIA AGLI INGLESI, I QUALI È SPERABILE CI AMMINISTRINO ALMENO COME AMMINISTRANO L'EGITTO, E CERTO CI TRATTERANNO MEGLIO CHE NON CI ABBIANO TRATTATO NEI CINQUANT'ANNI PASSATI I PARTITI CONSERVATORI, CHE NON SI DISPONGANO A TRATARCI NEI PROSSIMI CINQUANT'ANNI I COSIDDETTI DEMOCRATICI.”

I “PROSSIMI CINQUANTA” SONO PASSATI TUTTI, NON COL POTERE DEI “COSIDDETTI DEMOCRATICI”, COME SALVEMINI ALLORA PREVEDEVA, BENSÌ COL FASCISMO TRA LE DUE GRANDI GUERRE, COL PIANO MARSHALL E LA RICOSTRUZIONE, CON LA FINE DELLA MONARCHIA. POI NE SONO PASSATI ALTRI CINQUANTA SUCCESSIVI DI STORIA REPUBBLICANA, FINO ALL'OGGI; UN OGGI IN CUI L'ITALIA È ANCORA UN PAESE DIVISO.

NEL RAPPORTO SVIMEZ DEL 2010 SI TROVANO LE CIFRE DEL TRACOLLO ECONOMICO DEL MEZZOGIORNO MISURATO CON I LIVELLI OCCUPAZIONALI, LE PROSPETTIVE DEI GIOVANI, LA POVERTÀ DELLE FAMIGLIE. LA POLITICA NAZIONALE HA TRASFORMATO IL SUD IN UN COLLETTORE DI VOTI DA USARE PER DISEGNI DI POLITICA ECONOMICA ESTRANEI, E SPESSO CONTRARI, AL SUO SVILUPPO. UN BRODO DI COLTURA DOVE ALLIGNANO LE MAFIE, LE CRIMINALITÀ, I PARASSITISMI, LE CORRUZIONI, LE COLLUSIONI, COSÌ FORTI DA CONTAMINARE L'INTERO TERRITORIO NAZIONALE.

È IL 150° ANNIVERSARIO, SÌ; E NON SI È AVVERATA LA PROFEZIA DEL CONTE DI CAVOUR MA QUELLA DEL PRINCIPE DI SALINA, “NOI (I FEUDATARI DI UN TEMPO) FUMMO I GATTOPARDI, I LEONI: CHI CI SOSTITUIRÀ SARANNO GLI SCIACALLETTI, LE IENE; E TUTTI QUANTI, GATTOPARDI, SCIACALLI E PECORE, CONTINUEREMO A CREDERCI IL SALE DELLA TERRA.” È IL 2011, SÌ; E “FORSE TUTTA L'ITALIA STA DIVENTANDO SICILIA... GLI SCIENZIATI DICONO CHE LA LINEA DELLA PALMA, CIOÈ IL CLIMA CHE È PROPIZIO ALLA VEGETAZIONE DELLA PALMA, VIENE SU, VERSO IL NORD, DI CINQUECENTO METRI, MI PARE, OGNI ANNO... LA LINEA DELLA PALMA... IO (LEONARDO SCIASCIA, NEL 1971) INVECE DICO: LA LINEA DEL CAFFÈ RISTRETTO, DEL CAFFÈ CONCENTRATO... E SALE COME L'AGO DI MERCURIO DI UN TERMOMETRO, QUESTA LINEA DELLA PALMA, DEL CAFFÈ FORTE, DEGLI SCANDALI: SU SU PER L'ITALIA, ED È GIÀ OLTRE ROMA...H

ECCO UN PROCESSO UNITARIO CHE VA AVANTI. IL RESTO È DISGREGAZIONE, SOPRAFFAZIONE, DISTANZA CHE SI ALLARGA SEMPRE PIÙ. E ALLORA? ALLORA È GIUSTO VALORIZZARE IL RICORDO DELLA NOSTRA STORIA, DARE SIGNIFICATO AL SACRIFICIO ED AL LAVORO COMUNI, APPREZZARE TUTTI I TRAGUARDI – E NON SONO POCHI –DI BENESSERE, DI UMANITÀ, DI CIVILTÀ, DI CULTURA CHE IL POPOLO, COMUNQUE, HA RAGGIUNTO NEL SEGNO DI UNA SUA CONQUISTATA IDENTITÀ NAZIONALE.

MA NEL CELEBRARE L'ANNIVERSARIO CHE CADE IN QUEST'ANNO NUOVO È MEGLIO EVITARE GLI STEREOTIPI DELL'UNITÀ A RISCHIO, MINACCIATA DA SPINTE CENTRIFUGHE E PARLARE SENZA IPOCRISIE DI UNITÀ CHE NON C'È SUL TERRENO ECONOMICO E SOCIALE E, SEMMAI, VA RICERCATA FONDANDOLA SU BASI NUOVE.

ANTONIO GRAMSCI, GIUSTAMENTE, CONSIDERÒ LA POVERTÀ DEL SUD UN PROBLEMA DI CARATTERE NAZIONALE E NON SOLO LOCALE, CONSEGUENZA DEL FALLIMENTO DELL'INTERO CAPITALISMO ITALIANO, FRUTTO DELLO SFRUTTAMENTO DA PARTE DEI CAPITALISTI DEL NORD, CHE PROSPERAVANO ALLEANDOSI CON LA BORGHESIA AGRARIA MERIDIONALE. SE EGLI FOSSE SOPRAVVISSUTO AL FASCISMO AVREBBE FORSE CAPITO ANCHE L'ERRORE, PORTATO DELLA FILOSOFIA MARXISTA, DI CREDERE CHE ESSENDO IL MEZZOGIORNO UNA QUESTIONE NAZIONALE, LA SUA EMERGENZA AVREBBE FATALMENTE PORTATO L’INTERO PAESE SU POSIZIONI RIVOLUZIONARIE.

ORA LASCIAMO STARE LE RIVOLUZIONI, CHÉ SIAMO IN UN ALTRO SECOLO E IN UN ALTRO MILLENNIO, MA COSTRUIRE UNA FORMA DIVERSA DI STATO E DI DEMOCRAZIA NON È IMPEGNO DI POCO CONTO ED È UN DISEGNO, UNA NUOVA IDEA FORZA IRREALIZZABILE SU “SCALA NAZIONALE” ITALIANA MA CHE VA DISPIEGATO SU SCALA “GLOCALE” CIOÈ GLOBALE E LOCALE, COME SONO OGGI LE ECONOMIE, LE COMUNICAZIONI, LA CULTURA, LE FEDI E LE SPERANZE DEGLI UOMINI.

CELEBRARE L'UNITÀ D'ITALIA IN MODO UTILE VUOL DIRE METTERE A FUOCO LE VERITÀ STORICHE SULLE CAUSE DELL'ARRETRATEZZA DEL MERIDIONE E DEL DIVARIO TRA NORD E SUD, MA SOPRATTUTTO APPROFONDIRE LE PROPOSTE DI FEDERALISMO PRESENTI DA SEMPRE NEL PENSIERO POLITICO ED ECONOMICO ITALIANO, DAL RISORGIMENTO (DI CUI VINCENZO GIOBERTI, CESARE BALBO, CARLO CATTANEO, GIUSEPPE FERRARI, ALBERTO MARIO FURONO UNA COMPONENTE IMPORTANTE ANCHE SE NON VINCENTE) AL MONDO SOCIALISTA (SOPRATTUTTO CON SALVEMINI ED IL GRUPPO DELLA SUA RIVISTA, L'UNITÀ), E POI METTERE IN RELAZIONE UN PROGETTO DI FEDERAZIONE ITALIANA COL GRANDE RESPIRO DEL FEDERALISMO EUROPEO (QUELLO CHE GLI ESILIATI DI VENTOTENE, ALTIERO SPINELLI, ERNESTO ROSSI, EUGENIO COLORNI, SOGNARONO NEL FOSCO 1941) NELLA DIMENSIONE CHE FU NOSTRA E ANCORA CI APPARTIENE: LA COMUNITÀ EUROMEDITERRANEA.