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«Fedeli a Paroli» ma il bilancio č a tinte fosche
di Ufficio Stampa (del 01/09/2010 alle 12:56:07, in Ufficio Stampa, linkato 628 volte)

LOGGIA. Parla il segretario socialdemocratico Robles contro la Giunta: «Verde, cemento e Spa: tutto da rivedere»

Alle ultime elezioni ha corso con il sindaco Adriano Paroli e, in vista del congresso nazionale di ottobre, per il Psdi è tempo di bilanci. Il partito del sol nascente ha delineato le falle dell'amministrazione cittadina, senza esclusione di colpi. «Pur rimanendo fedeli al sindaco è nostro dovere segnalare alcune incongruenze», sottolinea il segretario provinciale Vito Robles, puntando il dito soprattutto sull'inquinamento che chiude Brescia in una morsa: «Si spera che la Giunta abbia in cantiere provvedimenti seri perché la situazione è al limite; anche il verde è un punto dolente e mi sembra che questa amministrazione continui a cementificare», accusa. Gli esponenti bresciani del partito di Saragat, in particolare, sono contrari al piano edilizio di via Sostegno: «A Brescia ci sono già oltre 6 mila appartamenti invenduti. Cosa facciamo in nome degli oneri di urbanizzazione? Continuiamo a costruire?». Sul tema, l'attacco va anche a Brixia Sviluppo: «Società privata a capitale pubblico, sottratta ad ogni controllo». DA ROBLES pollice verso anche sul futuro del Mercato dei grani, che vede l'amministrazione comunale indecisa sulla vendita o la locazione: «Che seguano la stessa linea dell'Oviesse e siano coerenti: lo mettano a reddito così da far entrare denaro nelle casse comunali». Qualche perplessità sulla pensilina di Largo Formentone, anche se quella, «più che altro, è questione di gusti». «Più di tutto ci offende la questione dei doppi e tripli incarichi dei nostri politici: abbiano il coraggio di scegliere», tuona Robles. Le stoccate non mancano nemmeno per il governo centrale. I temi sono molteplici, con il comun denominatore di «un'Italia alla deriva». Tra le principali denunce del Psdi, la crisi che ha colpito le famiglie e la manovra del Governo: «Ancora una volta colpisce i più deboli, senza contare che si fa poco e niente contro l'evasione fiscale (solo a Brescia si stimano 600 milioni di euro elusi), un debito pubblico altissimo dovuto anche ai numerosi privilegi e sprechi dei politici, e un susseguirsi imbarazzante di scandali». Vecchia storia, così come gli stipendi italiani tra i più bassi in Europa, i costi di benzina e gas tra i più alti, gli enti inutili. «Siamo in mano a una classe politica che ha distrutto il tessuto sociale del Paese - dichiara Robles -. Ormai la maggioranza è in mano alla Lega, che conquista voti giocando sul deficit culturale della classe operaia e sulle paure della gente. Ma un leader ha delle responsabilità: Bossi non può mandare la gente a quel paese col dito medio. Se questo è l'esempio di educazione che danno i governanti chissà che italiani avremo». L'ultimo affondo è sulla questione Fiat di Melfi: «Siamo solidali con gli operai. Non è accettabile che il presidente di Confindustria Marcegaglia sia a favore del comportamento dell'azienda».

29/08/2010

di Michela Bono

pubblicato su "Bresciaoggi"