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TRIBUNA LIBERA. IL PENSIERO DI CARMELO BONARRIGO
di Ufficio Stampa (del 21/04/2010 alle 17:00:06, in Ufficio Stampa, linkato 1007 volte)

25 APRILE CON TANTI RICORDI E MOLTI COMPROMESSI

di Carmelo Bonarrigo

Occorre far riscoprire ai giovani la storia della nostra patria e quindi ritornare ai valori della Resistenza ed è importante riproporre il legame tra il Risorgimento e la Repubblica.

Ci piace introdurre questa riflessione sul sessantacinquesimo anniversario del 25 Aprile ricordando la descrizione del tricolore che ha scritto il poeta risorgimentale Giovanni Berchet:

“ il verde la speme tant’anni vissuta

 Il rosso la gioia di averla compiuta

Il bianco la fede fraterna d’amor.”

 Due sono stati gli avvenimenti-8 settembre e 25 aprile- che hanno contribuito alla svolta della storia nazionale:”il giorno dell’armistizio” ( il liberatorio Tutti a casa), e la liberazione dal nazi-fascismo che nel passato e nel presente alcuni storici e politici, forzando la logica, hanno letto e leggono in chiave contrapposta contribuendo ad alimentare intermittenti polemiche che sono sfociate in reciproche accuse di un uso politico della storia.

Le ultime elezioni regionali, specialmente nel Mezzogiorno, hanno ricordato che le città, i paesi ed i cittadini tutti sentono un forte bisogno di patria e di unità e pretendono un riconoscimento comune in radici comini ed un bisogno di riconciliazione senza amnesie.

Diceva Carlo Marx che la storia ritorna due volte: “ la prima come forza, la seconda come tragedia.”

Nel Lazio,dove il 25 Aprile sarà ricordato da un Presidente di destra, dal Sindaco di Roma di destra, dal Presidente della Provincia di Viterbo di destra, la storia ritorna come “ farsa”.

Molti di noi ricordano i versi del Manzoni:

“ una d’arme, di lingua, d’altare

di memorie, di sangue, di cor” ( Marzo 1821)

Versi che ancora servono per rilegittimare le basi morali della lotta di liberazione e riproporre il legame tra o Stato, nato dal Risorgimento, e la Repubblica di oggi.

In questi ultimi anni la memoria della Resistenza, la cultura del rispetto reciproco si sono raffreddate, spolverando un rituale senza calore né passione.

Adesso è necessario imporsi di rianimare i valori del patriottismo, del Risorgimento e della Resistenza nelle coscienze degli italiani e soprattutto nelle generazioni più giovani. Queste pagine di storia sono state originate dal basso e realizzate dalle masse secondo la tesi tolstoiana e quindi non possono coincidere con la concezione “eroica” di una storia fatta, invece, da pochi e, nel caso dell’Italia, soprattutto da avanguardie.