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Il Circolo "Giuseppe Lupis" di Catania ha eletto i delegati al Congresso Regionale straordinario dell'11 aprile 2010
di Nino Gennaro (del 25/03/2010 alle 16:32:48, in Verso il XXVIII Congresso Nazionale del PSDI, linkato 819 volte)

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L'Assemblea Congressuale del Circolo "Giuseppe Lupis" di Catania ha eletto i delegati al Congresso Regionale dell'11 aprile 2010


Mercoledì 24 marzo si è riunita l'Assemblea Congressuale del Circolo "Giuseppe Lupis" di Catania in vista del Congresso Regionale straordinario convocato per l'11 aprile.

I lavori sono stati aperti e coordinati dal Segretario del Circolo, compagno Mario Entità, che ha ricordato il percorso seguito dai socialisti democratici catanesi per far rinascere ed affermare una presenza politica significativa per la comunità locale.

In particolare Mario Entità ha ricordato il grande significato che per i compagni di Catania ha il richiamo alla figura ed al ricordo del grande socialista siciliano Giuseppe Lupis, più volte ministro ed autorevole dirigente nazionale formatosi nella temperie dell'esilio. "Lupis - ha detto Entità - aveva la maschera del burbero benefico ma da tutta la sua figura trasudava una forte carica di umanità. Custode gelosissimo dell'autonomia socialista, è stato per tutti noi un maestro."

"Il PSDI non torna in campo però - ha proseguito Entità - nel segno della nostalgia, i socialdemocratici contestano efficienza e rappresentatività al sistema politico che si è affermato attorno all'elezione diretta del Sindaco e del Presidente della Provincia, tant'è vero che la comunità locale avverte più che mai la profonda distanza tra il mondo politico e la comunità locale in una città che vive in uno stato di emergenza permanente dovuto alla mancanza di lavoro e di nuove attività produttive, alla carenza dei servizi a partire dalla nettezza urbana, all'implosione della viabilità e del traffico, alla crisi abitativa ed al generale degrado delle condizioni di vita della popolazione."

Sulla relazione del compagno Entità si è sviluppato un dibattito nel quale sono intervenuti i compagni Zuccarello, La Bruna, Manuele, Roncati e Messina.

Le conclusioni sono state tratte dal Commissario regionale compagno Antonello Longo che ha illustrato i motivi della convocazione del Congresso straordinario.

"Negli ultimi mesi in Sicilia si è un po' smarrito il filo di una ripresa politica ed organizzativa determinata dal precedente Congresso; un risultato negativo su cui ha pesato l'impossibilità di prendere parte col nostro simbolo alle elezioni in presenza di norme restrittive e di soglie di sbarramento del 5 per cento ormai generalizzate anche per le elezioni di comuni e province. Tuttavia il Partito ha la necessità di organizzarsi e di riprendere un cammino politico che non è privo di significato e di importanza per i cittadini siciliani.

L'apertura di una nuova fase della politica regionale dovuta all'affermazione di una forte componente autonomista e all'elezione a Presidente della Regione del leader dell'MPA rende il quadro siciliano notevolmente diverso rispetto a quello nazionale. Si aprono perciò in Sicilia prospettive diverse per quanti non si identificano pienamente in alcuno dei due schieramenti del bipolarismo nazionale; in particolare nell'isola c'è una tradizione di forza e di presenza di un socialismo autonomista che in elezioni recenti ha dimostrato, assieme ad altre forze laiche, di poter superare la soglia di sbarramento per entrare all'Assemblea Regionale Siciliana.

Allo stesso modo in molti comuni siciliani non mancano le personalità del nostro mondo politico che possono essere proposte per la guida delle amministrazioni locali e catalizzare ampi schieramenti.

Quello che manca è la forza, la capacità, la volontà di perseguire l'obiettivo di una presenza laico-socialista organizzata ed autonoma; ciò è dovuto da un lato all'invecchiamento ed allo scoraggiamento del vecchio quadro dirigente e dall'altro dalla corsa fatalista e/o opportunistica ad "intrupparsi" negli ampi schieramenti del bipolarismo.

Non è differente la riflessione che riguarda l'MPA, movimento di cui apprezziamo l'impostazione di fondo ed alcune riflessioni di carattere storico e politico. Esso tuttavia scaturisce dalla matrice democristiana né rinnega il forte legame con la cultura politica solidarista e popolare dei cattolici democratici. Cultura e storia apprezzabilissime che non sono però le nostre.

Il problema, così come anche nel precedente Congresso è stato posto, non è il parlare di autonomia per "far parte" dell'MPA ma costruire un nuovo, autorevole e significativo soggetto politico che alla politica autonomista conferisca la sostanza di un contributo proveniente da diverse concezioni e storie politiche.

Il movimento autonomista nel suo complesso cresce, diventa autorevole ed aumenta le sue possibilità di successo (non nella singola tornata elettorale ma) sul terreno della storia e della cultura di un popolo se non si identifica con una sola posizione e un solo modo di fare politica.

Per quanto mi riguarda personalmente la mia candidatura al Senato nella lista MPA, nella veste nota e riconosciuta di esponente nazionale della Socialdemocrazia, aveva proprio questo significato politico. Allo stesso modo la partecipazione attiva del PSDI alla formazione della lista di alleanza laico-autonomista alle elezioni regionali denominata "Democratici Autonomisti" rientrava nella logica di costruire una alleanza politica attiva con l'MPA e portare nell'Assemblea Regionale un gruppo politico espressione della cultura politico laico-socialista siciliana. Il progetto consisteva nel superare - sia pure con l'aiuto di Lombardo - il 5 per cento su scala regionale, obiettivo per raggiungere il quale la presenza del PSDI nella composizione delle liste avrebbe potuto risultare determinante, rimettendo il nostro Partito al centro delle dinamiche politiche regionali. Tentativo tutt'altro che velleitario, com'è dimostrato dagli oltre centomila voti raccolti dalla lista dei "Democratici Autonomisti" che ha sfiorato il quorum, e come ulteriormente dimostrato dai buoni risultati dei candidati socialdemocratici a Catania ed a Trapani.

Dispiace dunque in modo particolare il disimpegno pretestuoso di alcune provincie e l'impegno di altre a sostegno di liste concorrenti. Questo atteggiamento al di là delle difficoltà organizzative ha provocato una spiacevole disgregazione della forza del Partito che aveva cominciato a ricostituirsi in modo promettente.

Questo Congresso straordinario serve a censire quanti vogliono essere ed apparire socialdemocratici facendo "squadra" nel PSDI: se noi riusciremo a ritessere un minimo di organizzazione ed a esprimere, con il nostro grande patrimonio ideale, morale e storico, un minimo di proposta politica, io sono sicuro - ha concluso Longo - che l'apporto politico socialdemocratico per la Sicilia non è concluso."

Il Congresso ha approvato all'unanimità un Ordine del Giorno che recepisce le indicazioni politiche contenute nelle relazioni dei compagni Entità e Longo. Al documento era allegata una lista di cinque delegati del Circolo al Congresso regionale, che è quindi risultata eletta all'unanimità.

 

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