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IL PSDI RICORDA CARIGLIA, SEGRETARIO NAZIONALE DEL PSDI E DELLA UIL. “LUI E CRAXI ‘SDOGANARONO’ IL PCI” NON ESISTE UN "NUOVO PSDI", E’ SEMPRE LO STESSO.
di Luciano G. Calì (del 20/02/2010 alle 20:34:07, in Ufficio Stampa, linkato 1102 volte)
Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, che con una delegazione sarà presente domani ai funerali del sen. Antonio Cariglia – Presidente Onorario del partito di cui nel ‘47 fu tra i fondatori e di cui fu anche segretario - che si svolgeranno nel pomeriggio a Pistoia, ricorda l’impegno meridionalista ed europeista di Cariglia. Per Magistro, “Tonino Cariglia, nato in Puglia - a Vieste - conservò i tratti della sua generosità meridionale quando con la famiglia si trasferì in Toscana. E proprio al Sud, con l’elezione a parlamentare europeo e deputato nazionale, nel 1992, Cariglia ha avuto i maggiori riconoscimenti ed al Sud, nella natia Vieste, ha lasciato un’opera socio sanitaria per anziani e per lavoratori, realizzata dalle Fondazione Turati, che sarebbe un fiore all’occhiello della sanità del Gargano se solo la cecità di alcuni esponenti della sinistra gli consentisse di operare.” “Ma pochi – aggiunge Magistro - hanno ricordato Cariglia leader ed esponente dell’Internazionale Socialista che con Craxi diede il via allo sdoganamento del vecchio PCI nella famiglia socialista cosa della quale, onestamente più volte, anche pubblicamente, ebbe modo di pentirsi, nonché Cariglia sindacalista e segreatario nazionale della UIL a soli 27 anni” Magistro, infine, rileva come molti organi di stampa commettano l’errore di ritenere l’attuale un “nuovo PSDI”. Il Partito è lo stesso fondato da Saragat a Palazzo Barberini e la inattività tra il 1996 ed il 2002 fu causata da un contenzioso giudiziario con il vecchio PSI che, con l’adesione del vecchio segretario Schietroma ritenne di aver sciolto il PSDI ma in realtà si era trattata solo di una confluenza di parte degli iscritti, così come dopo 7 anni battaglie giudiziarie hanno riconosciuto giudici e ministero degli Interni. "La prova provata - conclude Magistro - è che, avendo lo stesso codice fiscale di 30 anni fa, continuano a pervenirci ingiunzioni di pagamento relativi agli anni ’80, che pure sono stati sanati per tutti i vecchi partiti attraverso una norma votata – all’unanimità - dal Parlamento quattro anni fa per cui quei vecchi debiti (che devono essere da noi certificati) saranno saldati attraverso un fondo di dotazione alimentato dall’1% dei finanziamenti elettorali pubblici, quindi a carico del sistema dei partiti".