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Magistro: sul Piano Regionale delle Coste tentato un “golpe”
di Ufficio Stampa (del 04/02/2010 alle 13:57:28, in Ufficio Stampa, linkato 827 volte)
“ L’approvazione del Piano Regionale delle Coste – nascosto nelle pieghe del d.d.l. sui Lavori Pubblici all’art. 8 – si discuta con serenità e senza fretta”. L’’invito viene dal Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, per anni responsabile del Settore Demanio Marittimo della Regione Puglia, il quale aggiunge: “abbiamo condiviso nel 2007 l’esigenza di modificare la Legge Regionale 17, approvata nel 2006, sull’onda dell’urgenza. Nel 2008 la Giunta Regionale con un proprio d.d.l. decise di modificarla con apprezzabili emendamenti cui si aggiunsero quelli del gruppo PSDI e di altri consiglieri regionali, talché la 5° Commissione, in fase di esame, chiese al Settore di unificare tutte le proposte. Da allora è rimasto tutto fermo e la Legge Regionale 17/2006 – propedeutica al Piano Regionale delle Coste – non solo non è stata modificata, ma buona parte delle osservazioni presentate da comuni, associazioni balneari ed ambientaliste, sono state respinte perché in contrasto proprio con la Legge Regionale 17/2006 che la stessa Giunta Regionale aveva considerato obsoleta ed bisognevole di ampie modifiche. Con un “triplo salto mortale ed avvitamento”, quello che non è stato fatto in quattro anni, si cerca di fare in cinque secondi, perché il Piano si tenta di farlo passare tra le pieghe di un d.d.l. omnibus. Il Consiglio Regionale, al contrario, deve valutarlo e deve assumersi le proprie responsabilità, perché, se quest’ ultimo dovesse passare come predisposto dal Politecnico di Bari, o meglio, da qualche docente individuato dalla politica, sarebbe un buon lavoro scientifico, ma lontano anni luce dalla realtà e dalle esigenze ambientali e turistiche della Puglia. Il Piano avrebbe dovuto tenere conto dell’esistente che va migliorato e salvaguardato perché non c’è migliore ambientalista dei concessionari e peggiore del pubblico amministratore, che omette di pulire i propri arenili. Peraltro, il Piano viola vistosamente le norme sul codice della navigazione perché non tiene conto che i beni demaniali e tutto quello che è stato realizzato come pertinenze sono di proprietà dello Stato e, quindi, la Regione ne ha solo l’uso. Non può disporre l’abbattimento, anche di una semplice cabina, senza l’autorizzazione dell’Agenzia del Demanio.”