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Le quattro «case» dei socialisti bresciani insieme in un forum comune - DAL “ GIORNALE DI BRESCIA “ DEL 3 febbraio 2007
di Ufficio Stampa (del 12/02/2007 alle 11:01:15, in Ufficio Stampa, linkato 674 volte)
Si sono incontrate le delegazioni dei Socialisti democratici italiani (Sdi), del Nuovo Psi, del Movimento «I Socialisti» e del Partito Socialdemocratico di Brescia guidate rispettivamente dai segretari e coordinatori provinciali Dionigi Guindani, Fausto Ghidoni, Mariano Comini, Vito Robles.
Ne danno conto le stesse forze politiche attraverso un comunicato congiunto: «Dopo una approfondita riflessione, pur con accenti diversi, sulla situazione politica nazionale e locale, gli intervenuti hanno condiviso l’analisi che la ragione di fondo della carenza di reali politiche di riforme è da imputarsi, in prima istanza, alle leggi elettorali che hanno determinato anomale aggregazioni. Se, da un lato, ciò ha consentito anche in Italia l’alternanza di governo nelle ultime legislature, ha anche determinato, nelle alleanze, la prevalenza di un metodo di gestione dei programmi condizionato dalle ali estreme degli schieramenti a discapito delle forze riformiste».
«Dal progetto della "grande riforma" e della "valorizzazione dei meriti e dei bisogni" lanciato da Bettino Craxi nella Conferenza programmatica di Rimini - ricorda ancora la nota - sono passati 25 anni. Ma l’ambiguità del sistema politico e delle contraddittorie alleanze, costruite più per vincere che per governare, impedisce ancora oggi non solo di affrontare con determinazione i grandi temi strutturali ma anche di proseguire ed aggiornare quelle analisi anticipatorie».
Secondo i socialisti «in Italia c’è un deficit di riformismo che non si riesce a colmare condizionato dal non aver saputo contestualizzare storicamente, e poi affrontare con decisione, le grandi questioni di fondo dell’affermazione di uno stato liberale laico e della prevalenza delle ragioni e dei metodi della socialdemocrazia che hanno caratterizzato e caratterizzano il modello sociale e politico europeo».
I socialisti «ritengono quindi che sia maturo il tempo per attivare insieme una riflessione utile e finalizzata al superamento della diaspora socialista, premessa indispensabile per lanciare la "questione socialista" di cui il Paese ha bisogno per recuperarne una forte politica riformista».
La riflessione comune «potrà esternarsi, in una prima fase, in iniziative culturali e politiche rivolte anche a quegli elettori socialisti che in questi anni hanno orientato il proprio voto verso le più diverse forze politiche, da FI fino ai Ds; oppure che si sono astenuti dal voto».
Secondo il documento congiunto si tratta di «un dialogo utile anche perché a Brescia, nelle amministrazioni della città capoluogo e della provincia, i socialisti, da sempre, hanno espresso politiche lungimiranti ed amministratori di qualità, ed hanno dato un contributo decisivo alle scelte per il futuro e lo sviluppo economico, sociale e culturale delle nostre comunità».
Le delegazioni dello Sdi, del Nuovo Psi, del Movimento «I Socialisti» e del Partito Socialdemocratico decidono quindi di dare vita ad un «forum socialista-liberale» che non è sommatoria di sigle della «diaspora», ma luogo di dibattito e di attività politica in cui possono riconoscersi tutti i socialisti vecchi e nuovi.