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PER IL RILANCIO DEL SOCIALISMO DEMOCRATICO IN ITALIA È INDISPENSABILE IL CONTRIBUTO DI OGNI COMPAGNO
di Nino Gennaro (del 05/11/2009 alle 07:31:39, in LETTERE APERTE, linkato 920 volte)

L'AUTOFINANZIAMENTO DEL PARTITO
dovere fondamentale di ogni vero militante


Il XXVII Congresso Nazionale di Bellaria assegnò al nuovo gruppo dirigente del PSDI, al quale venne unitariamente affidata la direzione del Partito dopo la tormentata Segreteria Carta, un compito straordinariamente gravoso: riportare il Socialismo Democratico – una delle grandi tendenze politico-culturali della storia italiana ed europea – a quel ruolo da protagonista che ha avuto nel passato e che la perenne attualità del suo messaggio e dei suoi programmi può consentirgli di svolgere ancora oggi.

A due anni dal Congresso, nessun compagno può sentirsi veramente soddisfatto dei risultati sin qui conseguiti. Non c'è chi non veda che per poter anche solo iniziare ad operare alla realizzazione del mandato congressuale, il Partito deve anzitutto dotarsi di una idonea sede nazionale, operativa e non di semplice recapito; ed allo stesso tempo deve poter disporre di un dignitoso organo di stampa, almeno mensile, che giunga nelle case di tutti i compagni e renda al contempo note all'esterno le posizioni e le proposte del PSDI. Ma come è possibile operare senza risorse?

L'autofinanziamento – testimonianza della serietà dell'impegno del gruppo dirigente e garanzia di autonomia del PSDI – assume in questa delicata fase di rilancio dell'azione del Partito un ruolo strategico di grande rilevanza.

Dando seppur tardivamente attuazione alle indicazioni congressuali, il Consiglio Nazionale del PSDI nella riunione del 20 settembre 2008 ha stabilito la misura minima del contributo mensile che ogni componente del gruppo dirigente nazionale deve versare in aggiunta al costo annuale della tessera.

Il contributo mensile è stato graduato in due diverse ma sempre modestissime misure: per i componenti del Consiglio Nazionale del Partito (e per gli altri compagni che fanno parte del gruppo dirigente nazionale, come ad esempio i Probiviri nazionali, i Revisori dei conti, i componenti del Comitato Etico e delle altre commissioni nazionali, i segretari provinciali e regionali) 25 Euro al mese; per i componenti della Direzione Nazionale 50 Euro al mese. L'obbligo del versamento decorre dal mese successivo alla deliberazione ed il versamento deve essere effettuato in quote trimestrali anticipate, a partire dai mesi di ottobre-novembre-dicembre 2008. Ne consegue che ciascun compagno componente del Consiglio Nazionale dovrebbe aver già effettuato, ad oggi, 5 versamenti di 75 Euro cadauno, uno nel 2008 ed altri 4 nel 2009, mentre ciascun compagno membro della Direzione Nazionale dovrebbe già aver effettuato 5 versamenti da 150 Euro cadauno.

Il testo integrale del documento conclusivo di quella riunione del Consiglio Nazionale è stato pubblicato a suo tempo sul sito internet del Partito ed è disponibile per la lettura e la stampa facendo click qui. Dallo stesso documento possono rilevarsi le coordinate bancarie del conto corrente del Partito al quale indirizzare i bonifici.

Nulla è stato disposto per l'anno intercorrente dal Congresso (che si tenne nel mese di ottobre 2007) alla ricordata riunione del Consiglio Nazionale; i compagni del gruppo dirigente hanno quindi facoltà di stabilire autonomamente l'importo della loro contribuzione al Partito relativa al periodo antecedente alla deliberazione.

Il bilancio di un Partito come il nostro, che vive grazie ai suoi iscritti ed ai suoi dirigenti, dev'essere non soltanto veritiero e corretto – questo è semplicemente indispensabile e scontato – ma anche trasparente e non omertoso, nel senso che deve nominativamente indicare tutti quei compagni grazie ai cui sacrifici il Partito riesce ancora a vivere, nonostante le mille difficoltà incontrate e miracolosamente superate, ed al contempo non deve tacere i nomi di quei compagni che, pur richiesti e pur tenuti, hanno rifiutato il loro sostegno; poiché il Bilancio 2008 non è stato ancora reso noto, è opportuno che esso sia quanto prima approvato e pubblicato sul sito internet del Partito, con la dettagliata indicazione alla voce delle “entrate” anche delle quote di autofinanziamento versate ed alla voce “crediti” anche delle quote che il Partito deve ancora ricevere, in entrambi i casi senza tacere da chi. La stessa indicazione va data per il Bilancio relativo all'anno 2009 che sta per chiudersi: tutto il Partito ha il diritto ed il dovere di rendersi conto – anche dalla lettura del documento contabile – di chi ha rappresentato in questi anni una risorsa e chi semplicemente una presenza inutile nei nostri troppo pletorici organigrammi.

Il PSDI si avvia verso il XXVIII Congresso Nazionale, che molti compagni desiderano che si tenga quanto prima, malgrado la scadenza ordinaria cada comunque nel prossimo anno. Il successo di un Partito dipende non soltanto dalla bontà dei suoi programmi ma anche dalla qualità e dall'impegno della sua classe dirigente. Gli incarichi vanno doverosamente assegnati soltanto a quei compagni che sono in grado si sopportarne i relativi pesi, senza chiedere a nessuno quello che non è in grado di dare. I delegati al prossimo congresso devono quindi essere messi nelle migliori condizioni di “conoscere per deliberare” anche in ordine al contributo dato da ciascuno alla vita del Partito. Se un compagno del gruppo dirigente nazionale non ha sentito il dovere di partecipare all'autofinanziamento del Partito e di prender parte alle riunioni degli organismi ai quali è stato eletto, non soltanto è impensabile che venga riproposto al prossimo congresso per un qualunque incarico, ma anzi il Comitato Etico ed il Collegio dei Probiviri dovrebbero interrogarsi circa l'opportunità di rinnovargli la tessera e, qualora questa gli venisse ancora concessa, gli iscritti della sua sezione e della sua regione dovrebbero ben domandarsi se è ancora il caso di nominarlo nuovamente delegato.

Nessun compagno che fa parte del gruppo dirigente nazionale del Partito è stato trascinato in catene al Congresso ed a nessuno è stata puntata una pistola alla tempia per obbligarlo ad accettare cariche e responsabilità non desiderate e non volute. Anzi, gli eletti ad una qualunque carica sono stati tutti scelti fra quei compagni che avevano espressamente posto la loro candidatura e certo nessuno poteva ignorare che non esistono circostanze della vita nella quale agli onori non corrispondano degli oneri. Se poi qualcuno ha pensato di essere un notabile di tanto luminoso prestigio da essere in grado di apportare un beneficio al Partito con lo splendore del suo solo nome, semplicemente riportato negli elenchi... è proprio il caso che scenda dal suo piedistallo e riprenda – se lo desidera, ovviamente – il suo posto fra i militanti.

Per quei compagni che hanno sollecitato dapprima, quindi, e poi ottenuto il privilegio e l'onore di servire il Partito come componenti del gruppo dirigente nazionale del PSDI, contribuire non solo col loro quotidiano impegno ma anche economicamente al rilancio del Socialismo Democratico in Italia non può certo rappresentare un peso od un fastidio ma piuttosto l'adempimento di un dovere gradito.

Per l'11 gennaio è doveroso organizzare delle degne celebrazioni per ricordare Palazzo Barberini e la ricostituzione del Partito Socialista dei Lavoratori Italiani: se non ricordiamo noi la nostra nascita ed il contributo essenziale che i nostri Fondatori diedero alla democrazia ed alla libertà dell'Italia, chi mai dovrebbe farlo? Pochi mesi ci separano ormai dal prossimo Congresso Nazionale, la cui organizzazione richiederà uno sforzo economico straordinario. Nella prossima primavera si terranno le elezioni regionali in quasi tutta Italia ed il Partito vorrà in qualche modo sostenere quei compagni che nonostante il difficile momento vorranno offrire la propria candidatura. La ripresa delle pubblicazioni di un organo di stampa ufficiale del P.S.D.I. non è più ulteriormente rinviabile: da quanto tempo i parlamentari, i membri del Governo, i Sindaci, i Partiti fratelli dell'Internazionale Socialista non ricevono un giornale col Sole Nascente, che adempia quanto meno al compito di ricordare che il PSDI è vivo e vegeto e non defunto come molti erroneamente credono?

Ma il punto è: come possiamo operare senza risorse? Nessun compagno lasci dunque il Partito privo del proprio indispensabile apporto; chi non l'avesse ancor fatto, approfitti di queste ultime settimane del 2009 per mettersi a pari con le contribuzioni dovute. E chi può fare qualcosa di più, lo faccia.