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DOCUMENTO APPROVATO ALL'UNANIMITA' DAL CONSIGLIO NAZIONALE IL 4 LUGLIO 2009
di Ufficio Stampa (del 06/07/2009 alle 12:42:00, in Ufficio Stampa, linkato 914 volte)

Il Consiglio Nazionale, con la discussione ed i numerosi interventi dei compagni ha avuto modo di prendere atto e registrare che :

1) il voto europeo, a cui il Partito non ha partecipato con proprie liste di candidati o propri rappresentanti in altre liste, ha dimostrato con tutta evidenza il dato della scarsa, se non scarsissima, affluenza alle urne da parte del popolo degli elettori. La scarsissima partecipazione dei cittadini alle urne è da attribuirsi in particolar modo alla distanza enorme che oggi separa la gente comune dagli organismi rappresentativi europei,dalla sfiducia della gente nei riguardi delle modalità con cui tali elezioni vengono svolte (circoscrizioni troppo grandi e liste di candidati calate dall'alto, peraltro già destinati a vincere o perdere!). Occorre, quindi,provvedere al più presto alla revisione e modifica di tale sistema elettorale, allineando, ad esempio, le circoscrizioni ai territori regionali ed utilizzando strumenti di maggiore partecipazione del popolo degli elettori alla formulazione delle liste dei candidati.

 2) Per il voto referendario, sul quale non è stato raggiunto nemmeno il quorum,appare di tutta evidenza che tale istituto è considerato da parte della gente che va a votare come obsoleto e superato. Gli elettori non vogliono più essere chiamati al voto soltanto per abrogare una legge, sulla quale il Parlamento non è stato capace di decidere, considerato oltre tutto che subito dopo il voto tutto rimane impantanato lì dove è, ed ancor più non vogliono assolutamente essere convocati alle urne per esprimere il proprio giudizio su proposte normative tecnicamente inaccessibili ed incomprensibili alla più larga maggioranza degli elettori.

3) Il voto amministrativo merita un approfondimento ed una valutazione assolutamente particolare, perchè coinvolge la linea politica delle idee guida e del sistema delle alleanze sulle quali il Partito, se vuole sopravvivere, deve necessariamente muoversi nell'immediato futuro.

Il Partito,nel rispetto della autonomia riconosciuta ad ogni sua componente presente sul territorio nazionale(Organismi regionali, provinciali e cittadini) – e gelosamente richiesta e preservata - dalle linee guida del Congresso di Bellaria e dai deliberati della Direzione e del Consiglio Nazionale, ha costruito presenze ed alleanze locali quasi a 360 gradi, nel tentativo estremo di conseguire rappresentanze nelle istituzioni.

Tranne rarissime eccezioni,nulla essendo intervenuto per ostacolare i progetti e gli obiettivi locali, tale operazione, visti i risultati ottenuti, è da ritenersi assolutamente negativa.

Il PSDI, quindi, così come si presenta, a partire dal simbolo per poi continuare nelle sue forme organizzative, a livello nazionale, sul territorio, non solo non riesce a penetrare maggiormente nel giudizio positivo della gente che va a votare, ma addirittura arretra quasi dovunque dal Nord al Centro ed al Sud del Paese.

Certamente, l'avversione ormai conclamata del corpo elettorale nei confronti dei Partiti storici ( alcuni di questi magari riveduti e corretti come il Partito Democratico o l'arcipelago della sinistra tradizionale);certamente la presenza di potenti macchine elettorali, tali anche dal punto di vista economico e finanziario;certamente la scarsa presenza organizzativa del Partito sul territorio anche a causa degli ancora più scarsi mezzi finanziari disponibili sono stati tutti fattori dello schiacciamento del PSDI .

Rimane comunque la necessità e l'urgenza assoluta di ripensare il tutto( simbolo, modi organizzativi di essere sul territori, progetti e proposte politiche concrete capaci di riprendere a parlare alla mente ed al cuore della gente).

Per fare questo si rende necessario un appuntamento urgente di tutti i quadri dirigenti, da tenersi entro l’autunno, nel corso quale ripensare nuove strategie ed un modo nuovo di essere e di presentarsi da parte del Psdi, anche rispetto ad ogni ipotesi di alleanza, perchè il Partito possa pensare di continuare a vivere. Il tempo stringe e le elezioni regionali sono ormai alle porte! Il Consiglio Nazionale affida alla Direzione il compito di individuare lo strumento più idoneo, quale una conferenza programmatica aperta a tutti e soprattutto alla generazione più giovane. Comunque un obiettivo dirompente di cambiamento. Ogni continuare a restare fermi e nell'attesa che qualche miracolo discenda dal cielo sarebbe assolutamente mortale, tenuto comunque conto delle tante nuove adesioni che pervengono quotidianamente.

Ogni soluzione nuova e concreta risulterà certamente utile per il PSDI, una volta fatte salve le sue radici storiche che dovrebbero sempre vederlo collocato nell'ambito di un progetto politico finalizzato a rendere più forte nel Paese la presenza di quanti continuano a credere nei valori di uno Stato autenticamente democratico, socialista, federale e laico e capace di realizzare le riforme necessarie a consentire un grado maggiore di libertà e di benessere a favore del popolo italiano.