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Lettera dei Giovani Socialdemocratici
di Ufficio Stampa (del 05/02/2007 alle 11:52:39, in Lettere Aperte, linkato 1550 volte)
Al dott. Renato D’Andria
Al dott. Carlo Colella
Al dott. Vittorio Sica

Cari ex compagni,
che ritenete di avere la legittimità di un partito di cui non rappresentate che una esigua minoranza; vi scrivo perché è doveroso da parte mia, quale rappresentante giovanile, comunicarvi di essere scandalizzata e dispiaciuta nel vedere calpestati i principali valori su cui questo partito si è sempre poggiato e per cui ha combattuto.
Saragat ci ha insegnato a lottare per i valori che dovevano mantenere in vita una vera democrazia: libertà, giustizia sociale e uguaglianza. Lo ha, finanche, dimostrato facendosi arrestare dalla polizia fascista, difendendo i diritti di tante persone che non erano rispettate.
Ed io mi chiedo: nessuno ha seguito il suo esempio? O meglio qualcuno lo ha seguito in negativo?
Tutti i giovani socialdemocratici non si sentono riconosciuti da chi ritiene rappresentare il nostro partito. Alcuni di loro, dopo essersi fatti eleggere in partiti di centro destra, pretendono di farsi “nominare”: segretario nazionale giovanile in un congresso nazionale privo, per altro, di ogni valore giuridico e politico.
Caro Vittorio, sai cosa mi dispiace di te il fatto di non essere stato un compagno onesto, leale e sincero. Soprattutto, non hai avuto il coraggio di dire ‘basta’ a chi, molto spesso, non ha nemmeno saputo rispettare la tua persona. Nella vita bisogna imparare ad avere coraggio e ad essere responsabili delle proprie azioni e non credo tu abbia saputo fare questo. Il tuo dovere, da consigliere eletto nelle liste di centro destra, sarebbe stato quello di dimetterti da un partito che non può avere nulla a che spartire con l’ideologia di destra.
Noi giovani non ci sentiamo riconosciuti da una politica che non rispetta le persone e i suoi valori.
I giovani socialdemocratici veri siamo noi, quelli che durante il congresso nazionale del dicembre 2005, hanno dimostrato la loro gioia e il loro orgoglio nell’appartenere ad un partito sensibile ai valori che dovrebbero, veramente, guidare una società.
Noi crediamo nella possibilità che nel nostro partito possano essere ripristinate le condizioni di una vita politica democratica, civile e rispettosa della dignità altrui.
In caso contrario, io Lucia Riefolo insieme a tutti i giovani socialdemocratici, ci vedremo costretti a ritirarci dalla vita politica, dimostrando agli altri, che proprio perché crediamo nei valori socialdemocratici, non possiamo continuare a vivere una vita di partito che ci nega di vivere, pienamente, questi valori.
Siamo delusi, sconcertati, scandalizzati nel prendere coscienza di quanto in basso possa cadere la politica e gli uomini, che si ritengono essere, politici.
Spero, con tutto cuore, che queste poche righe vogliano aiutarvi a riflettere e a rivedere i propri errori, chiedendo scusa a chi ha creduto nella lungimiranza di questo partito cioè nel nostro fondatore Giuseppe Saragat.
Probabilmente dopo queste mie parole inviterete anche me a fare una partita a briscola, magari al fianco della mia cara compagna ‘Cri’, con la differenza che, rispetto a quanto pensiate voi, la politica ci perderebbe, perderebbe l’occasione di riscattare la sua storia.
Oppure, anche io, meriterò, ingiustamente, come tanti altri compagni l’esplulsione. Nonostante ciò, sarò orgogliosa di aver dimostrato che ancora una volta il pensiero democratico, evidentemente, a qualcuno da fastidio.
Caro presidente Saragat, anche se le circostanze non ci permetteranno di restare nel partito da te fondato, noi giovani saremo fieri di appartenere a quei valori socialdemocratici che ci hai insegnato.
Il nostro cuore resterà, per sempre, socialdemocratico.

La segretaria nazionale Giovani-PSDI facente funzioni
Lucia Riefolo