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DOLORE E SOLIDARIETA’ DEI SOCIALDEMOCRATICI PER LE VITTIME DEL SISMA IN ABRUZZO: QUESTE TRAGEDIE SONO SEMPRE PIU’ FIGLIE DELL’INCURIA E NON DELLA FATALITA’
di Luciano G. Calì (del 06/04/2009 alle 15:47:48, in Ufficio Stampa, linkato 866 volte)
«Se è pur vero che il sisma in Abruzzo è stato un evento geologico incontrollabile, la gravità dei suoi effetti è però conseguenza anche dell'inerzia mostrata troppo a lungo nei confronti delle politiche di prevenzione.» Luciano G. Calì, segretario regionale toscano del Partito Socialdemocratico, interviene sulla tragedia che ha colpito duramente l’Abruzzo. «E’ giunto il momento di porre fine all’utilizzo indiscriminato di termini quali “fatalità” e “tragedia inevitabile”: le zone ad elevato rischio sismico sono ben note da tempo, ma le opere di prevenzione vengono spesso disattese o rimangono semplicemente un miraggio. Le iniziative legislative di regioni come la Sicilia e la Toscana per l’edilizia scolastica sono indubbiamente lodevoli, tuttavia oggi occorre un grande piano nazionale per la sicurezza antisismica, un piano promesso da decenni ma che nei fatti non è stato mai messo in pratica.»
A ben guardare, il costo stimato per gli interventi di consolidamento strutturale per le abitazioni private e gli edifici pubblici dovrebbe aggirarsi intorno ai 150 miliardi di Euro. Se questa cifra può apparire enorme, allora è utile ricordare che è inferiore al doppio della spesa che gli italiani hanno affrontato negli ultimi quarant’anni per le ricostruzioni post-terremoto.
«Tutti gli studi indicano infatti – prosegue Calì – che intervenendo prima di un evento sismico si realizzerebbe un risparmio del 45% sulla successiva spesa di ricostruzione; senza calcolare le vittime, i feriti e gli sfollati che verrebbero scongiurati.
Gli interventi di prevenzione rappresenterebbero inoltre un investimento produttivo in grado di rilanciare e sostenere economicamente un settore, quello dell’edilizia, diffuso capillarmente anche nelle zone meno ricche del nostro Paese, e che spesso sono anche le più esposte al rischio sismico. Il tutto senza deturpare i paesaggi ed i profili architettonici urbani, e scongiurando persino il peggioramento della solidità statica determinato sugli edifici “ritoccati”.»
Ma, in tempi di grave crisi economica, da dove si potrebbero ricavare tali risorse? «I denari per dare inizio a questo ciclo virtuoso, paradossalmente, ci sarebbero già. Se non altro, almeno in parte: è stato per l’appunto calcolato che i fondi dell’8xmille derivante dalle dichiarazioni dei redditi inoptate, ovverosia quelle che i cittadini non firmano in favore di nessuna confessione religiosa ma che vengono comunque ripartite tra di esse, si aggirano annualmente intorno ai 500 milioni di euro. Convogliando questi fondi tramite una semplicissima modifica del meccanismo vigente – conclude Luciano Calì – sarebbe sufficiente un progetto di investimenti a medio termine per avviare la realizzazione dei primi interventi strutturali sull’intero territorio nazionale.»