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I SOCIALDEMOCRATICI ETNEI SI ORGANIZZANO IN VISTA DELLE PROSSIME IMPEGNATIVE SCADENZE
di Nino Gennaro (del 08/03/2009 alle 21:36:48, in Eventi, linkato 1012 volte)

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I socialdemocratici etnei si organizzano in vista delle prossime impegnative scadenze

IL PSDI DI CATANIA PREPARA IL RILANCIO DEL PARTITO

I lavori del Comitato Direttivo Provinciale con la partecipazione dei compagni Vincenzo Castiglione, Stefano Gullo e Antonello Longo

Affrontati i temi della crisi economica delle maggiori città siciliane e delle carenze nei servizi e nelle infrastrutture


Nella sala Bellini del Jolly NH Hotel di Catania si è riunito venerdì 6 marzo il Comitato Direttivo della Federazione Provinciale etnea allargato ai dirigenti delle sezioni cittadine. Ai lavori, introdotti dal Segretario Provinciale Giorgio Natale Mazza, hanno preso parte il Segretario Regionale Vincenzo Castiglione, il responsabile per le relazioni internazionali della Direzione Nazionale del PSDI Stefano Gullo ed il Vice Segretario Nazionale del Partito Antonello Longo.

Oggetto della riunione l'esame delle iniziative organizzative e politiche da assumere nei prossimi mesi, anche in vista del prossimo turno di elezioni amministrative del 7 giugno che vedrà interessati nella provincia di Catania i comuni di Acireale, Acicastello, Mascalucia, Motta S.A., Ragalna e Zafferana Etnea.

"I socialisti democratici catanesi sono pronti a mobilitarsi - ha affermato il compagno Giorgio Natale Mazza nella sua relazione - per affermare la loro presenza nella campagna elettorale che interessa un numero cospicuo di elettori, pur tenendo conto delle difficoltà indotte dallo sbarramento al 5 per cento introdotto recentemente in Sicilia non solo per le regionali ma anche per i comuni e le province. Attendiamo che dalla sede nazionale ci giungano i manifesti per il Tesseramento 2009 per affiggerne almeno mille in tutti i principali comuni etnei. E' inoltre fondamentale - ha continuato Mazza - che il PSDI faccia sentire la sua voce, intervenendo su tutti i temi principali che assillano la nostra comunità. In particolare la nostra Federazione è pronta a presentare una articolata proposta rispetto alla crisi economica del Comune di Catania, che rischia di fallire sotto il peso di una enorme massa di debito, assurdamente accumulato negli anni anche al di fuori della contabilità di bilancio. Nelle prossime settimane la piattaforma politico-programmatica dei socialisti democratici catanesi sarà oggetto di un pubblico convegno e per la buona riuscita di questa iniziativa fin da oggi tutto il quadro dirigente è chiamato a lavorare con il massimo impegno, aprendo così il dialogo con la città per una nuova stagione di presenza e di rilancio del Partito."

Un appassionato dibattito sulla relazione di Mazza ha visto gli interventi molto applauditi dei compagni Cannavò, Pesce, Entità, Consoli, Messina, Zuccarello e Castana. Il compagno Antonino Gennaro, in particolare, dopo aver commemorato il compagno Luigi Preti recentemente scomparso, ha svolto una relazione sul nuovo assetto organizzativo della Federazione, che ruota attorno all'apertura di quattro nuove sezioni accanto alle tre già esistenti (le Sez. "Giuseppe Lupis" e "Giuseppe Saragat" di Catania e la Sez. "Giacomo Matteotti" di Adrano, che edita il mensile "Universo Sicilia"). Nello spirito dello Statuto regionale del Partito, la fisionomia del gruppo dirigente a livello provinciale e regionale sarà per l'avvenire configurata non su credenziali notabilari del passato ma sulla effettiva attuale presenza sul territorio attraverso le sezioni. In tal senso va la proposta di integrare il Direttivo Provinciale con due compagni della ricostituita Sez. "Filippo Turati", che è la prima delle nuove quattro ad essere già operativa. Viene infine confermato l'impegno a dotare la Federazione in tempi brevi di una propria sede provinciale.

Il Segretario Provinciale, concordando con la relazione del compagno Gennaro, ha proposto la cooptazione nel Comitato Direttivo dei compagni Alfio Molino e Maurizio Salemi, in rappresentanza della Sez. "Filippo Turati", che è stata unanimemente approvata per acclamazione.

Il Segretario Regionale Vincenzo Castiglione ha analizzato con forti accenti critici il momento politico regionale e nazionale. "Verrebbe voglia - ha detto Castiglione - di disertare il voto, di fronte ad un quadro politico in cui le forze di governo non riescono nemmeno a dire con chiarezza quali siano le reali condizioni dell'economia e della società italiana. La grande crisi mondiale del sistema capitalistico è stata provocata da quegli stessi maghi della finanza che oggi non sanno indicare vie d'uscita da una situazione quanto mai difficile. Cambiano i governi ma la Sicilia viene sempre penalizzata da scelte economiche ingiuste ed incomprensibili: si dirottano i fondi destinati alle opere infrastrutturali verso il nord, con il nuovo Presidente della Regione che persegue alleanze elettorali con Bossi mentre continua a governare con gli uomini di Cuffaro che boicottano ogni tentativo di risanamento. E sono d'accordo anch'io a costruire quattro centrali nucleari in Sicilia - ha concluso Castiglione - a condizione però che ne venga costruita almeno una ad Arcore."

Il compagno Stefano Gullo, della Direzione Nazionale, ha ricordato il lungo cammino della Sicilia dalle lotte contadine e per l'industrializzazione all'attuale stagione in cui l'agricoltura e tutta l'economia siciliana è in ginocchio. Passando alla vita del Partito, il compagno Gullo dopo essersi complimentato con i compagni di Catania ha aggiunto: "Sono molti i vecchi compagni socialdemocratici che in tutta la Sicilia occidentale sono pronti ad accogliere il richiamo del PSDI; è necessario però che il Partito si doti almeno degli strumenti organizzativi minimi indispensabili per raccoglierne la disponibilità." Il compagno Gullo ha anche riferito delle iniziative da lui intraprese per riaprire la storica Sezione "Giacomo Matteotti" di Palermo e per riprendere i contatti con i siciliani dell'emigrazione, in Venezuela, in Canada ed in Australia, nonché delle attività della Fondazione Francesco Crispi da lui costituita quando ricoprì la carica di Sindaco di Ribera in provincia di Agrigento, che può oggi diventare un ulteriore importante strumento delle iniziative culturali della nostra area.

I lavori sono stati conclusi dal Vice Segretario Nazionale Antonello Longo, che si è soffermato sulla grave emergenza civile che vive la Sicilia. Grandi comuni come Palermo e Catania sull'orlo della bancarotta, servizi vitali per il cittadino - dallo smaltimento dei rifiuti all'approvvigionamento idrico, dai trasporti alla sanità - che vengono negati rendendo invivibili le nostre città. Il nodo dei servizi va affrontato - ha detto Longo - smantellando i carrozzoni clientelari creati dalla cattiva politica e mettendo nuovamente i comuni nelle condizioni di affrontare la fornitura di servizi con i propri organici, consorziandosi liberamente fra di loro come previsto dallo Statuto siciliano oppure, quando è indispensabile esternalizzare, garantendo una effettiva e reale concorrenza tra le imprese che possono gestire il servizio pubblico.

Infine il compagno Longo ha ricordato gli impegni della struttura nazionale del PSDI in vista delle elezioni europee, informando sui prossimi appuntamenti nei quali si dovrà decidere la collocazione del Partito nella campagna elettorale per reagire alla svolta autoritaria che sta comprimendo sempre di più il pluralismo del dibattito e delle rappresentanze politiche, senza che i grandi contenitori di destra, sinistra e centro offrano segnali credibili di capacità riformatrice.

"Resta fermo l'imperativo, secondo i deliberati del Congresso Nazionale, di organizzare il Partito, che non deve rimanere in uno stato magmatico; e questo va fatto anzitutto - ha concluso il Vice Segretario Nazionale Antonello Longo - definendo meglio gli aspetti della struttura federale nel rapporto con i territori, censendo le sezioni realmente esistenti ed operanti in Italia e la presenza di amministratori, chiamando le sedi periferiche al funzionamento democratico attraverso l'indizione dei congressi provinciali e regionali che non devono tenersi sbrigativamente o peggio ancora solo pro-forma in vista delle assise nazionali ma devono essere un momento di mobilitazione e di crescita del Partito, creando le condizioni per un dibattito politico interno sereno ma serio e approfondito."

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