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LA CRISI DEL PD SIA LA SCINTILLA PER REALIZZARE UN MODERNO E PLURALE PARTITO SOCIALDEMOCRATICO
di Luciano G. Calì (del 25/02/2009 alle 14:59:04, in Ufficio Stampa, linkato 2019 volte)
«Il fallimento della linea Veltroni ed il grave stallo in cui versa l’opposizione parlamentare, rendono evidente come il decantato “obamismo all'amatriciana” non sia importabile, tout court, all’interno del quadro politico italiano, strutturalmente e culturalmente lontano dall’esperienza statunitense.» Luciano Calì, Segretario toscano del Partito Socialdemocratico, interviene in merito ai recenti eventi che hanno portato alle sconfitte elettorali democratiche in Abruzzo e Sardegna, nonché alle dimissioni di Walter Veltroni. «Gli ex Democratici di Sinistra, protagonisti unitamente alla Margherita di questa prima e travagliata fase di vita del Partito Democratico, non hanno saputo farsi carico delle istanze progressiste, riformatrici e laiche che storicamente sono sempre appartenute alla tradizione socialdemocratica europea; conseguentemente, temi quali la laicità, i diritti civili ed i diritti sociali, l’integrazione e la partecipazione, non avendo trovato accoglienza all’interno della nuova creatura democratica, sono stati infine privati anche di una loro legittima rappresentanza istituzionale. E’ proprio da qui che nasce quel deficit politico e di contenuti che sta provocando il repentino disfacimento del PD.
E’ da qui, e non dai seppur violenti contrasti per la leadership, che trae origine il suo attuale declino.
Per arrestare la deriva, che procede a ritmi esponenziali, il PD dovrà quindi decidere, in maniera chiara e risoluta, cosa vorrà diventare da grande: potrà optare per realizzare un nuovo centro moderato insieme ai Mastella, Follini e Casini oppure, magari, potrà prendere finalmente coscienza che ancora oggi in Italia è colpevolmente assente una forza socialdemocratica affine all'SPD ed alle altre esperienze del socialismo democratico continentale, plurali nella loro identità interna ma unite nell’azione programmatica e di governo. Partiti che rappresentano autenticamente l’argine laico e riformista d’Europa.
Il Partito Democratico, in questi giorni di scelte difficili e decisive, avrà pertanto sulle sue giovani spalle una responsabilità politica di portata storica: dopo aver sperimentato dolorosamente la strada di uno pseudo riformismo conservatore e di una presunta autosufficienza elettorale, per sopravvivere ed avviarsi verso la sua maturità, dovrà trovare l’audacia di ergersi a nucleo costituente di un moderno e laico Partito Socialdemocratico italiano, in un progetto che muovendo dal PS, dal PSDI e da SD – unici Partiti ad essere ancora saldamente legati all’esperienza del Socialismo Europeo – sia in grado di coinvolgere intorno a sé i tanti cittadini che per decenni si sono frammentati nei mille rivoli della sinistra riformista.»