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I SOCIALDEMOCRATICI CON I CITTADINI DALLA PARTE DEL BUON SENSO
di Luciano G. Calý (del 10/02/2009 alle 10:23:35, in Ufficio Stampa, linkato 1967 volte)
«Le ragioni di Beppino Englaro, padre di Eluana, sono condivisibili, legittime e piene di buon senso. Nessuno più di lui, ad ogni modo, ne sta oggi sopportando il doloroso peso delle conseguenze.» E’ questa la precisa opinione di Luciano G. Calì, Segretario toscano del Partito Socialdemocratico in merito ai recenti fatti di Udine. «È bene ricordare che Eluana non era in coma, condizione nella quale l'attività cerebrale superiore è solo sospesa ed, in alcuni casi, può essere ristabilita. Essa era piuttosto in stato vegetativo persistente, situazione ben più grave, dovuta ad un danno irreversibile delle strutture nervose, in particolar modo della corteccia cerebrale, che sottendono alle attività mentali, alla coscienza, ed alla personalità. Il suo organismo, da oltre diciassette anni, conservava solamente le attività vegetative, come il ritmo sonno-veglia, le attività ormonali e le funzioni viscerali.
Per Eluana si è però giunti a parlare persino di una sorta di disabilità, notevole ma non necessariamente definitiva; oppure di fragilità; nel senso che chi si trovi in SVP sarebbe solo un essere più fragile degli altri, e per questo bisognoso di maggiore assistenza.
La morte della povera donna fa parlare a sproposito di eutanasia, se non di un vero e proprio programma di eliminazione di malati e disabili, senza badare al fatto che, assai più semplicemente, la vita della persona Eluana era già finita tragicamente a seguito dell’incidente automobilistico avvenuto ben diciassette anni fa.
Si dimentica la denuncia dell'accanimento terapeutico e non si vede invece quanto accanimento vi sia stato nelle piazze, nei cortei, nelle prediche e nelle bottiglie d'acqua offerte ad Eluana.
Per una volta, da socialdemocratici, laici e fermi sostenitori di una chiara iniziativa di legge in favore del testamento biologico, non possiamo che essere d'accordo con le parole espresse dal Senatore Andreotti: «tutti dovrebbero fare un passo indietro di fronte al dolore della famiglia Englaro. Ci sono vicende nelle quali la politica deve fermarsi sulla soglia di casa delle persone. Abbiamo a che fare con una famiglia già duramente provata da una tragedia e nessuno può arrogarsi il diritto di decidere d'imperio.»
Per tutte queste ragioni il PSDI si è mobilitato, in Toscana come in tante altre regioni d’Italia, avendo ben chiari i principi di laicità e di libertà delle coscienze che, da quanto è possibile dedurre dai sondaggi, sono condivisi dalla stragrande maggioranza degli italiani.