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LETTERA APERTA ALL'ASSESSORE MASSIMO OSTILLIO
di Ufficio Stampa (del 05/12/2008 alle 14:22:18, in Ufficio Stampa, linkato 1224 volte)

MAGISTRO: CARO ASSESSORE OSTILLIO, ZIO BRUNO E ZIO GUIDO, SONO A BARI PER ANDARE AL CIMITERO E PER PORTARE A BRESCIA E PADOVA LE CARTELLATE, NON PER LE NOTTI BIANCHE !

Il Segretario Nazionale del PSDI, Mimmo Magistro, ha inviato una lettera “semiseria” all’Assessore Regionale al Turismo, Massimo Ostillio.

“Caro Massimo, se ci sarà pioggia, la colpa non è né mia, né di Rocco Palese. E’ Onofrio Introna che per alzare il livello delle sue dighe ha obbligato i suoi collaboratori a dedicare almeno un’ora della loro giornata alla “danza della pioggia”. Brutta giornata per il tuo Presidente Vendola tirato per la giacca da Introna ( è quasi monco per come Introna gli tira il braccio) che auspica pioggia per tutto il week-end e da te che hai fatto bombardare il cielo per allontanarla.

Devo dire che non è la fantasia che ti manca! In questi giorni hai stravolto tutte le tecniche delle comunicazioni, della programmazione, del diritto amministrativo, tutti i record di velocità nella pubblica amministrazione. La facoltà di Scienze dell’Informazione è in crisi perché dovrà mandare al macero tutti i testi in circolazione e le tue “performances” sono su tutti i siti internet. Si ha notizia che a Pasadina, i tecnici della Nasa studiano come sia stato possibile anche retrodatare le pubblicazioni di atti che avrebbero dovuto essere affisse dal 22/10/08 al 02/11/08, ed invece risultano essere state pubblicate dal 22/10/08 al 04/10/08!

Condivido la tua decisione di contare le presenze in più di questi giorni nelle strutture alberghiere, però, mi raccomando, nel conteggio dei turisti attratti dal tuo programma di “Notti Bianche” (record mondiale perché sino ad oggi si conosceva la “Notte Bianca”) non conteggiare, oltre che il Presidente russo Medvedev e la sua scorta, zio Bruno e zio Guido.

 Ti assicuro che loro vengono ogni anno per l’Immacolata. Uno vive a Brescia da vent’anni e l’altro è a Padova da trenta. Preferiscono venire all’Immacolata per mettere insieme i loro obblighi nei confronti dei morti e dei vivi. A novembre il cimitero di Bari è quasi impraticabile, troppo chiasso per chi vuole stare in meditazione dinanzi ai propri cari e, quindi, aproffittano di questo weekend che (e qui è la loro furbizia) consente loro di andare sia al cimitero sia a Barivecchia, a “jarc-vasc” ove le vecchiette, oltre alle orecchiette, hanno già preparato le cartellate da portare su a Brescia e Padova, dove festeggeranno il Santo Natale con le loro nuove famiglie.

Però, zio Guido e zio Bruno , non devi contarli, come non devi contare i venti/trenta collaboratori di Venditti e tutti gli altri (tanti, ma tanti) che scendono a Bari ed in Puglia in questi giorni per prendere le grosse prebende, non certo per lasciare soldi e prosperità.

Agli imprenditori alberghieri di Ugento o di Otranto che a maggio riapriranno ed a cui, ancora una volta, mancherà l’acqua e la fogna cosa racconteremo? Gli faremo sentire un bel “cd” , magari duplicati in cento milioni di copie da mandare in giro per il mondo (a carico del prossimo POR?) delle esibizioni dei tanti, ma tanti, tantissimi artisti (e presunti tali) che in Puglia hanno trovato “l’albero della cuccagna” e che, ne sono certo, torneranno in Puglia il prossimo dicembre a festeggiare la ricorrenza. Una ricorrenza che, certo, non ricorderanno i pugliesi disoccupati, precari, cassintegrati ed in mobilità, che al cenone di questo Natale – se ci arriveranno- saranno costretti a stringere ancora la cinghia”.